29 aprile 13° secolo

San Pietro da Verona

Pietro Martire

Martire

Festa
29 aprile
Morte
5 avril 1252 (martyre)
Epoca
13° secolo

Nato a Verona da genitori catari, Pietro entra nell'ordine domenicano e diventa un predicatore instancabile contro l'eresia in Italia. Nominato inquisitore, viene assassinato nel 1252 da eretici, scrivendo la sua fede con il proprio sangue in punto di morte. Primo martire del suo ordine, è celebre per i suoi numerosi miracoli e la sua fermezza dottrinale.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 7

SAN PIETRO DA VERONA, MARTIRE

Vita 01 / 07

Giovinezza e vocazione domenicana

Nato a Verona da genitori catari, Pietro rifiuta l'eresia fin dall'infanzia e si unisce all'ordine di san Domenico a sedici anni dopo gli studi a Bologna.

Dio, che sa trarre la luce in mezzo alle tenebre, fece apparire san P ietro, martire, come saint Pierre, martyr Santo martire domenicano che appare a Caterina per iniziarla alla Passione. un bell'astro in mezzo agli errori dei Catari, specie di Manichei che si erano introdotti nel nord dell'Italia. Nacque a Verona, nell'anno 12 06, da Vérone Città di nascita e di fondazione dell'ordine di Fazzio. genitori infetti da questa perniciosa eresia; Dio lo preservò dal pericolo al quale lo esponeva la sua nascita. Il padre del nostro Santo, volendo che apprendesse le belle lettere, non temette di metterlo presso un maestro cattolico. Il giovane Pietro vi fu presto iniziato ai principi della vera religione, come a quelli della buona letteratura. Uno dei suoi zii, avendolo interrogato sulla sua lezione, lo scolaro gli recitò, tra le altre cose, il Simbolo degli Apostoli, e glielo spiegò nel senso dei cattolici, soprattutto queste parole: «Creatore del cielo e della terra». Lo zio tentò invano di provargli che non era Dio, ma il demonio, o il cattivo principio ad aver prodotto tutte le cose visibili: ebbe un bel dire che vi erano nel mondo cose cattive per loro natura, e che conseguentemente non potevano essere opera di Dio o di un essere infinitamente perfetto. Il fanciullo tenne duro: nulla poté farlo cambiare. Questa fermezza diede dei timori allo zio; li comunicò al padre che fu lontano dal condividerli, sia che attribuisse poca importanza a queste questioni religiose, sia che sperasse di ricondurre più tardi suo figlio alle idee della sua setta; lo inviò all'università di Bologna per continuarvi i suoi studi. La Provvidenza vi preservò Pietro dagli assalti del vizio, come lo aveva preservato dall'eresia: gli ispirò persino il disegno di rinunciare interamente al mondo. Andò a presentarsi a san Domenico, che, dopo essersi a ssicurato della saint Dominique Fondatore dell'ordine di cui Benvenuta segue la regola e intercessore per la sua guarigione. sua vocazione, gli diede l'abito del suo Ordine, sebbene non avesse che sedici anni. Pietro si credette da allora obbligato a imitare, e persino a superare tutti gli altri nel cammino della perfezione. Dormiva poco, digiunava molto, pregava sempre, e, senza avere riguardo alla delicatezza dell'età in cui era, non misurava le sue forze che sugli ardori del suo amore e del suo zelo. Nell'anno del suo noviziato, cadde in una pericolosissima malattia, che fu attribuita giustamente all'eccesso delle sue astinenze: non poteva quasi più ingerire alcun nutrimento.

Missione 02 / 07

Predicazione e primi miracoli

Divenuto sacerdote, percorre l'Italia del Nord per predicare contro l'eresia, compiendo miracoli pubblici come la dissipazione di un fantasma demoniaco a Firenze.

Dopo la sua professione, si applicò con tale zelo agli studi che, in breve tempo, si rese capace di ricevere gli ordini sacri, di salire sul pulpito, di attaccare gli eretici e di apparire nelle occasioni più importanti per la difesa e il sostegno della Chiesa. Si comportava con tale fervore che, secondo le parole di sant'Antonino, tutte le sue azioni apparivano animate da una fede vivissima e da una carità ardentissima. Quando era in coro, la presenza di Gesù Cristo nel santissimo Sacramento dell'altare lo infiammava come un serafino; ma soprattutto da quando si vide onorato del sacerdozio; poiché al solo pensiero di dover celebrare quegli augusti misteri, si annichiliva; e non elevava mai il calice, nel santissimo sacrificio, senza chiedere istantemente a Dio la grazia di spargere il suo sangue per la Sua gloria. Aveva un talento particolare per toccare i cuori nella predicazione; il che fece sì che i suoi superiori lo inviassero a predicare in Toscana, in Romagna, nella Marca d'Ancona, nel Bolognese e nel Milanese; riuscì così mirabilmente che gli eretici detestarono i loro errori, i peccatori più ostinati nel vizio fecero penitenza e le persone dabbene si confermarono nella virtù.

Il demonio, irritato, risolse di ostacolarlo in tutti i modi immaginabili. Il nostro Santo predicava a Firenze: era nel Mercato Vecchio, poiché le chies e non er Florence Città in cui Giulia ha servito come domestica. ano abbastanza vaste per il gran numero di persone che accorrevano per ascoltarlo; quel mostro dell'inferno vi apparve sotto forma di un cavallo nero che correva a briglia sciolta; sembrava pronto a fendere la folla e schiacciare tutti coloro che si fossero trovati sul suo cammino; ma il Santo,

facendo il segno della croce, dissipò quel fantasma, e tutto il popolo lo vide svanire come fumo. Dopo la predicazione, Pietro si metteva ordinariamente nel confessionale per ricevervi i penitenti: un giorno, se ne trovò uno che, toccato dal rimorso per le sue colpe, si accusò di aver dato un calcio a sua madre; il santo Confessore gli fece una severa ramanzina; e, per eccitarlo maggiormente alla santa contrizione, gli disse che il piede che aveva così colpito sua madre avrebbe meritato di essere tagliato. Il penitente si tagliò lui stesso il piede non appena tornato a casa sua. Il Santo, che il popolo accusava già di imprudenza, avendolo saputo, andò a trovare il penitente, prese il suo piede, lo riunì alla gamba e, facendo il segno della croce, lo rimise nel suo stato originario: questo miracolo fece concepire più stima che mai per la sua santità e la sua saggia condotta.

Vita 03 / 07

La prova della calunnia

Accusato ingiustamente di aver ricevuto donne nella sua cella dopo alcune visioni mistiche, accetta l'esilio a Iesi con pazienza prima di essere riabilitato.

Tuttavia Dio, che solitamente mette alla prova la virtù dei suoi Santi, volle provare quella di Pietro. Quando si trovava nel convento di San Giovanni B atti Côme Città di cui Abbondio è il primo santo patrono. sta, a Como, fu favorito da diverse visite celesti; così, le sante vergini e martiri Caterina, Agnese e Cecilia gli apparvero nella sua cella e conferirono con lui così familiarmente e con voce così intelligibile che un religioso, passando per il dormitorio e udendo tale conversazione, si immaginò che fossero effettivamente delle donne entrate nel monastero e che egli avesse attirato nella sua stanza. Prese dei testimoni di ciò che credeva di udire e tutti insieme se ne lamentarono in capitolo con il superiore: questi, non esaminando la faccenda abbastanza da vicino, relegò il P. Pietro nel convento di Iesi, nella Marca di Ancona, affinché vi conducesse una vita ritirata, senza apparire più in pubblico. Il Santo, che non aveva voluto difendersi per timore di manifestare la grazia che aveva ricevuto dal cielo e per soffrire qualcosa per Dio, sopportò per qualche tempo questa confusione con una pazienza ammirevole; ma alla fine gli sfuggì di lamentarsene amorevolmente davanti al crocifisso, dinanzi al quale solo scaricava il suo cuore: «Ebbene! mio Dio», gli disse, «voi conoscete la mia innocenza, come soffrite che io rimanga così a lungo immerso nell'infamia?». Ma Nostro Signore gli rispose: «E io, Pietro, non ero forse innocente? Avevo meritato gli obbrobri e i dolori di cui fui accasciato nel corso della mia passione? Impara dunque da me a soffrire con gioia le pene più grandi, senza aver commesso i crimini per i quali te le impongono». Queste parole di Gesù Cristo fecero una tale impressione sul cuore di san Pietro che egli pose da quel momento tutta la sua felicità nelle sofferenze, tutto il suo onore nell'umiliazione e tutta la sua gioia nella croce di Gesù Cristo. Ma quando la sua confusione gli piaceva così, Dio fece scoprire tutto il mistero e conoscere l'innocenza del suo servitore: ciò che lo fece richiamare da quell'esilio per apparire con più splendore di prima, secondo la pratica di Nostro Signore, che è quella di elevare tanto più i suoi servitori quanto più si sono umiliati per il suo amore.

Missione 04 / 07

Inquisitore e difensore della fede

Nominato inquisitore da Gregorio IX nel 1232, moltiplica i prodigi per convertire gli eretici e riceve il sostegno spirituale della Vergine Maria.

Non appena fu liberato dalla sua prigione, riprese le armi della parola di Dio per combattere l'eresia. Il papa Gregorio I pape Grégoire IX Papa che ha attestato i miracoli di Bruno. X, che conosceva la sua scienza e il suo zelo, lo nominò inquisitore generale della fede, nel 1232. Ma ciò che dava maggior peso alle sue predicazioni erano i miracoli che compiva a ogni ora, per provare la verità della sua dottrina. Un giorno, disputando contro un eretico in una piazza pubblica, dove tutto l'uditorio era bruciato dagli ardori del sole, ottenne da Dio, in un istante, una nube che coprì l'assemblea e le diede un refrigerio necessario: cosa che quell'eretico lo aveva sfidato a fare. Un'altra volta, rese muto un altro eretico, che era un gran parlatore e che aveva proposto molti argomenti contro la verità della nostra religione. Un altro finse di essere malato per sorprendere il Santo, e gli chiese la guarigione; ma fu ben ingannato nella sua finzione, poiché divenne davvero così malato, che si vide in un momento all'estremità e a due dita dalla morte. Riconobbe la sua colpa, la confessò, e ricevette una guarigione perfetta tanto dell'anima quanto del corpo, per le preghiere del servo di Dio. Queste meraviglie accadevano a Milano, dove san Pie tro l Milan Città italiana dove il santo possiede un altare e una festa annuale. avorava con tutte le sue forze alla conversione degli eretici. Un giorno, li trovò così ostinati nei loro errori, che lo scoraggiamento si impadronì della sua anima: stava per rinunciare a quest'opera: tuttavia consultò, prima di tutto, la Santa Vergine a questo proposito, pregando in ginocchio davanti a una sua immagine. Udì allora una voce che gli disse: «Pietro, ho pregato per te, affinché la tua fede non sia mai scossa; continua dunque e persevera nel tuo primo lavoro». Queste parole della santissima Vergine riempirono interiormente il suo cuore di tanto vigore e zelo, che risolse di non impiegarsi più in futuro se non per sostenere e difendere la fede contro i suoi nemici, anche a costo di perdere cento volte la vita.

Vita 05 / 07

Governo e annuncio del martirio

Priore di diversi conventi, guarì numerosi malati e predisse pubblicamente il suo assassinio da parte dei capi manichei.

Riprendendo dunque le sue prime funzioni con maggiore ardore, passò da Milano a Cesena, dove gli venivano condotti i malati a schiere, affinché li guarisse. Da Cesena andò a Ravenna: al suo arrivo, che avvenne di sera, apparve sul campanile della parrocchia di San Giovanni una fiaccola accesa che non si spegneva, sebbene soffiasse allora un gran vento e la neve cadesse in abbondanza. Venne anche a Mantova e a Venezia, dove guarì, per mezzo della santa confessione, due donne malate a morte.

Infine, giunse al convento di Como, di cui era stato nominato priore: aveva già governato, nella stessa qualità, i conventi di Piacenza, Genova, Aosta e Jesi, e ovunque aveva compiuto miracoli per confermare ciò che predicava al popolo; ma ne fece particolarmente in quest'ultimo convento: poiché, con una sola benedizione, guarì diversi malati e storpi, che attendevano il suo ritorno alla porta della città. Con lo stesso segno della croce, restituì l'uso di tutte le membra a una religiosa dell'Ordine degli Umiliati, chiamata Terasia, che era da sette anni paralizzata in tutto il corpo. Altri due paralitici ricevettero anch'essi da lui una grazia simile. Del resto, operava questi miracoli per lo zelo che aveva per la conversione degli eretici, e affinché alla vista di queste opere, che eccedono senza dubbio il potere dell'uomo, riconoscessero la falsità, le stravaganze e le superstizioni della loro setta.

Non vogliamo nemmeno omettere ciò che accadde a due contadini del territorio di Como, di cui uno era eretico e l'altro cattolico. L'eretico, quando seminava i suoi grani, li raccomandava al demonio, come al Signore delle cose visibili; il cattolico pregava Dio di benedire i suoi; il santo Priore, essendone avvertito, predisse al contadino eretico che, se non avesse smesso di fare una preghiera così empia, le sue terre non avrebbero prodotto una sola spiga, e che al contrario quelle del suo vicino cattolico avrebbero prodotto grano al centuplo: ciò che aveva predetto avvenne effettivamente; ma la sterilità delle terre dell'eretico fu molto fertile per lui, poiché operò la sua conversione e quella di molti altri che appresero questo miracolo. Tuttavia i capi dei Manichei, estremamente irritati contro il Santo, risolsero infine di farlo morire, e affidarono l'esecuzione di questo orribile complotto a due assassini. Pietro conobbe in anticipo, per una luce soprannaturale, il martirio che lo attendeva: ne parlò dall'alto del pulpito, e disse che il giorno stesso in cui Giuda aveva venduto il sangue del suo Maestro, vale a dire il mercoledì della settimana santa, gli eretici avevano anche agitato la questione di comprare il suo; che il denaro era già nelle mani di colui che doveva assassinarlo. Predisse loro persino ciò che i suoi nemici non sapevano: che il luogo dove l'omicidio si sarebbe eseguito era tra Como e Milano, e che, del resto, era preparato a soffrirlo gioiosamente. Aggiunse che i suoi nemici si sbagliavano di grosso, nel persuadersi che dopo la sua morte non avrebbe più combattuto per sterminare la loro setta; che al contrario sarebbe stato allora che avrebbe fatto loro una guerra più formidabile.

Martirio 06 / 07

Il martirio a Barlasina

Assassinato sulla strada per Milano, muore scrivendo la sua fede sul suolo con il proprio sangue, mentre anche il suo compagno soccombe.

Infine, il 5 aprile, san Pietro, recandosi per gli affari dell'inquisizione da Como a Milano, fu incontrato, verso le due del pomeriggio, dagli assassini in un luogo chiamato Barlasina, dove uno di questi traditori, chiam ato Ca Carino L'assassino di san Pietro, convertitosi in seguito. rino, gli sferrò un colpo d'ascia sulla testa con tale violenza che cadde a terra mezzo morto. Il Santo, inginocchiandosi come meglio poté, recitò il primo articolo del Simbolo degli Apostoli e, avendo offerto in sacrificio alla maestà di Dio il sangue che versava per la difesa della fede, vi intinse due dita e scrisse sulla terra queste tre parole: Credo in Deum, Credo in Dio; ma l'assassino, impaziente perché non era ancora morto, gli inferse alla spalla sinistra un altro colpo che gli trapassò il cuore. Fu così che l'anima del Santo prese il volo verso il cielo, per ricevervi la triplice corona della verginità, del dottorato e del martirio. Questo assassinio ebbe luogo nell'anno del Signore 1252: Pietro aveva quarantasei anni. Il religioso che lo assisteva, chiamato frate Domenico, non sfuggì alla furia di que sti assassini: frère Dominique Compagno di Pietro, anch'egli ucciso durante l'attentato. lo trafissero con diversi colpi e lo lasciarono per morto sul posto; ed egli, infatti, morì poco dopo.

Culto 07 / 07

Riconoscimento e posterità

Canonizzato già nel 1253 da Innocenzo IV, le sue reliquie e la sua tomba a Milano divennero centri di miracoli, portando persino alla conversione del suo assassino.

Il corpo del santo Martire fu portato solennemente a Milano e deposto nella chiesa di Sant'Eustorgio, posseduta e servita dai religiosi del suo Ordine. I miracoli che continuavano presso la sua tomba confermarono la sua profezia, secondo cui dopo la sua morte avrebbe fatto una guerra più crudele agli eretici di quanto non avesse fatto durante la sua vita. La notte stessa in cui fu portato in quella chiesa, si vide una grande luce slanciarsi dalla terra al cielo. Questi prodigi aprirono gli occhi a un gran numero di eretici. Tuttavia, se ne trovò uno così temerario a Firenze che, vedendo l'immagine di san Pietro, dove era rappresentato con il pugnale nel petto, proferì questo blasfemo: «Oh! perché non ero presente quando hanno assassinato questo traditore, gli avrei dato ben io un altro colpo!». Ma la parola era appena uscita dalla sua bocca che rimase muto, senza poter più dire una sola parola, finché non ebbe riconosciuto la sua colpa e abbracciato la fede cattolica. Carino stesso, il suo assassino, che era sfuggito alle mani della giustizia e si era rifugiato a Forlì, riconoscendo il suo crimine, ne chiese penitenza ai Padri dell'Ordine, vi prese l'abito religioso e lo portò santamente per il resto della sua vita.

Tante vittorie ottenute per i meriti del beato Pietro sui nemici della Chiesa, e i miracoli senza numero che avvennero presso la sua tomba e all'invocazione del suo nome, portarono il papa Innocenzo IV a decretare la sua canonizzazione l'anno dopo il suo martirio, il 25 marzo; e ordinò che la sua festa fosse celebrata il 29 aprile, poiché il 5, che fu il giorno della sua morte, può essere occupato dalle feste di Pasqua. In seguito, il papa Sisto V, con una Bolla spedita nell'anno 1586, fece inserire la festa di questo glorioso Martire nel Breviario romano.

Dopo la sua canonizzazione, ha compiuto ancora un gran numero di prodigi, poiché ha restituito la salute a ogni sorta di malati, risuscitato morti, soccorso donne durante la gravidanza o il parto, restituito la ragione a folli, guarito epilettici e liberato ossessi. Le sue reliquie sono state distribuite in diverse città d'Italia. Parigi possedeva, prima del 1793, nel grande convento dei Giacobini, il coltello che fu consacrato dal sangue di un così illustre Martire, e le due dita, ancora coperte dalla loro carne e dalla loro pelle, che vi intinse per scrivere, morendo, la sua ultima confessione di fede. I religiosi di quel monastero avevano le autentiche di entrambe queste reliquie.

San Pietro da Verona è onorato in Lombardia e a Pa lma, nelle Dominicains Ordine religioso con il quale Gregorio interagisce a Città del Messico. Grandi Canarie. È particolarmente caro ai Domenicani, di cui è stato il primo martire: ecco perché lo chiamano san Pietro Martire.

La scuola lombarda e Beato Angelico da Fiesole hanno spesso riprodotto questo martirio e i tratti di san Pietro da Verona. Viene rappresentato: 1° in ginocchio, mentre scrive con il suo sangue sulla sabbia: *Credo in Dio*; 2° porta un taglio alla testa e una spada gli trafigge il petto; 3° è coronato dalla triplice corona della verginità, della scienza e del martirio; 4° tiene in mano un crocifisso e un giglio.

Acta Sanctorum, Tommaso Lentino e Ambrogio Taegio, autori contemporanei.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nascita a Verona da genitori catari
  2. Ingresso nell'Ordine di San Domenico a sedici anni
  3. Nomina a inquisitore generale della fede nel 1232
  4. Predicazioni contro l'eresia nell'Italia settentrionale
  5. Assassinato da Carino tra Como e Milano
  6. Canonizzazione da parte di Innocenzo IV nel 1253

Miracoli

  1. Apparizione di una nube per rinfrescare un uditorio
  2. Guarigione di un uomo che si era tagliato il piede per penitenza
  3. Guarigione di un paralitico di nome Terasia
  4. Conversione del suo assassino Carino
  5. Sterilità predetta dei terreni di un contadino eretico

Citazioni

  • Credo in Deum Parole scritte con il suo sangue durante il martirio
  • E io, Pietro, non ero forse innocente? Risposta di Cristo in visione

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo