Nostra Signora degli Ardenti
Vergine Maria
Nel 1105, mentre l'Artois è devastato dall'epidemia del fuoco sacro, la Vergine Maria appare a due nemici, Itier e Norman. Consegna loro un cero miracoloso le cui gocce d'acqua guariscono i malati. Questo miracolo fonda una devozione secolare ad Arras, segnata dalla costruzione di una piramide monumentale per custodire la reliquia.
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NOSTRA SIGNORA DEGLI ARDENTI, AD ARRAS.
L'epidemia del male degli ardenti
Nel 1165, una terribile epidemia di 'fuoco ardente' devasta l'Artois, provocando la cancrena degli arti e la morte di numerosi abitanti.
Nell'anno 1165, una malattia spaventosa, conosciuta sotto il nome di fuoco ardente, che decimò una parte dell'Europa, invase l'Artois. Non una città, non un borgo, non un villaggio fu risparmiato. Gli arti colpiti da questo fuoco terribile diventavano neri come carbone e cadevano in polvere; la mano si staccava dal braccio, il piede dalla gamba, e l'infiammazione passava da un membro all'altro. I malati, riconoscendo il dito di Dio in un flagello così crudele, si facevano portare in chiesa, si confessavano e pregavano con lacrime e gemiti. Lamberto, vesco vo di Arras Città in cui Federico esercita le sue funzioni di prevosto. Arras, distrutto dal dolore a questo spettacolo, venne a effondere le sue preghiere con le sue lacrime davanti all'altare di Maria, e la sua preghiera fu esaudita.
Apparizione e riconciliazione
La Vergine Maria appare a due nemici giurati, Itier e Norman, ordinando loro di riconciliarsi e di recarsi dal vescovo di Arras per ricevere un rimedio miracoloso.
Nella notte del 21 maggio, la santa Vergine appare successivamente a due uomini, Itie Itier Uno dei due visionari, originario del Brabante. r e Norman Norman Uno dei due visionari, abitante del castello di Saint-Pol. , il primo residente nel Brabante, il secondo abitante al castello di Saint-Pol-sur-Ternoise; entrambi nemici giurati l'uno dell'altro. Ella ordina loro di andare a trovare il vescovo di Arras e di dirgli, da parte sua, che deve vegliare con loro in chiesa, per tutta la notte dal sabato successivo alla domenica, e visitare i malati che vi soffrono; che lì, al primo canto del gallo, ella consegnerà loro un cero acceso; che ne faranno distillare delle gocce in un vaso pieno d'acqua; che faranno bere quest'acqua ai malati e ne spargeranno sulle loro piaghe; che coloro che riceveranno questo rimedio con fede saranno guariti, e che coloro che lo rifiuteranno saranno colpiti da morte. Poiché Itier e Norman temevano di essere vittima di un'illusione, tardarono a partire; ma la Vergine, essendo tornata la notte seguente a dichiarare loro che, se non fossero partiti all'istante, sarebbero stati colpiti essi stessi dal fuoco ardente, si misero in cammino. Norman, essendo meno lontano, arriva per primo, fa conoscere la sua visione al vescovo, che non vi presta fede. Itier arriva a sua volta e compie il suo messaggio. Il vescovo gli fa notare che Norman è già venuto a raccontargli lo stesso fatto e che teme che si siano accordati per ingannarlo. A queste parole, Itier entra in collera, sfoga contro Norman, l'assassino di suo fratello, un odio furioso fino a mostrarsi deciso ad ucciderlo se lo incontrasse. Il vescovo, con le sue dolci parole, calma quest'anima esaltata e lo persuade a riconciliarsi con il suo nemico. Li mette entrambi in presenza e ha la felicità di vederli scambiarsi reciprocamente il bacio di pace.
Il dono del Sacro Cero
Maria consegna un cero acceso al vescovo e ai due visionari; l'acqua mescolata alla cera di questo fiaccola guarisce istantaneamente 144 malati.
Il prodigio di questa riconciliazione dispose il vescovo a credere al miracolo della visione; e di conseguenza, dopo aver fatto prendere, verso le nove del mattino, un leggero pasto ai suoi due visitatori, li esortò a prepararsi con la preghiera, con il digiuno a pane e acqua, alla grande meraviglia che annunciavano. In effetti, Itier e Norman passarono tutto il giorno in preghiera in chiesa; e, giunta la notte, il vescovo si unì a loro. Tutti e tre gareggiavano in fervore e umiltà nell'orazione, quando all'ora indicata, al primo canto del gallo, vedono Maria scendere dolcemente dalla volta del coro; un cero acceso brucia ne lla sua mano: cierge allumé Reliquia miracolosa consegnata dalla Vergine Maria per guarire dal fuoco di Sant'Antonio. «Ecco», disse loro, «un cero che affido alla vostra custodia, e che sarà d'ora in poi un pegno della mia misericordia». Ella ripeté loro in poche parole l'uso da fare di questo cero per la guarigione dei malati, e scomparve. Allora, Itier, Norman e il vescovo fanno colare delle gocce di questa fiaccola celeste in tre vasi d'acqua; e, avanzando su tre file, ne danno da bere ai malati, ne cospargono le loro piaghe; e tutti, nel numero di centoquarantaquattro, sono guariti; il centoquarantacinquesimo è spedito, dalla morte, alla sua incredulità.
Fondazione della confraternita e devozione
Viene creata un'associazione pia e il cero diventa una reliquia celebre, visitata in particolare da san Bernardo nel 1131.
Dopo un solenne Te Deum di ringraziamento e il deposito del cero miracoloso nella chiesa parrocchiale di Saint-Aubert, si formò, sotto la direzione di Itier e Norman, una pia associazione che prese il titolo di Carità di Nostra Signora degli Ardenti. Il santo cero, stimato una reliquia insigne quanto incontestabile, divenne celebre in tutta la regione; e le guarigioni miracolose che operava nella cappella di San Nicola, dove era stato deposto, gli attirarono numerosi pellegrini. San Bernard o, passando p Saint Bernard Contemporaneo e ammiratore di Guigo. er Arras verso l'anno 1131, chiese di vederlo; e dopo aver contemplato con santa curiosità, un rapimento ineffabile, questo dono di Maria portato da lei stessa, ringraziò Dio e la sua santa Madre per la felicità che aveva provato in tale circostanza. Chiese persino che venisse eretto un monumento nel luogo in cui gli era stata concessa una tale grazia. Si accolse la sua preghiera e vi si elevò una croce. Alvise, successore di Roberto sulla sede di Arras, pose ogni cura nel conservare e accrescere la venerazione dei fedeli verso questo santo cero, e fu il primo a farne rinnovare la carta.
L'edificazione del monumento piramidale
Un santuario monumentale a forma di piramide gotica viene eretto dai conti di Fiandra per custodire la reliquia sotto stretta sorveglianza.
Verso l'anno 1140, l'affluenza dei pellegrini che giungevano da ogni direzione per venerare il prezioso dono della santa Vergine e chiederle la guarigione, fu così prodigiosa che i con ti di Fiandra ri cimes de Flandre Sovrani che hanno finanziato il monumento piramidale del Sacro Cero. tennero di dover cedere un vasto terreno pianeggiante e pavimentato alle necessità di un servizio religioso che stava assumendo tale sviluppo. Vi si costruì una trave-cappella per le sante offerte, una sala di ottanta piedi di lunghezza per le assemblee dei confratelli, un alloggio per i custodi della cappella e della Confraternita; e infine vi si eressero diverse tende per i cavalli degli uomini che vegliavano alternativamente alla guardia del santo cero.
All'inizio del XIII secolo, i conti di Fiandra fecero ancora di più: elevarono, a loro spese, un monumento dal lavoro più delicato e aggraziato, destinato a racchiudere il celeste fiaccola. Si trattava di un'elegante piramide, di quaranta piedi di altezza, nello stile ogivale più ornato, sotto la quale si trovavano una piccola cappella e una piccola sacrestia. Il santo cero fu collocato nella parte superiore, sotto diverse porte successive, l'ultima delle quali era di ferro e si apriva solo con diverse chiavi. Una di queste chiavi era affidata a uno dei maestri cantori, e l'altra al maestro onorario. Potevano far scendere il santo cero nella cappella, per mostrarlo agli stranieri, ma mai portarlo all'esterno senza l'assistenza dei principali ufficiali del principe; e le cose rimasero così fino al '93, quando questo magnifico santuario fu abbattuto.
Distruzione e restauro moderno
Dopo la distruzione del monumento nel 1793, la reliquia viene salvata da un fedele di nome Grimbert prima di essere restaurata da Mons. Parisis nel 1860.
Fortunatamente, prima della demolizione, i sindaci della confraternita furono autorizzati a portare via tutto il mobilio e gli oggetti preziosi contenuti nel monumento. Una dama rispettabile acconsentì dapprima a esserne la depositaria; poi, al momento del Terrore, suo figlio, temendo di essere compromesso dal solo fatto di detenere quegli oggetti religiosi, gettò in un pozzo la cassa d'argento che conteneva il santo cero. Il giorno seguente, un privato, avendo recuperato questa cassa attingendo acqua, la portò agli amministratori del distretto, che ne ordinarono la vendita. Un buon cristiano, di nome Grimbert, la acquistò, la depose, nel 1803, nella cattedrale, in una nicchia vicino alla cappella della santa Vergine; e, da quel tempo fino ai nostri giorni, vi è rimasta senza grande onore. Fu solo nel 1860 che Mons. Parisis, vescovo di Arras, custode dei ricordi religiosi della sua diocesi, fece restaurare il reliquiario, vi collocò un nuovo cero, con una notevole parte dell'antico, che porta que sta iscrizione: Sanctus cer Sanctus cereus Atrebatensis Reliquia miracolosa consegnata dalla Vergine Maria per guarire dal fuoco di Sant'Antonio. eus Atrebatensis, e racchiuse il tutto sotto un pinnacolo gotico, scintillante d'oro e di ricchi ricami, imitando la sommità dell'antica piramide. I canonici di Arras, da parte loro, attenti ad assecondare le intenzioni del prelato, stanno facendo ricostruire a loro spese una piramide degna dell'antica, dove il santo cero, per quasi sette secoli, fu oggetto della devozione di tutto il paese. Possa la Confraternita di Nostra Signora degli Ardenti risollevarsi e ricostruirsi con l'edificio che ricorda ai fedeli di Arras così bei ricordi. C. Nostra Signora di Francia.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Miracoli
- Consegna di un cero acceso da parte della Vergine Maria
- Guarigione istantanea di 144 malati tramite l'acqua del cero
- Morte punitiva di un miscredente
- Riconciliazione miracolosa di due nemici giurati
Citazioni
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Ecco un cero che affido alla vostra custodia, e che sarà d'ora in poi un pegno della mia misericordia
Parole della Vergine Maria riportate nel testo -
Sanctus cereus Atrebatensis
Iscrizione sul reliquiario