16 maggio 6° secolo

Sant'Eman

Martire nel territorio di Chartres

Festa
16 maggio
Morte
16 mai vers l'an 560 (martyre)
Epoca
6° secolo

Originario della Cappadocia, Eman viaggia a Roma, Milano e Autun prima di essere inviato da una visione divina a evangelizzare il territorio di Chartres nel VI secolo. Ordinato sacerdote, fonda una chiesa a Illiers (Siberue) dove conduce una vita apostolica segnata dai miracoli. Muore martire, massacrato dai briganti con i suoi compagni Maurilio e Almairo verso l'anno 560.

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Sezioni di lettura: 7

SANT'EMAN, MARTIRE NEL TERRITORIO DI CHARTRES

Vita 01 / 07

Origini e vocazione

Originario della Cappadocia, Eman lascia la sua patria per l'Occidente al fine di venerare le tombe dei martiri ed evangelizzare.

San Nettario, vescovo di Autun, avendo fatto un viaggio a Milano per riportarne delle reliquie dei santi Nazario e Celso, incontrò alla loro tomba un uomo di Dio come lui, e come lui pio pellegrino: si chiamava Eman e ven Eman Sacerdote e martire di origine cappadoce, apostolo della regione di Chartres. iva da una contrada lontana dal profondo della Ca ppadocia. Cappadoce Regione di origine della sede vescovile di Teodoreto. Fin dalla sua più tenera infanzia, nutrita di fede e di pietà, la sua bella anima, forte e generosa quanto pura e candida, vera sorella degli angeli, si volse verso Dio; e più tardi, né i primi fuochi dell'adolescenza, né gli ardori troppo spesso tempestosi della giovinezza poterono turbarne la calma, o appannarne la freschezza. Ancora nel fiore della giovinezza, egli sente, come un nuovo Abramo, un'ispirazione segreta che gli dice di lasciare la terra della patria e di camminare verso l'Occidente, per andare a venerare le tombe dei Martiri, attingervi sante e grandi ispirazioni per lavorare alla gloria di Dio, e guadagnare anime con il suo esempio e con la sua parola.

Missione 02 / 07

Soggiorno a Roma e Milano

Eman studia a Roma sotto la protezione del Papa, poi si reca a Milano per onorare san Nazario prima di essere guidato verso Autun.

Il giovane pellegrino diresse dapprima i suoi passi verso Roma. Con quale venerazione e con quale amore toccò il suolo della città santa! Il Sommo Pontefice volle vederlo, lo ricevette e lo intrattenne con paterna bontà. Trovando in lui fin da questo primo incontro l'anima di un Santo, di un sacerdote, di un apostolo, desiderò arruolarlo nella milizia clericale e gli fece iniziare gli studi necessari. Il giovane cappadoce obbedì alla voce del vicario di Gesù Cristo come a Gesù Cristo stesso. Si mise al lavoro e fece progressi così rapidi, così meravigliosi, che presto a Roma non si parlò che della sua scienza, come già non si parlava che della sua virtù.

Dopo un soggiorno di sette anni a Roma, Eman, che aveva sentito parlare dei numerosi prodigi che Dio operava a Milano per l'intercessione di san Nazario, concepì un vivo desiderio di andare a pregare presso il miracoloso sepolcro. Arrivò presto nella città, oggetto di tutti i suoi voti. Non vi scelse altra dimora che la chiesa dove riposava il corpo del glorioso Martire. È lì che trascorse due anni, conducendo una vita che teneva più dell'angelo che dell'uomo; lì che, nelle sue comunicazioni intime con Dio, ebbe una visione c elest Autun Diocesi borgognona legata alla sepoltura del santo. e e fu ispirato ad andare ad Au tun a pregare an saint Symphorien Martire di Autun sotto il cui patrocinio è posto il monastero. che sulla tomba di san Sinforiano dove, per diffondere sempre più e confermare la fede nascente dei popoli barbari recentemente stabiliti nelle Gallie, il divino Maestro voleva, come presso quella di san Nazario, operare numerosi miracoli.

La Provvidenza dispose dei rapporti tra lui e san Nettario che stava per tornare ad Autun. I due pellegrini, vedendosi alla tomba del martire di Milano, avevano saputo presto comprendersi e apprezzarsi: furono dunque incantati di poter fare strada insieme.

Contesto 03 / 07

La tappa di Autun

Ad Autun, scopre una comunità che segue la regola di san Basilio e si interroga sulle sue possibili origini galliche.

Ritrovando ad Autun dei discepoli, figli del vescovo di Cesarea, credette di ritrovarvi la sua patria assente. San Eman apprese con un fremito di gioia che i religiosi che officiavano nell'abbazia d i Saint-Symphorien seguiva abbaye de Saint-Symphorien Abbazia che ha accolto le spoglie di Ardaing. no la regola di san Basilio, suo compatriota.

Forse il giovane pellegrino trovava anche un interesse del tutto particolare nel visitare la Gallia. Questa contrada non sarebbe stata la culla dei suoi antenati? Poiché poteva benissimo essere di origine galata, dato che portava lo stesso nome di quel capo gallico, l'Allobrogo Eman, che, secondo Giustino, faceva parte della grande spedizione di Belloveso. E gli Umbri, popolo del Milanese, condotti in quella stessa spedizione in Asia, non erano forse fratelli degli Edui? Il vivo interesse con cui Eman visitava Milano e Autun era dunque forse al contempo religioso e patriottico. Non ritrovava forse in queste due città il ricordo e la terra degli avi? La memoria dei Santi e la memoria della patria non parlavano forse entrambe al suo cuore!

Missione 04 / 07

Prima missione nel territorio di Chartres

Avvertito da una visione, parte per predicare a Chartres sotto il regno del re Teodeberto, dove opera numerose conversioni.

Dio non lasciò che il suo servo godesse a lungo della felicità del pio ritiro di Autun, dove la sua mano lo aveva condotto. L'epoca in cui doveva chiamarlo a nuove peregrinazioni e mettere il suo coraggio a nuove prove era giunta. Ecco infatti che in una visione, durante il sonno della notte, Eman udì una voce che gli diceva: «Parti per Chartres e va' a predicare la paro la divin Chartres Città episcopale del santo. a alle popolazioni di quelle contrade. È lì che il cielo ti chiama: parti all'istante e non temere nulla». Subito si alzò, si mise in cammino e arrivò presto, non più come pellegrino, ma piuttosto come apostolo, nel luogo designato.

Appena giunto nel territorio di Chartres, si mise a predicare per obbedire agli ordini del cielo e all'impulso del suo zelo. Dio secondò i suoi sforzi e li ricompensò dandogli la consolazione, ben cara a un apostolo, di operare numerose conversioni. Era l'unica a cui ambisse, perché si confondeva con la gloria del divino Maestro. «Ciò», dice il biografo, «accadeva sotto il grande re Teodeberto, al quale gli interessi della reli gione non erano meno grand roi Théodebert Re d'Austrasia, figlio di Teodorico I. cari di quelli del regno» (534-548).

Eman trascorse due anni a Chartres, e il suo soggiorno in quella città fu segnato da diversi fatti meravigliosi.

Vita 05 / 07

Prova e ordinazione

Di ritorno ad Autun, viene ingiustamente imprigionato prima di essere liberato da un miracolo e ordinato chierico dal vescovo Nettario.

Tuttavia, la grande festa di san Sinforiano si avvicinava. Eman volle andare almeno un'altra volta a pregare presso quella tomba cara che i nostri padri circondavano di una venerazione, di un amore e di una fiducia di cui a stento riusciamo a farci un'idea in questo secolo a metà cristiano.

Partì dunque per Autun e rivide con felicità quella città, quell'abbazia, quella basilica dove lo chiamavano affettuosi ricordi, dove aveva lasciato la parte più grande della sua anima. Lì, come all'epoca del suo primo pellegrinaggio, passava le notti in preghiera nella chiesa del Martire e attirava l'ammirazione universale. Dio manifestò di nuovo la santità del suo servo, dandogli il potere di scacciare i demoni dal corpo degli ossessi; ma allo stesso tempo, per far risplendere e purificare sempre più la sua virtù, lo mise a una prova assai dura. Qualche vile calunniatore, spinto senza dubbio da un'odiosa gelosia, lo infangò, a quanto pare, presso Nettario; riuscì persino a prevenire contro di lui il santo vescovo al punto da farlo gettare in un carcere oscuro e infetto. Il pio pellegrino si lasciò condurre, senza aprire bocca per lamentarsi, in quel luogo d'orrore. Lì si mise in ginocchio, adorò i disegni di Dio e pregò come il Salvatore del mondo per i suoi ciechi nemici. Ma ecco che all'improvviso l'orribile prigione fu inondata da una luce sfolgorante e inebriata dal più soave profumo.

Allo stesso tempo la porta si aprì da sola; ma l'arcidiacono Eufronio, che attribuiva probabilmente questo prodigio a qualche potere magico, la richiuse subito. Si aprì di nuovo fino a tre volte. Tuttavia il venerabile vescovo, informato di ciò che stava accadendo, riconobbe il dito di Dio; e vedendo che Eman era stato indegnamente calunniato, andò a gettarsi ai suoi piedi, gli chiese perdono, lo onorò da quel momento con una stima e lo circondò di una venerazione più grande che mai. Di più, per testimoniargli tutto il valore che attribuiva al suo merito, lo pressò vivamente affinché volesse acconsentire a entrare nel clero. L'umile servo di Dio, che fino ad allora non aveva osato accettare il santo ministero degli altari, vi acconsentì infine nel timore di andare contro la volontà divina resistendo alle istanze del pontefice. Pensava anche che l'eminente qualità di ministro di Gesù Cristo sarebbe stata per lui un motivo in più per esercitare il suo zelo, e allo stesso tempo un mezzo nuovo per fare il bene. Prostrato davanti al santo vescovo di Autun, ricevette dunque da lui la corona dei chierici e un'affettuosa benedizione.

Fondazione 06 / 07

Fondazione a Siberue

Dopo una visione di sant'Eusebio di Vercelli e la sua ordinazione sacerdotale a Orléans, fonda una chiesa nel villaggio di Siberue.

Nettario sperava senza dubbio di poterlo trattenere nella sua diocesi; ma Dio aveva disposto diversamente e non tardò a manifestare la sua intenzione. Improvvisamente, nel mezzo del silenzio e delle tenebre della notte, appare a Eman, che stava prendendo qualche istante di sonno, un venerabile vescovo adornato di paramenti più bianchi della neve e accompagnato da un adolescente dal volto angelico. «Alzatevi», gli disse, «e tornate a Chartres. Da lì vi recherete al villaggio chiamato Siberue, e io vi mostrerò il luogo dove dovete costruire una chiesa. È lì che annuncerete la parola di Dio, che eserciterete il ministero apostolico e che d'ora in poi fisserete la vostra residenza fino al giorno in cui Dio coronerà la vostra vita con un glorioso martirio». — «Qual è il vostro nome, chiese Eman, o voi che mi annunciate un così bel destino, da tempo oggetto di tutti i miei voti?» — «Io sono, rispose il misterioso personaggio, Euse bio, un tempo vescovo di Vercelli». Eusèbe, autrefois évêque de Verceil Amico intimo di Emiliano e difensore della fede. E a queste parole, la visione scomparve. Eman si svegliò subito, rese grazie a Dio e, dopo aver fatto un'ultima preghiera sulla tomba di san Sinforiano, si affrettò a partire per il paese dove il cielo lo richiamava: felice di portare con sé la certezza di andare presto a rivedere in cielo il venerabile pontefice e l'amabile adolescente, probabilmente san Sinforiano, che gli erano apparsi.

Arrivato a Orléans, il nostro santo levita, persuaso che il sacerdozio gli fosse indispensabile per lavorare più efficacemente alla salvezza delle anime, andò a trovare il vescovo di quella città per comunicargli il suo progetto. Questi, colpito dall'aria di santità che si notava in Eman, lo accolse con una benevolenza mescolata a rispetto, lo apprezzò sempre di più man mano che lo conosceva meglio; e vedendo che era un apostolo che il cielo gli inviava, acconsentì presto alla sua richiesta. L'uomo di Dio, fortificato ancora dalla grazia del sacerdozio, pieno di un nuovo zelo per la salvezza delle anime e di una nuova ardore per il martirio, si recò incontinente a Chartres e di lì nel luogo dove la visione notturna lo aveva chiamato, vi costruì una chiesa, vi si dedicò con infaticabile attività a tutti i lavori del ministero pastorale e dell'apostolato, in attesa della palma che gli era stata promessa. È allora che gli accaddero diverse avventure che mostrano allo stesso tempo la sua carità, la sua inalterabile dolcezza e la protezione di cui Dio lo circondava.

— Un giorno, essendo stato invitato da Bladiste, un grande signore della contrada, credette di dover accettare, sacrificando, sebbene a malincuore, il suo amore per l'umiltà, la mortificazione e il ritiro, a un dovere più imperioso. Poiché la strada era lunga, fu obbligato a fermarsi, tornando, in una casa per passarvi la notte. Non sapendo dove mettere il suo cavallo, fece un segno di croce su di lui e lo lasciò pascolare in libertà e alla custodia di Dio sul prato vicino. Ora, uno dei convitati di Bladiste, chiamato Abbon, vile parassita, cupido quanto povero, si impadronì dell'animale, vi montò sopra, ma non poté allontanarsi. Eman finse di credere che il ladro avesse bisogno del suo cavallo, lo pregò molto cortesemente di servirsene e finì persino per dargli di che comprare una scarpa nuova, affinché fosse meno tentato di rubare cavalli.

Dio, consacrando con numerosi prodigi che non riportiamo, l'eminente santità del suo servitore, finiva di impiantare la fede nelle popolazioni delle campagne; poiché non ci voleva niente meno che lo spettacolo di virtù e di fatti straordinari per colpire quegli spiriti grossolani.

Martirio 07 / 07

Martirio e posterità

Eman viene massacrato da briganti nel 560. I suoi resti, inizialmente a Illiers e poi a Chartres, vengono profanati durante la Rivoluzione.

Tuttavia egli sospirava incessantemente per la palma del martirio che gli era stata promessa, come termine e ricompensa delle sue fatiche; ma sempre umilmente sottomesso alla volontà del divino Maestro, attendeva questo favore, oggetto dei suoi desideri, con una pazienza rassegnata e sempre più attiva, non pensando che a lavorare per rendersene degno. Infine giunse il momento segnato dalla Provvidenza. Un giorno andò a passeggiare con i suoi due compagni, i degni cooperatori del suo apostolato, in un bosco vicino alla sua umile dimora. Ora, vi era in quei luoghi una banda di briganti che da tempo desideravano attentare alla vita dell'uomo di Dio. Quella bocca che predicava la fede e la morale evangelica era loro odiosa.

Questi miserabili, avendo scorto Eman nel cuore della foresta cupa e deserta, credettero l'occasione favorevole per eseguire il loro orribile progetto. Uscirono dunque subito dal loro covo e corsero verso di lui brandendo le spade. A questa vista, il Santo si avanzò con aria dignitosa e calma incontro a loro e li invitò con dolcezza ad abbandonare la via del crimine per abbracciare la legge di Gesù Cristo. Ma queste parole di pace e di salvezza, lungi dal disarmare i briganti, barbari seguaci dell'antico druidismo, non fecero che infiammare maggiormente il loro furore omicida. «È da troppo tempo che predichi: muori». E a queste parole, lo massacrarono insieme ai suoi collaboratori, il 17 delle calende di giugno (16 maggio), verso l'anno 560. Gli angeli vennero a raccogliere le anime dei martiri e le accompagnarono in cielo.

È così che per i soldati di Gesù Cristo il giorno della morte diventa il giorno del trionfo. Con quale felicità Eman prese posto in mezzo a quei martiri di Roma e a quei martiri di Milano di cui era andato a venerare le reliquie; accanto a san Sinforiano, sulla cui tomba aveva così spesso trascorso i giorni e le notti, chiedendo a Dio lo stesso coraggio, la stessa sorte, la stessa ricompensa! La sua preghiera era esaudita: possedeva la corona eterna. Il suo corpo e quello dei suoi due compagni, Maurilio e Almairo, martirizzati co n lui, furono inumati a Islaris-Cella (Illiers) Luogo della prima sepoltura di San Eman. Islaris-Cella (Illiers) da alcuni religiosi; e fino a questo giorno, dice il biografo, il Dio onnipotente non ha cessato di operare miracoli sulla tomba di questi tre fedeli servitori morti per la sua causa. Molti anni dopo, i preziosi resti di sant'Eman furono trasportati a Chartres nella chiesa di San Maurizio fuori le mura, dove divennero oggetto della venerazione pubblica. «All'epoca delle grandi perturbazioni che segnarono la fine del XVIII secolo, dice il Proprio di Chartres, le ceneri sacre di sant'Eman furono violate e gettate al vento. La cappella che la fede dei nostri padri gli aveva eretto è consacrata a usi profani.

Acta Sanctorum; Culte de saint Symphonien, di M. Dinet. Propre de Chartres.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Partenza dalla Cappadocia verso l'Occidente
  2. Soggiorno di sette anni a Roma e studi clericali
  3. Soggiorno di due anni a Milano presso la tomba di san Nazario
  4. Incontro con san Nettario e viaggio ad Autun
  5. Predicazione nella regione di Chartres sotto il re Teodeberto
  6. Imprigionamento e miracolo della luce ad Autun
  7. Ordinazione sacerdotale dal vescovo di Orléans
  8. Costruzione di una chiesa a Siberue (Illiers)
  9. Martirio per mano di briganti in una foresta

Miracoli

  1. Liberazione miracolosa da una prigione ad Autun con luce sfolgorante e odore soave
  2. Apertura spontanea delle porte della prigione per tre volte
  3. Potere di scacciare i demoni dagli ossessi
  4. Immobilizzazione del ladro Abbone sul suo cavallo

Citazioni

  • Coloro che, con i loro insegnamenti e i loro esempi, istruiscono gli altri sulle vie della giustizia, saranno come stelle per tutta l'eternità. Daniele, xii (citato in epigrafe)
  • È troppo tempo che predichi: muori Parole dei briganti prima del martirio

Entità importanti

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