15 giugno 10° secolo

San Bernardo di Mentone

Apostolo delle Alpi

Apostolo delle Alpi — Fondatore degli ospizi del San Bernardo

Festa
15 giugno
Morte
28 mai 1008 (naturelle)
Epoca
10° secolo

Nobile savoiardo del X secolo, Bernardo di Mentone fuggì da un matrimonio prestigioso per consacrarsi a Dio ad Aosta. Divenuto arcidiacono, combatté l'idolatria sulle Alpi e fondò due celebri ospizi per soccorrere i viaggiatori minacciati dal freddo e dai briganti. Morì a Novara nel 1008 dopo una vita dedicata all'ospitalità e all'evangelizzazione delle vette.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 8

SAN BERNARDO DI MENTONE,

APOSTOLO DELLE ALPI — FONDATORE DEGLI OSPIZI DEL SAN BERNARDO

Vita 01 / 08

Origini e prima educazione

Bernardo nasce nel 923 all'interno della potente nobiltà savoiarda e riceve un'accurata educazione cristiana fin dalla più tenera età.

San Bernardo Saint Bernard Allievo di san Germano e fondatore dell'ospizio del Gran San Bernardo. nacque in Savoia, nel mese di giugno dell'anno 923, da Riccardo, signore di Mentho Menthon Luogo di nascita del santo in Savoia. n, e da Bernolina di Duingt, nipote del cavaliere Oliviero, conte di Ginevra, pari di Francia e compagno delle conquiste di Carlo Magno. Onori, ricchezze, alleanze, tutto concorreva a rendere questa famiglia una delle più potenti del paese. I suoi virtuosi genitori misero ogni cura nel coltivare fin da subito le eccellenti disposizioni di questo fanciullo, unico oggetto delle loro tenerezze. Fin dall'età più tenera, mostrò un gusto deciso per gli esercizi religiosi e una grande facilità per l'istruzione che riceveva in seno alla sua famiglia.

Conversione 02 / 08

Studi a Parigi e chiamata al sacerdozio

Inviato a Parigi a quattordici anni, studia filosofia e teologia sotto la guida del suo precettore Germano, prima di fare voto di verginità.

All'età di sette anni gli fu dato un precettore, uomo distinto per i suoi talenti e le sue virtù; il pio G ermano Germain Parente e compagno di viaggio di Cassiano in Egitto e a Roma. gli fece fare grandi progressi nelle scienze; quest'uomo saggio si mostrò degno di essere l'angelo custode di questo fanciullo di benedizione. Essendo i suoi primi studi avanzati, i genitori ritennero opportuno inviarlo a Parigi, sotto la guida del suo precettore, per compiere studi più estesi e solidi; non aveva che quattordici anni quando arrivò in quella città. Seguì il corso di filosofia e si dedicò poi con grande applicazione allo studio del diritto e soprattutto della teologia; sempre docile ai saggi consigli della sua guida, fedele alle impressioni di quella santa religione che riempiva tutti i suoi pensieri, seppe mettere la sua virtù al riparo da ogni seduzione.

La vista dei disordini e dei terribili ravagi che il vizio causava tra i giovani studenti della sua età rivoltava il suo cuore innocente e puro; circondato da pericoli, sospeso sull'orlo di un abisso, i suoi sguardi si levavano verso il cielo; fu allora che confidò al suo precettore il vivo desiderio che provava di intraprendere la carriera ecclesiastica per fuggire maggiormente la corruzione del secolo. Il suo precettore, senza tuttavia combattere il suo disegno, gli fece osservare che non doveva decidere nulla al riguardo senza aver prima, in un affare così importante, consultato Dio, il suo direttore, persone prudenti e le proprie inclinazioni. Bernardo seguì questo consiglio e, su parere del suo direttore, consultò Dio durante i tre anni in cui studiò teologia.

Una così lunga prova, ben lungi dallo scoraggiarlo, non fece che aumentare la sua inclinazione e il suo fervore; allora prese la risoluzione di non vivere più che per il cielo e di cercare nel santuario un asilo sicuro per la sua virtù: frequentava i sacramenti due volte al mese; si allontanava dai piaceri e dai divertimenti permessi ai giovani del suo rango; aveva sempre in memoria la pietà e la scienza necessarie a un sacerdote. Il suo direttore gli dichiarò infine che lo stato al quale Dio lo chiamava era il sacerdozio e che la sua salvezza vi era legata. Questa decisione fissò per sempre la sua vocazione; fece all'istante voto di verginità e di entrare nello stato ecclesiastico; il suo precettore, che condivideva i suoi disegni e che aveva formato la risoluzione di abbracciare lo stato religioso, rafforzò Bernardo nella sua vocazione; e per non omettere nulla di ciò che poteva assicurare la loro s celta, pregar saint Nicolas Santo verso il quale Flora nutriva una devozione particolare. ono san Nicola di essere il protettore della loro impresa.

Vita 03 / 08

La fuga dal castello paterno

Per sfuggire a un matrimonio combinato dal padre, Bernardo fugge dal castello di Menthon e si rifugia ad Aosta presso l'arcidiacono Pietro.

Tuttavia i genitori di Bernardo, non potendo sopportare una più lunga assenza del loro figlio unico, lo richiamarono al castello di Menthon; il padre, facendone curare l'educazione, si era proposto di farne un gentiluomo compiuto, capace di sostenere un rango elevato e la gloria della sua famiglia; l'erede del suo nome e della sua fortuna doveva essere un grande uomo, secondo le idee del tempo. Bernardo, che sa che l'obbedienza è la prima virtù di un figlio ben nato, si reca senza esitare in seno alla sua famiglia.

Arrivato al castello di Menthon, gusta con delizia il piacere di ritrovarsi in seno alla sua famiglia. Tutta la nobiltà del vicinato è venuta a prender parte alla festa, ognuno si affretta ad accogliere un giovane al quale si legano tanti interessi; ci si abbandona con trasporto ai divertimenti, ai piaceri ingenui di quell'età. Si sa quali fossero la cortesia, l'allegria e tutte le amabili follie che abbellivano le feste di un vecchio maniero gotico. Bernardo, che aveva rinunciato ai piaceri del mondo, fu poco sensibile ai festeggiamenti che il suo ritorno causò, così suo padre non poté fare a meno di fargli sentire la sua indifferenza, e come per rimetterlo dalle fatiche del viaggio che egli addusse a pretesto in quell'occasione, e nell'intenzione di renderlo più gioioso, gli dichiara i suoi disegni: «Mio figlio», gli disse, «è tempo di regolare la vostra sorte e di scaricare su di voi le fatiche di una penosa amministrazione: sarete il consolatore della mia vecchiaia; è da voi che dipende tutta la mia felicità; siete voi che dovete perpetuare la mia famiglia, di cui siete l'unica speranza. Bisogna dunque che vi decidiate a concludere presto un'alleanza onorevole che ho preparato per voi».

A questo discorso, il turbamento si impadronisce del giovane Bernardo; egli si getta ai piedi di suo padre, supplicandolo di non imporgli impegni che lo spaventano.

Per riguardo verso il cuore di suo padre, non osa scoprirgli la sua anima; si accontenta di mostrarsene sorpreso; si scusa con la sua giovinezza, e il vivo desiderio che aveva di viaggiare per la sua istruzione gli fornisce un motivo plausibile; ma il barone di Menthon, invece di lasciarsi intenerire, si adira.

forza tutta divina; non potendo uscire dalle porte che erano tutte chiuse, scappa da una finestra della sua camera, rompendo una sbarra di ferro che gli faceva ostacolo. Si mostra ancora oggi la finestra dalla quale ha avuto luogo la sua evasione. Di là, errando all'avventura, arriva, dopo alcuni giorni di camm Aoste Città principale dell'attività e del culto del santo. ino, alle porte della città di Ao sta, dove si presenta al Pierre de la Val-d'Isère Arcidiacono di Aosta che accolse Bernardo dopo la sua fuga. venerabile Pietro della Val-d'Isère, arcidiacono, che lo ricevette con molta benevolenza e carità; ebbe la fortuna di incontrare un altro padre in questo personaggio di alta santità.

Questa fuga, che aveva messo in pace Bernardo, non produsse lo stesso effetto nel castello di suo padre; gli ufficiali che andarono al mattino per vestirlo, trovando la porta chiusa, furono costretti a sfondarla.

Si trovò, al posto di uno sposo che si cercava, una lettera all'indirizzo di suo padre, nella quale egli gli espone che sarebbe indegno di essere chiamato suo figlio, se gli dissimulasse la sua vocazione; che se gli deve l'educazione, ne deve a Dio la prima grazia; che la sua volontà divina deve essere ascoltata quando parla.

Gli dichiara il voto di castità che ha fatto a Parigi, pregandolo di non biasimarlo se lascia tutto per seguire Dio; che abbandona la sua fortuna per seguire quella della Provvidenza; che abbandona la sua sposa, per non mancare alla sua parola, avendo promesso fedeltà alla croce; termina così:

«Scongiuro la mia caritatevole madre di accogliere con voi le risoluzioni del mio cuore, poiché non mi allontano da voi che per ritrovarvi tutti un giorno nell'eternità beata».

Lasciamo al lettore il compito di indovinare il turbamento che questa terribile notizia causò nel castello; diremo soltanto, in poche parole, il risentimento che il barone di Miolans provò, e quanto fu sensibile a un affronto di cui il signore di Menthon non era affatto colpevole; è riportato che ne avrebbe tratto vendetta a mano armata se Margherita, gettandosi ai piedi di suo padre, non lo avesse supplicato per ottenere il suo perdono; e se ella non avesse scelto lei stessa per sposo Gesù Cristo, in un convento del Delfinato.

Missione 04 / 08

Ascensione e zelo apostolico

Divenuto arcidiacono e vicario generale di Aosta, dispiega un'intensa attività missionaria e riforma l'istruzione pubblica nella regione.

Tuttavia il santo fuggitivo ebbe gran cura di tacere il suo paese e la sua famiglia ad Aosta; cambiò persino nome. Sia che Bernardo avesse confidato all'arcidiacono il segreto della sua nobile origine, sia che il saggio vecchio abbia rispettato il silenzio misterioso del giovane sconosciuto, è certo che seppe apprezzare il tesoro che il cielo gli affidava. Egli stesso si incaricò di coltivare questa giovane pianta; trovava consolazione nel formare un soggetto dotato di così felici disposizioni e di cui sembrava presagire la gloriosa carriera. All'ombra del santuario, questo nuovo Samuele respirava la calma della pace che il mondo non aveva potuto dargli. Tutto dedito al raccoglimento, alla preghiera, allo studio, docile alle lezioni del virtuoso arcidiacono, non cessava di ornare la sua bella anima delle conoscenze e delle virtù che esige il sacerdozio, al quale non tardò ad essere elevato. Pietro della Val-d'Isère parlava spesso ai canonici delle virtù e dei talenti dello straniero; affascinati dai suoi meriti, vollero riceverlo tra loro e gli ottennero un canonicato.

Lo zelo e i talenti di Bernardo lo chiamavano alle funzioni apostoliche; gli sarebbe stato difficile contenere in se stesso il fuoco divino che lo consumava. I suoi lavori nell'opera delle missioni non tardarono ad essere accompagnati dai frutti più abbondanti e più felici. Il suo benefattore, il venerabile arcidiacono, essendo venuto a mancare, Bernardo fu eletto per succedergli in tale dignità. Il vescovo di Aosta, che conosceva anch'egli tutto il suo merito e la sua prudenza, desiderando riposarsi su di lui per la conduzione della sua diocesi, lo nominò vicario generale; questo nuovo impiego fece risplendere tutto il suo zelo e ciò che può un'anima forte ispirata dall'amore di Dio; presto la Valle si trovò rinnovata per le sue cure. I suoi lavori apostolici si estesero ancora nelle diocesi di Novara, di Sion nel Vallese, di Tarantasia e di Ginevra; ovunque lo si vede dispiegare il suo zelo instancabile, ovunque i suoi prodigiosi sforzi ottengono i più felici successi.

Persuaso che i vizi non abbiano mai più impero che sotto il regno dell'ignoranza, fonte di tutti i disordini, organizza l'istruzione pubblica, molto trascurata in quel paese. Bernardo riunisce uomini degni e capaci nella città; fonda scuole nelle campagne; si fa un dovere di non accettare per questa missione che uomini virtuosi e istruiti; con le sue assidue visite, ristabilisce il rispetto che si deve alle chiese, e rimette in vigore la disciplina ecclesiastica attraverso l'osservanza dei canoni e la pietà di cui egli stesso dà l'esempio.

Miracolo 05 / 08

L'Apostolo delle Alpi e il miracolo di Procus

Bernardo combatte le ultime vestigia del paganesimo sulle vette alpine, abbattendo simbolicamente il demone Procus con la sua stola.

Mentre questo santo uomo segnava così ogni giorno con qualche buona opera, apprende i disastri che l'idolatria causava molto frequentemente sulle Alpi, attaccando i viaggiatori e i pellegrini che si recavano alle tombe dei santi Apostoli, attraverso le due vie romane esistenti.

Una di queste vie stabiliva la comunicazione tra la valle d'Aosta e l'alta Tarantasia, tagliando le Alpi Graie attraverso la montagna chiamata Colonna-Joux, a causa di una colonna consacrata al culto di Giove. L'altra via attraversava le Alpi Pennine e conduceva nel Vallese, attraverso un colle stretto e difficile, chiamato Mont-Joux. Su questa mo ntagna es Mont-Joux Cima alpina dove Bernardo fondò il suo principale ospizio. isteva un antico tempio pagano nel quale si adorava ancora una statua di Giove-Pennino; l'Olimpo, scacciato da ogni parte, si era rifugiato su quest'ultimo baluardo dove si credeva inespugnabile.

I viaggiatori che sfuggivano alla violenza delle tempeste e ai rigori del freddo, così come alla crudeltà dei briganti, scendevano in città mezzi morti di fatica e di terrore e facevano un quadro spaventoso dei pericoli che avevano corso e delle orribili crudeltà subite dai loro fratelli, vittime dei mostri che abitavano quei luoghi.

Bernardo non poté resistere più a lungo ai moti del suo cuore; ispirato da questa religione sublime, che non conosce alcun ostacolo quando ci sono lacrime da asciugare, prende la risoluzione di andare a piantare la croce sulla vetta delle Alpi e di erigervi una tenda ospitale. L'impresa era pericolosa; si trattava di conquistare un deserto quasi inaccessibile e di umanizzare i feroci abitanti di quest'ultimo covo dell'idolatria. Si sa quanto sia difficile estirpare vecchi pregiudizi, soprattutto quando l'ignoranza e il fanatismo sono legati a un'infame cupidigia; il nostro Santo non si lascia abbattere da tutte queste difficoltà; la sua grande fiducia nella Provvidenza gli spiana tutte le vie; la sua stessa vita, ne fa il sacrificio.

Riportiamo, secondo Riccardo della Val-d'Isère, successore di san Bernardo, che fu testimone dei suoi miracoli sulle Alpi, come egli portò rimedio a tanti mali. «Fu in seguito a una missione che san Bernardo eseguì il suo disegno; dopo aver lasciato ai piedi della montagna il vescovo, il clero e il popolo che vi erano venuti in processione, salì accompagnato da nove pellegrini francesi che erano stati crudelmente maltrattati al loro passaggio sulle Alpi, dove un brigante chiamato Procus, adoratore dell'idolo e soprannominato il Gi Procus Brigante e mago idolatra abbattuto dal santo. gante a causa della grandezza della sua statura, aveva appena rapito uno dei loro compagni, come per diritto di decima. Arrivati verso l'idolo, ai piedi del quale si trovava il Gigante, questo mostro di crudeltà si fece vedere sotto la forma di un drago pronto a divorarli; ma il Santo, avendo fatto il segno della croce, intraprende di abbatterlo e, pieno di uno zelo intrepido e di una santa fiducia, gli getta la sua stola al collo, che si trasforma subito in catena di ferro, eccetto i due lembi che teneva in mano. È così che uno zelo accompagnato dalla preghiera e dalla fiducia in Dio disarma l'inferno». I compagni di san Bernardo lo misero subito a morte. Si conservano ancora i due lembi della stola di san Bernardo nel tesoro delle reliquie dell'abbazia di San Maurizio, nel Vallese; da qui questa consuetudine di vedere ovunque san Bernardo rappresentato mentre tiene il demone incatenato. Il corpo di questo mostro d'iniquità fu messo in una grotta vicino al monastero; infatti, scavando le fondamenta della chiesa che sussiste oggi, si dissotterrò una pietra in forma di sepolcro, che portava questo epitaffio: Qui giace un mago, chiamato Procus, ministro del demone.

Fondazione 06 / 08

Fondazione degli ospizi del Gran San Bernardo

Fonda gli ospizi del Gran e del Piccolo San Bernardo per soccorrere i viaggiatori, affidandoli ai canonici regolari di sant'Agostino.

Ma il nostro Santo, poco soddisfatto delle sue vittorie se non avesse potuto assicurarne i frutti e mettere in sicurezza queste due montagne, ritenne necessario stabilirvi un asilo sicuro per i viaggiatori e, con tale intenzione, gettò, nell'anno 902, le fondamenta dei due ospizi che vi si trovano ancora oggi, chiamati col suo nome: il Gran e il Piccolo San Bernardo.

I risparmi che trasse dal suo beneficio e le pie liberalità del vescovo di Aosta e di molte altre persone virtuose gli fornirono somme considerevoli con le quali mise presto le due case in grado di accogliere e alloggiare tutti i viaggiatori. Le fece abitare e servire da religiosi, sotto il titolo e la regola dei canonici regolari di sant'Ago stino, così come sussistono ancora og chanoines réguliers de saint Augustin Ordine sotto il quale Bertrando riunì i suoi canonici. gi. Le due case, stabilite sulle rovine dell'idolatria, apparvero, al giudizio di tutti, di un così grande vantaggio per la sicurezza e la comodità dei viaggiatori che, già durante la sua vita, gli fu dato il nome così glorioso di Apostolo delle Alpi e di padre dei poveri. L'idolatria non poté resistere davanti a tanta carità e a tanti miracoli; convertì persino a Gesù Cristo un ricco di nome Policarpo, che aveva eretto il carbonchio a Giove sulle Alpi Graie.

In pochi anni i pii cenobiti di sant'Agostino fecero benedire il nome di Bernardo in tutta l'Europa; la riconoscenza dei viaggiatori non si limitò a una sterile ammirazione: i principi della Chiesa e i grandi della terra vollero associarsi al merito di una così grande opera, per offrire a Bernardo i mezzi per perpetuare questo stabilimento di carità in quei luoghi dove regna un inverno quasi perpetuo.

Vita 07 / 08

Ritrovamenti e consolidamento dell'opera

Dopo essere stato riconosciuto dai suoi genitori, ottiene l'approvazione papale a Roma e continua a dirigere la sua congregazione ospitaliera.

L'alta opinione che si aveva del suo merito e della sua santità non gli permetteva più di vivere sconosciuto; la sua grande reputazione divenne per il Santo la causa di una prova alquanto singolare: dei pellegrini di ritorno da Roma passarono per Menthon, dove furono ben accolti; la conversazione si avviò dopo cena; il barone di Menthon interrogò gli stranieri sulle cose curiose che avevano osservato nel loro viaggio; costoro gli esposero ciò che avevano visto di più interessante, e in particolare gli fecero sapere che la strada delle Alpi cominciava a essere molto frequentata; che il gran vicario di Aosta procurava a tutti i viaggiatori soccorsi di ogni genere, con una carità quanto mai ammirevole; che essi stessi erano stati accolti benissimo nelle case ospitaliere che egli aveva fatto costruire nel punto più elevato del Colle di Giove; in una parola, che il personaggio passava ovunque per un giusto e un santo; che aveva persino compiuto prodigi rovesciando un idolo con un segno di croce, abbattendo un gigante e proibendo al demonio di continuare a devastare quel paese; che infine egli silenzio che la penna ritrae con difficoltà, il cuore solo potrà renderlo.

Tuttavia il barone di Beaufort, che era presente a questa scena commovente, temendo conseguenze spiacevoli per la tenerezza paterna, prese la parola, proponendo al padre così come all'arcidiacono un mezzo per consolarli, proponendo di chiedere un vescovado per l'Apostolo delle Alpi; il Santo gli rispose che gli incarichi e soprattutto le dignità sfolgoranti della Chiesa lo facevano tremare e che avrebbe sempre rifiutato, come aveva già rifiutato il vescovado di Aosta, che gli era stato offerto dal vescovo stesso. Il Santo ringraziò i suoi genitori per tutte le offerte più premurose che gli fecero; soltanto, poiché desiderava far prosperare i due stabilimenti che aveva fondato, chiese loro solo di aiutarlo con la loro fortuna per aumentare il reddito dei suoi ospedali, dichiarando loro il voto che aveva fatto di non cambiare mai né stato, né paese.

Dopo aver dato, per alcuni giorni, libero sfogo all'effusione dei loro sentimenti, il padre e la madre di san Bernardo tornarono al castello di Menthon, ammirando le vie della Provvidenza e benedicendo Dio come il vecchio Simeone, quando ebbe visto l'oggetto dei suoi lunghi desideri; rividero pieni di gioia e di consolazione la loro antica dimora. D'ora in poi il lamento non si leverà più dal fondo del loro cuore; non cesseranno di unire le loro voci per celebrare i benefici del Signore; troppo felici di avere un Santo nella loro famiglia, si sforzeranno di imitare le sue virtù.

Intanto Bernardo continuava i suoi lavori e si applicava a perfezionare la sua opera; le sue cure più assidue furono rivolte a formarsi dei discepoli il cui zelo e la cui dedizione fossero al riparo dal rilassamento e da tutte le vicissitudini. Si spostava alternativamente dall'uno all'altro dei suoi due monasteri, per dirigere i suoi confratelli, per consolarli e condividere i loro lavori. La sua presenza sola era per loro la più efficace di tutte le lezioni. Metteva anche molta cura nel seguire i regolamenti e le sagge costituzioni che danno stabilità agli stabilimenti e ne perpetuano i felici frutti. Bernardo parlava il linguaggio della fede a cuori docili; il fuoco divino che lo consumava passò nell'anima dei suoi cari ospitalieri.

Mentre Bernardo lavorava con tanto zelo a rafforzare la sua opera, ricevette la notizia della morte dei suoi genitori; fu Germano, il suo antico amico, a essere incaricato di informarlo di questa perdita.

Questa notizia toccò vivamente il nostro Santo; ma egli moderò il suo dolore nell'apprendere che erano morti in modo da vivere con il Signore; sapeva anche rassegnarsi alla volontà di Dio; non mancò tuttavia di pregare tutti i suoi sacerdoti di offrire per un anno il santo sacrificio della messa per il riposo delle loro anime.

Non avendo più nulla che potesse legarlo alla terra, san Bernardo si dedicò più che mai alle cure dei suoi ospedali. Le somme considerevoli che gli eredi dei suoi genitori gli inviarono, e i fondi che gli venivano assegnati da ogni parte, contribuirono persino a ricevere graziosamente tutti i viaggiatori. In questo frangente, un gentiluomo inglese, curioso di vedere con i propri occhi tutto ciò che la voce pubblica ne diffondeva, passò per questi ospedali, fece, in segno di riconoscenza per la carità con cui fu ricevuto, una cessione di tutto ciò che possedeva e finì per entrare nell'Ordine.

Nonostante l'attaccamento particolare del Santo per i suoi stabilimenti, il suo zelo ardente per la verità e la religione lo spinse a partire per la Lombardia, dove si erano manifestate delle eresie; il successo coronò l'impresa; ottenne la conversione degli eretici. È allora che, prevedendo di aver bisogno della conferma della Santa Sede per assicurare l'esistenza dei suoi ospedali, andò a Roma nell'anno 996. Il papa Gregorio V lo ricevette con l'aff Grégoire V Papa legittimo contemporaneo di San Nilo. etto più tenero e gli accordò diversi privilegi; gli permise, tra l'altro, di ricevere novizi alla professione religiosa per perpetuare la sua congregazione nascente.

Di ritorno al Mont-Joux, Bernardo si studiò per quasi nove anni a formare lui stesso alla pietà, alla scienza, e soprattutto alla pratica della carità, una quantità di soggetti virtuosi che si presentarono per il noviziato; rappresentava loro con una bontà e una dolcezza insinuante che, essendo destinati per il loro stato di canonici ospitalieri a passare i loro giorni ad alloggiare e a soccorrere gli stranieri, la carità doveva essere il loro studio continuo. Dava loro in tutto l'esempio: riceveva i passanti e li serviva lui stesso; aveva soprattutto una cura del tutto particolare per i malati.

other 08 / 08

Trapasso a Novara e posterità

Bernardo muore a Novara nel 1008 dopo un'ultima missione di pace; viene canonizzato più tardi da Innocenzo XI nel 1681.

Tuttavia, iniziando le sue forze a diminuire, sentì avvicinarsi il termine della sua carriera; ma Dio, che si compiace di far conoscere coloro che cercano maggiormente di nascondersi, gli riservava un'altra gloria prima della sua morte. In una città piuttosto considerevo le, du Novare Città di cui Gaudenzio è vescovo e patrono. e signori di Novara, illustri benefattori dei suoi ospizi, avevano tra loro una controversia che poteva portare alla loro rovina; il nostro Santo, avendolo appreso, non esitò, nonostante la sua età e la sua debolezza, ad andare a riconciliarli; ebbe ancora la fortuna di riuscire in questa occasione. Predicò persino in quella città, nel monastero di San Lorenzo, con una forza e un'unzione meravigliose. Mentre si preparava a tornare ai suoi ospizi, si ammalò; fece chiamare subito alcuni dei suoi religiosi che si recarono presso di lui. Diede loro allora i suoi ultimi avvertimenti, raccomandando loro di fuggire ogni novità in materia di religione, di restare inviolabilmente attaccati alla cattedra di san Pietro, di considerare l'ospitalità come un dovere sacro che non potevano trascurare senza peccato; proibì loro persino di lasciar costruire mai alcuna locanda sulla montagna, perché sarebbe stata direttamente opposta alla sua ultima volontà e avrebbe impedito una buona opera come l'ospitalità; raccomandò loro ancora l'osservanza esatta della Regola di sant'Agostino, che aveva dato loro, e di far portare il suo corpo al monastero, per essere sepolto nel luogo di sepoltura dei viaggiatori. Poi chiese i sacramenti estremi, che ricevette con un fervore e una pietà ammirevoli. Recitò quindi i salmi della penitenza e, vedendo gli angeli scendere incontro a lui, rese il suo spirito a Dio per essere associato alla loro felicità, il 28 maggio dell'anno 1008, all'età di ottantacinque anni, nel monastero di San Lorenzo, a Novara, nel Milanese.

Secondo queste disposizioni, il suo modesto retaggio apparteneva alla sua Congregazione e il suo corpo doveva riposare nella sepoltura degli ospizi; ma i Benedettini di Novara trattennero la santa reliquia nel loro monastero, che fu in seguito rovinato da Carlo V, nel 1552. Da lì il corpo del Beato è stato trasferito nella chiesa cattedrale di Novara, dove viene conservato con grande venerazione. Il suo capo è al Mont-Joux, nella diocesi di Aosta, nel monastero che porta il suo nome.

Appena ebbe lasciato la terra, l'ammirazione e la riconoscenza dei popoli gli decretarono un culto religioso, autorizzato d'altronde da prodigi incontestabili e dall'approvazione della Chiesa; il papa Innocenzo XI lo fece Innocent XI Papa che ha autorizzato l'ufficio di santa Edvige il 17 ottobre. iscrivere nel catalogo dei Santi, l'anno 1681.

Lo si rappresenta: 1° mentre incatena il demonio vicino alla montagna che ha preso da allora il nome del Santo. Potrebbe sembrare un modo per dire che stabilì il culto di Nostro Signore su quella cima dove erano stati onorati gli idoli. Forse si pretenderebbe anche esprimere in tal modo le numerose disgrazie e perdite di uomini alle quali il Santo ovviò con l'istituzione ospedaliera che fondò su una strada così pericolosa; 2° rinchiuso nel castello di suo padre, da dove viene liberato da san Nicola, che lo fa evadere dalla finestra.

## NOTIZIA SUL GRAN SAN BERNARDO.

La parte delle Alpi, dove è situato l'ospizio del Gran San Bernardo, fu conosciuta anticamente sotto il nome di Alpi Pennine o, secondo alcuni, Punine. Questa parola sembra derivare da Pennus, antica divinità adorata nel Vallese. Il dottor Schidner sostiene che provenga da Puni, Cartaginesi, a causa del loro famoso passaggio delle Alpi. Fu chiamato anche Mont-Joux, a causa di Giove a cui vi era stato eretto un tempio. L'altopiano sul quale siede l'ospizio è elevato di 1257 tese sopra il livello del mare, secondo M.B. de Saussure e Pictet. L'altezza media del barometro vi è di 20 pollici e due linee.

A partire da Martigny, la strada che conduce al Gran San Bernardo ha otto leghe di salita più o meno rapida. Si attraversano successivamente le valli di Saint-Brancher, Orsières, Liddes, e si arriva al borgo di Saint-Pierre. È impossibile rendere le impressioni diverse che prova il viaggiatore in mezzo a queste masse gigantesche di rocce che si elevano sopra la sua testa. Torrenti impetuosi le cui acque si infrangono con gran rumore tra le rocce, a profondità spaventose; vecchi alberi a metà caduti o trascinati dalle valanghe; siti incantevoli che scoprite tutto a un tratto, dopo essere stati come persi in labirinti tenebrosi; abissi senza fondo, precipizi orribili, un vasto silenzio, tutto provoca allo stesso tempo ammirazione e spavento.

Dopo aver lasciato il borgo di Saint-Pierre, si vede cambiare tutto a un tratto lo spettacolo che presenta questa strada. La salita diventa più rapida e la natura più selvaggia e più arida. Presto non si scorgono più né abeti, né chalet, né coltivazioni. Si scoprono ammassi di rocce spezzate dal fulmine, minate e consumate dal tempo, croci che richiamano il ricordo dei morti, cime che si perdono nelle nubi: si sentono, per la maggior parte dell'anno, i venti che muggiscono, le valanghe che rumoreggiano e gelano di terrore.

Prima di arrivare all'Ospizio, si attraversa un'ultima valle che porta il nome di Valle dei Morti. Vi si incontra dapprima un piccolo edificio chiamato la Cappella dei Morti; è destinato a ricevere i cadaveri delle sfortunate vittime dei temporali e del freddo. Poi si giunge a un altro edificio che serve da asilo a coloro che sono assaliti dalla tormenta. È in quest'ultimo luogo che il Maronnier, o domestico, si reca ogni giorno, in inverno, portando con sé tutto ciò che è necessario per soccorrere i viaggiatori.

Infine, si arriva all'Ospizio del Gran San Bernardo, situato su un altopiano che ha solo poche tese di larghezza. In basso, e molto vicino all'Ospizio, dal lato di Aosta, si trova un piccolo lago alimentato dallo scioglimento delle nevi. A poca distanza dal monastero, si scoprono ancora i resti di un tempio di Giove. Il suolo, o piuttosto la roccia, è scoperto solo durante tre mesi: per tutto il resto dell'anno, l'inverno regna in queste alte regioni. Per tutta vegetazione, vi si vedono, nel mese di luglio, alcuni muschi e qualche misera erba. I venti soffiano con impetuosità in questa gola stretta: non vi si può far crescere il più piccolo arbusto. Tutto ciò che è necessario alla vita vi è trasportato a dorso di mulo. La neve vi cade in tale quantità che spesso nasconde quasi interamente l'ospizio. È questo il soggiorno dei figli di Bernardo di Mentone.

La congregazione è composta da un prevosto, un priore, un canonico, un sacrestano, un procuratore e alcuni altri canonici regolari di Sant'Agostino. Il loro abito ordinario è quello dei preti secolari, a eccezione di una sciarpa stretta di tela bianca che portano costantemente. Vigorosi domestici, seguiti da cani il cui istinto è quasi intelligenza, vanno, ogni giorno, durante questi lunghi inverni, a una grande distanza dal convento. I religiosi si spostano anche su vari punti, o per osservare dall'alto di qualche roccia, o per scavare tra i cumuli di neve e rimuovere i cadaveri sepolti, o, infine, per condurre e trasportare persino, al bisogno, i viaggiatori all'Ospizio. Non entreremo nel dettaglio delle cure toccanti che prodigano loro. Si converrà, dice M. de Saussure, nella sua Storia delle Alpi, che non c'è che l'aspetto delle ricompense dell'avvenire che possa spingere uomini di una condizione onesta a votarsi a un genere di vita così triste e così penoso.

Ci siamo serviti, per comporre questa vita, di un opuscolo intitolato: Vie de saint Bernard de Menthon, apôtre des Alpes et fondateur des hospices du Saint-Bernard. Annecy, 1852.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nascita in Savoia nel 923
  2. Studi a Parigi (filosofia, diritto, teologia)
  3. Voto di verginità e fuga dal matrimonio forzato attraverso una finestra
  4. Arrivo ad Aosta e accoglienza da parte dell'arcidiacono Pietro della Val-d'Isère
  5. Elezione ad arcidiacono e vicario generale di Aosta
  6. Fondazione degli ospizi del Gran San Bernardo e del Piccolo San Bernardo nel 962
  7. Viaggio a Roma nel 996 per ottenere l'approvazione di Papa Gregorio V
  8. Riconciliazione di due signori a Novara prima della sua morte

Miracoli

  1. Fuga miracolosa attraverso una finestra rompendo una sbarra di ferro
  2. Incatenamento del demone/drago Procus con la sua stola
  3. Distruzione di idoli pagani tramite il segno della croce

Citazioni

  • Singularis perfectæ est vocatio, quæ in beneficiorum cœlestium aspectum specialiter tendit. S. Lant. Just. Lib. II de Spirit. resur. c. 22
  • Lascio tutto per seguire Dio; abbandono la mia fortuna per seguire quella della Provvidenza. Lettera a suo padre

Entità importanti

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