Apostolo amato da Cristo, san Giovanni fu condotto a Roma sotto Domiziano nel 95 per subirvi il martirio. Gettato in una caldaia d'olio bollente davanti alla Porta Latina, ne uscì miracolosamente illeso e rinvigorito. Esiliato poi a Patmos dove scrisse l'Apocalisse, finì i suoi giorni serenamente a Efeso.
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SAN GIOVANNI, MARTIRE DAVANTI ALLA PORTA LATINA
La profezia del calice
Gesù annuncia ai figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, che parteciperanno alle sue sofferenze, predicendo così il loro futuro martirio.
Verso il 95. — Papa: Sant'Anacleto. — Imperatore: Domiziano.
*Eum volo manere, donec veniam.*
Voglio che sopravviva al martirio finché non muoia di morte naturale e che io smetta di cercarlo. *Joan.*, xxi, 22.
I figli di Zebedeo, Giacomo e Giova nni, Jean Santo verso il quale Zita nutriva una grande devozione. non conoscevano ancora né il mistero della croce né la natura del regno di Gesù Cristo, quando, per mezzo della loro madre, lo pregarono di farli sedere l'uno alla sua destra e l'altro alla sua sinistra, vale a dire di dare loro i primi due posti del suo regno. «Potete», disse loro il Salvatore, «bere il calice che io devo bere? potete partecipare ai miei obbrobri e alle mie sofferenze?» I due discepoli risposero affermativamente e protestarono al loro divino Maestro di essere risoluti a sopportare tutto per lui. Allora Gesù predisse loro che avrebbero bevuto il suo calice e che avrebbero avuto molto da soffrire per la verità del suo Vangelo. Questa predizione fu letteralmente compiuta in san Giacomo, quando Erode lo fece morire a causa della religione che professava.
La tirannia di Domiziano
L'imperatore Domiziano, noto per una crudeltà superiore a quella di Nerone, scatena una persecuzione generale contro i cristiani e gli uomini virtuosi.
Quanto a san Giovanni, che amava così teneramente il suo divino Maestro e che ne era così teneramente riamato, si può dire, senza forzare il testo sacro, che egli bevve il calice del Salvatore e ne condivise l'amarezza quando assistette alla sua crocifissione. In effetti, il suo cuore era straziato dal sentimento dei dolori che lo vedeva soffrire; ma questo non era ancora che un preludio delle sue pene. Dopo la discesa dello Spirito Santo, si vide condannato, insieme agli altri Apostoli, alla prigione, ai flagelli, agli obbrobri. Infine la predizione di Gesù Cristo ebbe il suo pieno compimento quando meritò, sotto Domiziano, la coro na del martirio. L' L’empereur Domitien Imperatore romano che perseguitò Giovanni. imperatore Domiziano, autore della seconda persecuzione generale suscitata contro la Chiesa, era universalmente odiato per la sua crudeltà, il suo orgoglio e le sue impudicizie. Egli fu, secondo il resoconto di Tacito, ancora più crudele di Nerone, e prendeva piacere a nutrire i suoi occhi dello spettacolo delle esecuzioni barbare di cui l'altro, almeno, si sottraeva solitamente alla vista. Sotto il suo regno, Roma fu inondata dal sangue dei suoi più illustri abitanti. Nemico di ogni bene, bandì coloro che avevano la reputazione di uomini virtuosi, tra gli altri Dione Crisostomo e il filosofo Epitteto; ma fu sui cristiani che caddero i suoi colpi principali. Oltre al fatto che non poteva soffrire la santità della loro dottrina e della loro vita, che gli era un tacito rimprovero dei suoi crimini, era inoltre animato contro di loro da quell'odio che nutrivano nei loro confronti tutti i pagani.
Il miracolo della Porta Latina
Arrestato a Efeso e condotto a Roma, Giovanni viene gettato in una caldaia di olio bollente davanti alla Porta Latina, ma ne esce miracolosamente illeso e fortificato.
San Giovanni Evangelista Saint Jean l’Évangéliste Santo verso il quale Zita nutriva una grande devozione. era ancora in vita. Era incaricato del governo di tutte le chiese d'Asia e godeva di una grande reputazione, tanto a causa di questa eminente dignità quanto per le sue virtù e i suoi miracoli. Essendo stato arre stato Éphèse Città principale dell'apostolato di Giovanni in Asia Minore. a Efeso, fu condotto a Roma nell'anno 95 di Gesù Cristo. Comparve davanti all'imperatore, il quale, lungi dal lasciarsi intenerire alla vista di questo venerabile vecchio, ebbe la barbarie di ordinare che fosse gettato in una caldaia piena di olio bollente. Vi è ogni apparenza che il santo Apostolo abbia subito dapprima una crudele flagellazione, conformemente a quanto si praticava nei confronti dei criminali che non avevano il diritto di cittadinanza romana. Comunque sia, non si può almeno dubitare che sia stato gettato nell'olio bollente: Tertulliano, Eusebio e san Girolamo lo dicono espressamente.
Non temiamo di affermare che il Santo fece trasparire una grande gioia quando udì pronunciare la sua sentenza; ardeva di un ardente desiderio di andare a ricongiungersi al suo divino Maestro, di rendergli amore per amore e di sacrificarsi per Colui che ci aveva tutti salvati con l'effusione del suo sangue. Ma Dio si accontentò delle sue disposizioni, accordandogli tuttavia il merito e l'onore del martirio: sospese l'attività del fuoco e gli conservò la vita, come l'aveva conservata ai tre fanciulli che furono gettati nella fornace di Babilonia. L'olio bollente si trasformò per lui in un bagno rinfrescante, ed egli ne uscì più forte e più vigoroso di quanto vi fosse entrato.
Esilio a Patmos e redazione dell'Apocalisse
Considerato un mago da Domiziano, Giovanni viene esiliato sull'isola di Patmos dove redige l'Apocalisse prima di tornare a Efeso sotto il regno di Nerva.
L'imperatore rimase molto colpito, così come la maggior parte dei pagani, da questo evento; ma lo attribuì al potere della magia. Ciò che si pubblicava sui presunti prodigi operati dal famoso Apollonio di Tiana, che aveva fatto venire a Roma, non contribuì poco a confermarlo in questa opinione. La liberazione miracolosa dell'Apostolo non fece dunque su di lui alcuna impressione, o piuttosto servì solo ad aumentare il suo indurimento nel crimine. Si accontentò tuttavia di bandire il Santo nell' isola di Patmo île de Pathmos Luogo dell'esilio di san Giovanni dove scrisse l'Apocalisse. s. È lì che compose la sua Ap ocalisse d apocalypse Libro profetico scritto da Giovanni a Patmos. i cui ogni parola, dicono i Padri, è un mistero. Ormai la parola di Gesù Cristo: *Eum volo manere donec veniam*, — «Voglio che egli rimanga finché io venga», era compiuta. L'apparizione del Salvatore a san Giovanni esiliato a Patmos realizzava precisamente la sua promessa di farlo sfuggire a una morte violenta e di lasciarlo morire tranquillamente quando fosse venuto a visitarlo; poiché tale è l'interpretazione di queste parole: Voglio che egli rimanga finché io venga, che gli altri Apostoli avevano preso per un brevetto d'immortalità concesso a san Giovanni.
Essendo stato Domiziano assassinato l'anno seguente, Nerva Nerva Imperatore romano succeduto a Domiziano e liberatore di san Giovanni. , colmo di buone qualità e di un carattere naturalmente pacifico, fu elevato all'impero. San Giovanni ebbe la libertà di uscire dal luogo del suo esilio e di tornare a Efeso.
Memoria liturgica e patronati
La storia della chiesa di San Giovanni in Oleo e l'evoluzione dei patronati di san Giovanni, in particolare presso gli stampatori e i vignaioli.
Fu presso la porta chiamata *Latina*, perché conduceva nel Lazio, che egli riportò questo glorioso trionfo. Per conservare la memoria del miracolo, si consacrò una chiesa in quel luogo sotto i primi imperatori cristiani. Si dice che vi fosse un tempio di Diana, la cui destinazione fu mutata per farlo servire al culto del vero Dio. Questa chiesa fu ricostruita, nel 772, da papa Adriano I. Si visita, ancora pape Adrien Ier Papa che approvò la missione di Ildegrino in Sassonia. oggi, la cappella di San Giovanni i n Oleo sul luogo stesso del sup chapelle Saint-Giovanni-in-olco Cappella che commemora il luogo esatto del supplizio dell'olio. plizio. La festa di san Giovanni davanti alla Porta Latina è stata a lungo festiva in molte chiese. È stata di precetto in Inghilterra, almeno dal XII secolo fino alla cosiddetta riforma; ma la si poneva soltanto nel numero delle feste di secondo rango, nelle quali ogni opera servile era proibita, eccetto l'aratura dei campi. I Sassoni, che si stabilirono in Gran Bretagna, avevano una devozione singolare per san Pietro e san Giovanni Evangelista. In molti luoghi, gli stampatori onorano san Giovanni davanti alla Porta Latina come loro patrono; in altri, sono i vignaioli e i bottai, a causa della tinozza; altrove, sono i ceraioli e i lampisti, a causa dell'olio e delle materie grasse. In memoria del suo supplizio, lo si invoca contro le ustioni. Quanto alla scelta degli stampatori, non sapremmo spiegarla. Sarebbe forse perché hanno iniziato stampando in latino? — Le parole Porta Latina devono probabilmente aver determinato questa scelta. Va da sé che i litografi, i rilegatori, i rigatori e i cartai hanno adottato lo stesso patronato degli stampatori.
Fonti documentarie
Elenco degli autori antichi e degli storici che hanno documentato il martirio di san Giovanni davanti alla Porta Latina.
Tratto da Tertulliano, *Préscript.*, c. 36; da san Girolamo, in *Jovin.*, t. 157, p. 14, e da Tillemont, *Hist. ecclés.*, t. 147, p. 326, e dall'*Istoria della Chiesa di S. Giovanni avanti Porta Latina scritta, da Gio Moris Crescembini*, Roma, 1716, in-4°.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Presenza alla crocifissione di Gesù
- Arresto a Efeso e trasferimento a Roma nel 95
- Supplizio della caldaia di olio bollente davanti alla Porta Latina
- Esilio nell'isola di Patmo e stesura dell'Apocalisse
- Ritorno a Efeso sotto il regno di Nerva
Miracoli
- Sopravvivenza senza ustioni in una caldaia di olio bollente
- L'olio bollente si trasforma in un bagno rinfrescante
Citazioni
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Eum volo manere, donec veniam.
Giovanni, XXI, 22