3 aprile 13° secolo

San Riccardo di Chichester

di Wiche

Vescovo di Chichester

Festa
3 aprile
Morte
3 avril 1253 (naturelle)
Categorie
vescovo , confessore
Epoca
13° secolo

Nato nel XIII secolo in Inghilterra, Riccardo di Wiche fu un brillante universitario prima di diventare cancelliere di Oxford e poi di Canterbury. Eletto vescovo di Chichester contro la volontà del re Enrico III, subì la povertà e la persecuzione prima di essere reintegrato nei suoi diritti. Modello di carità verso i poveri e di rigore ecclesiastico, morì a Dover nel 1253.

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Sezioni di lettura: 7

SAN RICCARDO, VESCOVO DI CHICHESTER

Vita 01 / 07

Giovinezza e dedizione familiare

Nato a Wiche, Riccardo si sacrifica per restaurare la fortuna del fratello maggiore caduto in rovina, arrivando a lavorare come semplice valletto prima di rinunciare alla sua eredità e a un matrimonio vantaggioso.

La Divina Provvidenza, che è mirabile nel governo dell'universo, ha fatto risplendere in modo visibile la sua sapienza nella vita di san R iccardo; e i saint Richard Soggetto principale, vescovo di Chichester nel XIII secolo. diversi rovesci della sua fortuna hanno ben mostrato che, se questa vita è soggetta a mille cambiamenti, essa è nondimeno condotta da una mano che non può errare. Questo Santo era il secondogenito di Riccardo e di Alice di Wiche. Nacque al castello di Wiche, luogo noto per le sue saline, a quattro miglia da Worcester. La condizione iniziale dei suoi genitori era abbastanza felice secondo il mondo, ma caddero infine in una tale miseria che, dopo la loro morte, il loro primogenito, chiamato anch'egli Riccardo e soprannominato Bache-dène, fu a lungo in prigione per i loro debiti. Il nostro Santo lavorò con molto coraggio alla sua liberazione e, vedendo poi che la sua povertà era estrema e che non aveva i mezzi per far fruttare i suoi beni, si consacrò di sua spontanea volontà al suo servizio, impiegandosi nella sua casa e nei campi nei più umili ministeri dei valletti e dei mercenari.

Dio diede la sua benedizione a questa carità e risollevò in poco tempo gli affari domestici del primogenito Riccardo. Egli riconobbe bene di esserne debitore a suo fratello; per questo motivo, per ricompensarlo liberalmente, gli fece donazione di tutti i suoi beni e lo mise persino in possesso, non avendo allora altro scopo che vivere pacificamente con lui. Questa cessione arricchì il cadetto e fece sì che poco tempo dopo gli venisse presentato in matrimonio un partito molto vantaggioso, al quale era pronto a dare il suo consenso; ma questa buona fortuna tentò suo fratello e lo fece pentire della donazione che gli aveva fatto; il nostro Santo, accorgendosene, andò a trovarlo e, preferendo la buona intesa con lui a tutti i vantaggi della terra, gli rimise volentieri la sua donazione tra le mani, gli fece retrocessione dei suoi beni e acconsentì persino che egli sposasse la giovane che gli era stata offerta, se quest'ultima vi avesse acconsentito.

Vita 02 / 07

Formazione accademica europea

Studia a Oxford e Parigi in estrema povertà, poi si specializza in diritto a Bologna dove diventa un rinomato professore prima di tornare in Inghilterra.

Fu per lui un'occasione favorevole per abbracciare una condizione migliore e dedicarsi agli studi. Li iniziò a Oxford, ce lebre Oxford Città dell'Inghilterra di cui Frideswide è la patrona. università d'Inghilterra, e li proseguì a Parigi. Vi alloggiò in una stanza con altri due studenti; ma erano tutti e tre così poveri che, avendo un solo mantello in tre, andavano a seguire le lezioni solo a turno. Avevano pane e vino solo in piccola quantità, e quanto a carne o pesce, ne mangiavano solo la domenica. Tuttavia, in seguito assicurava di non essere mai stato così contento e che l'affetto che nutriva per lo studio gli faceva dimenticare ogni riflessione su quella miseria. Poiché il suo spirito era bello, sottile e penetrante, fece in poco tempo grandissimi progressi; tanto che, tornato nel suo paese e all'università di Oxford, vi fu dichiarato maestro delle arti con molti applausi e vi insegnò le lettere umane.

Il desiderio di diventare più sapiente gli fece intraprendere un viaggio in Italia. Si fermò a Bologna, vi impiegò sette anni nella giurisprudenza e vi divenne c osì abi Bologne Città natale e di ritorno dopo la conversione del beato. le nell'uno e nell'altro diritto che, essendosi ammalato il suo professore, questi lo scelse per tenere la sua cattedra e per insegnare al suo posto ai suoi stessi condiscepoli. La reputazione che si guadagnò durante i sei mesi del suo incarico fece desiderare allo stesso professore, dopo la sua convalescenza, di trattenerlo nella sua università. Ma sebbene gli offrisse in matrimonio la sua unica figlia e la proprietà di tutti i suoi beni dopo la sua morte, non riuscì nel suo intento.

Vita 03 / 07

Servizio presso san Edmondo

Divenuto cancelliere di Oxford, divenne il fedele collaboratore di sant'Edmondo di Canterbury, accompagnandolo nel suo esilio in Francia fino alla morte di lui a Pontigny.

Appena ritornato a Oxford, la sua modestia, la sua castità, la sua dolcezza e la sua devozione gli attirarono il rispetto e l'amore di tutti, tanto da essere eletto cancelliere dell' università. Sant'Edmondo, arcivescovo di Canter Saint Edme, ou Edmond, archevêque de Cantorbéry Arcivescovo di Canterbury e mentore di Riccardo. bury, e san Roberto, vescovo di Lincoln, lo vollero entrambi per la loro chiesa; ma sant'Edmondo prevenne san Roberto e la spuntò. Gli affidò dunque i suoi sigilli e gli diede l'amministrazione di tutti i suoi affari. Riccardo assolse a tutti questi incarichi con grande saggezza e fedeltà, e si legò a questo santo arcivescovo non solo nella prosperità, ma anche nell'avversità, seguendolo nel suo esilio in Francia e non abbandonandolo mai fino alla sua morte, avvenuta nell'abbazia di Pontigny nel 1240.

Vita 04 / 07

Conflitto episcopale e reale

Eletto vescovo di Chichester contro la volontà del re Enrico III, dovette perorare la sua causa a Roma presso papa Innocenzo IV prima di subire due anni di persecuzione reale.

Fu un grande motivo di dolore per Riccardo essere privato di un così buon maestro; ma ne trasse d'altronde un grande vantaggio: poiché, vedendosi sollevato dalla guida di una diocesi, decise di applicarsi seriamente allo studio della teologia; cosa che fece a Orléans, nella scuola dei Padri Domenicani. Dopo avervi studiato a sufficienza e aver ricevuto l'ordine del sacerdozio, ritornò in Inghilterra per servire in una cura, di cui san Edmondo lo aveva provveduto. Ma poiché la sua virtù emanava continuamente nuovi splendori, essendo la sede di Chichester rimasta vacante per la morte di Ralph de Neville (1244), l'arcivescovo di Canterbury, Bonifacio, successore di san Edmondo, e i suoi suffraganei, dopo aver annullato l'elezione dei canonici che avevano nominato un loro confratello, uomo di corte, privo delle qualità necessarie per una dignità di tale importanza, posero su quella s ede il nostro sa Le roi Henri III Re d'Inghilterra che si oppose all'elezione di Riccardo. nto Riccardo. Il re Enrico III fu estremamente indignato per questa nomina, innanzitutto perché era avvenuta escludendo una persona a lui cara, della quale egli stesso aveva favorito l'elevazione, e in secondo luogo perché non amava il sacerdote Riccardo, sapendo che aveva sempre seguito la parte di san Edmondo contro di lui. Inviò pe rsino a Roma, pr pape Innocent IV Papa del XIII secolo che testimoniò i miracoli del santo. esso papa Innocenzo IV, per farla annullare e per far confermare l'elezione del suo cortigiano. Ma il Santo, essendosi recato anch'egli sul posto per sostenere il suo diritto, ne fece vedere così bene la giustizia che Sua Santità gli diede ragione e lo consacrò con le proprie mani. Ritornò dunque con le sue bolle e con un ordine per la sua diocesi di non riconoscere altro vescovo che lui. Il re, pieno di furore, fece sequestrare tutto il temporale del suo vescovado; le sue case furono occupate, le sue fattorie saccheggiate e tutti i suoi beni dissipati dai ministri della vendetta del principe; di modo che il povero Vescovo fu costretto ad alloggiare in una casa in prestito e a mangiare alla tavola altrui.

Nondimeno, tutti questi ostacoli non gli impedivano di adempiere fedelmente ai doveri del suo ufficio e, sebbene non ne avesse le rendite, non tralasciava di sostenerne tutte le fatiche. Visitava le sue parrocchie, predicava al suo popolo, amministrava i Sacramenti e faceva ciò che era obbligo di un buon pastore. La persecuzione durò due anni, dopo di che il re, vinto da un lato dalle minacce del Papa, e dall'altro dalle rimostranze dei vescovi del suo regno e dalle umili preghiere di Riccardo, lo mise in pacifica possessione di tutto il temporale del suo Vescovado, come egli stesso aveva predetto ai suoi canonici, vedendoli tutti costernati a causa delle violenze degli ufficiali di quel principe.

Vita 05 / 07

Pastorato e carità miracolosa

Vescovo esemplare, si distinse per il suo rigore verso il clero scandaloso, il suo rifiuto del nepotismo e la sua immensa carità, illustrata dal miracolo della moltiplicazione dei pani.

Quando si vide in piena libertà, raddoppiò il suo fervore verso Dio, la sua severità verso se stesso e la sua misericordia per i poveri. Quando si recava nei borghi e nei villaggi della sua diocesi, si informava dei malati e dei poveri che vi si trovavano; per i primi, li onorava con la sua visita, al fine di incoraggiarli alla pazienza e di disporli alla morte, se la loro malattia era pericolosa; e, per i secondi, faceva distribuire loro grandi elemosine. Suo fratello maggiore, di cui abbiamo già parlato, sul quale aveva scaricato la cura dei suoi beni temporali, gli fece notare che il suo reddito non poteva bastare a una tale profusione; ma egli gli rispose che valeva meglio vendere il suo cavallo e il suo vasellame d'argento, piuttosto che soffrire che i poveri, membra di Gesù Cristo, fossero nella miseria. Non si accontentava di fare l'elemosina a chi la chiedeva; preveniva persino coloro che non la chiedevano; e poiché gli si chiedeva perché agisse così, rispose, perché è scritto: «Signore, tu lo hai prevenuto con le benedizioni della tua dolcezza»; e che, d'altronde, è comprare una cosa a caro prezzo quella di doverla sollecitare. Fece anche costruire un ospedale per accogliere i vecchi, gli storpi e le altre persone incapaci di guadagnarsi da vivere, soprattutto gli ecclesiastici che erano nel bisogno; e si prese grande cura affinché non mancasse loro nulla di ciò che è necessario alla vita. Ciò non avvenne senza miracolo, poiché, un giorno, distribuendo un pane che aveva benedetto, ne ebbe abbastanza per soddisfare tremila poveri, e ne avanzò ancora a sufficienza per altri cento che sopraggiunsero dopo questa prima distribuzione. Il suo storico assicura che compì più volte simili miracoli.

Tali erano i sentimenti di misericordia di questo buon pastore; ma, d'altronde, non mancava di essere giusto e severo nel castigo dei suoi ecclesiastici scandalosi. Non poté mai essere piegato, né dalle preghiere dell'arcivescovo di Canterbury e di molti altri prelati e signori del regno, né dalle istanze del re stesso, per una sentenza emessa contro un chierico convinto di aver rapito e violentato una persona consacrata. Ne privò altri tre dei loro benefici, per aver tenuto donne sospette presso di loro. Aveva estrema cura di raccomandare ai suoi siniscalchi e ai suoi balivi di rendere fedelmente giustizia e di non esigere nulla ingiustamente da coloro che erano sotto la loro giurisdizione. Un giorno, avendo il fuoco consumato una delle sue case, con molti beni che gli appartenevano, non ne fu affatto turbato, ma consolò, al contrario, la sua gente, dicendo loro che avevano ancora di che vivere, e che questo incidente era accaduto per non aver fatto abbastanza elemosine; ordinò dunque di raddoppiarle.

Non volle mai conferire benefici a nessuno dei suoi parenti, per quanto ne fossero capaci: «Perché», diceva, «il principe dei pastori, Gesù Cristo, non ha dato le chiavi del cielo a san Giovanni, suo cugino, ma a san Pietro, che non gli era affatto parente». Onorava i buoni religiosi e li abbracciava abitualmente, dicendo come ragione: «Com'è bello baciare le labbra che esalano il gradevole incenso delle sante preghiere offerte a Dio con devozione».

Missione 06 / 07

Missione, crociata e morte

Incaricato di predicare la crociata in Inghilterra, morì di sfinimento a Dover nel 1253 dopo aver consacrato una chiesa per i poveri.

Non sarebbe facile descrivere i vari viaggi e le faticose opere che questo fervente Prelato intraprese, non solo per il bene della sua diocesi, ma anche per quello della Chiesa universale, principalmente nella guerra che fu condotta nel Levante, verso la metà del XIII secolo, per il recupero della Terra Santa dagli infedeli; poiché, avendo ricevuto l'ordine da Sua Santità di pubblicare la crociata in tutta l'Inghilterra, vi si dedicò con tale zelo che non vi fu città, borgo o villaggio che non visitasse a questo scopo. Infine, avendo in animo di recarsi a Dover, si sentì colto da una feb bre, di Douvres Luogo di morte di Riccardo. eci giorni prima di arrivarvi. Vi andò nondimeno e, scendendo dapprima all'Hôtel-Dieu, vi benedisse una chiesa e un cimitero, per la sepoltura dei poveri, sotto il nome di Sant'Edmondo. Ma vedendo avvicinarsi il termine dei suoi giorni e sentendo che doveva lasciare questo mondo, ordinò al suo cappellano di preparare tutto il necessario per i suoi funerali; poi, avendo chiesto un crocifisso, lo baciò con grande fervore. E, dopo aver raccomandato il suo spirito a Dio, con le parole che Gesù Cristo rivolse sulla croce al Padre, fece questa preghiera alla Santa Vergine: «Maria, madre di Dio e di misericordia, difendici dal nemico e accoglici nell'ora della morte»; cosa che ordinò ai suoi sacerdoti di ripetere finché non ebbe reso la sua beata anima, il 3 aprile circa, nell'anno del Signore 1253, nel cinquantaseiesimo anno della sua età e il nono del suo episcopato.

Culto 07 / 07

Culto e fonti agiografiche

Canonizzato nel 1269 da Urbano IV, il suo corpo riposa a Chichester. La sua vita è documentata da John Capgrave e dai Domenicani.

Sebbene durante la sua vita il suo corpo fosse sempre apparso estremamente estenuato dai digiuni, dalle veglie, dal cilicio e dalle frequenti discipline di cui si serviva per tormentarsi, fu tuttavia trovato dopo la sua morte bello e fresco come se avesse già ricevuto i segni della risurrezione. Fu trasportato nella sua chiesa di Chichester, secondo le disposizioni delle sue ultime volontà, e vi fu inumato davanti all'altare di sant'Edmondo, che egli stesso aveva consacrato. Dio onorò la sua memoria con diversi miracoli, tra gli altri la risurrezione di tre morti avvenuta presso il suo s epolcro. Papa pape Urbain IV Papa che ha canonizzato Felice nel 1262. Urbano IV emanò il decreto della sua canonizzazione nell'anno 1269.

San Riccardo viene rappresentato: 1° mentre guida l'aratro di suo padre: in un lontano orizzonte si vedono spuntare la mitra e la mozzetta; 2° con un calice ai suoi piedi, perché, si dice, all'inizio del suo episcopato, lasciò cadere un vaso consacrato senza che il contenuto si rovesciasse; 3° circondato da poveri mentre fa loro l'elemosina; 4° mentre benedice la chiesa di Dover, di cui ha davanti a sé una pianta; 5° mentre muore abbracciando teneramente un crocifisso.

Il martirologio romano e quello di Usuardo fanno menzione di san Riccardo. I continuatori di Bolland riportano due vite: una tratta dalla Leggenda d'Inghilterra, di John Capgrave, e l'altra composta da un religioso dell'Ordine di San Domenico: ci siamo serviti dell'una e dell'altra per la composizione di questa.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nascita al castello di Wiche
  2. Studi a Oxford, Parigi e Bologna
  3. Cancelliere dell'Università di Oxford
  4. Cancelliere dell'arcivescovo di Canterbury
  5. Esilio in Francia a Pontigny con san Edmondo
  6. Elezione alla sede di Chichester nel 1244
  7. Consacrato da papa Innocenzo IV a Roma
  8. Predicazione della crociata in Inghilterra
  9. Morto a Dover all'età di 56 anni

Miracoli

  1. Moltiplicazione di un pane benedetto per nutrire tremila poveri
  2. Calice caduto senza che il vino si rovesciasse
  3. Resurrezione di tre morti presso il suo sepolcro
  4. Conservazione del corpo fresco e intatto dopo la morte

Citazioni

  • Era meglio vendere il proprio cavallo e l'argenteria, piuttosto che permettere che i poveri, membra di Gesù Cristo, fossero nella miseria. Fonte
  • Maria, madre di Dio e di misericordia, difendici dal nemico e accoglici nell'ora della morte Ultime parole

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo