5° secolo

Santa Asella

Vergine romana

Morte
410 (naturelle)
Categorie
vergine
Epoca
5° secolo
Luoghi associati
Roma (IT) , Roma (IT)

Illustre vergine romana del IV e V secolo, Asella si consacrò a Dio fin dall'infanzia e si rinchiuse in una cella a dodici anni. Conducendo una vita di estrema austerità e preghiera, fu ammirata da tutta la città di Roma per la sua umiltà e santità. La sua agiografia ci è giunta grazie agli scritti di San Girolamo.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 5

SANTA ASELLA, VERGINE ROMANA (410).

Vita 01 / 05

Introduzione e segni precoci

San Girolamo racconta la vita di santa Asella, segnata fin dall'infanzia da una visione paterna che ne simboleggiava la purezza e da una consacrazione precoce a Dio prima dell'età di dieci anni.

San Girolamo Saint Jérôme Padre della Chiesa e autore della biografia originale di santa Asella. , scrivendo egli stesso la vita di questa illustre vergine romana, ne ha immortalato la memoria; lasciamo a lui la parola: "Voglio tacere", dice, "che fu benedetta da Dio fin dal seno di sua madre; che suo padre, in una visione celeste avuta durante il sonno, la vide sotto forma di un globo di vetro più brillante e più puro di tutti gli specchi dei mondani; e che, essendo ancora, per così dire, nelle fasce, fu prima dell'età di dieci anni consacrata al cielo e destinata a godere della beatitudine eterna. Lasciamo alla grazia i favori che questa Santa non ha potuto meritare con il suo lavoro. Dio, che dispone di tutto con la sua sapienza infinita, li dispensa come meglio crede. Egli santifica Geremia prima della sua nascita, fa sussultare Giovanni Bat Jean-Baptiste Figura biblica citata in confronto per la sua precoce santificazione. tista nel seno di Elisabetta, e sceglie P aolo Paul Apostolo citato da san Girolamo per illustrare i decreti divini. , nei suoi decreti eterni, per portare ai Gentili il Vangelo di suo Figlio, perché tale è il suo beneplacito. Ma veniamo a ciò che ha intrapreso, a ciò che ha fatto e a ciò che ha consumato dopo dodici anni con l'aiuto di questa stessa grazia."

Vita 02 / 05

La scelta della vita reclusa

A dodici anni, Asella si rinchiude in una cella stretta, vendendo i suoi gioielli per una veste semplice e adottando un regime di pane, sale e acqua in una solitudine assoluta.

« Si rinchiuse, per il movimento dello Spirito Santo, in una cella, dove perseverò con molta costanza fino alla fine della sua vita. Per quanto stretto fosse quel luogo, vi godeva di tutta l'estensione del paradiso. Lo stesso posto le serviva per la sua orazione e per prendervi riposo. Le sue delizie erano il digiuno, l'astinenza costituiva il suo nutrimento ordinario, e quando si vedeva obbligata, più per una necessità comune a tutti gli uomini che per soddisfare il suo appetito, a prendere qualche cibo, pane con sale e acqua fredda erano tutto il suo alimento, e ne prendeva così poco che la sua fame ne era piuttosto eccitata che placata. Non appena ebbe risolto di abbracciare questo genere di vita e di consacrarsi tutta intera a Dio, si disfece, senza attendere il consenso dei suoi genitori, dei suoi gioielli e delle sue catene d'oro per comprarne una veste semplice e modesta, che non poteva ottenere da sua madre; e, con questo pio commercio, fece vedere ai suoi genitori che non dovevano attendersi una vita mondana da colei che condannava così il secolo con i suoi abiti. Visse così solitaria e così lontana dalla conversazione delle creature, che non appariva mai in pubblico. Evitò sempre di parlare agli uomini; e, cosa ammirevole, si privava persino di vedere una sorella che amava teneramente.

Vita 03 / 05

Lavoro manuale e devozione

Condivide il suo tempo tra il lavoro manuale, la recitazione dei salmi e visite discrete alle chiese dei martiri, praticando digiuni estremi, in particolare durante la Quaresima.

«Impiegava le sue mani in qualche lavoro, per non rimanere oziosa; ma, durante il suo lavoro, si intratteneva con il suo Sposo celeste attraverso la preghiera, o ne proclamava le lodi recitando salmi con fervore. Quando la solennità delle feste, o qualche devozione particolare la portava a visitare le chiese dei santi Martiri, vi si recava senza essere riconosciuta, e la sua gioia più grande era quella di non essere vista da nessuno. Sebbene digiunasse per gran parte dell'anno, e arrivasse talvolta a passare due o tre giorni senza mangiare, praticava tuttavia un'astinenza tale durante la Quaresima, che si sarebbe detto che essa fosse interamente un unico digiuno. Nonostante queste

Vita 04 / 05

Ritratto morale e influenza a Roma

Nonostante le sue austerità, conserva una salute perfetta fino a cinquant'anni e diviene un modello di santità ammirato da tutti gli strati della società romana.

SANTA GERTRUDE O GERETRUDE. 93 austerità, non smise di vivere fino a cinquant'anni, senza alcun mal di stomaco, senza dolori viscerali, senza avvertire alcun indebolimento delle membra, sebbene riposasse sempre sul duro, e senza che l'asprezza del cilicio causasse in lei la minima deformità, ma godendo di una salute perfetta e di una santità ancora più abbondante. Era nella solitudine come in un paradiso, e trovava, in mezzo ai tumulti della città, il riposo che i solitari vanno a cercare negli eremitaggi. Non vi era nulla di più gradevole della sua severità, né nulla di più severo della sua gioia. La sua allegria era triste e la sua tristezza affascinante. Il pallore che appariva sul suo volto era un indice della sua penitenza, ma non vi si vedeva nulla che risentisse di ostentazione. Le sue parole erano così ben misurate, che si poteva dire che parlando mantenesse il silenzio, e il suo silenzio era così giudizioso, che in qualche modo parlava tacendo. Il suo incedere era accompagnato da una modestia angelica. Era sempre vestita allo stesso modo, con una certa negligenza che non aveva nulla dell'affettazione, e questa stessa negligenza era una pulizia cristiana che condannava il lusso e lo sfarzo delle persone del mondo. Infine, per la sua uguaglianza di vita, meritò sola di essere ammirata dall'intera Roma, che era allora una città di Rome entière Città natale di Massimiano. piaceri, di lusso e di magnificenza, e dove l'umiltà passava per bassezza d'animo; cosicché le persone dabbene lodavano la sua virtù, e i libertini non osavano attaccarla con le loro calunnie; le vedove la prendevano a modello della loro perfezione, le vergini cercavano di imitarla, le donne sposate la onoravano, i debosciati la temevano, e i sacerdoti la consideravano una meraviglia di santità.

Fonte 05 / 05

Fonti del racconto

Il testo si basa sugli scritti di Padre Giry e sulle Epistole di san Girolamo.

Questo racconto è di Padre Giry. — Cfr. San G Saint Jérôme Padre della Chiesa e autore della biografia originale di santa Asella. irolamo, *Epistole* XV, cxv, cxi.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Consacrazione al cielo prima dei dieci anni
  2. Vendita dei suoi gioielli e ornamenti per acquistare un abito modesto
  3. Ritiro in una cella solitaria all'età di dodici anni
  4. Vita di digiuno e preghiera per diversi decenni
  5. Visita in incognito alle chiese dei martiri durante le festività

Miracoli

  1. Visione celeste del padre che la vede sotto forma di un globo di vetro brillante
  2. Conservazione di una salute perfetta nonostante austerità estreme fino a cinquant'anni

Citazioni

  • Non c'era nulla di più piacevole della sua severità, né nulla di più severo della sua gioia. San Girolamo

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo