19 aprile 3° secolo

San Vincenzo di Collioure

E ALTRI QUATTRO DELLO STESSO NOME (291).

Martire

Festa
19 aprile
Morte
19 d'avril, vers la fin du IIIe siècle (martyre)
Categorie
martire
Epoca
3° secolo

Cittadino di Collioure arrestato sotto Diocleziano, Vincenzo rifiuta di sacrificare agli idoli nonostante le torture inflitte dal governatore Daciano. Dopo essere stato miracolosamente guarito in prigione, muore sul rogo alla fine del III secolo. Le sue reliquie, a lungo conservate a Collioure, sarebbero state trasferite in Catalogna nel XVII secolo.

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Sezioni di lettura: 6

SAN VINCENZO DI COLLIOURE,

E ALTRI QUATTRO DELLO STESSO NOME (291).

Contesto 01 / 06

Distinzione agiografica

Il testo inizia distinguendo Vincenzo di Collioure da altri santi omonimi celebri in Spagna e in Gallia.

La Spagna si onora di diversi martiri illustri del nome di Vincenzo. Vincenzo, diacono di Saragozza, il cui martirio fu cantato in versi da Prudenzio (22 gennaio); Vincenzo di Avila, nativo di Evora, che soffrì nella città di Avila con Sabina e Cristeta, sue sorelle (27 ottobr e); Vincenzo di Coll Vincent de Collioure Martire del III secolo venerato a Collioure e Perpignano. ioure, che è quello di oggi. Ve n'è un quarto che fu martirizzato con Oronzio e Vittore, e il cui corpo fu portato a Embrun (22 gennaio); e un quinto che fu abate del monastero di Salat-Claude e subì il martirio sotto la dominazione dei Goti (11 settembre). Vincenzo di Collioure è onorato a Perpignano ed e cco la su Perpignan Sede della diocesi in cui il santo è venerato. a leggenda tratta dal proprio di questa diocesi.

Martirio 02 / 06

Arresto e primo interrogatorio

Sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano, il prefetto Daciano fa arrestare Vincenzo a Collioure per il suo rifiuto di sacrificare agli idoli.

Sotto il regno degli imperatori Diocleziano e Massimiano fu pubblicato un editto che ordinava di costringere tutti i cristiani a sacrificare agli idoli. Daciano fu incaricato di farlo eseguire nelle regioni meridionali della Gallia e in Spagna. Essendo quest'uomo giunto nella città marittima di Collioure, fa arre Vincent Martire del III secolo venerato a Collioure e Perpignano. stare Vincenzo, cittadino ragguardevole e uomo di una fede pari al suo coraggio. Egli viene condotto davanti a Daciano, che lo intima di sacrificare agli dei. Ma Vincenzo dice: «Io sacrifico solo a Dio, mai agli idoli; è meglio obbedire a Dio che agli imperatori». Daciano dice: «Sacrifica agli dei, ti prego, altrimenti dovrò infierire contro di te». Vincenzo dice: «Infierisci quanto vuoi, io non sacrificherò affatto».

Martirio 03 / 06

Supplizi e guarigione miracolosa

Vincenzo subisce vari tormenti, tra cui lo squartamento e la flagellazione, prima di essere miracolosamente guarito nella sua prigione da una luce celeste.

Allora il presidente ordina che Vincenzo sia percosso con schiaffi, spogliato delle sue vesti e lacerato con unghie di ferro. Dopo di che Daciano si rivolge ancora a lui e gli dice: «Quanto tempo rimarrai nella tua stoltezza? Sacrifica, sacrifica!». Vincenzo dice: «No, mai! Sono pronto ad andare in prigione o alla morte per Gesù Cristo: non sacrificherò che a Lui solo; i tormenti più crudeli non mi fanno nulla; le gioie eterne mi attendono e presto ne sarò inondato». Allora il presidente, irritato, fa sospendere Vincenzo con delle carrucole e ordina ai carnefici di elevarlo in alto e di lasciarlo ricadere con tutto il peso del suo corpo su pietre acuminate, a più riprese. Dopo questo supplizio viene gettato in prigione. Ma egli rende grazie a Dio che non abbandona coloro che sperano in Lui. Una luce celeste avvolge il suo corpo che riprese le sue forze e la sua salute originaria.

Martirio 04 / 06

Il supplizio del rogo

Accusato di magia dopo la sua guarigione, Vincenzo è condannato al rogo dove muore lodando Dio alla fine del III secolo.

Il giorno seguente, Daciano ordinò che Vincenzo fosse ricondotto davanti al suo tribunale, se ancora fosse in vita. Quando lo rivide in piena salute, fu colto dalla furia e disse: «È con l'aiuto della magia che ti sei guarito». Vincenzo rispose: «Non conosco la magia più di quanto conosca i tuoi dei. Dio, che è uno, mi ha guarito: colui che mi ha glorificato è lo stesso che mi ha riscattato con il suo sangue. Gloria a lui nei secoli dei secoli». Allora Daciano fece accendere un grande rogo nel mezzo della città, e Vincenzo vi fu posto sopra, con le mani e i piedi legati. Egli compì felicemente il suo glorioso martirio, confessando e lodando il Signore, il 19 aprile, verso la fine del III secolo. Il fuoco risparmiò i legamenti delle mani e dei piedi. Il suo volto, di un colore roseo e la sua pelle trasparente, sembravano piuttosto quelli di un uomo addormentato che di un morto: colpiti da questi miracoli, un gran numero di persone confessarono Cristo. Il suo corpo fu convenientemente sepolto durante la notte.

Culto 05 / 06

Traslazione e perdita delle reliquie

Le reliquie, conservate a Collioure, scomparvero durante l'assedio del 1642, probabilmente portate in Catalogna da un militare spagnolo.

Il corpo di san Vincenzo fu religiosamente conservato a Collioure fino al XVII secolo. Fu durante l'assedio del 1642 che, essendo stata distrutta la chiesa e trasportati vari oggetti preziosi al castello, dove la guarnigione aveva dovuto ritirarsi, anche le reliquie di san Vincenzo vi furono depositate, affinché fossero così al riparo da ogni profanazione. Ora, dopo l'evacuazione del castello di Collioure da parte della guarnigione spagnola, i consoli della città, recatisi al suddetto castello per riportarne le preziose reliquie, non le trovarono più. Le tradizioni locali sembrano insinuare che dovettero essere portate via da un militare spagnolo di Cancavella (o Concabuena), piccola città della Catalogna, dove un religioso cappuccino, trovandosi nel Rossiglione verso il 1095 o 1100, affermava di aver celebrato la santa messa all'altare che possedeva le reliquie di san Vincenzo di Collioure; pare proprio che questo borgo sia ancora in possesso di tale tesoro. Quanto alla città di Collioure, essa possiede attualmente due reliquie parziali del suo santo protettore: 1° un osso di piccole dimensioni, inviato da Roma nel 1700; 2° una tibia inviata poco tempo dopo. La ricezione di queste reliquie fu per la città di Collioure l'occasione di solennità toc canti, presiedute da Mgr Basan Flamenville Vescovo di Elne che presiedette la ricezione delle nuove reliquie nel 1700. monsignor Basan Flamenville, vescovo di Elne. La parrocchia di Collioure ricevette contemporaneamente delle reliquie di santa Liberata e di san Massimo.

Culto 06 / 06

Cerimonie e tradizioni locali

Dal 1702, una processione marittima annuale celebra il ritorno di nuove reliquie inviate da Roma.

È da allora (1702) che ha luogo ogni anno la bella e pittoresca cerimonia del 16 agosto. Quel giorno, alle sette di sera, il clero della parrocchia, seguito da un gran numero di marinai, sale su una barca che li conduce a un isolotto distante dalla riva circa cento metri. Nella cappella dell'isola si prendono le statue di san Vincenzo, di santa Massima e di santa Liberata, che erano state portate al mattino, a lume di torcia; le si colloca sulla poppa e la processione notturna ha inizio, con la barca che viene trainata fino alla spiaggia da altre sei barche montate da rematori. Essa compie dapprima il giro dell'isola. Dopo aver costeggiato il sobborgo, brillantemente illuminato, viene sollevata e trainata, per mezzo di cavi, fino al centro della città. Poi infine, quattro marinai portano le statue in chiesa, preceduti dalla musica. È difficile immaginare uno spettacolo più pittoresco di quello delle numerose barche che vanno e vengono, nel corso della giornata, per andare a venerare le sante reliquie e assistere agli uffici nella cappella dell'isola di San Vincenzo. Propre de Perpignan, note locali, ecc.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Arresto a Collioure da parte di Daciano sotto Diocleziano e Massimiano
  2. Rifiuto di sacrificare agli idoli
  3. Supplicio degli uncinetti di ferro e delle carrucole
  4. Guarigione miracolosa in prigione
  5. Martirio su un rogo nel centro della città

Miracoli

  1. Guarigione istantanea delle sue ferite in prigione grazie a una luce celeste
  2. Il fuoco risparmia i legamenti delle sue mani e dei suoi piedi durante il rogo
  3. Apparenza di vita (incarnato roseo e pelle trasparente) dopo la morte

Citazioni

  • Io non sacrifico che a Dio solo, mai agli idoli; è meglio obbedire a Dio che agli imperatori Leggenda della diocesi di Perpignano

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo