San Bernardino da Siena
Francescano
Francescano, Predicatore evangelico, Tromba del cielo
Membro dell'illustre famiglia Albizeschi, Bernardino da Siena fu un importante predicatore francescano del XV secolo, celebre per aver propagato la devozione al Santissimo Nome di Gesù. Dopo aver servito gli appestati e riformato l'ordine francescano, percorse l'Italia, pacificando le fazioni e rifiutando diverse sedi vescovili per umiltà. Morì all'Aquila nel 1444, lasciando un'importante opera teologica e una reputazione di taumaturgo.
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SAN BERNARDINO DA SIENA, FRANCESCANO
Origini e prima educazione
Bernardino nasce nel 1380 a Massa in un'illustre famiglia di Siena e perde i genitori in tenera età, venendo cresciuto dalla zia Diana in una grande pietà.
Un giorno si insisteva con Giovanni d'Avila, l'apostolo dell'Andalusia, affinché desse delle regole per insegnare l'arte della predicazione. Non conosco, rispose, altra arte che l'amore di Dio e lo zelo per la sua gloria. Era solito dire ai giovani ecclesiastici che una parola pronunciata da un uomo di preghiera valeva più di discorsi eloquenti.
Questo degno discepolo di san Francesco nacque a Massa l'8 settembre 1380. Apparteneva alla famiglia degli Albizeschi, una delle più illustri della repubblica di Siena. La morte gli tolse la madre quando aveva appena tre anni. Suo padre, che era primo magistrato della città di Massa, morì anch'egli prima che avesse raggiunto il settimo anno di età.
La cura della sua educazione fu affidata a una delle sue zie di nome Diana. Era una donna virtuosa che gli ispirò una tenera pietà verso Dio e una devozione particolare verso la santa Vergine. Lo amò sempre come un figlio proprio. Come, infatti, indipendentemente dai legami di sangue, non amare un bambino che aveva tante belle qualità? Il giovane Bernardin Bernardin Santo francescano la cui canonizzazione attirò Diego a Roma. o era modesto, dolce, umile, pio; faceva le sue delizie della preghiera e della visita alle chiese; la sua devozione lo portava soprattutto a servire la messa. Poiché era dotato di una memoria ammirevole, ripeteva ai suoi compagni i discorsi di pietà che aveva ascoltato, e ciò con tanta fedeltà quanta grazia. Fin dai suoi primi anni, mostrava una grande compassione per i poveri. Ecco un fatto.
Un giorno sua zia rimandò un povero senza dargli nulla, perché c'era solo un pane in casa per il pranzo di tutta la famiglia. Bernardino ne fu sensibilmente toccato e disse alla zia: «Per l'amor di Dio, diamo qualcosa a questo pover'uomo, altrimenti non potrò né pranzare, né cenare oggi. Preferisco fare a meno di pranzare che far digiunare questo povero». La zia fu singolarmente toccata dalle sue parole; ne prese occasione per esortare il nipote alla pratica di tutte le virtù cristiane, e anche a quella del digiuno, per quanto la debolezza della sua età potesse permetterglielo. Bernardino si abituò a digiunare tutti i sabati in onore della santa Vergine, e conservò questa pia consuetudine per il resto della sua vita.
Studi e virtù di purezza
Inviato a Siena per i suoi studi, si distinse per la sua intelligenza e per una difesa intransigente del pudore, arrivando a correggere fisicamente gli impudenti.
All'età di undici anni, i suoi zii paterni lo fecero venire a Siena e lo affidarono alla guida dei più abili maestri. Questi non si stancavano mai di ammirare la penetrazione e la bellezza dello spirito del loro discepolo; ma ammiravano soprattutto la sua docilità, la sua modestia e la sua virtù.
Il suo amore per la purezza era straordinario. Se gli capitava di udire una parola che ferisse anche minimamente questa virtù, testimoniava con il rossore del suo volto il dolore che ne provava. Sebbene fosse naturalmente educato, compiacente e rispettoso verso tutti, non era più padrone di sé non appena un discorso indecente colpiva le sue orecchie. Un uomo di qualità, avendo pronunciato davanti a lui una parola licenziosa, fu ripreso in modo un po' sbrigativo, ma perdonabile in un fanciullo, tanto che gli diede un pugno sotto il mento così forte che il rumore risuonò per tutta la piazza in cui avveniva il fatto. Il nobile libertino, divenuto lo zimbello degli spettatori, si ritirò confuso. Ma questo rimprovero lo colpì così vivamente che prese da quel momento la risoluzione di correggersi. Effettivamente, vegliò così bene sulla sua lingua che, per tutto il resto della sua vita, non ricadde più nella stessa colpa. Avendo sentito predicare Bernardino diversi anni dopo, non poté trattenere le lacrime, tanto fu viva l'impressione che si fece sulla sua anima.
Ciò che abbiamo appena detto non basta ancora a dipingere la purezza di Bernardino. La sua modestia era un freno che tratteneva i più dissoluti. Non si osava, in sua presenza, allontanarsi dalle leggi dell'onestà. Ogni conversazione libera cessava non appena egli appariva. «Silenzio», dicevano allora i più libertini, «ecco Bernardino». In queste occasioni, il Santo non si comportava in modo da rendere la virtù ridicola. Si notava in lui una certa aria di dignità che comandava il rispetto. Si trovò tuttavia un libertino che tentò di sollecitarlo al crimine; ma non ne ricavò che confusione dalla sua infame impresa. Bernardino, non contento di aver manifestato la sua indignazione al corruttore, animò talmente i suoi compagni contro di lui che lo inseguirono a colpi di pietra. La sua bellezza non gli fu mai pregiudizievole, perché vegliava continuamente su se stesso. Reclamava anche con fervore la protezione della santa Vergine, che si compiace di interessarsi presso Dio per le anime caste.
Quando ebbe terminato il suo corso di filosofia, si applicò allo studio del diritto civile e canonico; si mise poi a studiare la Sacra Scrittura con molto ardore. Le altre scienze gli divennero insipide, e non sentì più gusto che per quelle che potevano farlo crescere nell'amore di Dio e nella conoscenza dei suoi doveri.
Dedizione durante la peste
A 17 anni, si unisce a una confraternita ospedaliera e assume la direzione dell'ospedale della Scala durante la peste del 1400, salvando numerose vite a rischio della propria.
All'età di diciassette anni, entrò nella Confraternita dei disciplinati di Nostra Signora, stabilita a Sien a nell'ospedale del hôpital de la Scala Ospedale di Siena dove Bernardino prestò servizio ai malati di peste. la Scala, per servire i malati. Fu lì che iniziò particolarmente a domare il suo corpo con digiuni, veglie, cilici, discipline e molte altre austerità. Praticava soprattutto la mortificazione interiore della propria volontà; per questo era sempre umile, paziente, dolce e affabile verso tutti.
Nel 1400, quattro anni dopo il suo ingresso nell'ospedale, la peste, che aveva già desolato gran parte dell'Italia, colpì la città di Siena. Ogni giorno nell'ospedale morivano dalle diciotto alle venti persone. Tutti coloro che distribuivano ai pestilenti i soccorsi spirituali e corporali furono portati via in brevissimo tempo. Bernardino non perse affatto il coraggio; convinse dodici uomini a unirsi a lui per servire i malati. Questi generosi cristiani, dimenticando la cura della propria vita, affrontarono tutti gli orrori di una morte temibile. Il Santo, trovandosi incaricato di tutta la cura dell'ospedale, vi stabilì un ordine ammirevole. Sarebbe difficile esprimere le pene che si diede notte e giorno per alleviare e consolare, per quanto era in lui, coloro che avevano fatto ricorso alla sua carità. Dio lo preservò dal contagio del flagello, che cessò infine dopo essere durato quattro mesi.
Bernardino, esausto per le fatiche, tornò a casa. Lì fu colto da una febbre violenta che lo costrinse a letto per quattro mesi. Durante la sua malattia, edificò tanto con la sua pazienza e la sua rassegnazione, quanto aveva fatto con la sua carità. Appena ristabilito, riprese il suo antico modo di vivere. Rese grandi servizi, per lo spazio di quattordici mesi, a una sua zia chiamata Bartolomea: era una donna di rara pietà, che era diventata cieca e che, oltre a ciò, soffriva molto per diverse malattie.
Ingresso nell'Ordine di San Francesco
Dopo una visione di Cristo in croce, abbraccia la povertà assoluta ed entra tra i Francescani nel convento di Colombière nel 1402.
Dopo la morte di sua zia, il Santo si ritirò in una casa nel sobborgo di Siena, e si diede come clausura le mura del suo giardino: lì, raddoppiando il fervore, si applicò all'orazione e alla penitenza per conoscere la volontà di Dio su di lui. Un giorno, dunque, mentre effondeva il suo cuore davanti a un crocifisso, udì una voce che gli diceva: «Bernardino, tu mi vedi spogliato di tutto e attaccato a una croce per il tuo amore; bisogna dunque anche, se mi ami, che tu ti spogli di tutto e che tu conduca una vita crocifissa». Per seguire questi consigli, risolse di entrare nel l'Ordine di San Frances Ordre de Saint-François Ordine religioso accolto da Engelberto a Colonia. co. Prese l'abito nel solitario convento di Colombière, a poche miglia da Siena, nel ventiduesimo anno della sua età e nel giorno della Natività di Nostra Signora, che era anche quello della sua nascita. Fu ancora in questa solennità che fece professione, l'anno seguente; che, qualche tempo dopo, celebrò la sua prima messa, e infine che predicò il suo primo sermone: circostanze assai rimarchevoli, delle quali si serviva per animarsi a servire con più fervore una così buona Maestra.
Il suo fervore prendeva ogni giorno sensibili accrescimenti. Aggiungeva nuove austerità a quelle prescritte dalla Regola, al fine di crocifiggere più perfettamente l'uomo vecchio. Ricercava con premura i rifiuti e le umiliazioni. Il suo piacere non era mai più grande che quando, camminando per le strade, i fanciulli gli dicevano ingiurie e gli gettavano pietre, a causa della povertà del suo abito e della nudità dei suoi piedi. «Lasciamoli fare», diceva, «ci danno materia di merito e occasione di guadagnare il cielo». Mostrò i medesimi sentimenti quando uno dei suoi stretti parenti gli rivolse amari rimproveri, e arrivò fino a dirgli che disonorava la sua famiglia e i suoi amici con il genere di vita abietto e spregevole che aveva abbracciato.
Era alla scuola del Salvatore che studiava notte e giorno l'umiltà e le altre virtù cristiane. Spesso era prostrato davanti a un crocifisso. Un giorno gli sembrò di udire di nuovo Gesù Cristo che gli parlava così: «Figlio mio, tu mi vedi attaccato alla croce; se mi ami, e se vuoi imitarmi, inchiodati anche tu alla tua croce, e seguimi: per questa via sarai sicuro di trovarmi». Fu anche ai piedi di Gesù crocifisso che attinse quel zelo ardente per la salvezza delle anime.
Il ministero della parola
Guarito da una raucedine, percorre l'Italia per decenni, provocando conversioni di massa e l'abbandono delle vanità mondane.
Poiché da tempo si preparava nel ritiro al ministero della predicazione, i suoi superiori gli ordinarono di far valere il talento che aveva ricevuto da Dio. Incontrò dapprima grandi difficoltà in una debolezza di voce accompagnata da raucedine; ma ne fu liberato per l'intercessione della santa Vergine, suo rifugio abituale. Per lo spazio di quattordici anni, le fatiche del suo zelo furono circoscritte al paese della sua nascita. Alla fine, lo splendore della sua virtù tradì la sua umiltà, e apparve nella Chiesa come un astro brillante. Non lo si sentiva mai predicare senza provare i più vivi sentimenti di religione. I peccatori tornavano a casa pieni di compunzione, sciogliendosi in lacrime e fortemente risoluti ad abbandonare i loro disordini. Gli uomini venivano a deporre tra le sue mani i dadi, le carte e gli altri strumenti dei giochi proibiti, e le donne portavano ai suoi piedi i loro ornamenti, i capelli, i belletti, i profumi e le altre droghe che la vanità di questo sesso ha inventato per perdere le anime volendo troppo abbellire i corpi. La parola di Dio era nella sua bocca come una spada tagliente e come un fuoco che consuma ciò che vi è di più duro e di più capace di resistenza. Per questo fu chiamato la Tromba del cielo, il Predicatore evangelico. Un giorno fu chiesto a un celebre predicatore dello stesso Ordine perché i suoi sermoni non producessero tanti frutti quanti quelli del Santo. «Padre Bernardino», rispose, «è un carbone ardente. Ciò che è solo caldo non può allo stesso modo accendere il fuoco negli altri». Il Santo, essendo stato consultato sul vero modo di predicare, diede la seguente regola: «Abbiate cura in tutte le vostre azioni di cercare innanzitutto il regno e la gloria di Dio. Non proponetevi in tutto che la santificazione del suo nome. Conservate la carità fraterna e praticate per primi ciò che volete insegnare agli altri: per questa via lo Spirito Santo diventerà il vostro maestro; vi darà quella sapienza e quella forza alle quali nessuno può resistere».
Segni prodigiosi e prove
Il Santo opera numerose guarigioni e miracoli, resistendo al contempo con prudenza alle tentazioni carnali e alle trappole che gli vengono tese.
Non possedeva meno il dono dei miracoli che quello dell'eloquenza. Con il segno della croce, guarì diverse malattie che i medici giudicavano incurabili. Essendo venuta al mondo una bambina con due ulcere, una sul petto, da cui usciva il respiro dei polmoni, e l'altra sul ventre, che lasciava scoperte le viscere, fu guarita da una benedizione che egli le diede. Un altro bambino, che era quasi morto, fu ristabilito in perfetta salute allo stesso modo, e un terzo fu liberato dal male caduco per la forza delle sue preghiere. I suoi stessi nemici partecipavano ai suoi benefici: un carpentiere, deridendolo mentre passava per la strada, cadde dal tetto su cui era salito e si ruppe tutto il corpo; ma avendo riconosciuto la sua colpa, fu subito guarito dalla benedizione del Santo. Una donna si trovò guarita da una piaga incurabile dopo aver toccato il lembo delle sue vesti per devozione. Un povero lebbroso, a cui aveva dato le sue scarpe per elemosina, non appena le ebbe calzate, si sentì sollevato, e fu presto sano come se non fosse mai stato incomodato. Essendo un giorno obbligato ad attraversare un braccio d'acqua per recarsi a Mantova, dove doveva predicare, e avendogli il barcaiolo rifiutato il passaggio perché non aveva denaro, lo attraversò sul suo mantello, senza che si trovasse nemmeno bagnato quando fu all'altra riva. Predicando sulla Madonna, le applicò queste parole dell'Apocalisse: «Un segno grandioso apparve nel cielo», e nello stesso istante tutto l'uditorio vide in pieno giorno, sopra la sua testa, una stella di ammirevole chiarezza. Un'altra volta, predicando davanti a dei Greci che non conoscevano l'italiano, si fece intendere da loro perfettamente come se avesse parlato nella loro lingua.
Questi miracoli davano autorità alle sue parole, che non ne ricevevano meno dall'esempio delle sue virtù, poiché egli praticava lui stesso, a imitazione di Gesù Cristo, tutto ciò che insegnava agli altri. Infatti, nel mezzo dei suoi lavori evangelici, non ometteva nessuno degli esercizi della Regola francescana: assisteva al Mattutino, diceva la messa tutti i giorni, dedicava al mattino un'ora intera all'orazione, durante la quale nessuno poteva parlargli. Teneva così poco al proprio giudizio, che consultava in ogni cosa i sentimenti degli altri, e sebbene fosse in grande stima e di una famiglia assai considerevole, andava tuttavia sempre a capo chino, e in modo così semplice, che coloro che non lo conoscevano lo prendevano per un uomo da nulla, in cui la grazia non brillava più della scienza.
Ebbe spesso combattimenti da sostenere per la castità; ma ne uscì sempre vittorioso. Un giorno, facendo la questua, fu pregato da una dama di entrare da lei, per ricevervi l'elemosina; ma quando vi fu entrato, ella gli scoprì sfacciatamente la passione che nutriva da tempo per lui, e gli dichiarò che se non vi avesse acconsentito, avrebbe chiamato aiuto come se le stesse facendo violenza, coprendolo così di vergogna. Un incidente così imprevisto imbarazzò dapprima san Bernardino; ma, avendo invocato la santa Vergine, ricevette subitamente lo spirito di consiglio: e non solo si trasse con ammirevole prudenza da quel pericolo, ma suscitò un vivo pentimento nel cuore di quella dama, e le fece promettere di mantenere in seguito un'inviolabile fedeltà al marito; cosa che ella eseguì.
Devozione al Santo Nome di Gesù
Promosse il monogramma IHS, il che gli valse accuse di eresia davanti a papa Martino V, dalle quali uscì completamente scagionato.
Bernardino si applicava soprattutto a ispirare l'amore per Gesù Cristo e il disprezzo per il mondo. Desiderava avere una tromba il cui suono potesse penetrare fino alle estremità del mondo, per far risuonare alle orecchie di tutti gli uomini questo importante oracolo dello Spirito Santo: Figli degli uomini, fino a quando avrete il cuore indurito? Perché amate la vanità e cercate la menzogna? O figli! fino a quando amerete l'infanzia? Senza sosta faceva udire il tuono della sua voce, per risvegliare quegli uomini carnali che strisciano sulla terra, per spingerli ad amare Gesù Cristo e ad elevarsi alla considerazione dei beni invisibili. Il ricordo dell'Incarnazione e delle sofferenze del Salvatore lo traeva come fuori di sé, e non poteva pronunciare il nome di Gesù senza provare trasporti straordinari. Spesso, alla fine dei suoi sermoni, mostrava al popolo questo nome sacro scritto in lettere d'oro su una tavoletta. Invitava i suoi ascoltatori a mettersi in ginocchio e a unirsi a lui per adorare e lodare il Redentore degli uomini.
Alcune persone malintenzionate presero da ciò l'occasione per scagliarsi contro di lui e diedero un'interpretazione maligna a certi termini che era solito usare. Lo dipinsero persino sotto tinte fosche al papa Martino V. Il Sommo Pontefice mandò a ch iamare Bernar pape Martin V Papa che ha confermato la tradizione con una bolla nel 1437. dino e lo condannò a mantenere il silenzio per sempre. L'umile religioso si sottomise, senza cercare di fare la sua apologia. Il Papa si ricredette presto dalle impressioni negative che gli erano state date contro il servo di Dio. Dopo aver esaminato maturamente la sua condotta e la sua dottrina, ne riconobbe l'innocenza, lo colmò di elogi e gli permise di predicare ovunque volesse; lo sollecitò persino, nel 1428, ad accettare il vescovado di Siena: ma il Santo trovò il modo di rifiutare tale dignità; rifiutò ancora, qualche anno dopo, i vescovadi di Ferrara e di Urbino, che gli furono offerti da papa Eugenio IV.
La prima volta che predicò a Milano, il duca Filippo Maria Visconti si lasciò p revenire contro di lui a ca duc Philippe-Marie Visconti Duca di Milano che chiese la mano di Margherita. usa di certe cose che aveva detto nei suoi sermoni; lo minacciò persino di morte, nel caso avesse tenuto in seguito lo stesso linguaggio. Bernardino dichiarò generosamente che sarebbe stato per lui una grande felicità morire per la verità. Il duca, per metterlo alla prova, o piuttosto per coglierlo di sorpresa, gli inviò una borsa di cento ducati, facendogli dire che voleva con quel dono metterlo in condizione di provvedere più abbondantemente ai bisogni dei poveri. Il Santo la rifiutò per due volte. Essendo venuta una terza persona a portargliela, la condusse con sé nelle prigioni e diede in sua presenza i ducati per ottenere la liberazione di coloro che vi erano detenuti per debiti. Un tale disinteresse dissipò tutti i pregiudizi del duca; egli concepì per il servo di Dio una stima e una venerazione singolare.
Pacificatore e Riformatore
Interviene nei conflitti tra Guelfi e Ghibellini e riforma l'Ordine francescano instaurando la stretta Osservanza in centinaia di conventi.
Bernardino predicò nella maggior parte delle città d'Italia. Da ogni parte non si parlava che del frutto meraviglioso dei suoi sermoni. I più grandi peccatori si convertivano; i beni mal acquisiti venivano restituiti e le offese riparate; la virtù prendeva il posto del vizio e la pietà faceva ogni giorno nuovi progressi.
I danni causati dalle fazioni dei Gu elfi e dei Ghibellini d Guelfes et des Gibelins Conflitti politici e civili italiani che Bernardino cercò di placare. iedero spesso esercizio al suo zelo. Avendo appreso che il disordine e la divisione regnavano a Perugia, si affrettò a recarsi in quella città. Entrandovi, disse agli abitanti: «Dio, che offendete gravemente con le vostre divisioni, mi manda a voi come un angelo, per annunciare la pace agli uomini di buona volontà sulla terra». Predicò quattro discorsi sulla necessità di una riconciliazione generale. Alla fine dell'ultimo, esclamò: «Che tutti coloro che hanno sentimenti di pace vengano a disporsi alla mia destra!». Non rimase alla sua sinistra che un giovane gentiluomo che mormorava sottovoce. Il Santo gli rivolse un severo rimprovero e gli predisse che sarebbe perito miseramente. La predizione non tardò ad avverarsi.
L'imperatore Sigismondo nutriva per lui una grande venerazione; volle che lo seguisse a Roma e che assistesse alla cerimonia della sua incoronazione, che avvenne nel 1433. Bernardino tornò poi a Siena. Vi impiegò del tempo a rivedere le sue opere e a darvi l'ultima mano.
In mezzo agli applausi e agli onori che riceveva da ogni parte, conservò sempre la più profonda umiltà. Si vedeva da tutta la sua condotta la stima che nutriva per questa virtù. Un religioso del suo Ordine, chiedendogli un giorno cosa bisognasse fare per giungere alla perfezione, invece di rispondergli, si gettò ai suoi piedi. Mostrava con ciò che amava sinceramente l'umiltà e che questa virtù eleva l'anima e la unisce a Dio; ma la cura che si prendeva di nascondersi agli uomini non impediva che la sua santità risplendesse all'esterno. Fu onorato del dono della profezia e di quello dei miracoli. Guarì diverse malattie incurabili e si dice che risuscitò quattro morti.
Fu eletto, nel 1438, vicario generale del suo Ordine. Ristabilì la stretta Osservanza in diversi conventi e ne fece costruire un gran numero di nuovi, alla maggior parte dei quali diede il titolo di Santa Maria di Gesù, poiché nutriva una singolare devozione per questi santi nomi. Quando prese l'abito, non c'erano più di venti monasteri della stretta osservanza in tutta l'Italia e circa duecento religiosi; quando morì, c'erano più di trecento conventi e almeno cinquemila religiosi.
Transito e gloria postuma
Muore ad Aquila nel 1444 e viene canonizzato già nel 1450 da Niccolò V a causa dell'immensità dei suoi miracoli e della sua influenza.
Cinque anni dopo, chiese di essere sollevato dal suo incarico. Continuò a predicare in Romagna, a Ferrara e in Lombardia. Ritornò a Siena nel 1444. Alla fine dell'inverno dello stesso anno, si recò a Massa, dove tenne un discorso molto patetico sull'unione e la carità cristiana. L'inizio di una febbre maligna non poté arrestare la vivacità del suo zelo. Infine soccombette sotto la violenza del male e fu costretto a mettersi a letto arrivando ad Aquila, in Abruzzo. Si dispose alla morte ricevendo i sacramenti dell'Eucaristia e dell'Estrema Unzione; poi, sentendo le sue forze diminuire sempre più, pregò i suoi confratelli di metterlo a terra, affinché vi rendesse l'ultimo respiro nello stesso modo del suo Padre san Francesco. È così che passò da questa vita a una migliore, nell'anno di grazia 1444, la vigilia dell'Ascensione, all'ora dei Vespri, mentre si cantava al coro questa antifona: «Pater, clarificavi nomen tuum hominibus quod dedisti mihi; nunc autem ad te venio»; aveva sessantaquattro anni.
Dio fece presto conoscere la gloria del suo Santo attraverso numerosi miracoli che avvennero sulla sua tomba, e che spinsero il papa Niccolò V a iscriverlo nel catal ogo dei Santi, pape Nicolas V Amico di Albergati, di cui predisse l'elezione al pontificato. sei anni dopo il suo decesso, nell'anno del Giubileo (1450). San Vincenzo Ferrer lo avev a predetto molto temp Saint Vincent Ferrier Predicatore domenicano che fu la guida spirituale di Margherita. o prima, quando, predicando ad Alessandria, in Lombardia, disse pubblicamente «che c'era un personaggio nel suo uditorio che sarebbe stato la luce dell'Ordine di San Francesco, di tutta l'Italia e della Chiesa, e che sarebbe stato dichiarato Santo insieme a lui».
Il suo corpo, racchiuso in una doppia cassa, di cui una d'argento e l'altra di cristallo, è custodito presso i Francescani di Aquila.
Attributi e testimonianze storiche
Le sue rappresentazioni includono il monogramma IHS e tre mitre rifiutate; la sua vita è documentata dai suoi discepoli diretti come Giovanni da Capestrano.
La devozione al santo nome di Gesù risale a Bernardino da Siena. Questa pratica fu inizialmente trattata come una novità e lo zelo con cui il Santo la predicava gli attirò molti disagi. Per questo motivo viene rappresentato in abito francescano, mentre tiene sul petto il monogramma di Gesù: J. H. S. Si racconta che un fabbricante di tavolette, che aveva perso il suo mezzo di sostentamento a causa del successo con cui san Bernardino aveva predicato contro il gioco delle carte e gli altri giochi d'azzardo, venne a lamentarsene con lui; l'uomo di Dio consigliò al mercante di fabbricare delle tavolette sulle quali fosse tracciato il nome divino e di venderle; con questo mestiere, il fabbricante fece fortuna. — Ai piedi del Santo si trova una mitra, per indicare che rifiutò le dignità ecclesiastiche. — Vecchie stampe lo rappresentano volentieri sul pulpito, poiché per sedici anni consecutivi, altri dicono diciotto, non passò un solo giorno senza predicare. — Viene ancora dipinto in ginocchio davanti a un'immagine di Nostra Signora posta su una porta di Siena. Ciò si riferisce a un tratto della sua giovinezza, riportato da tutti i Manuali di devozione verso la santa Vergine. I suoi compagni di studi si prendevano gioco di lui un giorno perché non cercava di compiacere nessuna dama. «La dama dei miei pensieri è la più bella del mondo», rispose Bernardino. E poiché la curiosità era stuzzicata, il pio giovane li condusse davanti alla statua della Regina del cielo e della terra. Altri raccontano diversamente lo stesso fatto, che del resto ha potuto verificarsi sotto questi due aspetti: Bernardino aveva una santa cugina, chiamata Tobia, figlia della pia Diana; essa aveva trent'anni più di lui e, divenuta vedova, aveva abbracciato il Terz'Ordine di San Francesco. Vedendo Bernardino così ben fatto e così giovane, temeva molto che potesse perdere la purezza del suo corpo e della sua anima. Per conservargli questo prezioso tesoro, rivolgeva continuamente preghiere a Dio, alla santa Vergine e a tutti i Santi. Gli faceva lei stessa delle rimostranze a questo riguardo. Egli rispose: Sono già preso dall'amore; morirò lo stesso giorno in cui non potrò vedere colei che mi è cara. Molte volte aggiungeva: Vado a vedere colei che amo, che è più bella e più nobile di tutte le fanciulle di Siena. Tobia, udendo queste parole e non comprendendone il senso, era profondamente afflitta; lo sospettava innamorato di qualche fanciulla mortale; lui, al contrario, intendeva la santa Vergine Maria. Sopra la porta di Siena che conduce a Firenze, c'era un'immagine della santa Vergine nella sua gloriosa assunzione. Bernardino aveva l'abitudine di visitarla due volte al giorno, al mattino e alla sera, e di farvi devotamente le sue preghiere. È di lei che parlava, quando diceva a Tobia: Non posso dormire la notte, quando il giorno precedente non ho potuto vedere l'immagine della mia amata. Per chiarire le sue inquietudini, Tobia lo spiò per diversi giorni di seguito, all'ora in cui egli le diceva: Vado a vedere colei che amo. Lo vide ogni volta fermarsi davanti all'immagine della Vergine sopra la porta, mettersi in ginocchio, recitare devotamente le sue preghiere e poi ritornarsene dritto e prontamente a casa sua. La pia Tobia, vedendo tutti i suoi sospetti trasformarsi in consolazione spirituale, disse un giorno a Bernardino: Mio caro figlio, ti prego, non tenermi più in sospeso, e che io non sia più afflitta ogni giorno a causa tua. Dimmi di chi sei innamorato, affinché, se è di rango conveniente, possiamo procurartela come sposa. Bernardino rispose: O madre, poiché lo ordinate così, vi scoprirò il segreto del mio cuore, che non avrei scoperto a nessun altro. Sono innamorato della santa Vergine Maria, Madre di Dio, che ho sempre amato, che desidero vedere con tutte le forze della mia anima, che mi sono fidanzato come una castissima sposa, e in cui ho riposto tutta la mia speranza; è lei che amo sovranamente, lei che cerco, lei che vorrei contemplare senza sosta con il rispetto che le è dovuto; ma poiché non posso ottenerla in questo mondo, ho risolto nel mio cuore di visitare ogni giorno la sua immagine. Ed ecco colei che amo! A queste parole, la pia Tobia non poté trattenere le lacrime, abbracciò Bernardino con una gioia spirituale e gli disse: Ora morirò contenta, poiché sono assicurata dalla tua bocca della tua santa devozione verso la Vergine Maria.
I Bollandisti riproducono nei loro Appendici di maggio un busto di san Bernardino da Siena, che piacerà a tutti coloro che si prenderanno la briga di osservarlo. La testa del Santo, incappucciata, è sormontata da un'aureola; le mani sono infilate nelle maniche. In un angolo della cornice c'è il monogramma del santo nome di Gesù. Davanti a lui sono poste, in modo da formare un triangolo, tre mitre, che ricordano i tre vescovadi che ha rifiutato. In legenda, queste parole: Manifestavi nomen tuum hominibus: «Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini». I lettori ricorderanno che queste parole si cantavano in chiesa nel momento in cui san Bernardino rese lo spirito: poiché alludevano alla sua missione apostolica, non si mancò di applicargliele e di dargliele come motto.
Le Clarisse di Amiens possiedono reliquie del santo riformatore dei Francescani.
Tratto dalle sue due Vite, scritte una l'anno stesso della sua morte, da Bernardino da Siena, e l'altra poco tempo dopo, da Maëti Viggio. Questi due autori avevano conosciuto particolarmente il Santo. Voyse Benachonius, t. v. maggio.
La Vita di san Bernardino è stata composta anche da san Giovanni da Capestrano, suo fedele discepolo, e da molti altri a utori, riportati dal Pa saint Jean de Capitrian Santo francescano che guidò Ladislao verso la perfezione. dre Luca Wadding, nell'anno 1488, negli Annali del suo Ordine. Ha lasciato molte opere di insegnamento, che il Padre de La Haye ha fatto stampare in quattro volumi, e che sono tra le mani di tutti.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Massa l'8 settembre 1380
- Assistenza agli appestati presso l'ospedale della Scala nel 1400
- Entrata tra i Francescani a 22 anni nel convento di Colombière
- Predicazione itinerante in tutta Italia per oltre 14 anni
- Rifiuto delle sedi vescovili di Siena (1428), Ferrara e Urbino
- Elezione a Vicario generale dell'Ordine nel 1438
- Morto a L'Aquila nel 1444
- Canonizzazione da parte di Niccolò V nel 1450
Miracoli
- Guarigione di una bambina nata con due ulcere
- Liberazione di un bambino dal mal caduco
- Guarigione istantanea di un copritetto caduto da un tetto
- Guarigione di un lebbroso tramite il dono delle sue scarpe
- Attraversamento di un braccio d'acqua sul proprio mantello a Mantova
- Apparizione di una stella sopra la sua testa durante un sermone
- Dono delle lingue davanti a un uditorio greco
- Resurrezione di quattro morti (menzionata)
Citazioni
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Preferisco rinunciare a pranzare piuttosto che far digiunare questo povero
Bernardino bambino alla zia -
Bernardino, tu mi vedi spogliato di tutto e appeso a una croce per amore tuo; è necessario dunque anche, se mi ami, che tu ti spogli di tutto e che tu conduca una vita crocifissa
Voce del Crocifisso -
Pater, clarificavi nomen tuum hominibus quod dedisti mihi; nunc autem ad te venio
Antifona cantata alla sua morte