San Vinebaldo
SAN GIOVANNI IV, VESCOVO DI NAPOLI (853).
Pastore in Champagne
Pastore del VII secolo in Champagne, Vinebaldo divideva il suo tempo tra la custodia dei suoi buoi e gli studi a La Ferté-Gaucher. Noto per i suoi miracoli legati all'acqua e la sua pazienza di fronte alle persecuzioni locali, è particolarmente invocato per la guarigione dalle febbri a Villeneuve-la-Lionne.
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SAN VINEBALDO, PASTORE IN CHAMPAGNE (VII secolo).
SAN GIOVANNI IV, VESCOVO DI NAPOLI (853).
Culto e pellegrinaggio a Villeneuve
Descrizione del celebre pellegrinaggio a Villeneuve per la guarigione dalla febbre, che attira numerosi fedeli dalla Brie.
Esiste, nella chiesa di Villeneuve, nella diocesi di Châlons-sur-Marne, un pellegrinaggio molto celebre, quell o di san Vineba saint Vinebault Pastore in Champagne, noto per i suoi miracoli legati all'acqua e al ginepro. ldo, per ottenere la guarigione dalla febbre. Si giunge in folla, soprattutto dalla Brie, la domenica del Buon Pastore; si contano fino a millecinquecento persone.
Si notano nella chiesa un'infinità di ex-voto, in segno di riconoscenza per le guarigioni ottenute. Nonostante il raffreddamento della fede, i popoli conservano una grande fiducia nell'intercessione dei Santi, e tale fiducia non viene delusa.
Giovinezza e il miracolo del ginepro
Vinebault, pastore desideroso di istruirsi, viene punito dagli abitanti di Vézier; egli maledice allora la crescita del ginepro sulle loro terre.
Vinebault Vinebault Pastore in Champagne, noto per i suoi miracoli legati all'acqua e al ginepro. abitava nel territorio di Vill eneuve-la-Lionne e c Villeneuve-la-Lionne Luogo di residenza, di sepoltura e di pellegrinaggio di san Vinebaldo. ustodiva i buoi. Poiché desiderava molto istruirsi, andava alla scuola di La Ferté-Gauc her, che dista d la Ferté-Gaucher Luogo in cui Vinebault si recava a scuola. ue leghe. Un giorno, durante la sua assenza, i suoi buoi causarono alcuni danni nei campi di Vérier. Gli abitanti chiamarono a gran voce Vinebault affinché venisse a sorvegliare i suoi buoi. Vinebault sente la loro voce e dice al suo padrone: "La gente di Vézier mi chiama; lasciatemi andare". Il suo padrone gli risponde: "Ma io non sento nulla. Inoltre, c'è una distanza troppo grande da qui a Vézier per poter sentire la voce degli abitanti". Vinebault aggiunge: "Vedrete che non mi sbaglio". Allo stesso tempo posò il suo piede sul suo; il padrone allora sente come lui e lo lascia andare. Ma quando Vinebault arriva sul territorio di Vézier, gli abitanti, furiosi contro di lui, lo afferrano e lo frustano duramente con del ginepro. Egli sopporta questo maltrattamento senza lamentarsi; soltanto dichiara che non sarebbe mai cresciuto del ginepro sul territorio di Grands-Bayeux, di Vézier e di Villeneuve-la-Lionne. In effetti, da quell'epoca, non se ne può trovare un solo piede, mentre ve n'è in abbondanza in tutti i paesi circonvicini.
Il miracolo della sorgente
Vinebault fa scaturire una sorgente miracolosa per ricompensare una donna caritatevole, un'acqua che guarisce la febbre ma esige rispetto.
Si racconta ancora un altro tratto notevole di Vinebault. Scendeva la costa di Villeneuve-la-Lionne per condurre i suoi buoi a bere al fiume. Incontra una donna che riportava dell'acqua dal fiume e, volendola mettere alla prova, le chiede di darne ai suoi buoi; ma lei gli risponde che non era andata a cercarla così lontano per darla al suo bestiame, e che poteva benissimo condurli lui stesso fino al fiume, dove ne avrebbero avuta quanta ne volevano. Vinebault non dice nulla e continua il suo cammino. Incontra a metà costa un'altra donna e le fa la stessa richiesta; più compiacente della prima, lei dà dell'acqua ai buoi. Allora Vinebault conficca il suo bastone nella terra e dice a questa donna: «Non andrete più a cercare l'acqua lontano, poiché ecco una sorgente qui». Effettivamente scaturisce all'istante un'acqua abbondante, molto sana, e che ha ancora la virtù di guarire la febbre. Ma san Vinebault vuole che si rispetti questa fontana. Nella grande rivoluzione del 1793, in cui si profanava tutto, si volle lavarvi dei panni da bambino, e subito la fontana si prosciugò. Riapparve più tardi, quando non ci si permise più di sporcarla. Recentemente ancora, due anni fa, si è osato farvi il bucato, e si è prosciugata di nuovo. Allora si fece vietare di lavarvi dei panni, e l'acqua ritornò. Ora è stato costruito un lavatoio più in basso, e l'acqua è sempre molto abbondante.
Morte e miracoli postumi
Dopo la sua morte, la tomba di Vinebault divenne un luogo di miracoli e la sua statua manifestò la volontà di rimanere nella sua cappella originaria.
Vinebault terminò una vita di buone opere e di penitenza con una morte preziosa davanti a Dio. Fu sepolto a Villeneuve-la-Lionne. La sua tomba divenne celebre per i miracoli che vi si compivano. Fu costruita una cappella sulla sua tomba e vi fu posta la statua del Santo: non se ne chiude mai la porta per lasciarvi entrare tutti coloro che lo desiderano. Quando si tenta di chiuderla, il giorno seguente la si ritrova aperta. Si provò più volte a trasferire la statua del Santo nella chiesa; ma alcuni giorni dopo, essa si trovava nel fondo della valle, cosicché si fu costretti a lasciarla nella cappella che si trova nel cimitero.
L'ascesa di Giovanni di Napoli
Resoconto di Giovanni, calligrafo divenuto diacono, scelto come vescovo di Napoli in un contesto di conflitto politico tra il governatore e il vescovo Tiberio.
Gi ovan Jean Calligrafo divenuto vescovo di Napoli nel IX secolo. ni era nato in campagna e nella più estrema povertà. Ciò non impedì a Dio di andarlo a cercare così in basso per elevarlo molto in alto, e in un modo abbastanza singolare da meritare di essere riportato. Divenuto sapiente per carità, abbracciò, per vivere, la professione di scrivano pubblico: era un vero calligrafo il nostro Gio vanni lo Scriva Jean l'Écrivain Calligrafo divenuto vescovo di Napoli nel IX secolo. no; così il lavoro abbondò presto nella sua bottega. Ma, poiché era tanto santo quanto sapiente, la sua virtù fece presto più rumore del suo talento. La Chiesa, che ha sempre ricercato il merito ovunque si trovi, volle arruolare Giovanni tra i suoi ministri, ed egli era diacono quando il governatore di Napoli, uomo litigioso se mai ve ne fu uno, venne a scontrarsi con il vescovo della città, chiamato Tiberio. Questo governatore, che si chiamava Bono, nome che strideva con il suo carattere, fece gettare in una prigione il vescovo che aveva avuto la sventura di dispiacergli e lo oppresse con ogni sorta di miserie. Non si fermò qui: volle farlo sostituire, convocò gli elettori e presentò loro il suo candidato ufficiale. Questo candidato, che risultò essere Giovanni, riunì tutti i voti. Ma agli occhi del nostro Santo, questa elezione era quanto mai anticanonica: così andò a nascondersi. Il governatore lo fece cercare e condurre davanti a sé: «Perché non sottoscrivete la scelta che è stata fatta di voi per la sede di Napoli?» — «Perché colui che la occupava vive ancora». — «Non importa. Lo farò liberare».
Giovanni si trovava dunque posto tra l'alternativa di causare, con il suo rifiuto, la morte del suo pastore che amava e venerava, o di trasgredire una legge della disciplina: da una parte e dall'altra, era un precipizio. In quale cadere? La legge naturale gli comandava di fare tutto il possibile per salvare la vita a un figlio di Dio. Chiese il permesso di andare a conferire con Tiberio nella sua prigione: cosa che gli fu accordata. Tiberio, che sapeva quanto Giovanni fosse privo di ogni ambizione, gli consigliò di accettare nell'attesa. Diciotto mesi dopo, il governatore Bono morì; ma il suo successore immediato non volle ancora concedere alle preghiere di Giovanni la liberazione di Tiberio: Dio permise che egli uscisse da questo mondo sei mesi dopo il suo insediamento, e il nuovo governatore non ebbe nulla di più urgente che rendere il padre al suo figlio. Ma una lunga e dura prigionia aveva esaurito le forze di Tiberio: rivide la luce solo per chiudere gli occhi. Due giorni prima della sua morte, convocò il clero e il popolo, si fece sedere sul trono episcopale, e lì, fece l'elogio di Giovanni, che era stato la consolazione della sua prigionia. Raccomandò di riconoscerlo come vescovo e pregò tutti di attestare al sovrano Pontefice che non era affatto un usurpatore. In effett i, il papa Grego pape Grégoire IV Papa che istituì la festa di Ognissanti in Francia nell'837. rio IV, a cui la questione fu deferita, non vi trovò, dopo le informazioni, nulla da ridire e fece persino venire Giovanni a Roma, dove lo consacrò con le sue stesse mani (842).
Consacrazione papale e morte
Giovanni viene consacrato dal papa Gregorio IV a Roma e muore nell'853, dopo essere stato riconosciuto come vescovo legittimo.
Dieci anni dopo, la vigilia di Pasqua dell'anno 853, moriva pieno di meriti, e mentre la sua anima prendeva la via del cielo, il suo corpo fu portato con grande pompa nella chiesa di San Gennaro, scortato dai neofiti, battezzati la vigilia e ancora vestiti con la loro veste bianca.
Si dice ch e san Paolino di Nol saint Paulin de Nole Padre spirituale di Melania e Piniano. a venne a significare a Giovanni di dover lasciare il nostro povero mondo, ed è per questo che si celebra la sua festa il 22 giugno, giorno di quella di san Paolino, sebbene sia morto il 1° aprile.
Acta Sanctorum, nuova traduzione.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.