Originario di Avignone e fratello di san Petronio, Marcello divenne vescovo di Die nel VI secolo nonostante la sua resistenza iniziale. Il suo episcopato fu segnato dalla lotta contro l'arianesimo, da miracoli come l'apparizione di una colomba durante la sua consacrazione, e da un esilio dal quale tornò trionfalmente. Morì a Barjols durante il ritorno da un pellegrinaggio a Roma.
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SAN MARCELLO, VESCOVO DI DIE (VI secolo).
Giovinezza e formazione ad Avignone
Marcello e suo fratello Petronio, provenienti dalla nobiltà di Avignone, si destinarono presto alla vita ecclesiastica.
San Petronio e sa n Marcello n Saint Marcel Vescovo di Die nel VI secolo, successore di suo fratello Petronio. acquero ad Avignone da una famiglia illustre per la sua nobiltà. Entrambi furono destinati fin da giovani allo stato ecclesiastico e vi si prepararono con la pratica di tutte le virtù.
Petronio , che e Pétrone Fratello maggiore di Marcello e suo predecessore sulla sede episcopale di Die. ra il primogenito, fu elevato al sacerdozio verso la metà del VI secolo, e la sua eminente pietà lo fece presto giudicare degno degli onori dell'episcopato. Fu dunque eletto dal popolo e dal clero di Die Città episcopale di cui Ismidone fu vescovo per vent'anni. Die, e governò quella chiesa per alcuni anni con tanta saggezza che la sua memoria vi è rimasta in benedizione fino ai nostri giorni.
San Marcello era ancora giovane quando suo fratello san Petronio fu elevato sulla sede di Die; lo accompagnò in quella città e trasse così tanto profitto dalle sue lezioni e dai suoi esempi, che divenne, in poco tempo, un ecclesiastico compiuto. Ricevette il diaconato dalle mani del suo beato fratello; e, in attesa che la sua età gli permettesse di essere elevato al sacerdozio, si perfezionò nella pratica delle virtù e si stimolò soprattutto al fervore con la meditazione continua della parola di Dio; «riempiendosi così della verità», dice l'autore della sua leggenda, «per diffonderla sugli altri come una pioggia feconda nel tempo che Dio aveva destinato per chiamarlo all'episcopato».
Un'elezione episcopale contestata
Alla morte di Petronio, Marcello viene eletto vescovo di Die nonostante il suo rifiuto iniziale e l'opposizione di una fazione sostenuta dal re ariano Gondioco.
Marcello era diacono solo da pochi giorni quando san Petronio morì. I fedeli e il clero di Die, convinti della sua santità, risolsero subito di eleggerlo al posto del fratello. Vi era soltanto in città un piccolo numero di persone che richiedevano un altro prelato. Il loro intento era caduto su un intrigante che desiderava la dignità episcopale con tanto ardore quanto Marcello ne mostrava per evitarla; poiché, non appena il nostro Santo ebbe appreso che lo si voleva fare vescovo, fuggì precipitosamente e andò a nascondersi in una montagna vicina. Vi fu scoperto dopo dodici giorni di attive e incessanti ricerche; il popolo si impadronì di lui e lo ricondusse in città, mentre alcuni facinorosi si riunivano sulle rive della Drôme per rapirlo al suo passaggio. Il Santo doveva, in effetti, attraversare quel fiume per tornare a Die e avrebbe potuto facilmente cadere nelle loro mani, ma la numerosa scorta che lo accompagnava intimidì i suoi nemici. Essi giunsero tuttavia a ingiuriarlo; alcuni ebbero persino l'audacia di perseguitarlo a colpi di pietra. Il Santo sopportò tale affronto con una pazienza angelica e si accontentò di pregare per loro, finché non entrò in città, dove il suo ritorno suscitò autentici trasporti di gioia. Si crede abbastanza comunemente che i facinorosi, che si opponevano alla sua elezione, fossero prezzolati da Gondioco, re di Borgogna, il quale, esse ndo ariano, voleva far el Gondiec, roi de Bourgogne Re di Burgundia, di confessione ariana, oppositore di Marcello. eggere come vescovo di Die un sacerdote ariano come lui; ma che san Mamerto, arcivescovo di Vienne, accorse prontamente sul luogo, ord saint Mamert, archevêque de Vienne Arcivescovo di Vienne guarito da sant'Aniano. inò san Marcello e prevenne così i funesti effetti di un'ambizione sostenuta dal potere di quel principe.
Consacrazione miracolosa e persecuzioni ariane
Una colomba appare durante la sua consacrazione da parte di san Mamerto. Marcello subisce in seguito la prigionia e l'esilio sotto gli Ariani.
Comunque sia, «sembra che Dio non permise la divisione degli abitanti di Die se non per riunirli tutti più gloriosamente attraverso un miracolo», poiché, durante la cerimonia della consacrazione di san Marc saint Marcel Vescovo di Die nel VI secolo, successore di suo fratello Petronio. ello, una colomba apparve improvvisamente nella chiesa e, volteggiando attorno al capo del nuovo Prelato, lo seguì fino alla cattedra episcopale, cosa che fu considerata un prodigio, attraverso il quale Dio attestava la sua innocenza e ratificava la scelta che era stata fatta di lui. Questo fatto è riportato nell'orazione che si recitava un tempo in onore del santo Vescovo il giorno della sua festa, il 9 del mese di aprile.
Tuttavia, gli ariani non perdonarono affatto al santo Prelato l'entusiasmo che la sua elezione aveva suscitato nella città; suscitarono contro di lui violente persecuzioni e riuscirono persino a impossessarsi della sua persona e a rinchiuderlo in una prigione dove dovette soffrire ogni sorta di maltrattamenti; «ma il suo supplizio fu la sua gloria e il suo onore, poiché sopportò tutto con molta dolcezza, pazienza e pace».
Qualche tempo dopo, avendo Gendine lo tirato fuori dalla sua prigione per inviarlo in esilio, il santo Vescovo non si vendicò di questo nuovo oltraggio se non guarendo, con le sue preghiere, il figlio del suo persecutore, che una malattia violenta aveva già condotto alle porte della tomba.
Disilluso da questo prodigio, il principe riconobbe la sua colpa, richiamò san Marcello e lo fece condurre a Die, dove fu ricevuto con tali dimostrazioni di gioia che il suo ingresso in questa città fu un vero trionfo.
Episcopato e influenza
Marcello governa la sua diocesi con zelo, la sua santità è attestata da Gregorio di Tours e da numerosi miracoli.
Da quel momento il beato Vescovo poté dedicarsi senza riserve alla cura del suo gregge. L'antico ufficio, composto per il giorno della sua festa, elogia grandemente la saggezza della sua condotta, il suo zelo, la sua pietà e tutte le sue virtù episc opali. San Gregorio di Saint Grégoire de Tours Vescovo di Tours, storico contemporaneo e amico di Palladio. Tours lo definisce «un uomo di eminente santità». Gli inni che la chiesa di Die cantava un tempo in suo onore sottolineano in particolare diversi miracoli «che resero il suo nome celebre in tutta la terra», e dei quali si fa menzione anche nel martirologio romano.
Morte a Barjols e primo culto
Dopo un pellegrinaggio a Roma, Marcello muore nel monastero di Saint-Maurice vicino a Barjols, dove viene inumato.
Si assicura che prima della sua morte volle compiere un pellegrinaggio a Roma e che, ritornando a Die, si ammalò nel monastero di Saint-Maurice, non lontano da Bar Barjols Luogo di morte e di prima sepoltura del santo. jols o Barjoux, nella diocesi di Fréjus. Morì, si dice, tra le braccia dei religiosi di questo monastero e fu sepolto nella loro chiesa, dove il s son corps Resti mortali del santo, oggetto di venerazione e profanazione. uo corpo fu conservato preziosamente per lunghi anni. La chiesa collegiata di Barjols prese il titolo di San Marcello e ancora oggi egli è il patrono della parrocchia.
Distruzioni ugonotte e destino delle reliquie
I resti del santo vengono bruciati dagli Ugonotti a Barjols e poi a Die. Il culto viene mantenuto attraverso indulgenze papali e la traslazione di una parte delle reliquie.
Nel 1562, gli eretici, essendosi impadroniti di Barjols, devastarono la chiesa, bruciarono il corpo del santo Prelato e ne gettarono le ceneri al vento. Appreso tale sacrileg io, il papa pape Pie IV Papa che ha autorizzato il culto di Corrado. Pio IV, per riparare quanto più possibile alla grande perdita che questa chiesa aveva appena subito, e affinché continuasse ad essere visitata da un grande concorso di popolo, concesse, con una concessione perpetua, che i fedeli veramente penitenti, che vi si fossero recati a pregare la prima domenica dopo Pasqua, avrebbero ottenuto la grazia dell'indulgenza plenaria.
Ma non era giusto che i fedeli di Die fossero eternamente privati delle reliquie del loro Pastore. In un'epoca che è impossibile precisare, una parte delle sante spoglie di Marcello fu restituita alla sua chiesa di Die.
Gli abitanti di questa città gli eressero un magnifico sepolcro nella loro cattedrale, e nuovi prodigi non tardarono ad attirare molti pellegrini. Gregorio di Tours dice che la lampada, sospesa davanti al suo sepolcro, era alimentata miracolosamente da un olio che bruciava senza consumarsi e guariva numerose malattie.
Esso fu profanato dagli Ugonotti, che rimossero il santo corpo e lo bruciarono in mezzo alla piazza pubblica. Questo atto di sacrilegio empio sollevò l'indignazione dei fedeli, che consideravano san Marcello come uno dei loro più cari protettori; ma non alterò affatto il loro rispetto per la sua memoria, né la fiducia che riponevano nella sua potente intercessione. La chiesa di Die lo onorò sempre con un culto solenne, e la sua festa, autorizzata recentemente dal sommo pont efice Pie IX Papa che ha canonizzato Giosafat nel 1867. Pio IX, si celebra, in tutta la diocesi di Valence, il 9 del mese di aprile. Lo stesso avviene a Fréjus.
Tracce monumentali a Die
L'eredità del santo sopravvive a Die attraverso edifici e una porta antica che porta il suo nome.
Prima delle guerre di religione, vi erano a Die un monastero, un ospedale e una porta della città sotto il nome di San Marcello. Il monastero e l'ospedale furono rovinati, come tutti gli altri stabilimenti religiosi, nel 1567. La porta esiste ancora ai giorni nostri. Si tratta di un arco di trionfo, al quale furono aggiunte, nel Medioevo, delle costruzioni che contrastavano con ciò che resta di questo antico edificio. L'arco è di un disegno molto bello: la parte inferiore è ornata di rose e festoni. La facciata esterna è tutta liscia; ma la facciata interna è ornata da una grossa testa di bue nel mezzo e da una figura di tritone in rilievo su ogni lato. Non vi è accordo sul tempo a cui risale questo monumento, né sul suo scopo. Diversi esperti lo attribuiscono al regno di Augusto. Delacroix, Statistique du département de la Drôme, p. 480; Nudal, Hoging. de Valence.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita ad Avignone
- Diaconato ricevuto da suo fratello Petronio
- Elezione alla sede episcopale di Die
- Fuga su un monte per evitare l'episcopato
- Consacrazione da parte di san Mamerto
- Imprigionamento ed esilio da parte degli ariani
- Pellegrinaggio a Roma
- Morto nel monastero di San Maurizio
Miracoli
- Apparizione di una colomba durante la sua consacrazione
- Guarigione del figlio del suo persecutore Gendine
- Olio della lampada della sua tomba che brucia senza consumarsi e guarisce i malati
Citazioni
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Un uomo di eminente santità
San Gregorio di Tours