2 luglio 1° secolo

Santi Processo e Martiniano

Martiri a Roma

Festa
2 luglio
Morte
2 juillet 68 (martyre)
Categorie
martiri , soldati
Epoca
1° secolo

Soldati romani incaricati di sorvegliare san Pietro e san Paolo nel carcere Mamertino, Processo e Martiniano si convertirono dopo essere stati testimoni dei loro miracoli. Battezzati da san Pietro con l'acqua di una fonte scaturita miracolosamente dalla roccia, subirono crudeli tormenti prima di essere decapitati nel 68 sotto Nerone.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 6

S. PROCESSO & S. MARTINIANO, MARTIRI A ROMA

Conversione 01 / 06

Imprigionamento e conversione

Sotto il regno di Nerone, i soldati Processo e Martiniano, incaricati di sorvegliare gli apostoli Pietro e Paolo nel carcere Mamertino, chiedono il battesimo dopo essere stati testimoni di miracoli.

I secolo. — Papa: San Pietro. — Imperatore: Nerone. Licet Christi passio nobis sufficiat ad salutem, tamen etiam Sanctorum martyrum nobis consultum est ad exemplum. Sebbene la passione di Cristo sia sufficiente per la nostra salvezza, tuttavia quella dei martiri ci è molto utile per servirci da esempio. S. Agostino, Serm. II S. Petri et Pauli. Quando san Pietro ebbe riportato, su Simon Mago, l'illustre vittoria di cui abbiamo parlato nella sua vita, fu gettato nel carcere Mamertino, con l'apostolo san Paolo, per ordine del crudele Nerone. Tra i soldati che furono incaricati di sorvegliarli, Proces so e Mar Processe Soldato romano e martire del I secolo. tini ano erano Martinien Soldato romano e martire del I secolo, compagno di Processo. tra i principali. Poiché furono testimoni delle meraviglie che gli Apostoli operavano in ogni momento sui malati e sugli indemoniati che venivano condotti ai loro piedi, decisero di farsi cristiani. Rivolgendosi dunque a loro, dissero: «Sono già nove mesi, venerabili servitori di Gesù Cristo, che vi teniamo in questa prigione per ordine dell'imperatore; poiché c'è molta apparenza che egli non pensi più a voi, potete dunque andarvene dove vi piacerà; vi chiediamo una grazia prima che usciate: è che ci conferiate il battesimo nel nome di Colui per la cui virtù compite così grandi prodigi». I santi Apostoli dissero loro che se avessero voluto credere con tutto il cuore nella santissima Trinità, avrebbero potuto essi stessi compiere simili meraviglie; cosa che, avendo udito gli altri prigionieri, si misero a gridare tutti insieme: «Dateci dunque dell'acqua per la potenza di Gesù Cristo, poiché siamo consumati dalla sete». San Pietro rispose loro che se avessero creduto in Dio, il Padre onnipotente, in Gesù Cristo, suo Figlio unico, e nello Spirito Santo, avrebbero ottenuto tutto ciò che avrebbero chiesto; e, facendo allo stesso tempo la sua preghiera, fece scaturire, con il segno della croce che impresse sulla roccia Tarpea, dove era situata la prigione, una fontana di acqua viva che non ha mai smesso di scorrere fino ad oggi; e, con questa stessa acqua, battezzò Processo e Martiniano, e cinquantasette altri prigionieri dell'uno e dell'altro sesso.

Martirio 02 / 06

Il processo davanti a Paolino

Arrestati dal magistrato Paolino, i due soldati rifiutano di abiurare la loro fede e subiscono crudeli supplizi, sostenuti dalle esortazioni della matrona romana Lucina.

Essendosi sparsa rapidamente per tutta la città la notizia di questa conv ersion Paulin Magistrato romano che fece torturare i due santi. e, Paolino, magistrato illustrissimo, fece arrestare Processo e Martiniano e li fece comparire il giorno seguente davanti al suo tribunale. Quando furono al suo cospetto, disse loro: «Che cosa dunque! Amici miei, siete stati così folli da abbandonare gli dèi dell'impero e il servizio del vostro principe per questa religione nuova che i Romani non conoscono affatto? Tornate, vi prego, in voi stessi e rientrate nel culto degli dèi onnipotenti; non abbandonate gli ornamenti della vostra milizia e rendetevi meritevoli con la vostra obbedienza alle volontà del vostro sovrano; rinunciate a questa follia che vi è stata messa in mente e adorate gli dèi immortali che avete riconosciuto fin dalla vostra infanzia e nella cui religione siete stati educati». — «Eravamo allora nell'ignoranza», risposero i generosi confessori; «ma ora che siamo stati illuminati da una luce dall'alto e che abbiamo ricevuto i sacramenti della milizia celeste, facciamo professione di essere cristiani e vi protestiamo che saremo per tutta la vita i fedeli servitori del vero Dio, che i beati apostoli san Pietro e san Paolo ci hanno annunciato; non aspettatevi che siamo così vili da abbandonare una causa così giusta. Né le vostre minacce né i supplizi ci spaventano, e siamo tutti pronti a morire per Nostro Signore Gesù Cristo, di cui abbiamo abbracciato la fede». Paolino, vedendo bene da questa intrepida confessione che non avrebbe ottenuto nulla da loro e che le sue parole non avrebbero fatto alcuna impressione sui loro cuori, che la fede rendeva invincibili, fece loro rompere i denti e le mascelle con dei sassi. Ma questo supplizio fu ben lontano dall'incrinare la costanza dei santi Martiri; al contrario, con gli occhi elevati al cielo, cantavano con tutta la loro forza cantici di lode per ringraziare Dio della grazia che concedeva loro di soffrire qualcosa per la gloria del suo nome. In seguito, il tiranno, fatto portare un idolo di Giove, ordinò loro di offrirgli incenso, sotto pena di subire nuovi tormenti. Ma i coraggiosi soldati di Gesù Cristo, disprezzando le minacce di Paolino, invece di sacrificare a quella falsa divinità, la caricarono di ingiurie e sputi: il giudice, irritato, li fece sottoporre immediatamente alla tortura; i loro membri furono slogati con una crudeltà inaudita, i loro fianchi bruciati con piastre di ferro ardente: essi furono così poco turbati che, nel pieno di questo supplizio, cantavano queste belle parole: «Benedetto sia per sempre il nome di Nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha chiamati alla sua conoscenza tramite i beati apostoli san Pietro e san Paolo!». Tra le persone che guardavano questo orribile spettacolo, si trovava una matrona romana di nome Lucina, che li esortava potentemente alla perseveranza. «Generosi soldati di Gesù Cristo», gridava loro in mezzo Lucine Nobile romana che sostenne i martiri e ne curò la sepoltura. alla folla, «mostrate di avere coraggio: non temete supplizi che passano in un momento, sarete ampiamente ricompensati di tutte le vostre pene». Per impedire loro di ascoltare le pie esortazioni di questa santa donna, si gridava loro alle orecchie, mentre si laceravano i loro corpi con degli scorpioni: «Se volete che cessiamo di tormentarvi, obbedite agli ordini dell'imperatore, non rifiutate di sacrificare agli dèi e vi lasceremo in pace; non differite ulteriormente dal riconoscere la religione dell'impero e sarete messi in libertà». Ma Processo e Martiniano, ben lungi dal lasciarsi toccare da queste parole, si fortificavano al contrario sempre più nella fede e nell'amore di Gesù Cristo, e si facevano beffe dei crudeli tormenti che venivano loro inflitti. Tuttavia, Dio non lasciò impunita questa crudeltà; poiché, durante questo supplizio, Paolino perse l'occhio sinistro: e siccome, invece di riconoscere la potenza del vero Dio che rifulgeva in questo primo castigo, fece rinchiudere più strettamente i santi Martiri in prigione per riservarli ad altri supplizi, tre giorni dopo, il demonio essendosi impossessato del suo corpo lo fece morire e portò la sua anima negli inferi. Pompinio, suo figlio, volendo vendicare il padre, corse subito al palazzo per chiedere giustizia contro i nostri santi Confessori; di modo che Nerone ordinò a Cesario, prefetto della città, di non differire più la loro condanna. Questo nuovo giudice non ebbe appena ricevuto tale ordine che lo eseguì: avendoli fatti condurre fuori dalle mura di Roma, fece loro tagliare la testa sulla via Aurelia, presso l'acquedotto, il 2 luglio dell'anno 68 della salvezza, e il tredicesimo anno dell'impero di Nerone. I loro corpi furono las ciati in mezzo voie Aurélienne Luogo dell'esecuzione dei santi. alla campagna per essere divorati dai cani; ma la virtuosa Lucina, che li aveva seguiti con tutta la sua famiglia, avendoli fatti prontamente rimuovere, li imbalsamò con preziosi profumi e li seppellì nel suo podere, da dove furono in seguito trasferiti in una chiesa che fu costruita in loro onore. Ma essendo stata questa chiesa rovinata, il papa Pasquale I fece trasportare, verso l'anno 820, le reliquie dei due Martiri in quella di San Pietro, in Vatican Vatican Luogo di sepoltura di San Gelasio. o, dove sono conservate ancora oggi.

Martirio 03 / 06

Martirio e prima sepoltura

Dopo la morte improvvisa di Paolino, i santi vengono decapitati sulla via Aurelia; i loro corpi sono raccolti e sepolti da Lucina nel suo possedimento.

San Gregorio Magno, nel Saint Grégoire le Grand Papa e autore dei Dialoghi, principale narratore della vita di Servulo. la trentaduesima Omelia sui Vangeli, che pronunciò davanti al popolo nel giorno della loro festa e alla presenza delle loro reliquie, dice che i malati che pregavano presso la loro tomba vi trovavano la guarigione; che coloro che avevano la temerità di prestarvi falsi giuramenti venivano all'istante posseduti dal demonio, e che gli indemoniati vi trovavano la liberazione. Egli riporta anche questo episodio: una donna pia era solita visitare spesso la chiesa dei santi Martiri; mentre ne usciva un giorno dopo aver pregato sul loro sepolcro, essi le apparvero sotto forma di due religiosi, i quali, avvicinandosi a lei, le dissero: «Voi ci visitate ora, e noi, nel giorno del giudizio, vi cercheremo tra tutte le altre creature per rendervi tutto il servizio che potremo». Su questo, quel grande Papa esorta i fedeli a invocare questi due martiri, al fine di averli come difensori in quel giorno terribile, che coglierà di timore anche i più innocenti.

Culto 04 / 06

Traslazione delle reliquie in Vaticano

Nel IX secolo, papa Pasquale I trasferì i resti dei martiri nella basilica di San Pietro in Vaticano per garantirne la conservazione.

San Processo e san Martiniano vengono rappresentati: 1° mentre custodiscono nel carcere Mamertino san Pietro e san Paolo, che li convertirono alla fede; 2° distesi sul cavalletto e colpiti con fruste armate di piombo o con bacchette di giunco, chiamate sferze.

Miracolo 05 / 06

Miracoli e omelia di san Gregorio

San Gregorio Magno riporta le guarigioni operate sulla loro tomba ed esorta i fedeli a invocare questi protettori per il Giudizio universale.

Acta Sanctorum. — Cfr. Storia di san Pietro, dell'abate Maletre.

other 06 / 06

Rappresentazioni iconografiche

I santi sono tradizionalmente rappresentati o come carcerieri degli apostoli, o mentre subiscono il supplizio del cavalletto.

San Processo e san Martiniano vengono rappresentati: 1° mentre custodiscono nel carcere Mamertino san Pietro e san Paolo, che li convertirono alla fede; 2° distesi sul cavalletto e colpiti con fruste armate di piombo o con bacchette di giunco, chiamate sferze.

Acta Sanctorum. — Cfr. Histoire de saint Pierre, dell'abate Maletre.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Custodi degli apostoli Pietro e Paolo nel carcere Mamertino
  2. Conversione e battesimo da parte di san Pietro grazie a una fonte miracolosa
  3. Arresto da parte del magistrato Paolino
  4. Supplizio dei denti rotti e delle piastre di ferro ardenti
  5. Decapitazione sulla via Aurelia sotto Nerone

Miracoli

  1. Zampillo di una fonte di acqua viva sulla rupe Tarpea per mezzo del segno della croce di san Pietro
  2. Punizione di Paolino che perde un occhio e muore posseduto dal demonio
  3. Apparizione postuma a una donna pia sotto forma di religioso

Citazioni

  • Licet Christi passio nobis sufficiat ad salutem, tamen etiam Sanctorum martyrum nobis consultum est ad exemplum. Sant'Agostino, Serm. II S. Petri et Pauli
  • Benedetto sia per sempre il nome di Nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha chiamati alla sua conoscenza per mezzo dei beati apostoli san Pietro e san Paolo! Parole dei martiri sotto tortura

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo