Nobile romana del III secolo, Basilla si convertì segretamente al cristianesimo sotto l'influenza di santa Eugenia e di papa Cornelio. Rifiutando di onorare il suo fidanzamento con il nobile Pompeo per consacrare la sua verginità a Cristo, fu denunciata e condannata dall'imperatore Gallieno. Morì decapitata dopo aver affermato la sua fede davanti al Senato.
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SANTA BASILLA, VERGINE E MARTIRE
Origini e prima educazione
Proveniente da una famiglia senatoriale romana sotto il regno di Gallieno, Basilla è promessa sposa a Pompeo prima di perdere i genitori ed essere affidata al cristiano Eleno.
III secolo. — Regno di Gallieno. Era romana, discendente dagli imperatori, e figlia di uno dei principali senatori di quella città, padrona del mondo. I suoi genitori, essendo pagani, l'avevano educata secondo le superstizioni del paganesimo, e promessa sposa fin da giovane a un signore illustre quanto lei, di nome Pompeo. Ma accadde, per una condotta ammirevole della divina Provvidenza, che morissero entrambi poc o dopo. Basille Vergine e martire romana del III secolo. Basilla ebbe come tutore un cristiano segr eto, di Hélénus Vescovo che battezza Eugenia e i suoi compagni. nome Eleno, che le fece conoscere l'empietà del culto dei falsi dei e le ispirò un grande desiderio di servire Gesù Cristo.
Conversione e battesimo
Sotto l'influsso di santa Eugenia e dei suoi servitori, Basilla viene istruita nella fede cristiana e battezzata da papa Cornelio, facendo voto di verginità.
In quello stesso tempo, l'ammi rabile santa E sainte Eugénie Compagna di fede e di martirio di Basilla. ugenia, di cui parleremo il 23 settembre, giunse a Roma con san Proto e san Giacinto, suoi servitori, dopo che suo padre, Filippo, governatore d'Egitto, era stato martirizzato ad Alessandria; Basilla, essendone informata, le mandò a dire, tramite un intermediario fedele, che desiderava ardentemente essere istruita da lei nel cristianesimo, e che la pregava vivamente di darle le sue istruzioni per lettera, poiché, essendo sorvegliata dal suo fidanzato e da quelli della sua casa, non poteva, senza pericolo, andarla a trovare. Eugenia, considerando che le lettere erano molto più deboli della parola, le inviò i suoi eunuchi, ai quali essa stessa era debitrice della sua conversione, e le fece sapere che poteva avere piena fiducia in loro. In effetti, essi le parlarono con tanta forza, e l'istruirono così perfettamente su tutti i punti della nostra religione, che essa non volle più differire il ricevere il santo battesimo. San C ornelio, che oc Saint Corneille Papa che istruì e battezzò Basilio. cupava molto degnamente la cattedra di san Pietro, si recò nella sua casa, terminò di istruirla, la rigenerò in Gesù Cristo e le ispirò tanta stima per la castità, che essa risolse anche di non avere mai altro sposo che Colui la cui alleanza consacra, purifica e perfeziona le vergini.
Così, per un medesimo sacramento, divenne figlia e sposa di Gesù Cristo, e si sentì talmente infiammata del suo amore, che avrebbe desiderato spargere fin da allora tutto il suo sangue per la confessione della sua divinità.
Apostolato e vita comune
Basilla ed Eugenia si uniscono per convertire le donne della nobiltà romana, ricevendo al contempo la rivelazione del loro futuro martirio.
Il cristianesimo avendola legata molto strettamente a sant'Eugenia, esse iniziarono a lavorare insieme, con grande coraggio, per attirare dame e fanciulle romane alla fede, e il loro zelo ebbe tanto successo che san Cornelio e i sacerdoti della Chiesa erano estremamente occupati a battezzare le persone che esse convertivano. Fuori da questo impegno di pietà, esse erano in un'orazione continua, al fine di meritare, con i loro gemiti e le loro lacrime, la rovina dell'idolatria e il cambiamento di questa grande città, «la quale», come dice san Leone, «si era fatta una religione di non respingere alcuna superstizione».
In uno di questi colloqui con Dio, Eugenia ebbe rivelazione che Basilla sarebbe stata presto martire, e Basilla ebbe rivelazione che Eugenia lo sarebbe stata pure, cosa che esse si comunicarono subito, al fine di non privarsi del più grande motivo di gioia che potessero avere in questa vita.
Denuncia e conflitto
Denunciata da una serva, Basilla rifiuta di vedere il suo fidanzato Pompeo, affermando la propria indipendenza e la propria fede nonostante le pressioni sociali.
Valerian Valérien Imperatore romano sotto il cui regno avvenne il martirio. o e Gallieno erano allora imperatori, e poiché la loro vita corrotta dava loro una particolare avversione per il cristianesimo, che ne era la condanna, avevano emanato editti molto severi per sterminare coloro che ne facevano professione (257). Ciò fece credere a una serva di Basilla che avrebbe guadagnato qualcosa denunciando la sua padrona e accusandola di essere cristiana; andò dunque a trovare Pompeo, il suo fidanzato, e gli disse: «che era invano che sperava di sposare Basilla, se non ne diventava prontamente il padrone. I cristiani si erano già impadroniti del suo spirito, e, da quel momento, non pensava più né ai beni, né ai piaceri, né agli ornamenti del corpo, né al matrimonio; Eleno, il suo tutore, era d'accordo con lei, ed era per questo che aveva sempre rimandato il suo matrimonio; Proto e Giacinto, eunuchi di Eugenia, erano venuti a trovarla e l'avevano resa esperta nei sortilegi di questa setta; infine, aveva un legame molto stretto con Eugenia, figlia di Filippo, e non risparmiavano nulla, l'una e l'altra, per attirare ogni sorta di persone alla religione del Crocifisso».
Pompeo, apprendendo queste notizie, ne fu estremamente sorpreso; andò dapprima a trovare Eleno, tutore di Basilla, per fargli le sue rimostranze e intimargli di fargli vedere la sua fidanzata. Eleno, per sbarazzarsene, gli disse molto saggiamente che il diritto della sua tutela era finito, avendo Basilla raggiunto l'età della maggiore età. Se Basilla avesse acconsentito a vederlo e a sposarlo, ne era perfettamente libera: ciò riguardava lei. Irritato da questa risposta, Pompeo corre da Basilla e ordina al portinaio di annunciarlo. Basilla gli fece rispondere: «Per vedervi, ascoltarvi e ricevere la vostra visita, mi occorrerebbe un motivo; non ne ho alcuno», lasciando intendere che trovava poco conveniente questa richiesta di un colloquio privato con una giovane vergine, che lo sguardo stesso di un uomo non deve raggiungere.
Non tenteremo di descrivere il turbamento del giovane Pompeo davanti a una tale risposta. Egli protesta che giustizia gli sarà resa. Ma, prima di far valere ad alta voce tutti i suoi diritti, vuole sferrare un ultimo colpo al cuore di Basilla, inviandole abili matrone incaricate di scuotere la sua risoluzione.
Insegnamento alle matrone
Basilla converte le matrone inviate per distoglierla dalla sua fede attraverso un discorso sulla superiorità dello sposo celeste e la divinità di Cristo.
Basilla tenne loro questo discorso:
« Tra un saggio e uno stolto, vi è questa differenza: che lo stolto non sa né respingere i mali reali, né ricercare i veri beni, mentre il saggio è sempre alla ricerca del bene per giungere al meglio. Se accogliere il mio fidanzato mortale è un bene, scegliere uno sposo immortale è cosa migliore. Tutta la mia felicità consiste nel consacrargli la mia verginità. L'ho deciso, e non saranno le vane promesse del secolo a scuotere il mio coraggio. Le gioie del tempo sono nulla ai miei occhi; le paragono a quei fiori primaverili che, appena sbocciati, appassiscono e cadono. Dunque, coloro tra voi che amano la sapienza prestino orecchio alle parole della mia bocca; perseguano non solo ciò che è bene, ma ciò che è meglio, e, in un generoso disprezzo per le cose periture, aspirino solo a quelle eterne. Non appoggiamoci all'uomo; confidiamo in Dio, che ha inviato dal cielo sulla terra il suo glorioso Figlio unigenito, per insegnarci ad amarlo, a rendergli amore per amore. Lì è la vita, e ciò che il mondo chiama morte è il felice passaggio alla vita vera. Non ignorate chi sia colui che amo: è Gesù Cristo, il Figlio di Dio e il Figlio di Maria, gloriosa madre rimasta vergine! È disceso Dio nel suo seno per farsi uomo, e, appena nato, eccolo adorato come un re. Se ha servito come discepolo, ha insegnato come maestro. Se è stato tentato come debole, ha vinto come onnipotente. È stato venduto come schiavo, ma ha riconquistato la sua libertà come Signore sovrano. Lo si guardava come profeta, ed egli era il Cristo! Ha sofferto come un criminale; è morto come uomo, ma è risorto come Dio. E, per affermare la fede nella sua divinità, è salito al cielo alla presenza di numerosi testimoni. E coloro che lo hanno visto salire, confermando la loro testimonianza con le opere, hanno ridato la vista ai ciechi, la salute ai malati, scacciato i demoni, guarito i lebbrosi, resuscitato i morti. Ecco le grandi cose divinamente compiute in favore dell'uomo; ecco il prezzo che Dio attribuisce alle nostre anime e di quale amore le ha amate!»
Queste parole di Basilla infiammarono d'amore per Gesù Cristo tutte quelle matrone, giunte a lei con tutt'altro intento. Non volevano più lasciare Basilla, e nessuna di loro acconsentì a portare la risposta a Pompeo.
Giudizio e martirio
Dopo una denuncia di Pompeo al Senato, l'imperatore Gallieno condanna Basilla a morte; ella viene decapitata dopo aver riaffermato la sua unione con Cristo.
Disperato per questo silenzio, egli si recò al Senato, dove presentò grandi lamentele: innanzitutto contro tutti i cristiani che disprezzavano gli dei dell'impero e lo ponevano, diceva, sull'orlo della rovina, impedendo i matrimoni e l'onesta generazione dei figli, senza la quale gli eserciti, le città e le repubbliche non possono sussistere; in seguito, rivolse le sue lamentele contro Basilla, la quale, essendogli stata promessa fin dall'infanzia, rifiutava di sposarlo dopo aver atteso così a lungo che fosse in età, e dopo aver respinto nel frattempo altri partiti assai considerevoli che si erano presentati. Il Senato fu toccato dalle sue preghiere e dalle sue lacrime, e una parte dei senatori si unì a lui per andare a trovare l'im peratore Gallieno l'empereur Gallien Imperatore romano associato al regno di Valeriano. e chiedergli giustizia. L'imperatore, che era già pieno di odio contro i cristiani, non ebbe difficoltà ad accordare loro ciò che chiedevano. Condannò Basilla a ricevere il suo fidanzato o a perire di spada. Vi aggiunse pene severissime contro chiunque avesse nascosto un cristiano nella propria casa. In conseguenza di questa sentenza, fu detto a Basilla di scegliere tra la mano del suo fidanzato e la morte. Ella non esitò; rispose: «Ho un fidanzato, che è il Re dei re, Gesù Cristo, Figlio di Dio. Non posso preferirgli un fidanzato mortale, per il beneplacito di un re della terra. Ciò che è terribile, è cadere nelle mani del vero Re, del Dio vivente!». Dopo queste parole, fu presa dal carnefice che, troncandole la testa, diede modo alla sua anima di volare tutta pura nel seno di Gesù Cristo, che ella aveva preferito a tutte le cose del mondo.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Fidanzamento con il signore Pompeo
- Conversione al cristianesimo per opera del suo tutore Eleno e degli eunuchi di Eugenia
- Battesimo da parte di papa san Cornelio
- Apostolato presso le dame romane con santa Eugenia
- Denuncia da parte di una serva
- Rifiuto di sposare Pompeo davanti al Senato e all'imperatore
- Decapitazione
Miracoli
- Rivelazione reciproca del suo futuro martirio con santa Eugenia
- Conversione improvvisa delle matrone romane grazie al suo discorso
Citazioni
-
Se accogliere il mio fidanzato mortale è bene, scegliere uno sposo immortale è cosa migliore.
Discorso alle matrone -
Ho un fidanzato, che è il Re dei re, Gesù Cristo, Figlio di Dio. Non posso preferirgli un fidanzato mortale.
Risposta alla condanna a morte