Vescovo di Vienne nel VI secolo, Desiderio fu un prelato dotto e zelante, stimato da san Gregorio Magno. La sua opposizione ai costumi scandalosi della regina Brunechilde gli valse l'esilio e poi il martirio. Morì lapidato nel 608 a Prissignac, luogo divenuto il borgo di Saint-Didier-sur-Chalaronne.
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SAN DESIDERIO, VESCOVO DI VIENNE NEL DAUPHINÉ
Giovinezza e formazione ad Autun
Desiderio nasce ad Autun nel VI secolo e riceve la sua educazione nell'abbazia di San Sinforiano sotto la guida di san Germano.
Le persecuzioni non gli dissero: Muori in sacrificio agli Idoli; ma: Muori o acconsenti ai nostri peccati e taci la verità. Adon, de transl. S. Desiderii.
Nella prima metà del VI secolo, sotto il regno di Childeberto I, nasceva ad Autun un fanciullo di benedizione chiamato De sideri Didier Vescovo di Vienne e martire del VII secolo. o, che un giorno avrebbe illustrato una delle più grandi sedi episcopali dell'impero merovingio con la sua vita e con la sua morte. Trascorse la sua adolescenza nella sua città natale, e ricevette verosimilmente le prime lezioni di scienza e di virtù nell'illustre abbazia di San Sinforiano, governata allora da san German saint Germain Vescovo di Parigi di cui Fortunato scrisse la vita. o.
Ascensione a Vienne e legami con Roma
Notato da diversi vescovi successivi, Desiderio divenne arcidiacono e poi vescovo di Vienne nel 596, guadagnandosi la stima di papa Gregorio Magno.
San Numazio, vescovo di Vienne, avendo conosciuto Desiderio, scoprì in lui i germi di eminenti qualità e volle coltivarli egli stesso. Lo prese dunque presso di sé e lo amò come un figlio (558). San Filippo, suo successore, non poteva mancare di portare lo stesso interesse a un giovane che dava così belle speranze e lo ammise tra i chierici della sua chiesa. Desiderio si fece presto notare tra tutti per la sua pietà e i suoi progressi nelle scienze ecclesiastiche. Caro a sant'Evanzio come a san Numazio e a san Filippo, apprezzato da san Vero tanto quanto dai tre vescovi precedenti, fu elevato da lui alla carica di arcidiacono e si distinse talmente in questo importante ministero che, dopo la morte di quel santo prelato (596), il clero e i fedeli di Vienne lo chiamarono all'unanimità a ricoprire la sede vacante. La scelta non poteva essere migliore. Desiderio brillò nella Chiesa delle Gallie per il suo sapere e per tutte le virtù episcopali. La sua reputazione si estese presto fino a Roma; e san Gregorio, eminente estimatore del vero me rito, gli died saint Grégoire Papa contemporaneo di San Psalmode. e nelle lettere che gli scrisse le più onorevoli testimonianze di stima e di fiducia. Questo grande Papa raccomandò al santo vescovo di Vienne, come a san Virgilio di Arles e a san Siagro di Autun, i missionari che inviava in Inghilterra, si servì del suo zelo tanto fermo quanto illuminato per combattere la simonia e gli affidò il compito così importante di conservare intatta la disciplina ecclesiastica nella sua provincia. Tuttavia Desiderio, che aveva ricevuto una brillante educazione, credette di poter continuare a coltivare o a dare come svago al suo spirito lo studio delle lettere umane. Assolutamente nulla era più legittimo: del resto non impiegava i vantaggi che traeva da questo studio se non per presentare meglio le verità religiose. Ma alcuni spiriti deboli, ristretti o invidiosi, lo accusarono presso il Papa di sostituire le favole pagane alla Scrittura e di profanare con le lodi di Giove una bocca destinata a cantare le lodi di Gesù Cristo. L'illustre capo della Chiesa ne scrisse al santo vescovo. Questi non ebbe difficoltà a far accogliere la sua apologia a un Pontefice che era egli stesso così illuminato. San Gregorio confuse gli accusatori di Desiderio rendendogli pubblicamente giustizia.
Difesa della cultura classica
Accusato di mescolare favole pagane e Scritture, Desiderio giustifica il suo uso delle lettere umane presso il Papa che lo riabilita pubblicamente.
Poco dopo il grande Papa morì, e un odio più terribile si scatenò contro il nostro Santo. Brune childe, c Brunehaut Regina d'Austrasia e di Burgundia, principale oppositrice politica di Colombano. he non aveva più come consiglio e freno la parola e l'autorità di Gregorio, si abbandonò da allora alla passione della vendetta. Non perdonava a Desiderio di aver alzato la voce, con la generosa e santa libertà di un vescovo, contro i disordini fomentati dall'ambizione di una corte scandalosa. Affinché la sua vendetta fosse pienamente soddisfatta, le occorrevano due cose: screditare il vescovo che l'aveva condannata, per togliere ogni valore ai suoi rimproveri; poi bandirlo, per liberarsi della sua presenza che era per lei un'accusa e un rimorso. Convocò dunque un conciliabolo a Chalon-sur-Saône e produsse falsi testimoni che caricarono Desiderio di crimini. Il nuovo Crisostomo fu deposto e relegato in un'isola lontana e selvaggia, sulle coste della Scozia. Ma Dio si incaricò egli stesso sia di giustificare l'innocenza calunniata del suo servo, sia di proporzionare la gloria alle umiliazioni, onorandolo con il dono dei miracoli. La fama di questi prodigi fece grande rumore, e Brunechilde tremò: aveva paura senza dubbio della vendetta divina. Forse temeva anche l'opinione pubblica che le rimproverava di perseguitare un Santo. Comunque sia, permise a Desiderio di rivedere, dopo quattro anni di esilio, la sua diocesi desolata. Ma il governatore di Vienne non lo lasciò a lungo tranquillo e sembrò prendersi il compito di molestarlolo in ogni circostanza. Un giorno tra gli altri, fece gettare in prigione dodici dei servitori della Chiesa. Il Pontefice, penetrato dal dolore, sparse lacrime davanti a Dio: la sua preghiera non era terminata che san Severo apparve ai prigionieri e li liberò. È così che il cielo, per questo miracolo e per altri ancora, continuava a mostrare che la causa del nostro Santo era la sua propria. Il giovane re Teodorico II ne fu colpito: vo lle vedere Thierry II Re di Burgundia, nipote di Brunechilde, ammonito da Colombano per i suoi costumi. l'uomo di Dio e gli chiese consigli. Desiderio, a cui le persecuzioni non avevano insegnato a tenere la verità prigioniera, gli dettò audacemente il suo dovere: «Cacciate», gli disse, «queste miserabili donne la cui presenza contamina la corte e prendete una sposa legittima, una principessa degna di voi, degna della Borgogna». Il principe, docile a questo avviso tanto generoso da parte del vescovo quanto salutare e glorioso per lui, chiese la figlia di Viterico, re dei Visigoti. Ma Brunechilde, temendo di perdere con questo matrimonio la sua autorità di regina madre, riuscì a impedirlo e preparò contro Desiderio una nuova vendetta.
Conflitto con Brunechilde ed esilio
Opponendosi ai disordini della corte, Desiderio è vittima di un complotto della regina Brunechilde che lo fa esiliare in Scozia per quattro anni.
Questa novella Erodiade fece appostare tre assassini, Beffan, Galifred e Betton, ai quali diede ordine di seguirlo quando fosse tornato da Chalon a Vienne. Accompagnati da una schiera di scellerati, lo raggiunsero nella regione della Dombes, nel borgo di Cormoranche, dove lo maltrattarono inumaniamente; continuando il suo cammino in mezzo ai suoi carnefici, questo santo vescovo soccombette sopraffatto, sotto una grandine di pietre, nel luogo di Prissignac.
Rimostranze al re Teodorico II
Di ritorno dall'esilio, il vescovo esorta il re Teodorico II a congedare le sue concubine per sposare una principessa legittima, provocando la furia di Brunechilde.
(*Prisciniacum*), vicino al fiume Chalaronne. È così che morì il nostro santo vescovo, il 23 maggio 608; è così che, avendo sofferto per la giustizia ciò che i martiri hanno sopportato per la verità, egli ebbe parte alla loro gloria, come un vero imitatore di san Giovanni Battista e del profeta Elia, nella condotta che essi avevano tenuto nei confronti di Erodiade e di Gezabele.
Il martirio nelle Dombes
Per ordine di Brunechilde, Desiderio viene intercettato da tre assassini e lapidato a morte vicino al fiume Chalaronne nel 608.
Il suo corpo fu sepolto nel villaggio di Prissignac, dove piacque a Dio di rivelare, attraverso i miracoli che si compivano sulla sua tomba, la santità del suo servo e la felicità di cui era stato ricompensato. Dei ciechi vi riacquistarono la vista; zoppi e infermi, afflitti da varie malattie, vi furono guariti; ma è soprattutto per essere liberata dalla febbre che la folla, in ogni periodo dell'anno, da tutte le parti delle Dombes e del Lionese, veniva in pellegrinaggio alla chiesa di Prissignac. Vi si formò un borgo considerevole che prese il nome di Saint-Didier- sur-Chalaronne; è oggi una Saint-Didier-sur-Chalaronne Luogo del martirio e della prima sepoltura. parrocchia molto grande nel cantone di Thoissey. L'accrescimento di questo borgo deve dunque essere attribuito a questo Santo.
Culto e miracoli a Prissignac
La sua tomba divenne un luogo di pellegrinaggio celebre per la guarigione dalle febbri, dando origine al borgo di Saint-Didier-sur-Chalaronne.
Cinque anni dopo, nel 613, Clotario II, avendo riunito l'intera monarchia francese sotto il suo dominio, fece morire Brunechilde e ne sterminò l'intera stirpe massacrando i figli del re Teodorico, nipote di questa principessa.
Traslazione delle reliquie
Nel 620, i suoi resti furono trasferiti a Vienne da sant'Etereo; più tardi, Adone di Vienne ne inviò una parte all'abbazia di San Gallo.
Il vescovo di Vienne, Domnolo, che era stato sostituito al Santo, essendo morto verso l'anno 620, il suo successore, sant'Etereo, trasferì il corpo di san Desiderio a Vienne, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, fuori dalle mura, l'11 febbraio, verso l'anno 620. Numerosi miracoli si verificarono durante questa traslazione: quelli che continuarono a compiersi presso le sue reliquie resero a lungo il suo culto famoso in tutto il Delfinat o. Adone, vescovo di V Adon, évêque de Vienne Arcivescovo di Vienne e agiografo del IX secolo. ienne, autore del Martirologio, che scrisse anche la storia del martirio e di questa traslazione del nostro Santo, ne staccò alcune reliquie, verso l'anno 870, per inviarle all'abbazia di San G abbaye de Saint-Gall Celebre abbazia benedettina in Svizzera sorta dall'eremo del santo. allo, in Svizzera.
Gli attributi di san Desiderio di Vienne nelle arti sono il *bastone* con cui fu fustigato, la corda di cui ci si servì per condurlo come un malfattore e forse per strangolarlo. Lo si rappresenta anche mentre parla con autorità a Brunechilde.
Abbiamo completato il Padre Giry, in questo punto, con l'*Histoire hagiologique du diocèse de Belley*, di Monsignor Depéry; questo prelato, di dotta e pia memoria, avendo degnato, pochi giorni soltanto prima della sua morte, di inviarci le sue opere con una lettera, uno dei migliori incoraggiamenti che abbiamo ricevuto. Ci siamo serviti anche di *Saint Symphorien et son culte*, di M. Dinot; del *Légendaire d'Autun*, ecc.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita ad Autun nel VI secolo
- Educazione presso l'abbazia di Saint-Symphorien
- Elevazione al rango di arcidiacono di Vienne
- Elezione unanime alla sede episcopale di Vienne nel 596
- Corrispondenza con papa san Gregorio Magno
- Accuse calunniose riguardanti lo studio delle lettere profane
- Esilio di quattro anni in Scozia in seguito al conciliabolo di Chalon
- Conflitto con la regina Brunechilde e il re Teodorico II
- Martirio per lapidazione a Prissignac nel 608
Miracoli
- Dono dei miracoli durante il suo esilio in Scozia
- Apparizione di san Severo che libera dodici prigionieri della Chiesa
- Numerose guarigioni (febbre, vista) presso la sua tomba
Citazioni
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Cacciate queste donne miserabili la cui presenza contamina la corte e prendete una sposa legittima
Parole rivolte al re Teodorico II