27 settembre 7° secolo

San Cerano

Céran

Venticinquesimo arcivescovo di Parigi e Confessore

Festa
27 settembre
Morte
Entre 618 et 621 (naturelle)
Categorie
arcivescovo , confessore
Epoca
7° secolo

Venticinquesimo arcivescovo di Parigi nel VII secolo, san Cerano si distinse per la sua scienza e la sua pietà. Dedicò gran parte del suo episcopato a raccogliere gli Atti dei Martiri per preservarli. Partecipò ai grandi concili del suo tempo sotto il regno di Clotario II.

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Sezioni di lettura: 5

SAN CERANO O CÉRAN,

Vita 01 / 05

Episcopato e virtù

Successore di Simplicio, Cerauno si distingue per la sua scienza e la sua virtù, cercando di imitare i vescovi dei tempi apostolici.

San Cerauno o Cerano s Saint Céranne ou Céran Vescovo di Parigi nel VII secolo, noto per il suo zelo agiografico. uccedette a l vescovo Simplic l'évêque Simplice Predecessore di Cerauno sulla cattedra episcopale di Parigi. io. Nella sua pers ona, la Chiesa di l'Église de Paris Luogo di nascita, di ministero e di morte del santo. Parigi ebbe un prefetto degno dei primi secoli del cristianesimo, in cui la scienza procedeva di pari passo con la virtù. Si applicò dapprima a istruirsi a fondo, alle fonti stesse, di tutti i dogmi della religione; e, quando ebbe ricevuto la pienezza del sacerdozio, si fece un dovere capitale di lavorare per imitare con le sue azioni i più santi vescovi dei tempi apostolici. Uno dei principali frutti del suo sapere e della sua pietà fu quello di raccogliere gli Atti dei Martiri, al fine di conservarli nella sua Chiesa come monumenti preziosi della loro costanza e della loro fede. Si rivolse, a tal fine, a un chierico di Langres, c un clerc de Langres, nommé Warnahaire Chierico di Langres che fornì atti dei martiri a Cerauno. hiamato Warnahaire, per avere quelli di alcuni Santi. Warnahaire glieli inviò con la seguente lettera: «Voi non cessate di camminare sulle tracce e di eguagliare il merito dei più illustri vescovi con tutta la vostra condotta nel sacerdozio, dove non cercate altro splendore se non quello che dona la religione. Vi siete già reso abile nelle sacre lettere e, per coronare la vostra gloria, volete raccogliere nella città di Parigi gli Atti dei Martiri; in ciò siete paragonabile a sant'Eusebio d i Cesarea. Scusate la m saint Eusèbe de Césarée Storico della Chiesa a cui viene paragonato Cerauno. ia scarsa capacità: vi loderei meglio se avessi più eloquenza; ma conoscerete almeno la mia obbedienza. Vi invio, come mi avete ordinato, gli Atti dei tre gemelli di Langres (Speusippo, Eleusippo e Meleusippo), e quelli di san Desiderio, martire e Spenstippe, Eleusippe et Meleusippe Martiri gemelli di Langres i cui Atti furono inviati a Cerauno. vescovo di que sta città». saint Didier Vescovo e martire di Langres. Questo è tutto ciò che sappiamo di preciso su san Cerauno. Il suo zelo nel raccogliere le storie dei Santi meritava tuttavia che ci venisse conservata la sua. È nondimeno indubitabile che egli assistette al Concilio che si riunì il 18 ottobre 614, per ordine del re Clotario II, nella chiesa di San Pietro e San Paolo a Pa roi Clotaire II Re di Neustria e in seguito unico re dei Franchi, protettore di Colombano dopo il suo esilio. rigi, dove si trovarono settantanove vescovi di tutte le province delle Gallie che egli aveva recentemente riunito sotto il suo dominio. Forse anche san Cerauno assistette al Concilio che, due anni dopo, Clotario convocò in una delle sue case reali, a Bonneuil (apud Bonagilum), nel territorio di Meaux. La sua m orte può essere fissata t Bonneuil (apud Bonagilum) Luogo di un concilio convocato da Clotario II nel 616. ra gli anni 618 e 621. Fu inumato il 27 settembre, giorno in cui la sua festa si celebra nella diocesi, e il suo corpo fu deposto nella cappella sotterranea della chiesa di San Pietro e San Paolo, a sinistra della tomba di santa Genoveffa. La sua traslazione ebbe luogo il 16 novembre 1628; sainte Geneviève Santa patrona di Parigi, presso la quale fu sepolto Cerauno. ma, durante la Rivoluzione, le sue reliquie, nel timore di un a profanazion la Révolution Periodo durante il quale le reliquie del santo furono nascoste e perdute. e, furono bruciate insieme ad altre che si conservavano nella chiesa di Santa Genoveffa. Pie mani ne raccolsero le ceneri; e, quando la pace fu resa alla Chiesa di Francia, esse furono deposte nella chiesa parrocchiale di San Leu e San Gilles, dove sono oggi conservate.

Eredità 02 / 05

Lavoro agiografico

Il vescovo si dedica a raccogliere gli Atti dei Martiri, in particolare attraverso una corrispondenza con il chierico Warnahaire di Langres.

Dom Rivet Dom Rivet Autore della Histoire littéraire de la France. , Histoire littéraire de la France; Gallia Christiana nova Gallia Christiana nova Opera di riferimento sulla storia ecclesiastica delle Gallie. .

Contesto 03 / 05

Attività conciliare

Céraune partecipò al Concilio di Parigi nel 614 sotto Clotario II e probabilmente a quello di Bonneuil nel 616.

San Céranne o Céran succedette al vescovo Simplice. Nella sua persona, la Chiesa di Parigi ebbe un prefetto degno dei primi secoli del cristianesimo, in cui la scienza procedeva di pari passo con la virtù. Si applicò innanzitutto a istruirsi a fondo, alle fonti stesse, di tutti i dogmi della religione; e, quando ebbe ricevuto la pienezza del sacerdozio, si fece un dovere capitale di lavorare per imitare con le sue azioni i più santi vescovi dei tempi apostolici. Uno dei principali frutti del suo sapere e della sua pietà fu quello di raccogliere gli Atti dei Martiri, al fine di conservarli nella sua Chiesa come monumenti preziosi della loro costanza e della loro fede. Si rivolse, a tal fine, a un chierico di Langres, chiamato Warnahaire, per avere quelli di alcuni Santi. Warnahaire glieli inviò con la seguente lettera: «Non cessate di seguire le tracce e di eguagliare il merito dei più illustri vescovi con tutta la vostra condotta nel sacerdozio, dove non cercate altro splendore se non quello che dà la religione. Vi siete già reso abile nelle sacre lettere e, per coronare la vostra gloria, volete raccogliere nella città di Parigi gli Atti dei Martiri; in ciò siete paragonabile a sant'Eusebio di Cesarea. Scusate la mia scarsa capacità: vi loderei meglio se avessi più eloquenza; ma conoscerete almeno la mia obbedienza. Vi invio, come mi avete ordinato, gli Atti dei tre gemelli di Langres (Spenstippe, Eleusippe e Meleusippe), e quelli di san Didier, martire e vescovo di questa città». Questo è tutto ciò che sappiamo di preciso su san Céranne. Il suo zelo nel raccogliere le storie dei Santi meritava tuttavia che si conservasse la sua. È nondimeno indubitabile che egli assistette al Concilio che si riunì il 18 ottobre 614, per ordine del re Clotario II, nella chiesa di San Pietro e San Paolo a Parigi, dove si trovarono settantanove vescovi di tutte le province delle Gallie che egli aveva recentemente riunito sotto il suo dominio. Forse anche san Céranne assistette al Concilio che, due anni dopo, Clotario convocò in una delle sue case reali, a Bonneuil (apud Bonagilum), nel territorio di Meaux. La sua morte può essere fissata tra gli anni 618 e 621. Fu inumato il 27 settembre, giorno in cui la sua festa si celebra nella diocesi, e il suo corpo fu deposto nella cappella sotterranea della chiesa di San Pietro e San Paolo, a sinistra della tomba di santa Genoveffa. La sua traslazione ebbe luogo il 16 novembre 1628; ma, durante la Rivoluzione, le sue reliquie, nel timore di una profanazione, furono bruciate insieme ad altre che si conservavano nella chiesa di Santa Genoveffa. Mani pietose ne raccolsero le ceneri; e, quando la pace fu resa alla Chiesa di Francia, esse furono deposte nella chiesa parrocchiale di San Leu e San Gilles, dove sono oggi conservate.

Culto 04 / 05

Morte e destino delle reliquie

Morto verso il 618-621, fu sepolto vicino a santa Genoveffa; le sue reliquie, salvate dalla Rivoluzione, riposano a Saint-Leu e Saint-Gilles.

San Cerauno o Cerano succedette al vescovo Simplicio. Nella sua persona, la Chiesa di Parigi ebbe un prefetto degno dei primi secoli del cristianesimo, in cui la scienza andava di pari passo con la virtù. Si applicò dapprima a istruirsi a fondo, alle fonti stesse, di tutti i dogmi della religione; e, quando ebbe ricevuto la pienezza del sacerdozio, si fece un dovere capitale di lavorare per imitare con le sue azioni i più santi vescovi dei tempi apostolici. Uno dei principali frutti del suo sapere e della sua pietà fu quello di raccogliere gli Atti dei Martiri, al fine di conservarli nella sua Chiesa come monumenti preziosi della loro costanza e della loro fede. Si rivolse, a tal fine, a un chierico di Langres, chiamato Warnahaire, per avere quelli di alcuni Santi. Warnahaire glieli inviò con la seguente lettera: «Voi non cessate di camminare sulle tracce e di eguagliare il merito dei più illustri vescovi con tutta la vostra condotta nel sacerdozio, dove non cercate altro splendore se non quello che dà la religione. Vi siete già reso abile nelle sacre lettere e, per coronare la vostra gloria, volete raccogliere nella città di Parigi gli Atti dei Martiri; in che siete paragonabile a sant'Eusebio di Cesarea. Scusate la mia poca capacità: vi loderei meglio se avessi più eloquenza; ma conoscerete almeno la mia obbedienza. Vi invio, come mi avete ordinato, gli Atti dei tre gemelli di Langres (Speusippo, Eleusippo e Meleusippo), e quelli di san Desiderio, martire e vescovo di questa città». Questo è tutto ciò che sappiamo di preciso su san Cerauno. Il suo zelo nel raccogliere le storie dei Santi meritava bene tuttavia che ci venisse conservata la sua. È nondimeno indubitabile che egli assistette al Concilio che si riunì il 18 ottobre 614, per ordine del re Clotario II, nella chiesa di San Pietro e San Paolo, a Parigi, dove si trovarono settantanove vescovi di tutte le province delle Gallie che egli aveva recentemente riunito sotto il suo dominio. Forse anche san Cerauno assistette al Concilio che, due anni dopo, Clotario convocò in una delle sue case reali, a Bonneuil (apud Bonagilum), nel territorio di Meaux. La sua morte può essere fissata tra gli anni 618 e 621. Fu inumato il 27 settembre, giorno in cui la sua festa si celebra nella diocesi, e il suo corpo fu deposto nella cappella sotterranea della chiesa di San Pietro e San Paolo, a sinistra della tomba di santa Genoveffa. La sua traslazione ebbe luogo il 16 novembre 1628; ma, durante la Rivoluzione, le sue reliquie, nel timore di una profanazione, furono bruciate insieme ad altre che si conservavano nella chiesa di Santa Genoveffa. Pie mani ne raccolsero le ceneri; e, quando la pace fu resa alla Chiesa di Francia, esse furono depositate nella chiesa parrocchiale di Saint-Leu e Saint-Gilles, dove sono oggi conservate.

Fonte 05 / 05

Fonti storiche

Le informazioni si basano sull'Histoire littéraire de la France di Dom Rivet e sulla Gallia Christiana.

Dom Rivet, Histoire littéraire de la France; Gallia Christiana nova.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Successione al vescovo Simplicio
  2. Raccolta degli Atti dei Martiri con l'aiuto di Warnahaire
  3. Partecipazione al Concilio di Parigi il 18 ottobre 614
  4. Possibile partecipazione al Concilio di Bonneuil verso il 616
  5. Traslazione delle reliquie il 16 novembre 1628
  6. Distruzione parziale delle reliquie a causa di un incendio durante la Rivoluzione

Citazioni

  • Non cessate di seguire le orme e di eguagliare il merito dei più illustri vescovi con tutta la vostra condotta nel sacerdozio Lettera di Warnahaire

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo