Beato Frate Egidio
TERZO COMPAGNO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
Terzo compagno di san Francesco d'Assisi
Borghese di Assisi divenuto uno dei primi compagni di san Francesco nel 1209, Egidio si distinse per la sua semplicità, il suo lavoro manuale e i suoi numerosi pellegrinaggi. Grande contemplativo soggetto a frequenti estasi, visse in una profonda umiltà e in un rigoroso silenzio fino alla sua morte a Perugia nel 1272.
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IL BEATO FRATE EGIDIO,
TERZO COMPAGNO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
Vocazione e primi passi
Borghese di Assisi, Egidio raggiunge san Francesco nel 1209, guidato dalla preghiera, e abbraccia immediatamente la povertà radicale.
Chi non vuol lavorare, neppure mangi. II Tess., III, 10. Questo servo di Dio, uno dei primi discepoli di san Francesco, era un b orghese di Ass saint François Fondatore dell'ordine dei Frati Minori. isi, che non aveva fatt o stud Assise Luogo dell'arresto di San Sabino. i e che si mostrava di una meravigliosa semplicità. L'esempio di Bernardo di Quintavalle e di Pie tro di Cattaneo, en Bernard Quintavalle Uno dei primi compagni di san Francesco. trambi suoi compatrioti Pierre de Catane Uno dei primi compagni di san Francesco. e amici, che avevano appena raggiunto san Francesco per imitare il suo genere di vita, lo determinò, nell'anno 1209, a entrare nell'istituto nascente. Egli ignorava il luogo in cui il Santo si trovasse allora; uscendo dalla città, tre strade si presentarono davanti a lui; rivolgendosi a Dio, gli disse: «Signore, ti prego, se devo perseverare in questa santa vocazione, di guidare i miei passi verso il tuo servo». La strada che prese lo condusse in una foresta, dove incontrò il Santo che pregava. Questi, vedendolo gettarsi ai suoi piedi e chiedergli di essere ammesso nella sua compagnia, comprese per una luce soprannaturale che questo passo veniva da Dio, e accolse la sua richiesta. Presentandosi poi a Bernardo e a Pietro, disse loro: «Ecco un buon fratello che Dio ci ha mandato». Mentre ritornavano ad Assisi per dare l'abito a Egidio, incontrarono una povera donna che chiese loro l'elemosina. Allora Francesco disse al suo nuovo discepolo: «Fratello mio, diamole, per amore di Dio, il mantello che porti». Egidio, avendolo fatto, vide quest'elemosina elevarsi fino al cielo. La gioia tutta celeste di cui fu colmato gli fece comprendere fin da allora quali fossero le delizie dell'obbedienza cieca e dello spogliamento di tutte le cose della terra.
Pellegrinaggi e vita di mendicità
Egidio viaggia verso Santiago di Compostela e la Terra Santa, vivendo di elemosine e condividendo i suoi vestiti con i più bisognosi.
Qualche tempo dopo essere stato istruito da san Francesco su tutte le regole e sul modo di vivere conformemente all'Istituto, ebbe un grande desiderio di andare a visitare per devozione i luoghi più santi. San Francesco, che conosceva la rettitudine delle sue intenzioni e il bene che era capace di fare ovunque passasse nel suo viaggio, gliene diede il permesso. Si mise dunque in cammino, rivestito del suo povero abito, scalzo, senza denaro e senza alcuna provvista. Si recò dapprima a Santiago di Compostela, in G alizia; viveva delle elemosi Saint-Jacques de Compostelle Importante luogo di pellegrinaggio visitato dal santo. ne che gli venivano offerte. Un giorno incontrò un povero che non aveva di che coprirsi: Egidio tagliò una parte del suo mantello per dargliela, cosicché egli stesso fu, per venti giorni, esposto alle intemperie e al dileggio di coloro che lo vedevano passare così vestito.
Intraprese allo stesso modo il pellegrinaggio in Terra Santa; il più delle volte si fermava di tanto i n tanto, lav Terre-Sainte Regione visitata durante la loro unica uscita dalla clausura. orando a piacimento di coloro che gli davano del pane, affinché potesse guadagnarselo con il suo lavoro. Un giorno, esausto per le fatiche del viaggio e per la fame, cadde, e la Provvidenza gli inviò un dolce sonno. Al risveglio, trovò vicino alla sua testa, come Elia, un pane misterioso, che mangiò rendendo a Dio grandi azioni di grazie.
Il lavoro come regola di vita
Rifiutandosi di vivere gratuitamente, Egidio lavora duramente per guadagnarsi il pane, anche quando è ospite di alti dignitari ecclesiastici.
Condivideva con gli altri poveri ciò che gli veniva dato e rifiutava di ricevere più di quanto avesse meritato con il suo lavoro. Avendo qualcuno voluto dargli più che agli altri operai con i quali aveva lavorato, rispose che la sua condizione di religioso esigeva piuttosto che accettasse meno che più. Non si tirava indietro davanti ai lavori più faticosi, come portare lontano legna o acqua, mietere il grano durante tutte le lunghe e brucianti giornate estive; regolava tuttavia il suo tempo in modo da adempiere, come nel chiostro, ai suoi doveri di religioso.
Il cardinale vescovo di Tusculum , che lo aveva preso in amiciz Le cardinal-évêque de Tusculum Amico di Egidio che lo accolse nella sua casa. ia e che si compiaceva della sua conversazione, lo pregò di dimorare nella sua casa e di accettare da lui le cose necessarie; ma il Beato rifiutò di ricevere gratuitamente la minima cosa; allora il cardinale gli propose di venire a mangiare alla sua tavola ciò che guadagnava con il suo lavoro. Il Beato vi acconsentì. Un giorno che la pioggia aveva impedito ad Egidio di attendere al suo lavoro ordinario, il cardinale, tutto gioioso, gli disse: «Frate Egidio, bisognerà bene che oggi viviate delle nostre elemosine». Egidio uscì senza dire nulla e, andando a trovare il cuoco, gli chiese perché la sua cucina fosse così sporca. «È», rispose quello, «perché non ho nessuno per pulirla». Egidio la ripulì per due pani che andò a mangiare alla tavola del cardinale, senza toccare alcuno dei piatti.
Ritiro eremitico e umiltà
Si isola su una montagna per quaranta giorni di preghiera e cerca costantemente di umiliarsi attraverso atti di pubblica umiltà.
Egidio si ritirò, con un compagno di penitenza, su una montagna, per trascorrervi quaranta giorni in preghiera e austerità; si stabilirono in una cappella dedicata a san Lorenzo, da tempo abbandonata: non dovevano uscirne se non per andare a raccogliere le elemosine necessarie al loro sostentamento; ma appena vi furono arrivati, la neve cadde in abbondanza e sbarrò loro il sentiero che avevano risalito. Sarebbero morti di fame se Dio, che imploravano con fiducia, non avesse rivelato il loro stato a un pio abitante del vicinato; questi, che conosceva tutti gli accessi della montagna, si aprì un varco fino ai solitari, portando loro di che ristorare le forze. Poterono vivere così quaranta giorni, senza uscire dal loro ritiro, grazie alla generosità delle popolazioni circostanti, che, in ricompensa, ricevettero grandi grazie per le preghiere e le esortazioni dei due eremiti: molti entrarono persino nell'Ordine di San Francesco, gli altri vissero cristianamente. L'umiltà di Egidio apparirà bizzarra a coloro che non conoscono tutti i segreti di questa virtù. Cercava ogni mezzo per rendersi vile, abietto. Un giorno, si spogliò dell'abito religioso, poi, essendosi messo nello stato in cui si trovavano a quell'epoca i criminali che venivano condotti a morte, con la corda al collo, si fece trascinare davanti agli altri religiosi, dichiarandosi indegno di portare il loro santo abito; diceva che è felice colui che non cerca di godere presso gli uomini di maggiore stima di quella di cui gode presso Dio. Aveva inoltre come massima che bisogna, per avere la pace completa dell'anima, saper porsi al di sotto di tutti gli uomini.
Vita mistica e relazioni papali
Soggetto a frequenti estasi, consiglia papa Gregorio X e discute della semplicità dell'amore divino con san Bonaventura.
Questo spirito così distaccato da ogni cosa creata, era senza sosta in relazione con Dio, che si comunicava a lui nel modo più meraviglioso. Le sue estasi erano lunghe e frequenti: si evitava, quando si avevano con lui colloqui spirituali, di affrontare certi argomenti, come la gloria e la felicità degli eletti; poiché subito si perdeva, per così dire, la presenza del Santo; egli rimaneva rapito per ore intere, senza sentire e senza rispondere. È ciò che accadde quando papa Gr egorio X, desid pape Grégoire X Papa che ha convocato il concilio di Lione. erando vederlo, lo fece venire al suo cospetto; appena gli ebbe parlato, il santo religioso fu rapito in Dio e restò immobile, con gli occhi fissi al cielo. Il Sommo Pontefice fu spesso testimone di questo bello spettacolo, poiché amava molto Egidio e aveva una grande fiducia nelle sue preghiere. Un giorno lo obbligò a dargli dei consigli sul suo ufficio di vicario di Gesù Cristo; il Santo rispose che doveva avere continuamente i due occhi aperti: il destro, per contemplare senza sosta le cose celesti ed eterne, che devono essere la regola di tutte le nostre azioni; il sinistro, per mettere ordine alle cose presenti e temporali, che erano affidate alle sue cure e alla sua vigilanza.
Persino i bambini sapevano che il nome di Paradiso lo trasportava lontano da questo mondo e correvano dietro di lui gridando: « Paradiso! paradiso! » e ciò bastava a causargli dei rapimenti. Un giorno, mentre si intratteneva con san Bo naventura sull'am saint Bonaventure Dottore della Chiesa citato in epigrafe. ore di Dio, Egidio considerò la sua ignoranza come un ostacolo a questo amore; il santo Dottore gli rispose: Quando Dio non accordasse a un uomo altri talenti che quello di amarlo, ciò basterebbe. — Come! un ignorante può amare Dio tanto quanto un sapiente! — Molto di più, una buona donna può amare Dio più di un dottore in teologia. Il Beato esce subito per il giardino e si mette a gridare: Ascoltate, uomini semplici, ascoltate, buone donne, voi potete amare Dio più di frate Bonaventura. Cadde poi in un'estasi che durò tre ore.
L'incontro silenzioso con il Re di Francia
San Luigi gli fa visita a Perugia; i due santi comunicano in un silenzio mistico senza scambiarsi una sola parola.
San Luigi, Saint Louis Re di Francia che visitò le reliquie di san Ildeberto. re di Francia, volle vedere questo santo religioso, la cui reputazione era europea. Si dice che, partito per mare verso la Terra Santa, sbarcò segretamente in Italia e vi trascorse del tempo, travestito da pellegrino, per visitare i santuari più venerati. Giunse dunque a Perugia e si p resentò Pérouse Città dove il santo studiò diritto e iniziò la sua carriera prima di entrarvi in convento. al monastero dei Frati Minori. Ch iese di parlar Frères Mineurs Ordine religioso accolto da Engelberto a Colonia. e con frate Egidio, che scese subito dalla sua cella, avendo conosciuto per rivelazione chi fosse colui che lo cercava; non appena apparve, il re e lui si inginocchiarono a terra; si abbracciarono strettamente, dandosi testimonianze di benevolenza con una tenerezza così grande come se si fossero conosciuti da molto tempo in grande familiarità. Dopo essere rimasti uniti l'uno all'altro, in ginocchio, in un profondo silenzio, si separarono senza dirsi alcuna parola esteriormente. Il superiore del monastero, avendo appreso in seguito che quel pellegrino era il re di Francia, volle rimproverare aspramente frate Egidio per non aver detto qualche parola di edificazione al re cristianissimo, che era venuto apposta. Ma quel grande contemplativo accontentò presto il suo superiore, dicendogli che il re e lui si erano parlati cuore a cuore, quanto avrebbero potuto desiderare; che Dio aveva fatto loro conoscere interiormente, in quel silenzio, il fondo delle loro anime, e che si erano detti più cose di quante se si fossero parlati in altro modo.
Lotta contro i demoni e silenzio
Egidio subisce attacchi demoniaci fisici ma conserva la sua gioia interiore e osserva un rigoroso silenzio per vent'anni.
Nessuno osservò mai il silenzio più esattamente di lui. Diceva che non si potevano conservare le grazie ricevute dal cielo se non fuggendo il commercio degli uomini. Il Frate, che fu per vent'anni suo compagno e come suo discepolo, ha assicurato di non averlo mai sentito proferire una sola parola oziosa. Non vi erano delizie più grandi per lui che stare solo nella sua cella, dove lo si trovava continuamente in orazione.
I demoni, non potendo soffrire i progressi straordinari che questo buon servo di Dio faceva di giorno in giorno nella virtù, gli sferrarono grandi combattimenti. Un giorno, mentre pregava nella sua cella, uno di questi spiriti maligni gli apparve improvvisamente sotto una figura così spaventosa che il Santo ne perse la parola per qualche tempo; ma, avendo elevato il suo cuore a Dio per ottenerne soccorso, riprese la sua calma e il suo stato ordinari. Un'altra volta, nella chiesa di Sant'Apollinare, a Spolet o, il d Spolète Città episcopale e luogo del martirio di Sabino. emone venne a gettarsi con estrema furia su di lui, e lo tenne fortemente oppresso come per soffocarlo, finché Egidio, essendosi trascinato fino all'acquasantiera e avendo fatto il segno della croce su di sé con l'acqua benedetta, fu liberato. Questa persecuzione del demone gli durò fino alla fine della sua vita; ma frate Egidio vi era così abituato che, sebbene ne soffrisse molto, non se ne stupiva più; è per questo che infondeva a tutti tanto orrore per il vizio e per il peccato, che ci mette sotto le catene e la tirannia di un nemico così spietato e così contrario alla nostra felicità.
Sebbene questo generoso soldato di Gesù Cristo non cessasse mai di essere tormentato, sapeva sempre mettere la sua anima nella gioia, sapendo che nulla è più adatto a sventare le astuzie diaboliche. Diceva di solito che non bisognava stupirsi degli assalti che il demone ci sferrava per perderci, più di quanto ci si stupirebbe di un cane che venisse verso di noi per morderci; e che, come non ci si liberava dall'importunità del cane che abbaia e che vuole mordere se non dandogli qualche colpo, bisognava anche, nelle nostre tentazioni, combattere il demone, disprezzandolo e opponendogli qualche santa pratica del cristianesimo, o qualche sentenza della Scrittura, che sono le armi con le quali lo si deve combattere.
Transito e miracoli postumi
Muore nel 1272 a Perugia; una visione rivela che ha liberato le anime del Purgatorio al suo ingresso in Paradiso.
Le grandi austerità e le veglie continue del santo penitente gli causarono diverse infermità; fu afflitto nella vecchiaia da forti dolori al capo e allo stomaco, e in seguito da una febbre molto acuta, accompagnata da una tosse assai molesta; tanto che non poteva più prendere nutrimento, né riposare. Gli abitanti di Perugia, venuti a conoscenza della sua malattia e temendo che venisse loro sottratto dopo la morte, inviarono uomini armati a fargli la guardia. Alla fine, non potendosi più reggere, Egidio fu costretto a mettersi a letto; vi ricevette tutti i sacramenti della Chiesa con grandi sentimenti di pietà; e infine, senza dare alcun segno di morte, chiudendo dolcemente la bocca e gli occhi, rese la sua bella anima a Dio, per andare a godere per sempre della gloria che le sue virtù eroiche, e soprattutto la sua semplicità e la sua umiltà, gli avevano meritato. Fu l'anno di grazia 1272, dopo aver vissuto cinquantadue anni in religione. Il suo corpo fu deposto in un bellissimo sepolcro di marmo, che gli abitanti della città gli fecero erigere. La sua storia narra che si ebbe rivelazione dopo la sua morte della gloria di cui godeva in cielo. Un religioso domenicano morì lo stesso giorno di frate Egidio. Durante la sua malattia, aveva promesso a un altro frate predicatore di dirgli quale sarebbe stato il suo destino; e Dio permise che gli apparisse per mantenere la promessa. — Ebbene! Che ne è stato di voi? chiese il suo amico con ansia. — Sono felice, rispose il domenicano; poiché sono morto lo stesso giorno di un santo frate minore di nome Egidio, al quale Nostro Signore, in ricompensa della sua grande santità, concesse la grazia di introdurre con sé in paradiso tutte le anime che si trovavano allora in Purgatorio. Ero tra coloro che soffrivano in quel luogo di espiazione; ma ne fui liberato per i meriti di questo santo frate. San Bonaventura diceva che tutti coloro che invocavano questo servo di Dio, per questioni riguardanti la propria salvezza, venivano esauditi.
Saggezza e massime spirituali
Il testo riporta i suoi insegnamenti sull'umiltà, il distacco dai beni terreni e la superiorità della carità sull'austerità.
Si verificarono un'infinità di miracoli durante la sua vita e dopo la sua morte, per sua intercessione. Furono ben poche le malattie che non guarì. Le sue massime furono raccolte con tanto maggiore rispetto in quanto non parlava mai senza necessità ed era incessantemente in comunicazione con Dio. Eccone alcune: consigliava a coloro che volevano assicurare la propria salvezza e la pace dell'anima: 1° di essere sempre disposti a sopportare le miserie e le avversità della vita; 2° di umiliarsi tanto più quanto più ricevono umiliazioni da parte degli altri; 3° di avere la massima stima per i beni eterni, sebbene non si vedano.
«Felice colui», diceva, «che ha molta carità per tutti, e che tuttavia non desidera che altri ne abbia per lui; felice colui che rende grandi servizi al prossimo e non si preoccupa di riceverne dagli altri». Diceva ancora: «Vale più sopportare una grande ingiuria senza mormorare, che dare da mangiare a un gran numero di poveri o digiunare molto austeramente».
Due religiosi del suo Ordine, lamentandosi con lui di essere stati cacciati dal loro paese dall'imperatore Federico, furono da lui severamente ripresi; egli disse che avrebbero dov uto piuttosto rin empereur Frédéric Imperatore del Sacro Romano Impero. graziare Dio e pregare per il principe, poiché egli aveva dato loro l'occasione di osservare la loro regola, che li obbligava a non avere alcun paese né alcuna terra.
Diceva che uno dei suoi grandi stupori era vedere con quanta assiduità e sollecitudine si lavorasse per la vita del corpo, senza preoccuparsi affatto di mantenere la vita spirituale dell'anima. Paragonava coloro che si affannano con tanta attività ad acquisire beni temporali a una talpa, che non ha occupazione più grande che scavare continuamente nella terra, e che cerca sempre di entrarvi e di sprofondarvi quando ne è fuori, guardando alla terra come al luogo della sua dimora e del suo riposo; questa, diceva, è la vera figura dei mondani e degli avari che non possono vivere se non lavorano per immergersi nei beni di questo mondo.
Parlando ancora di coloro che hanno troppa sollecitudine nel conservare i beni e nel provvedere al futuro, diceva di essere molto vicino al sentimento del suo beato padre san Francesco, il quale stimava molto più gli uccelli che le formiche, perché le formiche avevano troppa cura di fare provviste per l'inverno, mentre gli uccelli, al contrario, non preparavano nulla per il domani, contentandosi di cercare in ogni momento le cose di cui avevano bisogno per nutrirsi. Diceva che i beni della terra erano di tale natura che coloro che ne avevano la parte minore erano i meglio provvisti.
Un giorno, quando gli fu chiesto perché avesse tanta difficoltà ad andare a visitare i secolari che desideravano parlargli di Dio, rispose: «Sono ben lieto di fare piacere al mio prossimo, ma non a pregiudizio della mia anima». Aggiunse che Nostro Signore aveva detto: «Chiunque avrà lasciato padre, madre, fratelli, sorelle, parenti e amici per amore di lui, riceverà il centuplo in questo mondo e la vita eterna nell'altro». Assicurava che, per diventare molto sapienti, bisognava diventare molto umili; e che un cristiano può accontentarsi di saper ben vivere, senza occuparsi di altre scienze. «La più alta di tutte le scienze», disse un'altra volta, «è temere Dio e amarlo».
Riconoscimento ufficiale
Papa Pio VI ne conferma il culto e i suoi scritti sono conservati negli Acta Sanctorum.
Pio VI Pie VI Papa citato come colui che ha approvato il culto di Giulia nel 1821. ha autorizzato il suo culto per l'Ordine di San Francesco e per la città di Perugia.
Sono state raccolte di frate Egidio rivelazioni, profezie e massime spirituali: si possono leggere negli Acta Sanctorum al Acta Sanctorum Monumentale raccolta agiografica dei Bollandisti. 23 aprile.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nell'ordine francescano nel 1209
- Pellegrinaggio a Santiago di Compostela
- Pellegrinaggio in Terra Santa
- Ritiro di quaranta giorni su un monte presso la cappella di San Lorenzo
- Incontro silenzioso con San Luigi a Perugia
- Morte dopo 52 anni di vita religiosa
Miracoli
- Apparizione di un pane misterioso durante il suo viaggio in Terra Santa
- Estasi di tre ore dopo aver parlato dell'amore di Dio
- Rivelazione interiore durante il suo incontro con San Luigi
- Liberazione delle anime dal Purgatorio il giorno della sua morte
Citazioni
-
Chi non vuol lavorare, neppure mangi.
II Tess., III, 10 (citato in epigrafe) -
Una buona donna può amare Dio più di un dottore in teologia.
Dialogo con san Bonaventura -
La più alta di tutte le scienze è temere Dio e amarlo.
Massime di frate Egidio