Principessa cristiana d'Irlanda, Dinfna fuggì in Belgio con il sacerdote Gereberno per sfuggire ai desideri incestuosi del padre pagano. Ritrovata a Geel, fu decapitata dal proprio padre dopo aver rifiutato di cedere. Da allora è invocata per la guarigione delle malattie mentali e dell'epilessia.
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SANTA DINFNA, VERGINE, E SAN GEREBERNO, SACERDOTE,
MARTIRIZZATI A GEEL, NEL BRABANTE
Contesto storico e morale
Il testo colloca la vita di santa Dimpna nel VII secolo, sottolineando l'importanza della verginità cristiana come fattore di civiltà presso i popoli barbari.
VII secolo.
La verginità, sconosciuta agli idolatri, ha sempre gettato un vivissimo splendore in mezzo ai popoli barbari, fin dai primi momenti della loro conversione alla fede: essa non ha poco contribuito a far loro comprendere tutta la santità e la sublimità del cristianesimo, e allo stesso tempo ad addolcire i loro costumi duri e feroci . La vita di sainte Dympna Vergine e martire del VII secolo, patrona dei malati di mente. santa Dimpna, in particolare, offre un esempio straordinario, ma che si è rinnovato più di una volta presso quelle nazioni di cui san Girolamo diceva che non conoscevano alcuna legge nelle loro alleanze, e seguivano con cieca brutalità tutti gli istinti delle loro passioni grossolane.
Origini e giovinezza
Figlia di un re pagano di Britannia e di una madre cristiana, Dimpna viene battezzata segretamente dal sacerdote Gereberno e si consacra a Dio.
Dimpna era figlia di un re o principe di Britannia: forse sotto questo nome bisogna intendere il successore di un capo degli Angli o dei Sassoni, che vennero a invadere quest'isola nei secoli V e VI. Suo padre era pagano; sua madre, di cui gli atti dicono solo questa parola, era cristiana come sua figlia. Un santo sacerdote di nom e Gereber Géréberne Sacerdote e confessore di santa Dinfna, martirizzato insieme a lei. no, che viveva nei dintorni della loro dimora, le aveva battezzate entrambe e le sosteneva nella pratica della religione. Fin da giovane Dimpna diede le più belle speranze, e la sua virtù che si sviluppava in lei con gli anni annunciava già che avrebbe saputo, all'occorrenza, dare prova di un grande coraggio. Era dolce, modesta, piena di ritegno, di pudore, e cercava di piacere in ogni cosa solo a Dio e ai suoi genitori. Dimpna perse la madre in un'età ancora poco avanzata, e questa perdita, già così triste per il suo cuore, divenne per lei l'occasione di una grande e penosa tentazione.
La tentazione incestuosa
Dopo la morte della regina, il re, spinto dai suoi ufficiali, concepisce il progetto di sposare la propria figlia a causa della sua somiglianza con la madre.
In effetti, suo padre, che la morte della sposa aveva riempito di un profondo dolore, avendo in seguito formato il progetto di risposarsi, ordinò ai suoi ufficiali di fargli conoscere una persona i cui tratti potessero ricordargli colei che gli era stata così cara. Dopo lunghe e inutili ricerche nella contrada, vennero a trovarlo e, per un inconcepibile oblio di ogni pudore, gli consigliarono di sposare sua figlia Dimpna, i cui tratti di somiglianza con la madre erano sorprendenti.
Nonostante l'orrore che la natura ispira per simili alleanze, la corruzione e la grossolanità di quei popoli non le respingevano sempre: perciò non ci si stupisce che a metà nel vedere il re barbaro accettare la proposta dei suoi ufficiali. La giovane vergine fremette a questa parola e, nonostante tutte le istanze e tutte le promesse che le venivano fatte, dichiarò che non vi avrebbe mai acconsentito. Poiché i suoi rifiuti non facevano che irritare i desideri di suo padre, ella chiese quaranta giorni per riflettere. Il re vi acconsentì, non dubitando che, trascorso tale intervallo, ella si sarebbe arresa alle sue sollecitazioni; ma la pia Dimpna aveva nel cuore un pensiero ben diverso.
La fuga verso il continente
Sotto i consigli di Gereberno, Dimpna fuggì via mare e si stabilì nella solitudine di Gheel, vicino ad Anversa, per condurre una vita di preghiera.
Si recò subito dal santo sacerdote Gereberno, che continuava a guidarla nella virtù e nella pratica dei suoi doveri: lì, espose a quel venerabile anziano la situazione critica in cui la si voleva porre. Gereberno, fuori di sé nell'udirla parlare in tal modo, levò gli occhi al cielo e scongiurò il Signore di fargli conoscere la Sua volontà in un pericolo così pressante. Dio esaudì questa fervente preghiera del Suo servo e gli dichiarò che bisognava realizzare al più presto il progetto concepito dalla giovane vergine, e fuggire in un paese straniero dove avrebbe potuto servirLo senza ostacoli. Da quel momento, Dimpna fece, con estrema cautela, tutti i preparativi per la sua partenza: guadagnò un servitore di suo padre e sua moglie, che promisero di accompagnarla insieme al santo sacerdote Gereberno. Disposto ogni cosa, approfittarono di un momento favorevole e si misero in mare, abbandonandosi in mezzo ai flutti alla Provvidenza che aveva ispirato loro tale risoluzione. Essa non li abbandonò; dopo una felice traversata, approdarono non lontano dalle foci della Schelda, vicino ai luoghi in cui si trova oggi la città di Anversa. Essendosi messi subito a cercare un rifugio dove potessero riposarsi dalle loro fatiche, si fermarono a Gheel.
Questo paese era allora poco abitato: si vedevano quasi ovunque solo sterpaglie o boschi, in mezzo ai quali incontrarono una piccola chiesa dedicata a san Martino . Questo luo saint Martin Vocabolo della chiesa in cui fu ritrovato il corpo di san Firmino. go parve loro adatto: vi si fermarono, ed è lì che, da quel momento, il santo sacerdote Gereberno celebrò i divini misteri. A una certa distanza, costruirono, nel luogo chiamato Zemmale, una piccola ab itazion Zemmale Luogo di dimora di santa Dinfna vicino a Gheel. e, dove vissero per lo spazio di tre mesi tra preghiere, digiuni e la pratica di tutte le virtù.
L'inseguimento e la scoperta
Il re ritrova le tracce dei fuggitivi grazie all'uso di monete straniere in una locanda di Westerloo.
Tuttavia il padre di Dimpna fu presto avvertito della fuga precipitosa di sua figlia, e ne fu compreso dal dolore: subito inviò da ogni parte persone per cercare di scoprire dove si fosse nascosta; egli stesso, accompagnato da un gran numero di uomini armati, si mise al suo inseguimento e, imbarcandosi sulle sue navi, giunse presso le foci della Schelda dove alcuni indizi sembravano fargli sperare di trovare la fuggitiva. Ordinò allora a una parte dei suoi di disperdersi nel paese, come avevano fatto precedentemente in Bretagna, e di informarsi ovunque se sua figlia fosse apparsa nella contrada. Alcuni di loro, essendo arrivati in un villaggio chiamato Westerloo, abbastanza vicino a Westerloo Villaggio in cui il re ritrova le tracce di sua figlia. Zemmale, passarono la notte in una locanda, poi al mattino, al momento di partire, pagarono l'oste che li aveva ospitati. Questi, ricevendo dalle loro mani delle monete d'argento, le guardò con attenzione e osservò che erano del tutto simili ad altre monete che possedeva: questa riflessione colpì gli inviati che gli chiesero da chi avesse potuto ricevere una moneta straniera come quella. È, disse l'oste, da una giovane ragazza di Bretagna che conduce una vita solitaria e ritirata non lontano da qui, e che acquista con queste monete le cose necessarie alla vita. Queste parole non fecero che aumentare i sospetti degli ufficiali del re: lo interrogarono di nuovo sull'aspetto di questa persona, la sua età e i suoi tratti; l'oste rispose ancora a queste domande; aggiunse che era accompagnata da un venerabile vecchio, sacerdote, e da diverse altre persone; che del resto, se lo desideravano, avrebbe potuto condurli in poco tempo nel luogo in cui abitava. Gli inviati accettarono questa proposta con gioia e, avendo accompagnato la loro guida, giunsero in un luogo deserto, incolto, selvaggio, dove, in mezzo ad altre persone, scorsero Dimpna che conoscevano molto bene. Subito si affrettarono ad andare ad annunciare questa notizia al re, che si mise in cammino con le persone del suo seguito e si recò nel luogo indicato. Arrivato vicino a sua figlia, le rivolge a turno parole lusinghiere, rimproveri e promesse. «Cosa avete pensato, fuggendo così da vostro padre, e come avete potuto abbandonare il suo palazzo, per venire ad abitare questa solitudine spaventosa? Non sapete dunque quale posto vi è destinato nel mio regno? Forse che le parole di un vecchio decrepito e senza forza avrebbero turbato il vostro spirito al punto da farvi perdere di vista gli onori che vi attendono presso di me?»
Il duplice martirio
Il re fa massacrare Gereberno dai suoi soldati prima di decapitare egli stesso sua figlia Dympna, che si rifiutava di cedere ai suoi desideri.
Il venerabile sacerdote Gereberno, che era presente quando il re parlava in tal modo, non poté fare a meno di prendere la parola: «O re», gli disse, «come ha potuto la passione pervertire così i vostri pensieri? Come potete concepire progetti così contrari alla vostra gloria e alla virtù di vostra figlia? Ignorate dunque che la purezza è il più prezioso di tutti i tesori, che essa dona la saggezza ai giovani e la santità ai vecchi? Cessate di tenere un simile linguaggio, indegno di voi, non sollecitate oltre vostra figlia, essa persiste e persisterà sempre nel suo generoso proposito». Poi, rivolgendosi a Dympna, la esortò di nuovo a non ascoltare le proposte criminali che le erano state fatte.
Pieno di furore nell'udire questo discorso, il re fa afferrare il venerabile Gereberno dai suoi uomini che lo coprono di ingiurie e di colpi; e vedendo che egli continua a protestare ad alta voce contro una tale violenza, dà un segno, e i soldati lo abbattono senza vita. Dopo nuove insistenze che provocano nuovi e più energici rifiuti da parte di Dympna, il re si irrita, minaccia e dichiara a sua figlia che se non rinuncerà a seguire i folli pensieri che le ha suggerito quel miserabile vecchio, che ha appena pagato con la testa la sua audacia e la sua insolenza, essa stessa sentirà gli effetti della sua collera. «Padre mio», risponde Dympna, «non sperate di ottenere il mio consenso, non lo darò mai».
A queste parole, il re furioso ordina ai suoi uomini di ucciderla; ma essi non osano obbedire a un simile ordine dato nella collera. Vedendo la loro esitazione, egli afferra egli stesso la sua spada e, con un solo colpo, abbatte la testa di sua figlia, che cade ai suoi piedi bagnata nel suo sangue. Il corpo di Dympna e quello del venerabile Gereberno rimasero alcuni giorni esposti agli animali e agli uccelli da preda che li rispettarono; poi, dei pii abitanti del luogo li deposero nella terra. Più tardi, a causa dei miracoli che si operavano in quel luogo, il clero e il popolo cercarono i resti dei due martiri e li trovarono racchiusi in due tombe di una pietra estremamente bianca: il che apparve tanto più sorprendente in quanto tutte le pietre in quel paese sono nere. Forse Dio volle manifestare in questo modo quanto gli fosse stato gradito il sacrificio di questi due martiri della castità.
Culto e reliquie
I corpi dei martiri vengono ritrovati in sarcofagi miracolosi; le loro reliquie sono oggetto di bramosie e di traslazioni solenni.
Da allora si verificarono un gran numero di guarigioni straordinarie presso la tomba dei due Santi. Da ogni parte si accorreva per implorare la loro protezione. Fu allora che gli abitan ti di Xantes sul R Xantes sur le Rhin Città sul Reno i cui abitanti tentarono di sottrarre le reliquie. eno cercarono di impadronirsi di queste reliquie, per conservarle nel mezzo della loro città; ma, essendo stati sorpresi nel momento in cui le avevano appena prelevate, furono costretti a restituirle. I principali abitanti di Gheel pensarono allora di ingrandire la chiesa in cui era racchiusa la tomba e di collocare le reliquie di santa Dimpna in un reliquiario più bello. Ne fu preparato uno molto ricco, nel quale il vescovo di Cambrai traslò queste venerabili spoglie.
L'epoca precisa della morte di santa Dimpna non è nota. Gli autori variano sull'anno, che può essere collocato verso la metà della seconda parte del VI secolo. Per quanto riguarda il giorno, il manoscritto di Utrecht, che riporta la vita della santa, lo fissa al 30 maggio; ma è il 15 che la sua festa viene celebrata.
Il villaggio di Gheel crebbe notevolmente grazie al culto e ai miracoli di santa Dimpna. Vi si trovano in seguito una baronia, un ospedale e una chiesa che fu eretta a collegiata.
Patrocinio degli alienati
Santa Dimpna diviene la patrona degli ossessi e dei malati mentali, dando origine a una celebre istituzione a Gheel.
Santa Dimpna viene rappresentata mentre tiene un demone incatenato; ciò è dovuto alla sua fama nella liberazione degli ossessi e nella guarigione dalla follia e dall'epilessia; poiché ciò che per gli antichi era possessione, è considerato follia o epilessia dai moderni. A questo titolo, è stata istituita a Gheel, sott o il suo patroci maison d'aliénés Istituzione celebre per la cura dei malati mentali sotto il patrocinio della santa. nio, una casa per alienati, celebre in Belgio quanto Bicêtre da noi: questa casa esiste da tempo immemorabile.
Se ci si chiede perché si invochi santa Dimpna per gli ossessi, gli alienati o gli epilettici, troviamo facilmente il motivo di questo patrocinio nell'atto insensato di suo padre che, al suo progetto di incesto, aggiunse l'omicidio: per un accostamento facile da concepire, è venuto naturalmente in mente al popolo di invocare contro la follia colei che era stata vittima del furore e della demenza di suo padre.
Fonti bibliografiche
Il racconto si basa sui lavori dell'abate Destombes riguardanti le vite dei santi di Cambrai e di Arras.
Abbiamo tratto questa Vita dalle Vies des Saints de Cambrai et d'Arras, dell'abate Destombes.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Battesimo segreto impartito dal sacerdote Gereberno
- Morte della madre cristiana
- Rifiuto del progetto di incesto del padre
- Fuga via mare verso Anversa e poi Gheel
- Vita eremitica di tre mesi a Zemmale
- Scoperta dagli inviati del re grazie alla moneta
- Decapitazione per mano del proprio padre
Miracoli
- Ritrovamento dei corpi in tombe di pietra bianca miracolosa
- Guarigioni straordinarie di alienati e posseduti sulla sua tomba
- Rispetto dei corpi da parte degli animali da preda dopo il martirio
Citazioni
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Padre mio, non sperate di ottenere il mio consenso, non lo darò mai.
Testo fonte, risposta al re