Segretario di Stato dell'imperatore Onorio, Marcellino fu un laico esemplare e un amico intimo di Sant'Agostino. Incaricato di presiedere la conferenza di Cartagine nel 410 contro i donatisti, fu vittima di una vendetta politica e giustiziato nel 413 nonostante la sua riconosciuta innocenza.
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SAN MARCELLINO, UOMO DI STATO,
Ritratto morale e virtù
Sant'Agostino traccia un ritratto elogiativo di Marcellino, sottolineando la sua pietà, la sua integrità nell'amministrazione della giustizia e la sua carità cristiana nonostante le sue responsabilità secolari.
Quando il giusto è rapito dalla morte, entra nel luogo del suo refrigerio e del suo riposo.
Septem, IV.
Una lettera di sant'Agostino tesse in questi termini l'elogio di san Marcellino: — « saint Marcellin Sacerdote della Chiesa di Roma e martire. Egli ha vissuto in una grande pietà, in una condotta santa, in sentimenti veramente cristiani. Quale probità nei suoi costumi! Quale fedeltà nella sua pietà! Casto nel matrimonio, integro nell'amministrazione della giustizia, paziente verso i suoi amici, caritatevole verso tutti, in ogni occasione pronto a fare del bene, riservato nel chiedere per sé qualche grazia, le buone opere gli davano gioia, e le cattive dolore; compassionevole e soccorrevole, il suo cuore era sempre aperto per perdonare i suoi nemici, e persino per amarli! Era pieno di fiducia in Dio e dedito alla preghiera. Mai parlava delle verità della salvezza, di cui era ben istruito, se non con rispetto e modestia. Avrebbe rinunciato a tutti gli impieghi del secolo, se non fosse stato vincolato dal matrimonio; ma in mezzo ai suoi beni, era indissolubilmente attaccato a Gesù Cristo... » Dio doveva coronare tante virtù con un glorioso martirio.
Lotta contro il donatismo
In qualità di segretario di Stato, Marcellino presiede la conferenza di Cartagine nel 410 per risolvere lo scisma donatista e ristabilire l'unità della Chiesa in Africa.
La causa della sua morte fu lo zelo che dispiegò contro degli scismatici chiamati donatisti, — una sorta di giansenisti africani che rifiutavano di ammettere al perdono e alla comunione cattolica coloro che, avendo avuto la debolezza di consegnare le Sacre Scritture durante la persecuzione, chiedevano con pentimento l'assoluzione della loro colpa. Una conferenza fu convocata nel 410, a Cartagine, non per decidere la questione di diritto, poiché è sempre stato vero che per ogni peccato c'è misericordia, ma per sapere a quale vescovo il popolo dovesse obbedire, «al cattolico o al donatista», nelle città in cui o gni comun Marcellin Sacerdote della Chiesa di Roma e martire. ione aveva il proprio. Marcellino, segretario di Stato di Onorio, fu nominato per presiedere questa conferenza e assicurare l'esecuzione delle misure che sarebbero state stabilite di comune accordo. I vescovi cattolici offrirono ai loro avversari di condividere con loro le proprie sedi e, se necessario, di cederle. Lo spirito di discordia, che è quello dei discepoli di Satana, non permise ai donatisti di riunirsi alla comunione dei fedeli e li portò a respingere ogni sorta di accordo. Da quel momento, la causa dei cattolici era vinta: conformemente al suo mandato, Marcellino applicò le leggi severe emanate contro questi dissidenti, che, nella loro turbolenza, non rispettavano né le persone né le proprietà. Da quel momento, tutto fu messo in atto per rovinare l'integro Marcellino. Se i cattolici avevano dalla loro parte l'integro Marcellino, i donatisti avevano nel loro partito il conte Marino. Ora, Marino si trovava precisamente, in quell'epoca, in Africa, occupato a reprimere la ribellione di un certo Eracliano, che aveva tentato di rendersi indipendente nel suo governo. Abusando dei suoi pieni poteri militari, il generalissimo di Onorio coinvolse Marcellino nella rivolta di Eracliano e, sebbene l'accusa fosse priva di ogni fondamento, Marcellino fu rinchiuso con suo fratello in un'orribile prigione che non riceveva alcuna luce. In quel luogo triste, suo fratello gli disse un giorno: — Se sono i miei peccati ad avermi attirato questa disgrazia, per cosa avete meritato di caderci voi, la cui vita è sempre stata cristiana? — Anche se ciò che dite fosse vero, rispose Marcellino, e anche se dovessi perderne la vita, non dovrei forse renderne grazie a Dio, che mi punisce in questo mondo per risparmiarmi nell'altro? — Sant'Agostino, che amava il tribuno per le sue belle qualità e che lo stimava per le sue virtù, venne appositamente a Cartagine per giustificarlo presso Marino, e gli fece promettere che gli avrebbe lasciato la vita; ma il co nte, calpestando l L'évêque d'Hippone Padre della Chiesa e maestro spirituale di Possidio. a sua promessa, lo condannò alla decapitazione. Il vescovo di Ippona andò a visitare Marcellino nella sua prigione e rende il resoconto più toccante delle disposizioni in cui lo trovò. Avendogli chiesto se avesse mai commesso qualcuno di quei peccati che si espiano con la penitenza canonica, egli gli rispose stringendogli la mano destra: Vi giuro per questa mano che mi ha amministrato i sacramenti che ho appena ricevuto, che non mi sono mai reso colpevole di simili peccati. La corte, persuasa dell'innocenza dei due fratelli, aveva inviato l'ordine al conte Marino di liberarli; ma per soddisfare la sua vendetta, egli si era affrettato a farli giustiziare.
Accusa e martirio
Vittima di una falsa accusa di complicità nella rivolta di Eracliano, Marcellino viene imprigionato e giustiziato dal conte Marino nonostante l'intervento di sant'Agostino.
Onorio d Honorius Imperatore romano d'Occidente che abolì i giochi gladiatori dopo la morte di Telemaco. estituì Marino per questa barbara esecuzione e conferì a Marcellino il titolo di uomo di gloriosa memoria. Questo illustre amico di sant'Agostino, al quale quest'ultimo aveva dedicato i suoi primi scritti contro i Pelagiani e la sua grand e opera dell Cité de Dieu Apologia del cristianesimo di fronte al declino dell'Impero romano. a Città di Dio, fu messo a morte a Cartagine, nell'anno 413, ed è onorato come martire il 6 aprile.
Eredità e venerazione
Riabilitato dall'imperatore Onorio, Marcellino è onorato come martire; sant'Agostino gli ha dedicato diverse delle sue opere maggiori, tra cui La città di Dio.
San Girolamo Saint Jérôme Padre della Chiesa e autore della biografia originale di santa Asella. e sant'Agostino hanno pronunciato l'orazione funebre di questa illustre vittima delle discordie religiose.
Vedere le opere complete di sant'Agostino, traduzione francese di Bar-le-Duc, 17 vol. gr. in-8°.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nomina a segretario di Stato di Onorio
- Presidenza della conferenza di Cartagine nel 410 contro i donatisti
- Accusa calunniosa di complicità nella rivolta di Eracliano
- Imprigionamento con suo fratello
- Esecuzione tramite decapitazione per ordine del conte Marino
Citazioni
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Non devo forse renderne grazie a Dio, che mi punisce in questo mondo per risparmiarmi nell'altro?
Risposta a suo fratello in prigione -
Vi giuro su questa mano che mi ha amministrato i sacramenti che ho appena ricevuto, che non mi sono mai reso colpevole di simili peccati.
Dichiarazione a Sant'Agostino