Discendente di Carlo Magno e madre di Goffredo di Buglione, Ida fu una contessa esemplare per la sua pietà e carità. Dopo la vedovanza, consacrò la sua fortuna alla fondazione di monasteri e al ripristino di chiese nel Boulonnais. Morì nel 1113 dopo aver predetto la data del suo trapasso.
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LA BEATA IDA, CONTESSA DI BOULOGNE
Origini ed educazione
Ide discende da una stirpe imperiale carolingia e riceve un'educazione pia dai suoi genitori, Goffredo il Grande e Doda.
Discendeva da Carlo Magno, da Ludovico il Pio, da Lotario I e da Ludovico II, tutti e quattro imperatori d'Occident e, Ide Contessa di Boulogne e madre di Goffredo di Buglione. attraverso Ermengarda, figlia dell'ultimo. Suo padre si chiamava Goffredo, e fu soprannominato il Grande e l'Ardito, per la grandezza del suo coraggio. Era duca dell'una e dell'altra Lorena. Altri dicono duca di Brabante e conte delle Ardenne e di Buglione, il che equivale allo stesso. Sua madre si chiamava Doda, ed era, come Goffredo, del sangue di Carlo Magno. Ide ricevette, per loro cura, un'educazione tutta santa: disprezzò fin da giovane ciò che il mondo stima, e pose tutto il suo affetto nel servire bene Dio e nel rendersi gradita a Gesù Cristo.
Matrimonio e discendenza illustre
Sposata con Eustachio II di Boulogne, diede alla luce tre figli celebri, tra cui Goffredo di Buglione e Baldovino, futuri re di Gerusalemme.
All'età di diciassette anni, sposò, per volontà dei suoi genitori, Eu stachio II, conte di Boulogne-sur-Mer Eustache II, comte de Boulogne-sur-Mer Conte di Boulogne e sposo di Ida. e di Lens, nell'Artois, che discendeva da Carlo Magno attraverso Carlo il Calvo. Ne ebbe tre figli, che non la resero meno gloriosa della nobiltà dei suoi genitori e di suo marito. Il primo fu Eustachio III, che ereditò la contea di Boulogne. Il secondo fu Goffredo di Buglione, così r Godefroi de Bouillon Capo principale della prima crociata. inomato nella storia delle Crociate, che ebbe la fortuna di conquistare la Terra Santa sui Saraceni e fu re di Gerusalemme. I l terzo f Jérusalem Città santa dove la Croce fu perduta e poi riportata. u Baldovino, che succedette a Goffredo nel regno di Gerusalemme. Ida ebbe anche diverse figlie, una delle quali sposò l'imperatore Enrico IV.
Virtù e opere di carità
La contessa si distinse per l'educazione cristiana dei suoi figli, la sua grande carità verso i poveri e il restauro di edifici religiosi.
Ida volle allevare lei stessa tutti i suoi figli, per ispirare loro, col latte, l'odio per il vizio e l'amore per la virtù; ebbe una cura meravigliosa nell'educarli nel timore di Dio e nel formarli a tutti gli esercizi che erano consoni alla loro condizione e ai grandi disegni che la divina Provvidenza aveva su di loro, e che non le erano ignoti. La sua dolcezza e la sua carità la resero amabile a tutti i suoi sudditi; i poveri erano i benvenuti nel suo palazzo, e non risparmiava nulla per assisterli nelle loro miserie. Soccorreva con uguale cura i malati, le vedove e gli orfani. La sua occupazione più gradita era preparare paramenti per gli altari e ornamenti sacri per i ministri di Gesù Cristo. Lavorò anche molto, insieme al marito, al ripristino delle chiese dei suoi Stati. Riparò la chiesa di Nostra Signora di Boulogne, così celebre per la devozione verso la Santa Vergine. La sua vita trascorreva tra digiuni, veglie e preghiere; e tutte queste virtù erano sostenute da una profonda umiltà che, dandole bassi sentimenti di sé, la rendeva molto gradita a Dio.
Direzione spirituale di sant'Anselmo
Ide intrattiene una stretta relazione epistolare e spirituale con sant'Anselmo, arcivescovo di Canterbury.
Ella aveva, per essere guidata negli esercizi di una vita così perfetta, un direttore illumin ato, il grande sant'An le grand saint Anselme Arcivescovo di Canterbury e amico di Gelduin. selmo, allora religioso del Bec, in Normandia, e in seguito arcivescovo di Canterbury, in Inghilterra, uno dei più grandi uomini del suo tempo. Si leggono, tra le opere di questo santo Prelato, diverse lettere che egli scrisse alla nostra pia contessa; egli la chiama sua sorella diletta e sua carissima figlia in Gesù Cristo, e, come ci insegna il biografo di questo santo Prelato, egli l'ha visitata più di una volta a Boulogne, per infiammarla sempre più del desiderio delle cose celesti.
Fondazioni monastiche
Divenuta vedova, consacrò la sua fortuna alla fondazione e al ripristino di diversi monasteri nel Boulonnais e nei Paesi Bassi.
Dopo la morte del conte Eustachio, suo marito, Ida, avendo la libera disposizione dei suoi beni, li vendette in parte e ne impiegò il denaro per costruire monasteri. Fondò quello di Saint-Villemer o Wulmer a Boulogne, nella Ville-Haute, per i religiosi di Sant'Agostino; que llo di Le Was celui du Wast Luogo di fondazione monastica e di sepoltura di Ida. t, chiamato in seguito Vasconvilliers, a due miglia dalla città, per i reli giosi di Cluny, ch religieux de Cluny Ordine monastico a cui appartiene il monastero fondato da Aderaldo. e san Ugo, abate di Cluny, le inviò; e quello di Notre-Dame de la Capelle, vicino a Calais. Ripristinò anche quello di Samer, che era interamente in rovina, e fece donazioni considerevoli ai monasteri di Saint-Bertin, di Bouillon e di Affligem, nei Paesi Bassi, dove dimorò per qualche tempo dopo il decesso del marito. Sembra, nelle lettere che restano delle sue fondazioni, che l'umiltà e la carità gareggino insieme per chi prevarrà; e non si può vedere nulla di più edificante dei termini in cui gli atti sono concepiti. Si nota inoltre una santa emulazione tra tutti coloro che componevano la famiglia di Boulogne, nel donare a queste chiese alcune porzioni delle loro eredità.
Visioni e reliquie
Riceve reliquie dalla Terra Santa e beneficia di visioni mistiche riguardanti le imprese militari di suo figlio Goffredo a Gerusalemme.
La pietà della santa Contessa non si fermò qui; arricchì anche molte di queste case con reliquie preziosissime: una parte le fu inviata dalla Terra Santa da Goffredo di Buglione, suo figlio, e un'altra parte le fu donata in Inghilterra, in particolare undici capelli della Santa Vergine; ne fece dono all'abbazia di La Capelle. Fu indubbiamente con l'aiuto delle sue preghiere che lo stesso Goffredo si rese padrone di Gerusalemme e compì quelle grandi azioni che costituiscono la parte più importante della storia delle crociate. Infatti, mentre la Santa pregava per suo figlio nella chiesa di Saint-Villemer, ebbe la rivelazione che in quello stesso momento egli stava dando l'assalto a quella città e la conquistava con la forza. Guglielmo, arcivescovo di Tiro, testimonia che Dio le aveva fatto conoscere il futuro dei suoi figli quando erano ancora molto piccoli; il conte Eustachio, suo marito, essendo entrato nella sua stanza mentre essi erano nascosti sotto le pieghe della sua veste, e avendole chiesto cosa fossero, ella gli disse, facendoli uscire: sono tre principi, di cui uno sarà re, l'altro duca e l'altro conte.
Morte e sepoltura
Ide muore nel 1113 dopo aver predetto la sua fine; il suo corpo viene infine inumato nel monastero di Le Wast conformemente ai suoi desideri.
Infine, dopo aver trascorso la sua vita in una serie continua di buone azioni, Ide fu chiamata a riceverne da Dio la ricompensa: morì l'anno, il mese e il giorno che aveva predetto; vale a dire: domenica 13 aprile dell'anno 1113. Aveva più di settant'anni. Vi fu contesa su chi avrebbe avuto il suo corpo. I religiosi di Samer pretendevano che appartenesse a loro, poiché suo marito era sepolto presso di loro. Anche quelli di Saint-Villemer avevano ragioni per richiederlo. Ma non lo ebbero né gli uni né gli altri: fu dato, per verificare ciò che questa santa Principessa aveva detto poco tempo prima della sua morte ai religiosi di Le Wast, che la domenica seguente sarebbe stata portata viva o morta nella loro chiesa. I poveri, le vedove, gli orfani e generalmente tutti i suoi sudditi, che avevano avuto in lei una madre piuttosto che una padrona, piansero amaramente la sua perdita e accompagnarono il suo corteo con i segni del più sincero dolore; ciò fece meglio il suo elogio di tutte le orazioni funebri con cui si onora spesso, con più adulazione che verità, la sepoltura dei grandi.
Miracoli e iconografia
Numerosi miracoli di guarigione le vengono attribuiti durante la sua vita e dopo la sua morte, in particolare su sua nipote Matilde.
Compi diversi miracoli durante la sua vita. Nelle Fiandre, restituì la salute a una donna idropica e paralitica, che incontrò alla porta di una chiesa dedicata a santa Valpurga. In Inghilterra, guarì uno zoppo donandogli l'elemosina. Restituì fino a tre volte l'udito e la parola a una giovane ragazza che Dio puniva, con tali infermità, per le sue continue ricadute nel peccato. Infine, un gran numero di malati recuperarono la salute, sia attraverso le sue preghiere, sia per l'imposizione delle sue mani. Si verificarono anche diversi miracoli presso la sua tomba; si racconta che tre indemoniati vi furono liberati e che diverse persone, affette da febbre, vi ricevettero la guarigione: tra gli altri la principessa la princesse Mathilde Nipote di Ida, regina d'Inghilterra. Matilde, sua nipote, erede della contea di Boulogne, la quale sposò, in seguito, Stefano di Blois e fu, per questo mezzo, regina d'Inghilterra.
Si dipinge la beata Ida circondata dai suoi tre figli che sono in effetti la sua corona più bella. Si potrebbe rappresentarla anche con una chiesa conventuale sulla mano, avendo fondato diversi monasteri.
C'era un tempo a Boulogne una cappella dedicata alla Santa Vergine sotto il titolo di Madre di Dolore, dove la pia Contessa amava fare la sua preghiera. È lì, si dice, che fu rapita in estasi e che assistette, come se fosse stata presente, all'entrata trionfale di suo figlio Goffredo di Buglione a Gerusalemme. Vi si vide per lungo tempo una pietra incisa che ricordava questo fatto prodigioso. Infine, alcune parti della chiesa di Saint-Vaast sono ancora in piedi: si tratta del portale, la cui costruzione risale all'epoca stessa della Beata, e la navata centrale che funge da chiesa parrocchiale.
Culto e traslazioni delle reliquie
Le sue reliquie viaggiano da Boulogne a Parigi, poi a Bayeux dopo la Rivoluzione francese, dove sono tuttora venerate.
## CULTO E RELIQUIE. Le reliquie della beata Ida rimasero nella chiesa del priorato di Saint-Vaast fino al 1609, epoca in cui furono trasportate a Parigi, presso le religiose Benedettine dell'Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, in rue Cassette. Durante la Rivoluzione francese, furono conservate da una delle religiose di quel convento, che le custodì nel ritiro dove trovò asilo durante quei giorni nefasti. Sotto l'Impero, la Congregazione delle Benedettine dell'Adorazione perpetua si riformò a Bayeux. È lì che le reliquie del la bea Bayeux Luogo di nascita del santo. ta Ida si trovano ora (dal 1808). Lors della prima traslazione, nel 1669, fu rimandata da Parigi a Saint-Vaast una costola che vi si trova ancora. La beata Ida era onorata, nell'antico diocesi di Boulogne, con un ufficio semidoppio del comune, con legenda propria, il 13 aprile. Dall'adozione del rito romano nella diocesi di Arras, essa gode, con l'approvazione della Santa Sede, di un ufficio semidoppio dello stesso comune, con legenda propria, il 14 aprile; e la diocesi di Bayeux, che possiede le sue reliquie, ha anch'essa una festa semidoppia della medesima composizione, nel nuovo Proprio dei Santi, dall'adozione della Liturgia romana. La vita della beata Ida fu scritta pochi anni dopo la sua morte da un religioso del priorato di Saint-Vaast; è da lì che abbiamo tratto questo racconto.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Matrimonio a 17 anni con Eustachio II
- Educazione dei suoi tre figli (tra cui Goffredo di Buglione)
- Vedovanza e fondazione di numerosi monasteri
- Corrispondenza spirituale con Sant'Anselmo
- Visione della presa di Gerusalemme da parte di suo figlio
Miracoli
- Guarigione di una donna idropica e paralitica nelle Fiandre
- Guarigione di uno zoppo in Inghilterra
- Restituzione dell'udito e della parola a una giovane ragazza
- Rivelazione della presa di Gerusalemme nell'istante stesso dell'assalto
Citazioni
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Sono tre principi, di cui uno sarà re, l'altro duca e l'altro conte.
Guglielmo, arcivescovo di Tiro