Monaco e poi abate di Corbie nel IX secolo, Pascasio Radberto è un teologo di rilievo, celebre per il suo trattato sull'Eucaristia. Orfano accolto dalle religiose di Soissons, divenne un dotto rispettato, consigliere dei re e difensore della dottrina della presenza reale. Concluse la sua vita nello studio e nell'umiltà dopo aver abdicato alla sua carica di abate.
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SAN PASCASIO RADBERTO, ABATE DI CORBIE
Giovinezza e istruzione a Soissons
Orfano fin dall'infanzia, Pascasio Radberto viene allevato dalle religiose di Notre-Dame di Soissons e dai monaci di San Pietro prima di conoscere un breve periodo di vita secolare.
Radberto, a cui fu dato, o che prese egli stesso in seguito, il nome di Pascasio, nacque nel Soissonnai Soissonnais Luogo di nascita e di morte di Goffredo. s, forse addirittura nella città di Soissons, verso la fine dell'VIII secolo. Si ritrovò abbandonato, senza risorse, alla morte di sua madre, che perse fin dalla nascita, o perlomeno essendo ancora bambino. Ma le religiose del monastero di Notre-Dame di Soissons, che avevano allora come badessa Teodrada, cugina prima di Carlo Magn Charlemagne Imperatore dei Franchi e zio di San Folchino. o, si incaricarono di provvedere al suo sostentamento e affidarono la sua educazione ai monaci di San Pietro: il nostro Santo si mostrò più tardi molto riconoscente per questi benefici, e dedicò diverse sue opere alle sue madri adottive.
Questo fanciullo fece grandissimi progressi nelle scienze e nella pietà. Non appena ebbe l'età richiesta, ricevette la tonsura, o corona clericale, davanti all'altare della santa Vergine nella chiesa del convento di Notre-Dame, alla presenza delle religiose. Ma, invece di restare legato al servizio di quella chiesa, entrò nel mondo, non si sa per quale motivo, né in quali circostanze, e condusse una vita secolare.
Ingresso nel monastero di Corbie
Pentitosi della sua vita nel mondo, si ritira nell'abbazia di Corbie sotto la guida di Adalardo, dove diviene un rinomato insegnante e rifiuta il sacerdozio per umiltà.
Da allora considerò quella condotta come una grave colpa che bisognava espiare con le lacrime della penitenza. Radberto riconobbe per sua stessa esperienza i pericoli del secolo: temendo di perdervisi e non trovandovi di che soddisfare i desideri del suo cuore, si ritirò ancora giovane nel monaster o di Corbie, dove f monastère de Corbie Monastero che ha acquisito le reliquie di san Precordo. u ben accolto dal santo abate Adal ardo, fratello del saint abbé Adélard Abate di Corbie e mentore di Pascasio Radberto. l'abbadessa di Notre-Dame di Soissons, sua benefattrice. Il nuovo religioso si applicò allo studio con tale successo che, in breve tempo, fu giudicato degno di insegnare agli altri le lettere divine e umane. Si fece da allora una grande reputazione per la sua eloquenza, la sua scienza della Scrittura e dei Padri, e soprattutto per la sua virtù. La sua umiltà eguagliava la sua reputazione: non poté rifiutare l'ordine del diaconato, ma non ricevette mai il sacerdozio, del quale si giudicava indegno. Firmava le sue lettere: Paschasius Radbertus, levita, monachorum omnium peripsema, vale a dire: Pascasio Radberto, levita, l'ultimo (la spazzatura) di tutti i monaci.
Missioni carolingie e fondazione di Corvey
Consigliere influente degli abati Adalardo e Wala, partecipa alla fondazione della Nuova Corbie in Sassonia e serve l'imperatore Ludovico il Pio.
Un merito così raro gli guadagnò la stima e l'affetto di Adalardo e di W Wala Fratello e successore di Adalardo alla guida di Corbie. ala, suo fratello e suo successore nella dignità di abate. Egli era presente in tutti i loro viaggi e come l'anima del loro consiglio negli affari importanti. Nel 822, lo condussero con loro in Sassonia, per fondare la nu ova Corbie. Ludovic Louis le Débonnaire Re dei Franchi che nominò Aldrico suo consigliere e comandante del palazzo. o il Pio non lo stimava di meno: lo impiegò spesso negli affari pubblici, che Radberto seppe sempre condurre con grande saggezza. Morto Wala nell'835, il nostro Santo scrisse la storia della sua vita, che intitolò: Epitaffio di Arsenio. Aveva già raccontato la vita di sant'Adalardo, verso l'830; e, nell'831, aveva composto il suo famoso Trattato del corpo e del sangue di Nostro Si Traité du corps et du sang de Notre-Seigneur Opera teologica maggiore sull'Eucaristia. gnore, vale a dire d ell'Eucaris Eucharistie Sacramento centrale di cui Ambrogio difende la presenza reale. tia, su richiesta del suo discepolo Varino, soprannominato Placido, che, dopo essere stato monaco nell'antica Corbie, era abate della nuova. È un monumento prezioso della credenza cattolica sull'Eucaristia, non solo nel IX secolo, ma in tutti i secoli precedenti. Pascasio Radberto, in questo trattato, insegna chiaramente e mostra che la Chiesa ha sempre insegnato principalmente tre cose: che l'Eucaristia è il vero corpo e il vero sangue di Gesù Cristo; che la sostanza del pane e del vino non vi rimane più dopo la consacrazione; infine che, nell'Eucaristia, riceviamo lo stesso corpo che è nato dalla Vergine Maria, che ha sofferto sulla croce, che è uscito dal sepolcro.
Il Trattato del Corpo e del Sangue del Signore
Redige un trattato fondamentale sull'Eucaristia che afferma la presenza reale di Cristo, divenendo un riferimento dottrinale per i secoli successivi.
Incaricato di spiegare pubblicamente, secondo la consuetudine, ai religiosi di Corbie, il santo Vangelo nelle domeniche e nelle festività, assolse a questa nobile funzione con tale successo che fu pregato di commentare l'intero Vangelo secondo san Matteo. Egli acconsentì a tali voti e compose il dotto Commentario che ci ha lasciato in dodici libri. I primi quattro furono scritti prima dell'844, e gli altri otto dopo l'anno 851. Il Santo vi analizza, come fa sempre, le opere precedenti, principalmente quelle di san Giovanni Crisostomo, e combatte specialmente gli errori del suo tempo. Ebbe grande cura di applicare a se stesso le belle massime che traeva dal testo sacro, di modo che fece grandi progressi nella vita spirituale: resisteva alle tentazioni e si rialzava dalle sue colpe praticando, cosa rara, ciò che predicava agli altri. Diede, inoltre, un esempio non meno utile agli scrittori che vivono in comunità: lavorava alle sue opere solo nelle ore che gli restavano, dopo aver assistito a tutti gli esercizi del monastero, poiché l'obbedienza è più meritoria agli occhi di Dio dello studio, e poiché non ci si può, d'altronde, preparare meglio a scrivere sulle cose divine che celebrando, come gli angeli, la gloria di Dio, meditandola, mettendosi, per così dire, in comunicazione con il cielo. Nell'844, il nostro Santo, sebbene semplice diacono, fu eletto abate di Corbie, dopo la morte di Isacc o. Verso lo st abbé de Corbie Monastero che ha acquisito le reliquie di san Precordo. esso periodo, pubblicò il suo trattato sul Parto della Vergine, dedicato alle religiose di Notre-Dame di Soissons: vi mostra che Maria ha partorito Nostro Signore in modo soprannaturale, senza cessare di essere vergine.
Abbazia e opere esegetiche
Eletto abate di Corbie nell'844, commenta il Vangelo di Matteo e difende la verginità di Maria nel suo trattato sul Parto della Vergine.
L'illustre abate assistette, nell'anno 847, al Concili Concile de Paris Concilio in cui l'abbazia di Corbie fu onorata. o di Parigi, che colmò di elogi il monastero di Corbie per la sua regolarità e prosperità, accordandogli grandi privilegi. Si trovò anche all'Assemblea di Quierzy-sur-Oise (849), do ve Gotesc Gotescalc Monaco le cui tesi sulla predestinazione provocarono una crisi dottrinale. alco fu condannato per la seconda volta. Essendosi recato a Bazoches, nel Soissonnais, per visitare la chiesa dei santi martiri Rufino e Valerio, fu pregato dagli abitanti del luogo di rifare la storia (gli Atti) di questi Santi e di scriverla in uno stile migliore, senza cambiare nulla, né nella sostanza né nell'ordine dei fatti. Lo fece molto volentieri, persuaso, diceva, «che la vita dei Santi non deve esserci meno preziosa delle loro reliquie, e che, se si ha così grande cura di avvolgere in ricche stoffe le loro ossa sacre, si devono anche raccontare le loro azioni in uno stile nobile, ugualmente lontano dalla ricercatezza e dalla volgarità».
Partecipazione ai concili e riscrittura agiografica
Partecipa ai concili di Parigi e di Quierzy e intraprende la riscrittura degli atti dei martiri Rufino e Valerio per migliorarne lo stile.
Diverse cause, come le distrazioni inseparabili dall'amministrazione di un monastero e l'opposizione di alcuni suoi religiosi, spinsero il santo abate di Corbie a prendere la decisione di abdicare. Le sue dimissioni furono accettate solo nell'851. Era stato potentemente sostenuto nelle sue pene dai monaci di Saint-Riquier, presso i quali soggiornò per qualche tempo, e dal suo amico Lupo, abate di Ferrières, che lo aiutò non solo con i suoi consigli, ma anche con il suo credit o presso il re Carlo roi Charles le Chauve Imperatore che confermò i diritti del priorato nel IX secolo. il Calvo. Tornato a se stesso e allo studio, Radberto riprese i suoi lavori letterari, continuò le sue opere interrotte e ne compose di nuove. Univa la preghiera allo studio, piangendo incessantemente i suoi peccati e quelli del prossimo. Fu per mantenersi in questi sentimenti di compunzione che, dopo aver terminato i suoi commentari su san Matteo e sul salmo XLIV, ne compose uno sulle lamentazioni di Geremia, dedicato a Severo, suo amico, il cui vero nome era Hildeman. In quest'opera, come in alcune altre scritte verso la fine della sua vita, deplora i disordini del suo tempo, i vizi scandalosi degli ecclesiastici e dei religiosi, la dissoluzione dei costumi pubblici e le sventure derivanti dall'invasione dei Normanni. Non respirando che per la Chiesa e per la Francia, segnala e piange le calamità che le minacciano, e mette tutto in atto per scongiurarle. Era un grande nemico dell'egoismo: si dimenticava sempre, si annullava nella sua umiltà, per pensare solo agli altri. Così, sebbene avesse scritto la vita dei suoi maestri Adalardo e Wala, proibì espressamente ai suoi discepoli di scrivere la sua. I suoi ordini sono stati eseguiti fin troppo scrupolosamente. Oggi, per conoscere le azioni di un così grande uomo, non abbiamo quasi altre risorse se non i suoi stessi scritti.
Abdicazione e ultimi anni
Dopo aver rassegnato le dimissioni dalla carica di abate nell'851, si dedicò allo studio e alla preghiera, deplorando i disordini del suo tempo e le invasioni normanne.
Morì santamente, verso l'anno 865, nel giorno della festa d i san Riquier saint Riquier Apostolo del Ponthieu e direttore spirituale di san Vulfo. , per il quale nutriva una devozione del tutto particolare. Il suo corpo fu inumato nella cappella di San Giovanni; ma, nel 1073, fu trasferito nella chiesa principale, per autorità della Santa Sede, che, a causa dei miracoli operati presso la sua tomba, lo pose nel novero dei Santi che la Chiesa onora nel corso dell'anno. Si conservano ancora, a Corbie, i resti quasi interi di san Pascasio Radberto.
Morte e riconoscimento della santità
Morto verso l'865, fu canonizzato nel 1073 in seguito a miracoli, e le sue reliquie furono traslate nella chiesa principale di Corbie.
Oltre alle opere di cui si è parlato nel corso di questo racconto, abbiamo ancora di san Pascasio: il Trattato sulla fede, sulla speranza e sulla carità; alcune poesie e una lettera che scrisse al re Carlo il Calvo, inviandogli il Trattato sul corpo e sul sangue del Signore: «Egli non parla, nelle sue opere, se non basandosi sulla Scrittura e sui Padri. Vi si vede che era molto versato nelle lingue greca ed ebraica. Il suo stile è sempre appropriato alle materie che tratta. Si rappresenta il beato Pascasio con un ostensorio in mano, per ricordare lo zelo con cui difese il dogma dell'Eucaristia. È stato necessario rifare integralmente la storia di questa Vita, che, nel Padre Giry, si riduce a un vago senza racconto. (Vedere la biografia che precede le opere del Santo, nella Patrologia di M. Migne; Hugues Ménard, nelle sue note sul martirologio benedettino; Dom Cuillier; gli autori della Hist. litt. de France; Mabillon, ecc.)
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita alla fine dell'VIII secolo nel Soissonnais
- Educazione presso le monache di Notre-Dame di Soissons
- Ingresso nel monastero di Corbie sotto l'abate Adalardo
- Viaggio in Sassonia per fondare la nuova Corbie nell'822
- Composizione del Trattato sul corpo e sul sangue di Nostro Signore nell'831
- Elezione ad abate di Corbie nell'844
- Partecipazione al Concilio di Parigi nell'847
- Abdicazione dalla carica di abate nell'851
- Traslazione delle reliquie nel 1073
Miracoli
- Miracoli avvenuti presso la sua tomba che hanno portato alla sua canonizzazione nel 1073
Citazioni
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Paschasius Radbertus, levita, monachorum omnium peripsema
Le sue lettere -
La vita dei Santi non deve esserci meno preziosa delle loro reliquie
Osservazioni riportate durante la riscrittura degli Atti di Rufino e Valerio