Nobile romano la cui nascita fu predetta da un angelo, Taurino lasciò la sua patria per evangelizzare la Normandia nel V secolo. Primo vescovo di Évreux, trionfò sui demoni e sulle persecuzioni, operando numerosi miracoli tra cui resurrezioni. Morì pacificamente dopo aver consacrato la città alla Santa Vergine.
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SAN TAURINO DI ROMA,
Origini e nascita miracolosa
Nato a Roma da genitori nobili, Tarquinio ed Eutice, la nascita di Taurino è segnata da una profezia angelica e da segni miracolosi.
V secolo.
*Via Dei pax, via Dei humilitas, via Dei patientia est.* *La via di Dio è la pace, è l'umiltà, è la pazienza.* *San Gregorio Magno.*
La nascita di questo santo vescovo fu illustre secondo la carne; egli discendeva da genitori nobili e ricchi nel mondo; ma la storia non indica distintamente quali fossero le loro occupazioni. Roma fu la città che ebbe la fortuna di vedere nascere un così santo personaggio; si ritiene che la sua nascita fu predetta da un angelo. Suo padre si chiamava Tarquinio e viveva nelle tenebre dell'infedeltà; sua madre, Eutice, aveva il vantaggio di essere cristiana: è stato persino scritto che ebbe la gloria di essere martire. La nascita di Taurin o fu p Taurin Primo vescovo di Évreux e apostolo della Normandia. receduta da segni miracolosi come quella dei più grandi Santi. Sua madre, come un'altra Elisabetta, viveva nella pratica dei comandamenti di Dio con estrema fedeltà: poiché non aveva figli, pregò Dio con molta umiltà e perseveranza di dare la sua benedizione al suo matrimonio e di concederle il frutto. I suoi voti e le sue preghiere non furono senza effetto: l'Angelo del Signore le apparve e le fece sapere che era stata esaudita. Questa pia donna, che non aveva altro scopo che compiacere il suo Dio, gli fece subito un'offerta del bambino che attendeva dalla sua bontà; lo votò al suo servizio, per procurare la sua maggior gloria: questa azione, compiuta in uno spirito di viva fede e con un cuore molto sincero, fu molto gradita a Dio; e non fu senza ricompensa; poiché suo figlio, avendo ricevuto la grazia del battesimo, ed essendo giunto a un'età che poteva già far conoscere qualcosa della sua inclinazione, sembrava che tutte le inclinazioni dell'uomo vecchio fossero convertite in quelle di Gesù Cristo. Non si notavano in lui che movimenti che tendevano al bene, e, più avanzava in età, più lo si vedeva crescere in sapienza e in virtù; è così che Dio lo disponeva ai grandi disegni che aveva su di lui.
Vocazione e chiamata al sacerdozio
Nonostante la ricchezza della sua famiglia, Taurino sceglie lo stato ecclesiastico per devozione, sostenuto dalla madre cristiana.
Quando fu abbastanza avanzato negli studi e ebbe lo spirito abbastanza maturo per pensare a scegliere uno stato, non si discostò dalle intenzioni della sua pia madre; ma, seguendo il movimento dello stesso spirito che aveva guidato quella santa donna quando aveva offerto un tempo questo caro figlio, destinandolo al servizio degli altari, il nostro santo giovane non resistette all'ispirazione interiore che lo chiamava al sacerdozio. Abbracciò dunque lo stato ecclesiastico con intenti molto disinteressati, non avendo in ciò altri pensieri che compiere la volontà di Dio e procurare la sua gloria, poiché, se avesse voluto seguire le inclinazioni della natura e la vita dei sensi, era libero di farlo, avendo i suoi genitori grandi beni ed essendo molto considerati nel secolo.
Poiché la grazia non può rimanere sterile in un cuore fedele, Taurino non si accontentò di essere entrato nello stato ecclesiastico dalla porta giusta; ma, volendo degnamente rispondere ai primi doveri di questo nobile stato, vale a dire, sull'esempio di Gesù Cristo, alla conversione dei popoli e alla pubblicazione del Vangelo, meditò il disegno di abbandonare la sua patria e i suoi genitori, a imitazione dei più grandi Apostoli, per andare a predicare il nome di Gesù Cristo nei luoghi dove non era ancora conosciuto. Quelli tra i suoi parenti che erano meno illuminati della sua pia madre, e che non avevano in vista che interessi di famiglia e di amicizia naturale, si opposero ai disegni di questo degno sacerdote di Gesù Cristo; ma Eutice, che non aveva chiesto al cielo e ottenuto da Dio questo caro figlio se non per consacrarlo al suo servizio, lo spinse piuttosto a essere fedele alla grazia che lo chiamava alla conversione dei popoli, che a rimanere nel paese, come tutti desideravano.
Missione evangelica a Évreux
Taurino lascia Roma per la Normandia al fine di evangelizzare la regione di Évreux, dove affronta le resistenze demoniache.
Taurino uscì dunque da Roma, luogo della sua nascita, per andare in un paese lontano, dove non poteva attendersi che rifiuti, disprezzi e ogni sorta di altre croci; avrebbe potuto portare con sé somme considerevoli di denaro, senza fare torto alla sua famiglia, né commettere alcuna ingiustizia; ma, avendo già un cuore veramente apostolico, trascurò tutte le previdenze umane; non fece alcuna provvista e non pensò ad alcuna comodità; ma, lasciando tutto generosamente, e non appoggiandosi che sulla divina Provvidenza, le cui cure sono di un soccorso più grande di tutte le ricchezze della terra, arrivò infine nel paese di Évreux, in Normandia, pe pays d'Évreux Sede episcopale di Aquilino e luogo del suo ministero principale. r annunziarvi il santo Vangelo di Gesù Cristo. Lavorò con una costanza e una carità ammirevoli alla conversione di questo popolo che gemeva allora sotto la dura tirannia dei demoni e nell'ignoranza delle verità cristiane. I suoi successi furono così considerevoli, e la luce del Vangelo cominciò a spargersi con tanto splendore, che il principe delle tenebre, non potendo sopportare che si diminuisse così il suo impero, si oppose in un'infinità di maniere alla missione del nostro Santo; si presentò a lui sotto le forme orribili delle bestie più crudeli per intimidirlo e interrompere il suo lavoro; ma questo santo missionario, avendo una fede invincibile e una perfetta fiducia nel sovrano potere delle tre persone della santa Trinità, trionfò sempre gloriosamente col solo segno della croce, al quale faceva ricorso in ogni incontro.
Persecuzione da parte del prefetto Licinio
Arrestato e flagellato a Gisay per ordine del prefetto Licinio, Taurino è protetto da un intervento divino che paralizza i suoi carnefici.
La malizia degli uomini non fu da meno di quella del demonio contro il nostro Santo. Il prefetto della città, i sacerdoti degli idoli e i maghi cospirarono insieme per farlo morire: il prefetto, che si chiamav a Licini Licinius Prefetto di Évreux che perseguitò san Taurino prima di convertirsi. o, ordinò ai suoi soldati di catturarlo e di condurlo a lui ne l villaggio di G village de Gisay Villaggio dove il santo fu flagellato. isay, dove si trovava allora, lontano alcune leghe dalla città di Évreux. Quest'ordine fu eseguito; il Santo comparve: il prefetto gli chiese da dove venisse, chi fosse e quale disegno lo avesse fatto venire nel paese. Fu allora che l'uomo apostolico cominciò a parlargli con uno zelo incomparabile dei misteri della religione cristiana, della risurrezione dei morti, della durata infinita dell'eternità, delle ricompense incomprensibili promesse a coloro che servono e adorano il vero Dio in spirito e verità, e dei supplizi eterni che gli infedeli e i peccatori soffriranno negli inferi; vi aggiunse un discorso sulla vanità degli idoli, opere della mano degli uomini, indegni dell'adorazione degli uomini. Licinio, non approvando la santa audacia di quest'uomo divino, e chiudendo le orecchie alla verità che egli annunciava, comandò che fosse crudelmente frustato e che si esercitasse questo supplizio su di lui finché non ne avesse perso la vita. I carnefici vollero eseguire quest'ordine; ma la divina Provvidenza dispose in altro modo: poiché, quando una grandine di colpi cadeva sul corpo del beato Martire, si udì una voce celeste che gli diceva di non temere nulla; e, allo stesso tempo, le mani dei carnefici rimasero senza alcun movimento: il che li mise nell'impossibilità di continuare il loro infelice disegno. Questo miracolo e le grandi verità che san Taurino aveva avuto il coraggio di annunciare, diedero luogo alla conversione di Leonilla , moglie Léonille Moglie del prefetto Licinio, convertita dal santo. del prefetto; ella fece immediatamente una professione pubblica della religione cristiana. Ciò fece entrare suo marito in tale collera, che comandò che fosse condotta con san Taurino in un'orribile prigione: ella divenne così partecipe delle sofferenze che questo santo sacerdote aveva la gloria di sopportare per Gesù Cristo. Si mostra ancora oggi, vicino alla chiesa della parrocchia, nel villaggio di Gisay, il luogo dove il Santo fu flagellato; ma, come il grande apostolo san Paolo, dopo aver sofferto la frusta e la prigione, assicura ai Tessalonicesi che il suo ingresso tra loro non è stato senza frutto, così si vede che l'arrivo di san Taurino nel paese di Évreux ha prodotto mille benedizioni che sono state come il frutto dei suoi tormenti. Egli risuscitò la figlia di colui presso il quale dimorava, e, alla vista di questo miracolo, centoventi persone si convertirono e ricevettero il santo Battesimo. Essendo andato a un tempio di Diana, comandò al demonio che risiedeva in un idolo di manifestarsi, e subito si udì una voce lugubre con la quale dichiarava che il suo potere era legato da quando Taurino, il discepolo di Gesù Cristo, era arrivato nel paese: questo fu causa della conversione di duemila infedeli, e in seguito di altri milleduecento.
Distruzione degli idoli e culto mariano
Il santo convertì migliaia di persone, sostituì il culto di Diana con quello della Vergine Maria e costruì ospizi per i poveri.
Questo santo confessore del nome cristiano, andando poi di villaggio in villaggio e per tutti i borghi del paese, annunciò in ogni luogo il santo Vangelo di Gesù Cristo, abbattendo gli idoli e facendo costruire piccoli edifici per alloggiare i poveri e provvedere ai loro bisogni. Nutriva un rispetto particolare per la santa Vergine e la faceva onorare ovunque; la stabilì come protettrice speciale e patrona del paese di Évreux, consacrando a Dio, sotto la sua invocazione, la prima chiesa che vi fu costruita, e mutando il falso culto di Diana in quello che si doveva rendere alla Madre di Dio, come accadde un tempo nella città di Efeso, quando i primi Apostoli, predicandovi il Vangelo, distrussero il falso culto che si rendeva a quella stessa divinità.
Trapasso e segni celesti
Avvertito da un angelo, Taurino muore pacificamente dopo aver celebrato i divini misteri, circondato da canti angelici.
Infine, dopo che questo glorioso Apostolo ebbe distrutto ovunque gli idoli e stabilito sulle loro rovine il culto del vero Dio, piacque alla divina Provvidenza ricompensarlo. Un angelo gli annunciò il momento della sua morte. Si recò dunque quel giorno nella chiesa consacrata alla santa Vergine, che aveva scelto come sua protettrice speciale; vi celebrò i divini Misteri; vi esortò il popolo e confermò nella vera fede coloro che aveva convertito a Gesù Cristo, assicurando loro una protezione speciale della divina Provvidenza se fossero rimasti saldi nei loro buoni sentimenti; diede loro la sua benedizione e, mentre tutto il popolo, inondato di lacrime, pensava alla perdita che stava per subire, il santo vescovo spirò dolcemente, per andare a unirsi più strettamente che mai a Colui per la cui gloria aveva tanto lavorato sulla terra. Molti segni miracolosi apparvero alla sua preziosa morte; e, poiché aveva avuto una singolare devozione verso i santi angeli durante la sua vita, al suo trapasso si vide un gran numero di quegli spiriti beati che cantavano lodi in suo onore e che consolarono il popolo. Fu anche un angelo a indicare il luogo della sua sepoltura.
Non è senza motivo che il martirologio romano dice che il nostro Santo fu illustre per i suoi miracoli, poiché ne compì un'infinità, sia durante la sua vita che dopo la sua morte. Durante la sua vita, si contano almeno otto ciechi ai quali restituì la vista, e molti sordi e muti ai quali restituì l'udito e la parola; risuscitò persino dei morti e quasi nessuno tra coloro che erano malati si rivolse a lui senza ricevere la guarigione. Tutti questi prodigi, preceduti da una santità di vita perfettamente esemplare, furono i potenti motivi che spinsero non solo il popolo di Évreux, ma anche tutti gli abitanti delle regioni circostanti, ad abbracciare la fede di Gesù Cristo; il prefetto stesso, Licinio, che tanto aveva perseguitato il Santo, fu talmente spaventato dalla grandezza e dalla moltitudine dei miracoli che avvenivano per i meriti del nostro Santo, e così compenetrato dal timore del vero Dio che san Taurino adorava, che aprì infine gli occhi alle luci della grazia e si sottomise alle leggi del Vangelo. Questo grande cambiamento del prefetto avvenne immediatamente dopo che il nostro santo vescovo ebbe risuscitato suo figlio, chiamato Marino, e uno dei suoi ufficiali, chiamato Pasquale. Tutti i miracoli che il nostro Santo aveva operato mentre viveva furono rinnovati dopo la sua morte.
Miracoli nel XVII secolo
Il testo riporta guarigioni miracolose da paralisi ed epilessia avvenute nel 1690 e 1691 per intercessione del santo.
Padre Giry ne racconta due avvenuti ai suoi tempi. Una dama di nome Anne Le Tac, afflitta da sette anni da una fastidiosa paralisi che nessun rimedio era riuscito a dissipare, fu infine perfettamente guarita in un istante, il settimo giorno di una novena che aveva fatto con grande fiducia presso la tomba di san Taurino. Questo miracolo avvenne il 17 del mese di agosto dell'anno 1690; è attestato da diversi medici. Fu seguito dalla conversione vera e sincera del marito di questa dama, il quale, essendo stato calvinista e avendo abiurato la sua eresia solo in apparenza, non aveva creduto fino ad allora all'intercessione dei Santi; ma, essendo caduto pericolosamente malato e avendo usato con spirito di fede alcuni panni che avevano toccato l'urna di san Taurino, trovò un così pronto soccorso al suo male in questo nuovo rimedio, che rinunciò ai suoi antichi errori e rese gloria a Dio per la guarigione che aveva appena ricevuto per i meriti e l'intercessione del suo santo servitore. L'altro miracolo avvenne nell'anno 1691, il 10 del mese di maggio, nella persona di Jacques Vallée, di dieci anni, residente nel borgo di Damville, nella diocesi di Évreux. Questo bambino era soggetto ad attacchi epilettici che lo prendevano ogni giorno, seguiti da una paralisi e da una percussione delle due gambe, tanto che non poteva né camminare né stare in piedi, e avendo i medici giudicato questo male incurabile, il padre del malato fece una novena alla tomba di san Taurino. Il nono giorno, tornando da Évreux, fu molto sorpreso di vedere venire a lui suo figlio in perfetta salute, che aveva ricevuto la guarigione alla stessa ora in cui aveva fatto offrire il sacrificio della messa per lui, in onore di san Taurino. Da quel momento, il malato non ha mai più risentito alcun attacco della sua terribile malattia.
Traslazioni e vicissitudini delle reliquie
Le reliquie viaggiano tra Évreux, Lezoux e Gigny per sfuggire ai Normanni e poi ai rivoluzionari nel 1794.
## CULTO E RELIQUIE.
All'epoca dell'invasione dei Normanni, nel X secolo, Gonthert, vescovo di Évreux, effettuò la traslazione del corpo di san Taurino, coadiuvato da alcuni pii monaci dell'abbazia di Saint-Taurin. Dopo aver nascosto una parte delle reliquie nel cimitero del convento, avvolsero il capo e le altre ossa in una stoffa di seta e le deposero in un reliquiario portatile. Poi fuggirono in tutta fretta e non si fermarono che a Lezoux, circondario di Thiers (Puy-de-Dôme). Deposero le reliquie nella chiesa dedicata a san Pietro, dove operarono un gran numero di miracoli e attirarono in quella chiesa un concorso prodigioso di genti dai dintorni. Nel 912, i Normanni convertiti deposero le armi; fu allora che gli abitanti di Évreux pensarono di rientrare in possesso delle reliquie di san Taurino. Inviarono tre giovani chierici per impossessarsene segretamente. Dopo aver compiuto il loro pio furto, questi giunsero felicemente a Gigny verso l'anno 914 o 915, dove furono tratt enuti Giguy Luogo di conservazione finale delle reliquie in Borgogna. tre giorni senza poter allontanarsi. Le reliquie furono trasportate nell'abbazia e poste su uno degli altari, dove operarono un gran numero di miracoli. È lì che sono ancora esposte alla venerazione dei fedeli.
Le sventure dei tempi costrinsero più di una volta a nasconderle, per sottrarle al saccheggio e alla profanazione, per esempio nel 1477, 1595 e 1635. Nel 1636, furono trasportate al castello di Cressia dove rimasero dieci anni e non furono restituite al priorato che l'11 agosto 1646, per essere depositate momentaneamente in un gabinetto voltato della casa priorale fino al restauro della chiesa. Poco prima del 1685, i religiosi di Gigny rinnovarono il reliquiario di san Taurino e rialzarono splendidamente il suo altare. Nel 1760, il monastero di Gigny fu secolarizzato e trasformato in collegiata. Nel 1788, la collegiata stessa fu soppressa e i suoi beni donati alle Canonichesse di Lons-le-Saunier e di Baume. All'inizio del 1794, l'argenteria del reliquiario fu rimossa e il reliquiario stesso relegato in sacrestia. Nella notte del 23 fruttidoro dello stesso anno, i rivoluzionari ruppero il reliquiario, portarono via il capo e le ossa e li piantarono all'albero della libertà. Tuttavia, furono salvate in gran parte e ricollocate nel reliquiario dopo i giorni nefasti. Questi preziosi resti sono, tra gli altri, una mandibola inferiore, un femore, un osso dell'avambraccio, un frammento di costola racchiuso in un tubo di ferro che è nascosto in una croce d'argento. Nel 1840, è stato confezionato un nuovo reliquiario in legno, dorato e vetrato.
Estensione del culto
Il culto di san Taurino si estende dalla Normandia all'Alvernia, e fino in Irlanda, con centri maggiori a Évreux e Gigny.
Il culto di san Taurino è tanto esteso quanto antico nella Chiesa. Lo si onora particolarmente in Normandia, in Alvernia, in Borgogna, nella Franca Contea, in Lorena, e persino fuori dalla Francia, a Roma e in Irlanda, ma soprattutto nelle chiese arricchite dalle sue reliquie. Gli antichi messali e breviari di Besançon non fanno menzione di san Taurino, poiché Gigny ha fatto parte della diocesi di Lione fino al 1742. Il suo ufficio è stato introdotto nel 1761, sotto il rito semidoppio, nel breviario di Besançon, al 6 settembre. Ma a Gigny questo culto è sempre stato fiorente, sia nel monastero, sia nella parrocchia. La festa di san Taurino vi era celebrata l'11 agosto e il 5 settembre, giorno della seconda invenzione delle sue reliquie a Évreux, con tutta la solennità possibile.
Évreux possiede ancora in parte quelle reliquie di san Taurino che rimasero nell'abbazia di questa città, quando le altre furono trasportate a Lezoux, nel IX secolo. Erano state allora sepolte nel cimitero, da dove furono riesumate solo dopo la pacificazione del paese, verso l'anno 912. Questa traslazione ebbe luogo il 5 settembre, ed è in quel giorno che viene celebrata a Évreux sotto il rito doppio minore. Ma la festa principale si solennizza l'11 agosto, giorno della prima invenzione delle reliquie di san Taurino, nel 600, da parte di san L saint Landolphe Vescovo di Évreux che scoprì le reliquie nell'anno 600. andolfo, vescovo di Évreux. Egli è il primo patrono della città e della diocesi.
Le Chiese di Rouen e di Bayeux lo onorano parimenti con un culto speciale. Quanto alle altre Chiese che possedevano alcune particelle delle sue reliquie, basti citare la cattedrale di Chartres, dove il suo culto era in grande onore; la chiesa di Saint-Pierre di Lezoux, dove ha una cappella speciale ed è venerato come secondo patrono della parrocchia. L'abbazia di Saint-Claude possedeva anche un dito di san Taurino, e quella di Cluny, un osso della sua spalla.
Fonti del racconto
La biografia si basa su manoscritti di Évreux e sui lavori di Henri-Marie Boudon e del Padre Giry.
Questa vita, per quanto riguarda gli aspetti principali, è tratta da un antico manoscritto conservato negli archivi della cattedrale di Évreux e da altri antichi manoscritti conservati negli archivi dell'abbazia del medesimo luogo. Ci siamo inoltre serviti della Storia della vita di san Ta urino, composta da Henri-Marie Boudon Arcidiacono di Évreux e autore di una vita del santo. Henri-Marie Boudon, arcidiacono di Évreux, e della Vita dei Santi della Franca Contea.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Roma predetta da un angelo
- Partenza da Roma per l'evangelizzazione della Gallia
- Arrivo nella regione di Évreux in Normandia
- Confronto con il prefetto Licinio e flagellazione a Gisay
- Conversione di Leonilla e di migliaia di infedeli
- Istituzione del culto della Beata Vergine Maria a Évreux
- Morte pacifica annunciata da un angelo
Miracoli
- Guarigione di otto ciechi, di sordi e di muti
- Resurrezione della figlia del suo ospite
- Resurrezione di Marino e di Pasquale
- Paralisi miracolosa delle braccia dei carnefici
- Espulsione del demone dall'idolo di Diana
- Guarigione di Anne Le Tac da una paralisi nel 1690
- Guarigione di Jacques Vallée dall'epilessia nel 1691
Citazioni
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Via Dei pax, via Dei humilitas, via Dei patientia est.
San Gregorio Magno (in esergo)