Proveniente dalla nobiltà di Aurillac, Roberto fu canonico a Brioude prima di fondare nel 1050 la celebre abbazia della Chaise-Dieu in Alvernia. Sotto la regola di san Benedetto, diresse centinaia di monaci e restaurò numerose chiese in rovina. Morì nel 1067 dopo una vita segnata dalla carità verso i poveri e diversi miracoli leggendari.
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S. ROBERTO, PRIMO ABATE DELLA CHAISE-DIEU
Origini e infanzia miracolosa
Roberto nasce in una nobile famiglia dell'Alvernia e manifesta fin dalla nascita una predilezione per la virtù, rifiutando il latte di nutrici impure.
San Roberto, Saint Robert Fondatore dell'abbazia di La Chaise-Dieu. della nobile famiglia dei baroni d i Aurill Aurillac Città natale di san Gerardo. ac, canonico e tesoriere della chiesa di San Giuliano di Brioude, poi fondatore dell'abbazia di La Chaise-Dieu — la più celebre dell'Alvernia — ebbe per padre Gerardo e per madre Reingarda. Quest'ultima, verso la fine della gravidanza, recandosi in un castello vicino alla sua dimora, si sentì così vivamente pressata dai dolori del parto che fu costretta a mettere al mondo questo figlio in solitudine. Egli diede, fin dalla nascita, segni della sua futura santità: poiché non fu possibile fargli prendere il latte di una donna che viveva nel disordine, sebbene prendesse senza difficoltà quello di donne virtuose; ma quando sua madre fu in grado di nutrirlo lei stessa, non se ne sbarazzò più con nessuno.
Vita ecclesiastica a Brioude
Canonico a Saint-Julien di Brioude, si distinse per la sua pietà, la sua carità verso i malati per i quali costruì un ospedale, e il suo zelo sacerdotale.
Non appena ebbe l'età adatta agli studi, fu affidato agli ecclesiastici di Saint-Julien di Bri oude, d Brioude Luogo di pellegrinaggio per le Rogazioni. ove apprese la pietà insieme alla scienza. Ivi ricevette dapprima la tonsura e fu in seguito nominato canonico di quella chiesa a causa delle belle qualità che cominciavano a manifestarsi in lui: poiché lo si vedeva già molto affezionato alla virtù, e le sue azioni superavano quelle di un fanciullo della sua età. Tutta la sua giovinezza fu così innocente che non vi si saprebbe notare un'offesa di qualche rilievo. Passava spesso le notti in preghiera nelle chiese. La sua carità per i poveri che erano malati lo portava a lavare le loro ulcere e le loro piaghe con le proprie mani. Molti furono per questo miracolosamente guariti. Questa tenerezza per coloro che soffrivano crebbe con l'età; per prodigare loro più facilmente le sue caritatevoli cure, costruì un ospedale a Brioude, dove li riunì. Divenuto sacerdote, celebrava ogni giorno la messa con molta devozione. Lavorava con grande zelo per la salvezza dei fedeli e per la conversione dei peccatori, e tuttavia voleva che lo si credesse molto imperfetto e un servitore interamente inutile.
Desiderio di ritiro e viaggio a Roma
Impedito dal popolo a raggiungere Cluny, Roberto si reca a Roma per ottenere la grazia di vivere nella solitudine, lontano dagli affari del mondo.
Il fuoco del santo amore infiammandosi sempre più nel suo cuore, egli risolse di ritirarsi a Cluny: quel monastero era allora nel suo primo fervore, sotto la guida del s anto abate Ugo; m saint abbé Hugues Maestro e mentore di Pietro il Venerabile. a quando pensava di eseguire il suo disegno nel massimo segreto, con un solo compagno, la voce si sparse tra il popolo; se ne commossero e, come se si fosse trattato della salvezza del paese, corsero dietro a lui e lo riportarono a Brioude. Ne rimase così confuso e turbato che ne cadde malato per il dolore. Essendo guarito, e vedendo il suo disegno arrestato da un ordine della Provvidenza, volle provare se non potesse praticare, nel mondo, gli stessi esercizi che avrebbe potuto fare in un monastero. Ma vide troppe difficoltà: intraprese dunque il viaggio a Roma, al fine di ottenere, per l'intercessione dei santi Apostoli, di vivere in qualche solitudine fuori dagli impacci del secolo.
Gli inizi della vita solitaria
Raggiunto dai soldati Stefano e Dalmazio, si stabilì in un deserto vicino alla Sénoire per condurre una vita di preghiera e lavoro manuale.
Quando fu di ritorno nel suo paese, un soldato, di nome Stefano un soldat, nommé Étienne Governatore romano della provincia, fidanzato di Valeria, convertitosi dopo il suo crimine. , venne a consultarlo su ciò che doveva fare per ottenere la remissione delle sue colpe passate e farne penitenza. Il santo Sacerdote gli consigliò di rinunciare interamente al mondo e alle sue massime, di cambiare milizia e di arruolarsi in quella di Gesù Cristo. Il soldato rispose che lo avrebbe fatto volentieri, purché fosse in sua compagnia; ugualmente sorpreso e rapito da questa risposta, il nostro Santo rivelò il suo segreto a quel soldato, che considerava come un angelo che Dio gli inviava. Deliberarono dunque insieme su questo disegno e sui mezzi per eseguirlo. Stefano, armato di fede e di fiducia, and ò nella città di Le Pu ville du Puy, en Velay Città natale della santa in Francia. y-en-Velay a sciogliere i suoi voti nella chiesa di Nostra Signora, affinché ella ottenesse loro la benedizione di suo Figlio per il successo della loro impresa. Ritornando, scoprì, tra le montagne, una solitudine dove sorgevano i resti di una chiesa abbandonata, che giudicò molto adatta per il loro ritiro: era a cinque leghe da Brioude, verso levante, vicino alla sorgente della Sénoire. Non appena Roberto ebbe udito la descrizione di quel deserto, gli piacque. Stefano guadagnò a Dio, nello stesso tempo, un altro soldato di nome Dalmazio, che Roberto associò con gioia alla loro santa vita. Dopo aver dapprima messo alla prova i suoi due compagni per alcuni mesi, Roberto si ritirò con loro in quella solitudine. Non vi era lì alcun commercio con il mondo, né quasi nulla di ciò che è necessario per il sostentamento della vita. Inoltre, la rusticità e la barbarie degli abitanti vicini erano estreme; e, invece di assistere i nostri solitari e di fornire loro le cose necessarie, li caricavano di ingiurie e minacce. Tuttavia, non perdendo coraggio, misero subito mano all'opera e si costruirono, dapprima vicino alla chiesa, una piccola cella con dei rami; in seguito, distribuirono tra loro i loro esercizi, in modo tale che Stefano e Dalmazio dovessero lavorare con le mani per far sussistere la comunità; Roberto si applicava allo studio e istruiva gli altri; tutti si riunivano, per la preghiera, nella chiesa di cui abbiamo parlato. La loro vita era perfettamente ben regolata; donavano una gran parte delle loro provviste ai poveri che si presentavano, senza riservarsi nulla per il giorno seguente. Dio fece conoscere che ciò gli era gradito: poiché un giorno in cui Roberto aveva dato a un povero tutto il pane che era rimasto il giorno prima, mentre Dalmazio se ne lamentava, uno dei due signori che avevano ceduto quel deserto ai tre eremiti (erano due fratelli, canonici di Le Puy), uno di questi signori, diciamo, inviò loro tre cavalli carichi di viveri.
Nascita dell'abbazia di La Chaise-Dieu
Nel 1050, la comunità si ingrandì e divenne l'abbazia di La Chaise-Dieu, confermata da papa Leone IX e dal re Enrico I.
Tuttavia, la reputazione di questi santi solitari si diffuse presto nel paese; diverse persone del clero e del popolo si unirono a loro per consacrare tutta la loro vita al servizio di Dio; gli abitanti stessi abbandonarono il loro carattere feroce, toccati dalle loro sante esortazioni, dalla loro vita esemplare e dalle azioni miracolose che la mano di Dio operava per mezzo di san Roberto. Quest'uomo santo guariva i malati e scacciava gli spiriti dai corpi degli ossessi; per modestia, attribuiva questi prodigi ai meriti dei santi martiri Agricola e Vitale, ai quali la chiesa era dedicata.
Infine, il numero degli eremiti divenne così considerevole che si ritenne utile costruire un monastero, affinché fossero meglio alloggiati e vivessero più in comunità. Vi fu allora una santa emulazione tra le persone pie per contribuire a quest'opera: alcuni donavano ciò che era necessario alla costruzione, altri consacravano beni considerevoli al mantenimento dei futuri religiosi. Così fu fondata l'abbazia di La Chaise- Dieu (Casa Dei), nel 1050; il vesco abbaye de la Chaise-Dieu (Casa Dei) Celebre abbazia dell'Alvernia fondata da Roberto. vo di Clermont, Rencon, andò egli stesso, sebbene già in età avanzata, a trovare il papa san Leone IX, e ottenne la conferm pape saint Léon IX Papa che visitò il sepolcro del santo nel 1049. a (con privilegi) del nuovo monastero, mentre Roberto faceva ratificare dal re di Francia, Enrico I, le donazioni d i cui abbiamo parlato. Q roi de France, Henri Ier Sovrano citato come colui che nominò Gervino all'abbaziato (storicamente contestato per l'Inghilterra nel 1045). uando furono entrambi di ritorno, il vescovo fece la dedicazione del monastero, diede l'abito religioso a Roberto e lo stabilì, suo malgrado, abate, secondo quanto aveva deciso con il Papa.
Governo e influenza
Sotto la regola di san Benedetto, l'abbazia conta 300 monaci mentre Roberto restaura più di cinquanta chiese nella regione.
Roberto fece osservare la regola di san Bene règle de saint Benoît Regola monastica adottata durante la riforma di Lamberto. detto ai suoi religiosi, che raggiunsero presto il numero di trecento. Non rinchiuse il suo zelo entro i limiti del suo monastero: restaurò più di cinquanta chiese della contrada che erano state rovinate dalle guerre.
Trapasso e segni celesti
Roberto muore nel 1067 dopo un'ultima messa; visioni della Vergine e di un globo di fuoco accompagnano la sua ascensione celeste.
Dopo aver lavorato alla santificazione dei suoi fratelli e alla propria, morì della morte dei giusti, il 24 aprile, verso l'anno 1067.
Prima di mettersi a letto, da dove doveva come da uno sgabello volare al cielo, volle celebrare la messa un'ultima volta, facendosi sostenere all'altare. Nel momento in cui morì, uno dei suoi religiosi vide la Madre di Dio venire a consolarlo, e un altro scorse la sua anima elevarsi nell'aria sotto forma di un globo di fuoco.
Leggende e iconografia
Il testo riporta diversi miracoli postumi o leggendari, in particolare ad Avignone e Allanche, che illustrano la sua protezione divina.
Ciò che abbiamo detto di san Roberto come fondatore di abbazie e restauratore di un gran numero di chiese, può far congetturare i diversi modi in cui è stato rappresentato. Le circostanze della sua felice morte e i pochi fatti leggendari che seguono hanno ugualmente ispirato gli artisti.
San Roberto, mentre predicava ad Avignone , due g Avignon Città di cui san Rufo fu il primo vescovo e fondatore della chiesa. iovani sconsiderati si impossessarono dei suoi guanti e se li lanciavano come una palla: ora, ecco che in uno dei lanci, i suddetti guanti si impigliarono in un raggio di sole così in alto che i giocatori non poterono riprenderli. — Trovandosi ad Allanche, nelle montagne dell'Alvernia, si preparava a celebrare la messa, quando il cuoco venne a dirgli che non aveva trovato nulla per la cena. Servite la mia messa, rispose il Santo, e Dio provvederà ai nostri bisogni. Non era ancora al Prefazio, che un'aquila passando sopra la chiesa lasciò cadere un enorme pesce che servì per il pasto del Santo e del suo seguito. Un'altra volta disse al cuoco di gettare delle anguille che si preparava a servire in tavola; si seppe qualche giorno dopo che colui che le aveva vendute era stato messo a morte per aver avvelenato la merce, ecc.
Vedere i Bollandisti e gli Annali di Baronio.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita in una solitudine in Alvernia
- Canonico e tesoriere di Saint-Julien de Brioude
- Tentativo di ritiro a Cluny
- Viaggio a Roma per ottenere la vita solitaria
- Ritiro nel deserto vicino alla Sénoire con Étienne e Dalmase
- Fondazione dell'abbazia di La Chaise-Dieu nel 1050
- Conferma dell'abbazia da parte di papa Leone IX e del re Enrico I
- Restauro di oltre cinquanta chiese
Miracoli
- Rifiuto del latte di una nutrice indegna alla nascita
- Guarigione da ulcere tramite il lavaggio delle mani
- Guanti sospesi a un raggio di sole ad Avignone
- Un'aquila porta un pesce per il pasto ad Allanche
- Rilevamento di anguille avvelenate
- Visione della sua anima sotto forma di un globo di fuoco al momento della morte
Citazioni
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Tendi la mano al povero, se vuoi ottenere da Dio grazia e perdono.
Eurli, VII, 36 -
Servite la mia messa, e Dio provvederà ai nostri bisogni.
Parole di San Roberto ad Allanche