Primo vescovo di Angoulême nel I secolo, Ausonio fu battezzato da San Marziale prima di evangelizzare l'Angoumois. Convertì le autorità locali con i suoi miracoli, in particolare la guarigione di Caligia e della ricca Calfagia. Morì martire per decapitazione per ordine di un governatore pagano.
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SANT'AUSONIO, I VESCOVO DI ANGOULÊME E MARTIRE
Origini e vocazione
Ausonio nasce a Mortagne da genitori romani pagani, Albino ed Eugenia, che vengono convertiti e battezzati da san Marziale.
Gli atti di sant'Au sonio Ausone Primo vescovo di Angoulême e martire del I o II secolo. non indicano affatto l'anno della sua nascita, e ci apprendono soltanto che nacque a Mortagne, piccolo porto di cabotaggio, nell'antica provincia della Saintonge, oggi dipartimento della Charente-Inférieure. Suo padre si chiamava Albino, e sua madre Eugenia: appartenevano a quelle famiglie romane che, in seguito alla conquista delle Gallie, erano venute a stabilirsi nelle nostre contrade. Sebbene pagani, conducevano una vita pura e onesta, e come il centurione Cornelio, di cui si parla nel libro degli Atti, erano naturalmente religiosi e timorati di Dio. Perciò furono giudicati degni di essere illuminati dalla luce divina. Poiché quando san Marziale, primo vescovo di Limoges, inviato nelle Gallie da san Pietro in persona, estendendo il suo zelo fino alle rive della Gironda, giunse a Mortagne a predicare il nome e la conoscenza di Gesù Cristo, Albino ed Eugenia si mostrarono docili alla sua parola, e ricevettero dalla sua mano il santo battesimo insieme ai loro due figli, Ausonio e Aptonio. Questi ultimi si legarono a san Marziale e lo seguirono nei suoi viaggi apostolici. Fu così che giunsero con lui a evangelizzare le popolazioni dell'Angoumois. Ma poiché il carattere e la virtù di Ausonio parvero a san Marziale convenire meglio a quelle popolazioni, se lo aggiunse particolarmente come un aiuto prezioso nei suoi lavori tra loro, e, nel lasciarle, glielo affidò come capo spirituale; lo consacrò dunque vescovo della piccola comunità cristiana che era riuscito a formare nella città di Angoulême Angoulême Città dove Astier ha ricevuto la sua formazione monastica. .
Apostolato ad Angoulême
Designato da san Marziale, Ausonio divenne il primo vescovo di Angoulême e convertì il governatore Garrulo.
Quali furono, dopo la partenza di san Marziale, i successi di sant'Ausonio nel suo apostolato? Come trionfò sulla resistenza degli animi fino a far loro adottare i gravi insegnamenti del Vangelo su un Dio creatore, salvatore e giudice degli uomini, sull'eternità che li attende al termine di questa vita? Doppia domanda che si intuisce piuttosto che leggersi nei pochi fatti di cui gli Atti di sant'Ausonio hanno conservato il ricordo. Uno dei più importanti è la conversione di Garrulo, conte, prefetto o governa Garrulus Governatore di Angoulême convertito da sant'Ausonio. tore di Angoulême. Citato al suo tribunale per rendere conto della sua predicazione, sant'Ausonio, come un tempo san Paolo davanti al proconsole Sergio Paolo, fece dapprima ammirare la dottrina di Gesù Cristo, e poi conquistò colui che voleva perseguitarla e proscriverla. Lo splendore di questa conversione ne portò senza dubbio un gran numero di altre, per la facilità che ebbe allora il pio vescovo di predicare pubblicamente la parola di Dio. È anche verso questo tempo e in queste circostanze favorevoli che egli costruì una prima chiesa, dove poté senza ostacoli riunire il suo piccolo gregge e dispensargli i santi misteri. Del resto, il conte Garrulo, dopo il suo battesimo, si dedicava con fervore a tutte le pratiche della pietà cristiana, e si distingueva soprattutto per una grande liberalità verso i poveri e gli indigenti. Aveva avuto anche la gioia di vedere sua sorella, chiamata Caligia, abiurare al suo esempio gli errori del paganesimo, così come condivideva la sua misericordiosa carità. Il Signore doveva presto ricompensarli. E in effetti, accadde che durante una passeggiata che Caligia faceva con le sue compagne lungo la Charente, essa avvertì i primi sintomi di un male violento, che portò rapidamente al delirio e poi a una paralisi completa dei sensi e di tutte le membra. Alla vista di questo stato e di una morte imminente, Garrulo non ebbe che un pensiero, quello di ricorrere alla potente intercessione del beato Ausonio. Si recò dunque da lui e, avvicinandolo: «Uomo di Dio», disse, «mia sorella è gravemente malata, ma venite e la guarirete con le vostre preghiere». Raccontò poi l'accaduto in tutti i suoi dettagli, mescolando alle sue parole abbondanti lacrime. Così il santo vescovo, toccato dalla sventura di Caligia e dalla fede viva di suo fratello, si affrettò a seguirlo. Arrivato alla dimora di Garrulo, fu introdotto nell'appartamento dove, su un letto di dolore, la giovane Caligia era distesa paralizzata e morente. Avvicinandosi allora a quel letto, pregò e, prendendo la mano della malata, le disse: «Nel nome di Gesù Cristo, te lo ordino, alzati». All'istante essa si alzò, e sant'Ausonio la restituì interamente guarita alla tenerezza e alla gioia di suo fratello.
Miracoli e guarigioni
Il santo opera numerose guarigioni miracolose, in particolare su Caligie, sorella del governatore, e sulla ricca Calfagie.
In segno di riconoscenza, Caligie contribuì largamente alla costruzione di una seconda chiesa che lo zelante pontefice fece edificare a sud della città, e che dedicò alla Vergine Maria, prova manifesta della devozione che aveva saputo ispirare ai suoi cari neofiti verso l'augusta Madre di Dio. È in questa chiesa che Caligie amava pregare, e dove dovette cercare poco dopo qualche consolazione per la morte di suo fratello. Essendo quest'ultimo caduto malato, seppe come per un presentimento divino che il suo ultimo giorno si avvicinava. Fece dunque pregare sant'Ausonio di venire a trovarlo, e gli disse: «Servo di Dio e pastore delle anime che credono in Gesù Cristo, so che l'ora della mia morte è vicina: per questo, vi scongiuro, assistetemi con le vostre preghiere, affinché il mio nemico non si rallegri della mia perdita e non dica: l'ho vinto». Sant'Ausonio glielo promise, e Garrulus aggiunse: «Ho disposto in vostro favore tutto l'oro, tutto l'argento così come tutti i mobili che possiedo: riceveteli per dividerli tra le vostre chiese e i poveri; con questo uso, queste ricchezze saranno salutari alla mia anima». Dopo aver così istituito Gesù Cristo suo erede, il malato perse la parola, e quando rese l'ultimo respiro, si udirono, riferiscono gli Atti, voci celesti che lodavano Dio e celebravano la felice morte del suo servo. La sua conversione risaliva solo a tre anni e mezzo prima, ma era già maturo per il cielo. Sant'Ausonio si prese cura personalmente dei suoi funerali, onorando così una memoria tutta intrisa dei profumi della carità e della misericordia. Del resto, la guarigione di Caligie non era affatto il primo miracolo che aveva operato sant'Ausonio, così come fu seguita da un gran numero di altri. Poiché i suoi Atti ci attestano che per le sue preghiere, infermi e malati venivano guariti e posseduti liberati; che ciechi riacquistavano la vista, zoppi l'uso delle gambe, e paralitici il movimento dei loro arti. Ma questi stessi Atti non contengono il racconto dettagliato di nessuno di questi prodigi, se non del seguente. Un cieco, noto come tale nella città di Angoulême, dove chiedeva l'elemosina, si fece condurre presso sant'Ausonio, e gettandosi ai suoi piedi, gli disse: «Ausonio, servo di Dio, so che le vostre preghiere possono aprirmi gli occhi». — «Ti sia fatto secondo la tua fede», gli rispose il pio vescovo, e allo stesso tempo gli toccò gli occhi. Improvvisamente il cieco riacquistò la vista, e nella sua riconoscenza si mise a glorificare Dio e a ringraziare il suo benefattore. Ma poiché era povero e quasi nudo, sant'Ausonio gli fece dare un abito completo, aggiungendo così il dono della carità a quello della guarigione. Questo miracolo, si comprende, divenne presto di notorietà pubblica, e il racconto giunse alle orecchie di una giovane e ricca gallo-romana, chiamata Calfagie. Rimasta orfana fin dall'adolescenza, si trovava padrona di una g Calfagie Nobile gallo-romana guarita e battezzata da Ausonio, divenuta vergine consacrata. rande fortuna, e abitava non lontano da Angoulême una di quelle sontuose ville di cui i Romani avevano seminato le rive della Charente. Era lì che, in mezzo al lusso dell'opulenza e circondata da numerosi schiavi e servitori, la giovane patrizia, afflitta da dodici anni da un flusso o perdita di sangue, trascinava languidamente giorni tristi e dolorosi. Inutilmente aveva fatto ricorso alla scienza dei medici; il suo male, divenuto incurabile, non proiettava più sulla sua vita che un cupo e affliggente futuro. Fu allora che apprese, forse come un tempo il siriano Naaman, da una schiava cristiana, il miracolo che sant'Ausonio aveva operato in favore di un cieco; concepì a questo racconto un vivo desiderio di vedere il pio vescovo, e ordinò subito che si preparasse il suo carro e che vi si ponesse una grossa somma d'oro e d'argento, di cui voleva fare dono al santo pontefice se le sue preghiere le avessero restituito la salute. I suoi servitori si affrettarono a eseguire i suoi ordini; ma uno di loro, chiamato Arcadio, intendente della sua casa, si sforzava di fermarla, dicendogli: «Avete prodigato ai medici gran parte della vostra fortuna, e non ne avete tratto alcun sollievo; sarà lo stesso dell'uomo che state per consultare; lo arricchirete, e non vi sarà di alcun soccorso». Così parlava Arcadio, e improvvisamente, per un castigo visibile del cielo, si sentì colpito dalla stessa infermità di cui soffriva Calfagie. Quest'ultima non ne divenne che più ardente nello sperare la sua guarigione; volle dunque precedere la sua scorta e mettersi immediatamente in viaggio. Arrivata nella città di Angoulême, si fece condurre verso il santo vescovo, e gettandosi ai suoi piedi, gli disse: «Ausonio, servo di Dio, vi chiedo il battesimo». Colpito da queste parole, e ammirando in questa giovane patrizia l'azione della grazia, sant'Ausonio le rispose: «Se credete dal profondo del cuore, il Signore esaudirà la vostra richiesta». Allora Calfagie riprese: «Credo nel Dio onnipotente che ha creato il mondo: credo in Gesù Cristo figlio del Dio vivente, che i Giudei hanno crocifisso, e che è risorto il terzo giorno». Una professione di fede così netta e così precisa parve sufficiente al santo vescovo, che facendosi portare dell'acqua, battezzò la nobile catecumena nel nome della santa e augusta Trinità. Ma la virtù del sacramento non purificò solo la sua anima; si diffuse anche sul suo corpo, poiché Calfagie fu all'istante guarita dalla sua infermità, e diceva ad alta voce: «Vi glorifico, Signore, voi che, per mezzo del vostro servo Ausonio, mi avete restituito la salute, e che per il santo battesimo avete illuminato la mia anima con i chiarori della fede». In quel momento si vide arrivare Arcadio con gli altri servitori che lo sostenevano per aiutarlo a scendere dal carro, poiché il suo male aumentava in violenza; e lo condussero da sant'Ausonio. «Servo di Dio», disse allora Calfagie, «vi chiedo umilmente che, per il merito delle vostre preghiere, guariate Arcadio, il mio intendente, così come avete poco fa restituito la vista a un cieco». Tale fu la preghiera che accolse il silenzio della folla, e l'attesa di un secondo miracolo. Questa attesa non doveva essere delusa, poiché il pio vescovo, mosso a compassione per quell'infelice, gli disse: «Nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo, Arcadio, sii guarito dalla tua infermità». A queste parole, l'intendente si raddrizzò pieno di salute, e su un segno di Calfagie, corse a prendere e a deporre ai piedi di Ausonio le somme d'oro e d'argento che aveva portato. Ma il santo pontefice non volle riceverle se non per farle distribuire ai poveri per le mani di Cesario, il suo arcidiacono.
Vita religiosa e carità
Ausonio organizza la vita delle prime vergini cristiane, tra cui Calfagia e Caligia, e consacra i beni dei ricchi ai poveri.
In seguito a questo racconto, gli atti di sant'Ausonio ci apprendono che, dopo una grave e seria prova, egli diede a Calfagia il velo sacro delle vergini, e che Caligia, di cui abbiamo narrato la miracolosa guarigione, lo ricevette ugualmente, insieme a molte altre emule della loro vita di preghiere e di buone opere. Si sa che la Chiesa ha sempre circondato con le sue pompe e le sue benedizioni solenni la cerimonia di una consacrazione religiosa, e sebbene qui ci manchi ogni dettaglio, possiamo ben affermare che in tale circostanza il pio vescovo non dimenticò nulla di ciò che era atto a esaltarne lo splendore e a far meglio comprendere il merito di tale sacrificio. Del resto, in quei primi tempi, e fino al IV secolo, le vergini cristiane dimoravano nella casa paterna, uscendone solo per recarsi in chiesa, dove avevano un posto separato, o per dedicarsi, guidate dalle più anziane, alle opere esteriori della carità, come visitare e sollevare i malati e i prigionieri, nutrire i poveri, accogliere e istruire gli orfani e i fanciulli, servire gli stranieri e seppellire i morti. Tali furono dunque, sotto la saggia direzione di sant'Ausonio, le occupazioni di queste pie vergini, e Calfagia, posta a loro capo, le manteneva nel fervore e le dirigeva nel servizio di Dio e del prossimo.
Il martirio
Denunciato per la sua fede, Ausonio rifiuta di adorare gli idoli e muore decapitato per ordine del governatore di Angoulême.
Questo è l'ultimo fatto che gli atti del beato vescovo ci riportano riguardo al suo ministero apostolico, e passano immediatamente al racconto del suo martirio. La città di Angoulême aveva per governatore, dicono, un uomo di cui tacciono il nome, ma che, violento e feroce, era inoltre personalmente animato contro sant'Ausonio. Quali er ano i Ausone Primo vescovo di Angoulême e martire del I o II secolo. motivi di questo odio? La storia non ce li ha fatti conoscere; e ci dice soltanto che il pio vescovo, per distogliere sulla testa del pastore una tempesta che minacciava l'intero gregge, risolse di offrirsi in vittima. Si presentò dunque da sé davanti al tribunale del governatore, e allora si stabilì tra loro il seguente dialogo: — Ausonio. — Eccomi, io che ho attirato la tua ira su questo popolo innocente: sazia il tuo furore con la mia morte. — Il governatore. — Sei dunque tu che diffondi le favole empie della religione di Cristo, tu che resisti ai miei ordini, e che hai infatuato una plebe ignorante della sua credenza nel tuo Dio. — Ausonio. — Io sono cristiano e vescovo, confesso un solo e vero Dio che ha fatto il cielo e la terra. È lui solo che serviamo, noi che siamo cristiani, e che preghiamo giorno e notte per noi stessi, per voi, o principe, e per tutti gli uomini. — Il governatore. — Perseveri nella tua empietà? — Ausonio. — La buona volontà che viene da Dio, non può cambiare. — Il governatore. — Adora gli dei immortali. — Ausonio. — Non ne farò nulla. — Il governatore. — Allora morirai. — Ausonio. — Fai ciò che vorrai.
Vedendo dunque l'invincibile fermezza del santo vescovo, il governatore lo condannò ad essere decapitato; e la sentenza fu eseguita la sera dello stesso giorno, davanti a una delle porte della città e nel luogo dove sorge oggi la chiesa di San Marziale. Con il favore delle tenebre i fedeli raccolsero piamente il corpo del loro padre e pastore, e lo deposero religiosamente in una tomba che non tardò ad essere celebre per numerosi miracoli. Ma nessun racconto ce ne è stato conservato; sappiamo soltanto che una chiesa e poi un monastero di vergini furono costruiti sopra questo sepolcro glorioso, e che il corpo di sant'Ausonio riposava sotto l'altare maggiore con quelli di sant'Aptonio e di san Cesario. Queste reliquie venerate da tutti furono oggetto di diverse traslazioni, la più solenne delle quali ebbe luogo il 30 marzo 1118, durante l'episcopato di Gerardo, legato della Santa Sede per le province ecclesiastiche di Tours, Bourges, Bordeaux e Auch. Ancora oggi la chiesa di Angoulême celebra ogni anno la memoria di questa traslazione. Ma nell'anno 1562, le guerre di religione portarono alla distruzione della chiesa e del monastero, così come alla profanazione dei corpi santi che racchiudevano. A stento si poterono sottrarre al rogo alcune ossa che le religiose di Sant'Ausonio deposero nel nuovo monastero che si costruirono sulla piazza Beaulieu, e di cui il liceo occupa oggi l'ubicazione. Questi resti preziosi sono stati essi stessi dispersi nel 1793, e non ne resta nel tesoro della cattedrale che qualche debole frammento. Quanto alla chiesa, essa è stata ricostruita sulle fondamenta dell'antica solo nell'anno 1864, e fu monsignor Charles-Antoine Cousseau, vescovo di Angoulême, che, il 4 dicembre, ne benedisse solennemente la prima pietra. Le vergini cristiane che vegliavano sulla tomba di sant'Ausonio hanno, anch'esse, ripreso la loro guardia d'onore e di salmodia sacra, non già, è vero, nella persona delle religiose benedettine, che avevano continuato la pia successione delle Caligie e delle Calfagie, ma in quella religieuses bénédictines Ordine religioso che ha custodito la tomba del santo. delle Figlie della Croce che hanno un numeroso pensionato nel sobborgo di Sant'Ausonio, e delle Figlie del Carmelo che sono venute, qualche anno fa, a piantare la loro tenda vicino a questi stessi luoghi.
Culto e destino delle reliquie
La storia delle reliquie del santo è segnata da traslazioni solenni e dalle distruzioni durante le guerre di religione.
La chiesa di Angoulême celebra il 22 maggio la festa di sant'Ausonio, e questo giorno è quello che il breviario delle Benedettine, stampato nel 1606 e riprodotto da un antico ufficio il cui manoscritto risaliva all'inizio del XIV secolo, assegna al suo martirio. È anche la tradizione che adottò, e che fissò definitivamente, nel 1633, monsignor Antoine de La Rochefoucauld, vescovo di Angoulême, nel proprio dei Santi della diocesi.
Altri santi della diocesi
Il testo elenca le altre figure sante legate alla storia religiosa di Angoulême, come san Amando o san Cibardo.
Gli altri Santi, che sono particolari della chiesa di Angoulême, sono: San Cesario, arcidiacono di Sant'Ausonio (29 gennaio). Aveva un ufficio proprio nel Breviario delle Benedettine. San Amando di Boixe (1° marzo). Questo Santo, nativo di Bordeaux, fu attirato ad Angoulême dalla grande santità di vita di san Cibardo, presso il quale avrebbe voluto stabilirsi. Ma quest'ultimo gli consigliò di scegliere come luogo per il suo ritiro un luogo deserto e selvaggio, chiamato allora Buxia, oggi Boize. San Amando, deferendo a questo consiglio, si ritirò dunque in quella solitudine, dove, avendolo diverse persone pregato di riceverle sotto la sua guida, costruì per loro un monastero che i conti di Angoulême arricchirono successivamente con le loro liberalità, e che diede origine al borgo che porta il nome del santo fondatore. Dopo la morte di san Amando, avvenuta nel 600, il suo monastero abbracciò la Regola di san Benedetto, sotto la quale sussistette fino al 1792. Quanto alla chiesa, iniziata da Arnaldo, conte di Angoulême, nel 958, fu terminata solo nel 1170, e consacrata il 15 novembre dello stesso anno da Bernardo, arcivescovo di Bordeaux, assistito dai vescovi di Périgueux, di Poitiers, di Saintes e di Angoulême. L'abbazia di Saint-Amand de Boize dipendeva molto succintamente dalla chiesa di San Pietro di Angoulême. San Salvo, vescovo di Angoulême, e san Supere o Esupere, suo compagno, martire (26 giugno). Il Padre Longueval dice che questi due Santi, essendo andati a predicare a Valenciennes, vi furono messi a morte da un signore chiamato Winegard, verso l'anno 801. Carlo Magno, avendo appreso questo omicidio, ne punì l'autore e fece seppellire onorevolmente i corpi dei due martiri. In questi ultimi anni, una chiesa è stata costruita in loro onore nella diocesi di Cambrai. San Cibardo (1° luglio). Vedere la sua vita in quella data. Sant'Aptone (26 ottobre). Vedere la sua vita data in quel giorno dai Bollandisti. San Benigno (3 novembre). Si è creduto a lungo che fosse san Benigno di Digione, ma monsignor Cousseau stima che si tratti di Benigno, successore di Dinamo sulla sede di Angoulême, verso l'anno 453, e la cui tomba fu ritrovata, sotto dei rovi, in una campagna della Turenna, sotto l'episcopato di san Gregorio. Cacciato da Angoulême dai Visigoti ariani e perseguitato fino nel suo ritiro, perì sotto i loro colpi. Il suo corpo, riportato nella cattedrale di Angoulême, fu deposto dapprima in una cripta, sotto il santuario, e poi in un magnifico reliquiario fino all'anno 1562, quando fu bruciato dai protestanti. Calfagia, onorata come Santa dalle Benedettine di Sant'Antonio (il 13 agosto), era festeggiata anche dal clero di Angoulême; ma monsignor Régnier, vescovo di Angoulême, e oggi arcivescovo di Cambrai, ha cancellato il suo nome dal catalogo dei Santi, perché non ha trovato alcun monumento ben autentico di questo culto. Questa interessante vita di sant'Ausonio ci è stata fornita dal signor abate Duchasseing, canonico ad Angoulême.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Mortagne-sur-Gironde
- Battesimo da parte di san Marziale
- Consacrazione come primo vescovo di Angoulême
- Conversione del conte Garrulus e di sua sorella Caligie
- Guarigione miracolosa di Calfagie
- Martirio per decapitazione davanti alle porte della città
Miracoli
- Guarigione dalla paralisi di Caligie tramite la preghiera
- Guarigione di un cieco ad Angoulême
- Guarigione di un flusso di sangue di dodici anni in Calfagie durante il suo battesimo
- Guarigione istantanea dell'intendente Arcadio
Citazioni
-
Vivere è servire Gesù Cristo; morire è andare in cielo.
Commento alla Lettera ai Filippesi -
Nel nome di Gesù Cristo, te lo ordino, alzati
Parole rivolte a Caligie