22 maggio 10° secolo

San Bevone

Bobone

Nobile provenzale

Nobile e soldato provenzale del X secolo, Bevone si distinse per la sua pietà e il suo valore scacciando i Saraceni da La Garde-Freinet. Dopo aver rinunciato alle armi, visse come penitente e morì a Voghera nel 986 durante un pellegrinaggio verso Roma. È particolarmente venerato in Lombardia e invocato per la protezione delle greggi.

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Sezioni di lettura: 6

SAN BEVONE, NOBILE PROVENZALE

Vita 01 / 06

Giovinezza e formazione militare

Nato in Provenza nel X secolo, Beuvone viene educato alle armi dal padre Adelfredo, sviluppando al contempo una pietà e una temperanza notevoli.

San Bobone, Saint Bobon Nobile provenzale, soldato e poi pellegrino. che chiamiamo comunemente san Beuvone, e gli italiani San Bovo, figlio di Adelfredo e di Odilinda, nacque in Prov enza nel Provence Luogo di ritiro e di lotta dottrinale del santo. castello di Noguiers, verso gli inizi del regno dell'imperatore Ottone I e del re Lu l'empereur Othon Ier Imperatore del Sacro Romano Impero, fratello di Brunone di Colonia. igi d'O ltremare. Suo padre, roi Louis d'Outremer Re dei Franchi. che seguiva la professione delle armi, lo fece educare nei medesimi esercizi; ma ebbe grande cura di formarlo al contempo alla virtù; di modo che Beuvone, avendo sempre il timore e l'amore di Dio nel cuore, seppe unire, con una fortuna assai rara, la pietà e la modestia alla grandezza del coraggio e alle altre qualità militari che attirano la stima e la considerazione della gente del mondo. Sobrio, casto e temperante, era senza sosta applicato a contenere e a moderare le sue passioni; vi faceva servire utilmente gli esercizi della corsa, della caccia e dell'arco: ricercava ciò che poteva indurirgli il corpo e garantirlo dalla mollezza e dall'ozio. Non faceva nulla senza riferirlo a Dio; in tutte le sue azioni, aveva in vista sia di servire la Chiesa o il suo prossimo, sia di acquisire un più alto grado di virtù. Per questo si rese oggetto della stima e dell'affetto di tutti coloro che lo conoscevano, e il modello dei gentiluomini e dei soldati cristiani.

Vita 02 / 06

Difesa della Provenza

Guida una vittoriosa spedizione militare contro i Saraceni trincerati nel castello di La Garde-Freinet, liberando la regione dai loro saccheggi.

Dio gli fece nascere diverse occasioni per esercitare il suo zelo per l'onore e gli interessi della relig ione. I Sarac Les Sarrasins Invasori musulmani responsabili del massacro delle religiose. eni, nemici dichiarati del nome di Gesù Cristo, tormentavano estremamente le coste della Provenza, sia per mare con le loro piraterie, sia per terra con i loro brigantaggi. Essendosi resi pad roni del castello di La Gar château de la Garde-Fresnet Fortezza saracena in Provenza. de-Freinet, che era una penisola del golfo di Saint-Tropez, nella diocesi di Fréjus, ne avevano fatto il covo dei loro crimini e delle loro violenze. Sgozzavano impunemente, in odio alla religione, i cristiani che cadevano in loro potere. L'intera contrada era la loro preda: non vi era più sicurezza per la vita, i beni e l'onore dei privati. Gli abitanti del paese, conoscendo il coraggio di Beuvon, ricorsero a lui per liberarli da una così crudele vessazione: egli abbracciò con ardore questa occasione di esporre la propria vita per i suoi fratelli. Alla testa di una truppa di uomini armati, si impadronì della montagna di Pierre-Impie, che era di fronte al Freinet. Aiutato dal custode di quel castello, se ne impossessò, sconfisse i Saraceni e fece prigionieri il loro capo e i suoi figli. Concesse loro la grazia, così come a tutti coloro che vollero abbracciare il cristianesimo.

Conversione 03 / 06

Rinuncia e pellegrinaggi

Dopo le sue imprese militari, abbraccia una vita di penitenza e compie ogni anno un pellegrinaggio a piedi verso Roma.

Dopo aver restituito sicurezza e pace a questa costa, rinunciò interamente alle armi per dedicarsi agli esercizi della penitenza nel ritiro. Visse sempre da allora in una grande mortificazione, e compì ogni anno un pellegrinaggio di devozione a Roma, in un equipaggio molto povero, portando con sé solo un mulo che usava soltanto per trasportare alcuni indumenti e per sollevare i passanti che ne avessero bisogno. Faceva questo lungo viaggio a piedi, cercando di portare la sua croce in ogni modo per tentare di seguire Gesù Cristo. In uno di questi pellegrinaggi, l'anno 986, essendo arrivato dopo la domenica dell'Ascensione a Vog hera in Voghera Città della Lombardia dove il santo è morto e viene venerato. Lombardia, vicino a Pavia, dall'altra parte del Po, vi fu fermato da una malattia dalla quale comprese subito che non si sarebbe ripreso. Si preparò a ricevere cristianamente la morte, alla quale si disponeva da molto tempo; e, avendo distribuito ai poveri tutto ciò che aveva, morì il sabato, vigilia di Pentecoste, che era il 22 maggio. Gli abitanti di Voghera non conoscevano il tesoro che possedevano; ma lo splendore dei miracoli insegnò loro presto che un Santo era morto tra loro.

Vita 04 / 06

Transito a Voghera

Muore di malattia nel 986 a Voghera, in Lombardia, dove la sua santità è rapidamente attestata da numerosi miracoli.

Il corpo del Santo fu esumato alcuni anni dopo la sua prima sepoltura: fu riposto in una bara nuova e fu eretto un altare in suo nome, in una chiesa costruita contemporaneamente. Questo corpo fu ritrovato nuovamente nell'anno 1469 ed esposto alla vista pubblica dal 22 febbraio fino al 21 maggio dell'anno successivo; poi, fu rinchiuso in una tomba di marmo, ai primi Vespri della sua festa, che doveva essere celebrata molto solennemente il giorno seguente. Nell'anno 1522, fu trasportato nella sacrestia della stessa chiesa a causa della guerra che si combatteva allora in Lombardia, tra Carlo V e Fra Charles-Quint Imperatore coinvolto nelle guerre che portarono alla distruzione del convento. nces co I. Questo François Ier Re di Francia menzionato durante la visione di Pavia. è quanto affermano gli abitanti di Voghera, che producono titoli in pergamene e pietre incise a sostegno della loro testimonianza.

Culto 05 / 06

Traslazione e culto delle reliquie

I suoi resti sono esumati e onorati a più riprese, in particolare nel 1469 e nel 1522, nonostante i disordini delle guerre d'Italia.

Alcune di queste preziose reliquie furono trasportate a Pavia. Il culto di san Beuvone divenne assai celebre in tutta la Lombardia, a causa dei favori celesti che i popoli hanno ottenuto da Dio per sua intercessione. La sua festa vi si celebra il 22 maggio nella maggior parte delle città, come a Voghera, a Pavia, a Lodi, a Milano, a Padova, a Vicenza; ma a Verona si celebra solo il 25. Quella della sua invenzione e della sua traslazione si celebra con grande solennità a Voghera la seconda domenica di Quaresima, poiché il corpo era stato ritrovato il martedì dopo la prima domenica, che cadeva il 22 febbraio, nell'anno 1469.

Eredità 06 / 06

Devozione popolare e rappresentazioni

Invocato per la protezione delle greggi in Italia, è rappresentato sia come cavaliere che come pellegrino.

San Beuvone viene invocato, in Italia, contro le malattie del bestiame perché, si dice, essendo stata trascurata la sua tomba, gli animali che la calpestavano venivano colpiti da una malattia mortale. Viene rappresentato con l'abito da cavaliere o da pellegrino.

Cfr. Acta Sanctorum, Ballett e la maggior parte delle bibliografie moderne.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nascita in Provenza all'inizio del regno di Ottone I
  2. Carriera militare e difesa della Provenza contro i Saraceni
  3. Presa del castello di La Garde-Freinet
  4. Rinuncia alle armi per una vita di penitenza
  5. Pellegrinaggi annuali a Roma
  6. Morto a Voghera in Lombardia durante un pellegrinaggio

Miracoli

  1. Molteplicità di miracoli dopo la sua morte a Voghera
  2. Malattia mortale che colpisce gli animali che calpestano la sua tomba trascurata

Citazioni

  • La vita dell'uomo sulla terra è un combattimento perpetuo. Gb 7,1 (citato in epigrafe)

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo