Nata a Nivelles in una famiglia ricca, Maria di Oignies scelse molto presto una vita di povertà e castità, che condivise con il marito. Mistica celebre del XIII secolo, si ritirò a Oignies dove moltiplicò le estasi, i digiuni prolungati e le visioni angeliche. È una delle figure maggiori della spiritualità medievale belga, la cui vita fu documentata dal cardinale Giacomo di Vitry.
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LA BEATA MARIA DI OIGNIES, RECLUSA
Giovinezza e vocazione precoce
Nata a Nivelles in una famiglia ricca, Maria manifesta fin dall'infanzia un disprezzo per le vanità e una devozione profonda, in particolare verso l'Ordine di Cîteaux.
L'amore per la croce e per le sofferenze ha fatto compiere cose così straordinarie alla beata Maria, soprannominata di Oignies bienheureuse Marie, surnommée d'Oignies Santa mistica del XIII secolo, celebre per il suo dono delle lacrime e il suo ascetismo. a causa del luogo della sua sepoltura, che il cel ebre cardinale Giacomo di cardinal Jacques de Vitry Cardinale e storico, autore della vita di Maria d'Oignies. Vitry, il quale ha raccolto con cura particolare gli atti della sua vita, confessa di proporla piuttosto come oggetto di ammirazione che come modello da poter imitare. Riporteremo qui solo ciò che potrà servire all'edificazione dei fedeli e spingerli ad abbracciare generosamente la pratica della virtù.
Nacque a Nivelles, ne lla dio Nivelle Luogo di nascita della santa. cesi di Liegi, da genitori molto ricchi. Fin dall'infanzia diede segni dell'alta santità alla quale Dio la destinava: disprezzava infatti i beni e i piaceri di questa vita; ogni suo passo la faceva avanzare nel cammino della perfezione. Evitava la compagnia dei bambini della sua età, troppo inclini al gioco; fuggiva tutto ciò che era puerile: i bei vestiti, gli ornamenti. Non poteva sopportare che le si arricciassero i capelli, che la si pettinasse o che la si adornasse come le persone del mondo. Pregava Dio con tanto fervore e così devotamente che ispirava pietà nelle persone che la guardavano. Nutriva tale stima per i religiosi che, quando ne vedeva passare alcuni, specialmente dell'Ordine di Cîteaux, davanti alla casa di suo padre, li se Ordre de Cîteaux Ordine monastico a cui appartengono Bernardo e l'abbazia di Grandselve. guiva segretamente e metteva i suoi piedi nelle orme dei loro, per eccitare in sé un ardente desiderio di imitarli. Questa devozione straordinaria dispiacque ai suoi genitori, che impiegarono, per moderarla, ogni sorta di mezzo, persino le derisioni; ma, già ferma nella virtù, Maria resistette a tutto. Non appena ebbe quattordici anni, fu obbligata a sposare un giovane signore che la sua virtù rendeva degno di nota. Questo matrimonio non fece che dare alla nostra Santa maggiore libertà per la sua pietà. Si applicò interamente agli esercizi della perfezione, impiegando una parte della giornata al lavoro e l'altra alla meditazione e alla preghiera, che continuava fino a notte fonda. Il riposo che si concedeva era assai scarso, poiché dormiva su delle assi che teneva nascoste vicino al suo letto.
Matrimonio e vita ascetica
Sposata a quattordici anni, convince il marito a vivere nella castità e nella povertà, nonostante le derisioni di chi li circonda.
Una vita così santa non solo suscitò ammirazione nel marito, ma gli ispirò anche il desiderio di seguire i suoi esempi. Infatti, non guardando più la sua sposa se non come sua maestra in Gesù Cristo, egli risolse di mantenere la castità con lei per il resto dei suoi giorni, di distribuire i suoi beni ai poveri e di consacrarsi interamente alle opere di pietà. Questo cambiamento attirò loro il disprezzo di coloro che li consideravano in precedenza, a causa delle loro ricchezze; i loro parenti li trascurarono e si fecero beffe di loro, e il demonio, che non poteva sopportare la loro continenza e il loro distacco dai beni della terra, tese loro mille trappole per obbligarli ad abbandonare la loro santa risoluzione; ma né gli artifici di questo nemico degli uomini, né le derisioni e gli insulti della gente del mondo, che servivano da strumenti a Satana, poterono mai scalfire la loro costanza; e, poiché preferivano l'obbrobrio della croce di Gesù Cristo a tutti gli onori e a tutti i piaceri del secolo, attirarono su di loro le grazie e le benedizioni più abbondanti.
Grazie mistiche e dono delle lacrime
Maria riceve il dono delle lacrime meditando sulla Passione, un fenomeno mistico che condivide miracolosamente con un sacerdote scettico.
Per quanto riguarda la nostra Beata, ella ricevette dal suo Diletto, come prima grazia, il dono delle lacrime e un tenerissimo amore di compassione alla vista delle sofferenze che Egli ha patito per la salvezza degli uomini. Non poteva parlarne, né sentirne parlare, né persino posare lo sguardo sul Crocifisso senza piangere abbondantemente o essere rapita in estasi. Talvolta, per arrestare questo torrente, si applicava fortemente a contemplare la maestà di Dio e la sua impassibilità; ma, quando il pensiero che questo Dio di infinita maestà avesse tanto sofferto per lei giungeva a colpire il suo spirito, le lacrime ricominciavano subito a scorrerle con maggiore impetuosità. Un giorno di Quaresima, meditando in chiesa sulla passione di Gesù Cristo, non poteva trattenere le lacrime né impedire i suoi sospiri e i suoi singhiozzi; un sacerdote la pregò di moderarsi un poco e di fare la sua orazione in silenzio. Poiché sapeva che ciò non dipendeva affatto da lei, uscì dalla chiesa e si ritirò in un luogo appartato, per dare piena libertà al suo cuore. Lì chiese a Dio di far conoscere a quell'ecclesiastico come non fosse in potere della creatura arrestare le sue lacrime, quando esse procedevano da un movimento dello Spirito Santo. La sua preghiera fu subito esaudita: poiché lo stesso giorno, quel sacerdote, celebrando la santa messa, si sentì talmente toccato e così spinto a versare lacrime che, per quanto si sforzasse di trattenerle, gli fu impossibile farlo; ne versò in così grande quantità che i paramenti di cui era rivestito e le tovaglie dell'altare ne furono tutti inzuppati.
Mortificazioni estreme e visioni celesti
La sua vita è segnata da digiuni prodigiosi, visioni di angeli e santi, e una costante unione con Dio attraverso l'Eucaristia.
Il suo cuore era penetrato dalla più grande contrizione; e, secondo il racconto del cardinale di Vitry, suo confessore, non commise mai alcun peccato mortale; era tuttavia così toccata dalle sue colpe che, dopo averle confessate con sentimenti di grandissima contrizione, credeva di non poter mai fare abbastanza penitenze per espiarle. In effetti, oltre a diverse mortificazioni che non riferiremo qui, perché sono più ammirevoli che imitabili, la sua vita non fu che un digiuno continuo. Si nutriva ordinariamente solo di verdure, e mangiava pesce molto raramente. Visse per qualche tempo di un pane così nero e duro che nemmeno i cani avrebbero potuto mangiarlo. Faceva un solo pasto al giorno, in estate verso sera, e in inverno un'ora dopo il tramonto. Gli angeli le apparivano e le tenevano spesso compagnia. Quando era a tavola, la vista del suo angelo custode le era molto familiare, e riceveva da lui tutte le istruzioni necessarie alla sua condotta. Ebbe anche più volte la visione di san Giovanni Evangelista, verso il quale nutriva una singolare devozione, e il colloquio che intra saint Jean l'Évangéliste Appare con la Vergine per istruire Gregorio. tteneva con questi abitanti del cielo le dava più piacere di quanto avrebbero fatto le vivande più delicate e i cibi più deliziosi. Nostro Signore ricompensava così, con dolcezze interiori, il disprezzo che ella faceva, per suo amore, di tutti i piaceri del corpo. Fece un digiuno a pane e acqua per tre anni, dalla festa dell'Esaltazione della Santa Croce fino a Pasqua. Rimaneva talvolta otto o dieci giorni senza bere né mangiare; passò persino una volta trentacinque giorni senza prendere nulla, e, cosa ancora più ammirevole, è che non si sentiva affatto incomodata da questa prodigiosa astinenza; sebbene continuasse sempre le funzioni ordinarie della sua carità, era vigorosa e forte l'ultimo giorno come il primo, come se non avesse affatto digiunato. Non bisogna stupirsene, poiché il suo corpo era sostenuto dall'abbondanza delle grazie di cui la sua anima era colma.
Godeva così tranquillamente della presenza di Dio che nulla era capace di distrarla, ed era ordinariamente così applicata a pensare a Lui, che passava diversi giorni senza che si potesse trarre da lei altra parola se non questa: «Voglio ricevere il corpo di Nostro Signore Gesù Cristo»; e, dopo averlo ricevuto, restava nel medesimo silenzio, come se il suo spirito fosse stato del tutto separato dal suo corpo. Questa dolce unione con il suo Dio non le impediva affatto di lavorare né di compiere i suoi altri esercizi; faceva, una volta l'anno, il pellegrinaggio a Nostra Signora di Oignies a piedi nudi, durante i rigori dell'inverno, senza tuttavia soffrirne alcuna incomodità. Gli angeli l'accompagnavano visibilmente per condurla attraverso i boschi che bisognava attraversare, e per loro ministero fu spesso preservata dalla pioggia che avrebbe potuto disturbare il suo viaggio. Per devozione verso la santa Vergine, passava talvolta giorni e notti a fare genuflessioni in suo onore; altre volte recitava il Salterio e, a ogni salmo, diceva un Ave Maria in ginocchio. Aveva anche l'abitudine di darsi diversi colpi di disciplina a ogni genuflessione che faceva; le sue preghiere a Dio erano quasi sempre esaudite. Aveva notato, per esperienza, che quando il suo spirito, dopo l'orazione, si trovava in una certa elevazione, era segno che era stata esaudita; e che al contrario, quando era nell'abbattimento, era segno che non lo era stata. Ottenne la vittoria per diverse persone tentate, che avevano fatto ricorso al merito delle sue preghiere. Era sempre così ardente di amore divino, particolarmente quando faceva orazione, che, nei più grandi freddi, era tutta sudata, sebbene indossasse solo un abito molto leggero. Amava talmente il silenzio che passava diversi mesi di seguito senza dire alcuna parola: questa pratica fu così gradita a Dio che ebbe rivelazione che, a causa di ciò, non sarebbe andata in Purgatorio.
La sua modestia angelica e il suo aspetto perfettamente composto mostravano il bell'ordine che regnava nel suo interno. Le sue austerità eccessive non toglievano nulla alla serenità del suo volto, sul quale appariva ammirevolmente la gioia della sua anima; c'era solo una cosa che la immergeva nella tristezza: pensare al pericolo di un'anima che è nel peccato, e alla sventura di un'anima dannata; entrava allora in angosce inconcepibili, piangeva, gemeva e lanciava grida che toccavano a compassione gli astanti. I suoi sguardi, il suo camminare e tutti i suoi modi di agire non spiravano che semplicità: bastava posare gli occhi su di lei per concepire devozione e sentirsi portati alla pratica della virtù. Le sue parole non erano meno efficaci: portavano dolcezza e consolazione nei cuori delle persone a cui parlava, e, per servirci dei termini della Sposa dei Cantici: «Le sue labbra erano come un favo di miele, e il latte era nascosto sotto la sua lingua». Mai si sentì uscire dalla sua bocca alcuna parola mondana, e a stento poteva dire cinque o sei parole senza mescolarvi qualcosa di Nostro Signore. Penetrata dal timore di Dio, non osava fare nulla prima di essere sicura che fosse ciò che c'era di meglio per la sua gloria. Questa coscienza timorata le faceva considerare i piccoli peccati veniali con più orrore di quanto le persone ordinarie guardino i crimini più enormi. Vigilava accuratamente sui minimi pensieri e sui più piccoli movimenti del suo cuore, affinché gli uni e gli altri fossero o altrettante vittorie o altrettante buone opere.
Ritiro e fine vita a Oignies
Fuggendo la folla, si ritira a Oignies dove finisce i suoi giorni in un'estasi quasi permanente, nutrendosi solo dell'ostia.
Tutte queste virtù erano sostenute da un'umiltà profondissima. Sebbene le persone che la conoscevano avessero una grande stima di lei, ben lungi dal gloriarsene, credeva di essere la creatura più miserabile del mondo; pensava di essere inutile sulla terra e, se otteneva da Dio qualche grazia, l'attribuiva sempre alla fede e alla pietà degli altri, reputandosi indegna di essere ascoltata nelle sue preghiere. Le persone di umile condizione e i grandi peccatori erano ben accolti presso di lei; e, invece di disprezzarli, li considerava come suoi superiori, non potendo persuadersi che vi fosse qualcuno più degno di disprezzo di lei. Il male che alcuni empi dicevano della sua devozione non faceva alcuna impressione sul suo spirito, così come le lodi che le venivano rivolte non erano capaci di causare in lei il minimo moto di compiacimento. Faceva tutto il possibile per rimanere nascosta agli occhi delle creature, e non era che per ordini del cielo, segreti o manifesti, che si mostrava talvolta per assistere il prossimo. Diffidava così tanto delle proprie luci che, nelle questioni difficili e importanti che le venivano sottoposte, non dava alcuna risposta se non dopo aver consultato Dio su ciò che doveva dire. Un virtuoso ecclesiastico, essendosi lasciato vincere dalle preghiere dei suoi amici e dei suoi parenti, aveva accettato un secondo beneficio, sebbene il primo di cui era provvisto gli fosse sufficiente per vivere frugalmente, come devono fare le persone consacrate agli altari: le chiese se vi fosse peccato nel possedere così due benefici; la beata Maria prese del tempo per ricorrere al cielo prima di rispondergli; e, dopo essere stata divinamente illuminata per rivelazione, gli disse che, «nella sua orazione, aveva visto un uomo rivestito dapprima di un abito bianchissimo e che camminava molto liberamente; ma quest'uomo, essendo stato caricato di un mantello nero, lo aveva visto allo stesso tempo oppresso sotto il peso della sua coscienza». Mentre faceva questo racconto, l'ecclesiastico conobbe interiormente, per una luce celeste, l'enormità del suo peccato e, senza indugiare oltre, rassegnò il suo secondo beneficio. «Perdonatemi, fratelli miei», aggiunge il grande cardinale di Vitry, storico di questa vita, parlando ai suoi lettori, «perdonatemi, voi che aggiungete dignità su dignità e che non vi fate alcuno scrupolo di accumulare benefici gli uni sugli altri: ciò che ho appena riferito non è una mia invenzione, ma una rivelazione di Gesù Cristo. Perdonate anche la sua serva: poiché quale male vi ha fatto nell'aver dato un consiglio salutare al suo amico e nell'aver dichiarato una verità che Gesù Cristo le aveva fatto conoscere?». Potremmo riferire qui molte altre visioni e rivelazioni, nelle quali la nostra Santa ha conosciuto le tentazioni e i segreti dei cuori delle persone che la consultavano. Potremmo parlare anche delle conversioni che ha operato, delle vittorie che ha riportato sui demoni scoprendo i loro artifici, delle grazie che ha ottenuto a coloro che hanno implorato il soccorso delle sue preghiere, della sua carità nell'assistere le anime del purgatorio, della sua pazienza invincibile nel soffrire le malattie senza volervi cercare alcun sollievo, delle sue profezie, della conoscenza che le è stata data dello stato delle coscienze, delle sue estasi, delle apparizioni che ha avuto di Gesù Cristo nella santa Eucaristia, del suo zelo ardente per le croci e le sofferenze, e infine di mille altre cose ammirevoli raccolte in due libri dal celebre autore che abbiamo appena citato. La folla dei visitatori, attratti dalla sua santità, disturbando la sua solitudine di Villerbroc, vicino a Nivelles, ella risolse di ritirarsi altrove per non occuparsi più che della contemplazione. Dio, che ella consultò a tal proposito, le ordinò di stabilirsi a Oignies, facendole sapere che vi sarebbe morta e vi sarebbe stata sepolta. Avendole suo mari to perm Gignies Luogo di sepoltura e di ritiro finale della santa. esso di recarvisi, vi arrivò il giorno in cui si celebrava la festa della Traslazione di san Nicola, che ne è il patrono. Questo santo prelato le apparve sulla strada e l'accompagnò saint Nicolas Santo verso il quale Flora nutriva una devozione particolare. fino alla chiesa. Visse in questo santo ritiro in una maniera così celeste che non è possibile spiegarlo. Le sue visioni vi furono frequenti, le visite di Nostro Signore ordinarie, le apparizioni degli angeli quasi continue. Era sempre in rapimenti ed estasi; e, poiché non si allontanava quasi mai dal piede degli altari, vi aveva spesso colloqui familiari con la santa Vergine. I suoi sospiri erano tali, quando chiedeva a Dio la dissoluzione del suo corpo, che spesso la si credeva in punto di morte. Non pensava al paradiso, dove sapeva che sarebbe andata presto, se non con meravigliosi trasporti e l'anima tutta bagnata di consolazioni. Infine, più vedeva avvicinarsi il momento della sua morte, più il suo fervore e il suo amore per il suo Beneamato aumentavano. Prima di ammalarsi, avvertì che la sua infermità sarebbe stata lunga e dolorosa, e pregò che non ci si mettesse affatto in pena per lei, perché era la volontà di Dio che soffrisse così prima di entrare nella sua gloria. Rimase un anno senza prendere nulla tutti i lunedì, perché aveva avuto rivelazione che sarebbe stata sepolta in un giorno simile. Si dispose alla morte con un digiuno di tre mesi, durante i quali fece solo undici pasti, e negli ultimi cinquantatré giorni della sua vita non prese altro nutrimento che la santa Eucaristia.
Transito e posterità del culto
Muore nel 1213 all'età di 36 anni. Le sue reliquie sono oggetto di diverse traslazioni e il suo culto è ufficialmente riconosciuto dal papato.
Essendo vicino il felice termine di una vita così santa, il demonio si presentò a lei per sferrare un ultimo assalto alla sua virtù; ma ella lo scacciò immediatamente per godere della vista degli spiriti celesti, i quali, avendola spesso visitata durante i giorni sereni della sua vita, non vollero abbandonarla nell'ora della sua morte. Sant'Andrea, verso il quale nutriva molta devozione, le apparve durante il culmine dei suoi dolori e le disse queste parole per fortificarla: «Abbi fiducia, figlia mia, non ti abbandonerò affatto e renderò a Dio buona testimonianza del tuo amore per la Croce». Infine, dopo aver visto il posto che le era destinato in cielo, rese l'anima tra canti di gioia, nelle mani del suo Sposo, che la onorò della sua divina presenza, al fine di rivestirla, all'uscita da questo mondo, di una gloria eterna. Fu l'anno 1213, che era il trentaseiesimo anno della sua età, la domenica 23 giugno, giorno in cui, secondo alcuni, morì san Giovanni Evangelista, al quale era singolarmente devota. Aveva predetto questo momento sei anni prima. Non si videro sul suo volto nessuno dei tristi segni della morte; lo stesso splendore e la stessa serenità vi rimasero sempre, e i raggi che ne scaturivano portavano alla pietà le persone che la guardavano. Dopo la sua morte, amò le persone che aveva affettuato durante la sua vita, apparendo loro, sia per consolarle nelle loro pene, sia per dare loro consigli nei loro affari, sia per rivelare i pericoli ai quali erano esposte, sia per liberarle dai dubbi che tormentavano il loro spirito. Molti santi religiosi ebbero visioni nelle quali conobbero la gloria di cui godeva in cielo. Infine, i fedeli che hanno implorato la sua assistenza hanno ricevuto tante grazie per il merito della sua intercessione, che le sue sante reliquie sono divenute oggetto del più grande rispetto. L'anno 1609, Francesco de la Bussière, vescovo di Namur, per ordine di Paolo V, fece sollevare da terra questo santo corpo, per riporl Paul V Papa che approvò la bolla di erezione dell'Oratorio. o in un'urna d'argento e trasportarlo sotto l'altare della chiesa di Nostra Signora di Oignies, la quale si stima infinitamente felice di possedere un così prezioso tesoro. In seguito, è stato composto un ufficio particolare in suo onore, che Giovanni d'Avrain, successore di Francesco de la Bussière, approvò l'anno 1619. Alla fine del secolo scorso, dopo la soppressione dei monasteri, il suo corpo fu, nel 1817, trasportato nella chiesa di San Nicola a Nivelles, non lontano dalla casa dove nacque. Il suo nome è stato inserito nei calendari di diverse chiese del Belgio; il suo ufficio, approvato da papa Gregorio XVI, su richiesta di S. E. il cardinale ar Grégoire XVI Papa che ha fissato la festa liturgica del beato. civescovo Sterckx, si celebra nell'arcidiocesi di Malines.
La testimonianza di Giacomo di Vitry
Il cardinale Giacomo di Vitry, suo confessore e biografo, testimonia la sua santità e conserva le sue reliquie con grande devozione.
La vita della beata Maria d'Oignies fu scritta da Giacomo d i Vitry, nativo Jacques de Vitry Cardinale e storico, autore della vita di Maria d'Oignies. di Argenteuil, vicino a Parigi. Non poteva avere uno storico più eccellente di lui: poiché innanzitutto è un uomo che i suoi meriti straordinari elevarono al vescovado di Acri, alla dignità di cardinale, in una promozione di Grego rio IX, e a Grégoire IX Papa che ha attestato i miracoli di Bruno. quelle di vescovo di Frascati e di legato in Francia con tro gli Albigesi. In contre les Albigeois Contesto di crisi religiosa e di missione in Linguadoca. oltre, conosceva particolarmente la vita della nostra Santa; era stato persino testimone della maggior parte delle cose che racconta, quando era ancora canonico regolare a Oignies, e aveva conversato familiarmente con lei, come indica abbastanza il suo racconto. Quando la lasciò per andare a predicare la crociata contro gli eretici, per espresso incarico del Papa, non sapendo se sarebbe tornato per la sua morte o meno, lei gli lasciò per testamento una cintura di cui si serviva, un fazzoletto con il quale asciugava le sue lacrime, e qualche altro piccolo oggetto, vile in apparenza, ma che questo dotto cardinale stimava più dell'oro e dell'argento. Dopo la sua morte, conservò sempre un così grande rispetto per lei, che portava al collo delle sue reliquie incastonate in un reliquiario d'argento. Nel suo testamento, che fece a Roma, dove morì l'anno 1244, ordinò che il suo corpo fosse portato a Oignies, per esservi inumato nella chiesa di Nostra Signora, dove si vede ancora la sua tomba.
La si rappresenta: 1° alzando gli occhi verso un angelo che le appare, per mostrare che fu favorita durante la sua vita di queste visioni celesti; 2° prostrata davanti a un crocifisso, per ricordare che ottenne il ritorno alla grazia di un peccatore indurito; 3° vicino a una piccola cella dove terminò i suoi giorni; 4° coperta dalla Madre di Dio durante una forte pioggia, nel momento in cui si recava a un pellegrinaggio in onore della santa Vergine. Si dovrebbe soprattutto rappresentarla mentre prega per la liberazione delle anime del purgatorio, alle quali Maria d'Oignies pensava continuamente, come ci apprendono gli storici della sua vita.
La si invoca per le donne incinte e contro le febbri.
Acta Sanctorum; — Cfr. Godescard, ecc.
VIES DES SAINTS. — TOME VII. 17
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Matrimonio all'età di quattordici anni
- Voto di castità condiviso con il marito
- Vita di penitenza e di lavoro manuale
- Ritiro a Oignies
- Digiuno di trentacinque giorni senza cibo
- Morta all'età di trentasei anni
Miracoli
- Dono delle lacrime irresistibile
- Vigore incomprensibile nonostante digiuni di oltre trenta giorni
- Protezione dalla pioggia da parte degli angeli durante i pellegrinaggi
- Rivelazioni sullo stato delle coscienze e delle anime del purgatorio
Citazioni
-
Voglio ricevere il corpo di Nostro Signore Gesù Cristo
Parole riferite durante le sue estasi -
Secura est de victoria castitas, cui est judicatura virginitas.
Sant'Agostino (in epigrafe al testo)