Figlio del senatore Fiorentino, Nizier divenne arcivescovo di Lione nel VI secolo dopo essere stato scelto da suo zio san Serdot e dal re Childebert. Riconosciuto per la sua grande misericordia, la sua castità rigorosa e la sua umiltà, governò la sua diocesi per vent'anni. È celebre per i suoi miracoli, tra cui la sua stessa guarigione per opera di san Martino e la liberazione di un diacono posseduto.
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SAN NIZIER, ARCIVESCOVO DI LIONE
Origini e formazione
Nizier nasce in una pia famiglia senatoriale; i suoi genitori, Fiorentino e Artemia, lo destinano alla Chiesa dopo una rivelazione divina.
Non vi è mezzo più sicuro di salvezza che la misericordia. Il Salvatore ha detto: Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Matth. v, 7. È una condotta abbastanza ordinaria della divina Provvidenza far conoscere in anticipo, attraverso dei segni, coloro che ha principalmente scelto per essere i principi del suo popolo. Ha tenuto questa condotta riguardo a san Nizier. Egli era figlio d saint Nizier Arcivescovo di Lione nel VI secolo, noto per la sua carità e i suoi miracoli. i un ricco senatore, chiamato Fiorentino, e di una do Florentin Padre di sant'Evodio, nobile franco. nna molto pia di nome Artemia. Suo p adre av Artémie Figlia di Diocleziano guarita da Ciriaco. eva deciso di abbracciare lo stato ecclesiastico, e persino di accettare il vescovado di Ginevra, se sua moglie vi avesse acconsentito, una volta dato alla luce il loro terzo figlio; ma Artemia, avendo avuto rivelazione che portava lei stessa un vescovo nel suo grembo, giudicarono che ciò sarebbe stato sufficiente per la benedizione e la gloria della loro casa: Fiorentino rinunciò dunque all'episcopato. Si applicarono l'uno e l'altra con molta cura all'educazione di colui che Dio aveva eletto per governare il suo popolo. Gli fecero succhiare la pietà col latte, e gli diedero in seguito buoni precettori per formarlo nelle scienze necessarie a un ecclesiastico. Nizier, perfettamente docile, vi fece in poco tempo molti progressi, e si rese capace dei primi incarichi della Chiesa. Si accontentò tuttavia, per diversi anni, dei gradi inferiori, attendendo con umiltà che Dio gli facesse conoscere che la sua volontà era che salisse più in alto.
Vita clericale e miracolo di san Martino
Guarito miracolosamente da san Martino, Nizier divenne sacerdote a Châlons, distinguendosi per il lavoro manuale e l'educazione dei giovani, tra cui suo nipote Gregorio di Tours.
Avendo perso il padre all'inizio del suo stato clericale, visse pacificamente con sua madre. Poco tempo dopo, gli apparve sul volto un carbonchio, o pustola pestilenziale; essa si ingrossò, si infiammò a vista d'occhio e lo ridusse in tale estremo che si disperava completamente della sua vita. Sua madre, che aveva una grande devozion e per san Ma saint Martin Modello spirituale di Aquilino. rtino, lo invocò con molto fervore in questa necessità; e tuttavia, poiché suo figlio non parlava da due giorni, non tralasciò di preparare le cose necessarie per i suoi funerali. Ma il santo Vescovo apparve al malato e, facendo il segno della croce sul suo male, lo guarì così perfettamente che egli si alzò nell'ora stessa, senza avere altro resto di quel carbonchio che una cicatrice che gli rimase per tutta la vita come segno di un così grande miracolo. Era così nemico dell'ozio che univa il lavoro manuale, tra i servitori e gli altri ufficiali della sua casa, allo studio della Sacra Scrittura e all'esercizio dell'orazione. All'età di trent'anni, fu ordinato sacerdote da sant'Agricola, vescovo di Châlons; ma non tralasciò per questo di lavorare manualmente, al fine di praticare il consiglio dell'Apostolo e di avere sempre modo, secondo il suo avviso, di venire in aiuto a coloro che soffrivano qualche necessità. Si prendeva cura in modo particolare dell'istruzione della gioventù e si sforzava affinché tutti i figli dei suoi parenti e dei suoi domestici imparassero di buon'ora a servire Dio, a leggere e a cantare. Sa n Gregorio, po Saint Grégoire Storico e vescovo, fonte principale del racconto. i vescovo di Tours, e che era figlio di una delle sue nipoti, si vanta di essere stato tra questi. Racconta anche del suo santo zio che egli aveva soprattutto una grande cura di conservare la castità; quando san Gregorio aveva ancora solo otto anni, san Nizier, avendogli comandato di coricarsi vicino a lui, si avvolse tutto il corpo nella sua tunica, in modo che non potesse toccarlo, per evitare, con questa precauzione, tutto ciò che avrebbe potuto lusingare i sentimenti disordinati della sensualità. Sebbene fosse già in un'età così matura e onorato dal sacerdozio, portava tuttavia un tale rispetto a sua madre che non le obbediva meno puntualmente di quanto avrebbe potuto fare l'ultimo dei suoi domestici.
Elezione alla sede di Lione
Alla morte di suo zio san Serdo a Parigi, Nizier viene designato come suo successore dal re Childeberto e dal popolo di Lione.
È attraverso la pratica di queste virtù che il santo sacerdote Nizier si dispose all'episcopato. Ecco come vi fu elevato. San Serdo, arcivescovo di Lion Lyon Sede episcopale di sant'Eucherio. e, suo zio, essendo giunto a Parigi pres so il re Child roi Childebert Re dei Franchi che sostenne il santo. eberto, vi si ammalò e vi morì. Durante la sua malattia, il re, che ne conosceva il grande merito, lo onorò di una visita e gli testimoniò molto affetto. Il santo Prelato, la cui carità per il suo popolo non poteva terminare con la sua vita, colse l'occasione per supplicare Sua Maestà di ritenere opportuno che il sacerdote Nizier, suo nipote, fosse il suo successore, assicurandogli che era un uomo di bene e molto casto, in cui non vi era nulla da desiderare di tutte le qualità richieste in un vescovo. Il re rispose semplicemente: «Che la volontà di Dio sia fatta». E, in tal modo, Nizier fu fatto vescovo con il consenso del re e per suffragio del clero e del popolo di Lione.
Un episcopato tra dolcezza e fermezza
L'arcivescovo governa con grande misericordia verso i suoi subordinati, manifestando al contempo un'autorità spirituale capace di scacciare i demoni.
Questo beato Prelato mostrò nella sua amministrazione una bontà meravigliosa; se si sentiva offeso, rimetteva l'ingiuria all'istante, oppure suscitava qualcuno che venisse a intercedere per il colpevole, al fine di avere motivo di perdonargli la colpa. San Gregorio di Tours riporta questo tratto tra gli altri: san Nizier inviò un sacerdote, di nome Basilio, presso il c onte Armentario, comte Armentaire Conte e giudice a Lione in conflitto con Nizier. che esercitava in quel tempo un ufficio di magistratura a Lione, per pregarlo di non immischiarsi in una certa faccenda che era stata definita presso l'ufficialità. Avendo questo giudice respinto tale preghiera, persino con alcune parole di disprezzo, il sacerdote ne venne a fare rapporto al Santo mentre era a tavola, e gli raccontò anche il modo incivile con cui lo aveva ricevuto; ma l'uomo di Dio non gradì questo racconto, fece ritirare Basilio e lo minacciò persino di non dargli le eulogie, perché gli aveva riferito parole che avrebbero potuto farlo adirare; tuttavia, pentendosi subito di quella prontezza, fece segno a Gregorio, che era il suo diacono, di intercedere per Basilio: cosa che egli fece; e subito il santo Vescovo si riconciliò con lui, e disse poi a tutti i presenti: «Vi prego, fratelli miei, di non riferirmi mai ciò che sentite dire contro di me; poiché non è opportuno che uomini ragionevoli si soffermino su parole che sono proferite senza ragione».
Questo era un tratto di dolcezza; vediamone anche uno di severità; esso ci farà conoscere che alla semplicità della colomba, questo santo Prelato univa la prudenza del serpente, che Nostro Signore richiede negli uomini apostolici. Aveva interdetto un diacono dal suo ufficio, per qualche motivo; ma poiché costui non ne teneva alcun conto, accadde che il Santo, recandosi a Mattutino, lo sentì cantare un responsorio nel coro; gridò subito: «Che taccia, che taccia!» e, all'istante, la bocca gli fu chiusa, e il demone che possedeva già la sua anima, annunciò con grida spaventose che prendeva anche possesso del suo corpo. Allora il Santo, avendo compassione di lui, gli rimostrò la sua colpa e, dopo averlo esortato a vivere meglio e a fare più conto delle censure della Chiesa, lo liberò in presenza di tutti i presenti.
Fine della vita e miracoli postumi
Dopo vent'anni di episcopato e una partecipazione al concilio di Lione, Nizier muore nel 573; la sua tomba diviene luogo di miracoli e apparizioni.
San Nizier governò santamente il suo vescovado per lo spazio di vent'anni; assist ette al secondo Concil second Concile de Lyon Concilio del 1274 in cui Filippo fece approvare il suo ordine. io di Lione, celebrato nell'anno 567, dove si trattò della pace e della tranquillità della Chiesa; il santo Prelato non vi contribuì poco da parte sua. Infine, dopo aver messo in ordine i suoi affari e fatto testamento, terminò la sua vita con un felice trapasso, all'età di sessant'anni, nell'anno di grazia 573. Molti miracoli sono stati compiuti dopo la sua morte presso la sua tomba, e attraverso il contatto con oggetti che gli erano appartenuti, come il suo letto, la sua cappa, e persino la polvere del suo sepolcro; il suo storico e nipote, san Gregorio di Tours, dal quale teniamo questa storia, li riporta ampiamente nell'ottavo capitolo della vita dei santi Padri. Tra le altre cose, scrive che il parroco del luogo in cui il Santo aveva scelto la sua sepoltura, biasimando il defunto per non aver donato nulla, nel suo testamento, alla sua chiesa, il santo Prelato gli apparve una notte, assistito da altri due vescovi, suoi predecessori, san Giustino e sant'Eucherio, lamentandosi con loro dei suoi mormorii, e facendo loro notare che, avendo donato il suo corpo a quella chiesa, non poteva lasciarle nulla di più prezioso. Poi, avvicinandosi al prete, lo toccò alla gola; subito essa si gonfiò così tanto e gli causò dolori così grandi, che a stento poteva deglutire la sua saliva; infine, riconoscendo la sua colpa e chiedendo perdono al Santo, riacquistò la salute per i suoi meriti dopo quaranta giorni.
Culto e fonti storiche
Il culto di san Nizier si diffuse in Francia, mentre la sua vita è documentata da Gregorio di Tours e conservata dai Bollandisti.
La festa di san Nizier si celebrava un tempo a Châlon-sur-Saône con un ufficio doppio il 4 aprile. La diocesi di Lione la celebra oggi sotto questo rito il 2 aprile. Il suo culto si diffuse in molte diocesi di Francia, con le sue reliquie: a Tours, a Troyes, ecc.
La vita di san Nizier fu scritta da un ecclesiastico del suo seguito pochi anni dopo la sua morte, per cura di Etere, vescovo di Lione, dopo Prisco, successore del Santo. Gregorio di Tours, che era figlio di sua nipote, avendola vista, notò che vi mancavano molte cose e ne compose un'altra molto più dettagliata, che forma il capitolo 8 delle sue *Vite dei Padri *. L'una e l'a Vies des Pères Raccolta di racconti agiografici sui Padri e le Madri del deserto. ltra si trovano nella raccolta di Bollandus con le note di Heuschenius, che ha posto in apertura ciò che lo stesso san Gregorio ne ha ancora scritto al capitolo 61 del libro della *Gloria dei Confessori*.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Guarigione miracolosa di una pustola pestilenziale per opera di san Martino
- Ordinazione sacerdotale all'età di trent'anni da parte di sant'Agricola
- Elezione all'episcopato di Lione su richiesta di san Serdot al re Childeberto
- Partecipazione al secondo Concilio di Lione nel 567
- Decesso all'età di sessant'anni nel 573
Miracoli
- Guarigione istantanea di un carbonchio al volto dopo un'apparizione di san Martino
- Liberazione di un diacono posseduto dal demonio in pieno coro
- Apparizione postuma per punire e poi guarire un parroco scontento del suo testamento
Citazioni
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Vi prego, fratelli miei, di non riferirmi mai ciò che sentite dire contro di me; poiché non è opportuno che uomini ragionevoli si soffermino su parole pronunciate senza ragione.
San Gregorio di Tours