Giovane greco dell'Attica, Nicola passò la sua vita a ripetere la preghiera 'Kyrie eleison'. Dopo una vita da eremita e di erranza segnata dalle derisioni, finì i suoi giorni a Trani in Italia, dove percorreva le strade con dei bambini portando una croce greca. Fu canonizzato poco dopo la sua morte nel 1094 a causa dei suoi numerosi miracoli.
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SAN NICETA O NICOLA PELLEGRINO
Origini e vocazione precoce
Nato in Attica in una famiglia povera, Nicola manifesta fin dall'infanzia una devozione ossessiva per la preghiera 'Kyrie eleison', il che gli vale il rifiuto da parte della madre.
Questo venerabile fanciullo era nato nelle vicinanze del monastero di Sterion, nell'At Attique Regione della Grecia dove è nato il santo. tica. I suoi genitori erano poveri contadini che non poterono insegnargli nessuno degli elementi delle scienze umane, né alcun mestiere. All'età di otto anni, gli fu affidata la custodia delle pecore: ciò non durò a lungo, poiché lo Spirito Santo aveva disegni particolari su questo bambino. Un giorno si mise a gridare all'improvviso: «Signore, abbi pietà di me!» o Kyrie eleison Kyrie eleison Preghiera liturgica greca che costituisce l'unica invocazione del santo. , in greco. Fu, da quel momento, l'unica preghiera che rivolse al cielo; e non la interruppe né il giorno né la notte, fino alla fine della sua vita.
Sua madre, sentendo questo grido monotono, lo credette pazzo e non gli risparmiò né le parole né le percosse per imporgli il silenzio. Non riuscendovi, lo cacciò di casa e gli vietò di rientrarvi: Nicola aveva allora dodici anni.
Vita eremitica e prove
Dopo essere stato messo alla prova dai monaci di Sterion, conduce una vita da eremita in una grotta, dedicandosi alla preghiera e alla fabbricazione di croci di legno.
Andò a ripetere il suo ritornello agli echi di una montagna vicina. La tenerezza materna, tuttavia, si allarmò e corse dietro di lui. Lo condussero dai monaci di Sterion, pensando che fosse posseduto e che fosse necessario esorcizzarlo. I monaci lo sottoposero a ogni sorta di prove penose. Il giovane continuava sempre il suo Kyrie eleison. Alla fine, i monaci impazienti lo lasciarono andare: si ritirò con suo fratello in una caverna della montagna ed entrambi vi condussero una vita eremitica. Ma presto Giorgio, questo Georges Fratello di Nicola che condivise brevemente la sua vita eremitica. era il nome del fratello, si stancò di una vita così mortificata e tornò da loro madre. L'occupazione di Nicola era quella di dire incessantemente a Dio: «Signore, abbi pietà di noi», poi di tagliare il legno e farne delle croci di cui seminava le alture e i precipizi.
Pellegrinaggio verso l'Italia
In cerca di comunione, parte per Roma passando per Lepanto e Otranto, accompagnato dal monaco Bartolomeo, attirando le folle con il suo comportamento singolare.
Di tanto in tanto, lasciava la sua cella per andare a unirsi a Gesù Cristo nella comunione, ma non sempre gliela si concedeva. Afflitto da questa esclusione, prese la risoluzione di recarsi a Roma, dove forse sarebbero stati meno severi.
Giunse dapprima a Lepanto, e lì trovò un monaco, di nome Bartol omeo, che Barthélemy Monaco che accompagnò Nicola e che probabilmente ne redasse la vita. si unì a lui e non lo lasciò più: è a questo monaco, senza dubbio, che si devono i dettagli della vita di questo Santo, più ammirevole che imitabile.
- Durante la traversata, Nicola fu maltrattato sulla nave come lo era stato ovunque. Infine sbarcarono a Otrant o, dove Otrante Città portuale italiana dove sbarcò Nicola. guarì un indemoniato. Nei vari luoghi che attraversava, talvolta lo guardavano come un Santo, talvolta lo consideravano un folle. Camminava con i piedi, le gambe e la testa nudi, vestito solo di una tunica corta che gli arrivava fino alle ginocchia. Portava in mano una croce di legno leggero, a doppia traversa, che è la croce greca, e a tracolla una bisaccia destinata principalmente a contenere le leccornie che dava ai bambini per attirarli a sé, organizzarli in processioni e far loro cantare Kyrie eleison.
Arrivo e morte a Trani
Accolto con benevolenza dall'arcivescovo di Trani, muore improvvisamente dopo aver percorso la città con una processione di bambini.
Trani doveva essere il termine del suo cammino. Appena arrivato in questa città, riunì i bambini piccoli e fece con loro il giro delle mura, ripetendo il suo canto. Si informò l'arcivescovo di tutto quel rumore; questi fece venire Nicola e gli chiese perché agisse in tal modo: «Signore», rispose il giovane greco, «vo jeune Grec Giovane asceta greco dell'XI secolo, celebre per la sua semplice pietà e il suo peregrinare in Italia. i che conoscete tutto il vostro Vangelo, non ignorate che Gesù Cristo ha comandato ai suoi discepoli due cose: portare la loro croce e diventare simili ai bambini piccoli. Avendo compreso queste cose, non ho arrossito di portare il segno della salvezza interiormente ed esteriormente e anche di comportarmi alla maniera dei bambini, poco curante delle derisioni degli uomini. A voi giudicare se debba continuare. Se è vostro beneplacito, la mia intenzione è di dimorare presso di voi: altrimenti me ne andrò da me stesso altrove». L'arcivescovo, avendolo sentito ragionare con tanto buon senso, riconobbe di avere davanti a sé un servitore di Dio e gli rispose: «Ho riconosciuto dalla vostra spiegazione che fate la volontà di Dio. Dunque, perché cacciarvi dalla nostra città? Restate fino alla festa dei santi apostoli Pietro e Paolo, e cantate le vostre preghiere consuete: provvederò a tutti i vostri bisogni».
L'arcivescovo stava per continuare, quando l'attenzione di Nicola fu attirata dal calpestio della sua piccola schiera che lo attendeva nella strada: si dileguò e andò a raggiungerla. Percorse gioiosamente le strade della città per tre giorni; il quarto, cadde improvvisamente malato e fu portato all'ospedale dove tutta la città venne a vederlo: la sua giovinezza, il suo candore, la sua pietà ingenua ispirarono infine l'interesse più vivo: i bambini piccoli soprattutto erano inconsolabili. Morì lo stesso giorno, 2 giugno 1094, e fu sepolto nella cattedrale.
Canonizzazione e posterità
In seguito ai numerosi miracoli avvenuti sulla sua tomba, viene canonizzato da papa Urbano II nel 1098 e diviene il santo patrono di Trani.
I miracoli operati sulla sua tomba furono così eclatanti che lo stesso prelato che aveva accolto così bene il giovane fanciullo della Grecia, chiese la sua canonizzazione a Urbano II e la ottenne (1098).
Lo si rappresenta con una croce a doppia traversa sulla spalla e mentre pe rcorr Trani Città d'Italia dove il santo termina la sua vita e di cui è patrono. e le strade di Trani con una processione di bambini: è uno dei patroni di questa città.
AA, SS., 2 giugno, traduzione nuova.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita in Attica vicino al monastero di Sterion
- Inizio della sua preghiera perpetua 'Kyrie eleison' all'età di 8 anni
- Espulsione dalla casa materna a 12 anni
- Vita eremitica in una caverna con suo fratello Giorgio
- Viaggio verso Roma passando per Lepanto e Otranto
- Arrivo a Trani e accoglienza da parte dell'arcivescovo
- Morto all'ospedale di Trani dopo tre giorni di predicazione con i bambini
- Canonizzazione da parte di Urbano II nel 1098
Miracoli
- Guarigione di un indemoniato a Otranto
- Miracoli eclatanti operati presso la sua tomba dopo la morte
Citazioni
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Gesù Cristo ha comandato ai suoi discepoli due cose: portare la propria croce e diventare simili ai bambini piccoli.
Risposta all'arcivescovo di Trani