Santa Monégonde fu una reclusa del VI secolo che visse dapprima a Chartres prima di stabilirsi a Tours vicino alla tomba di san Martino per sfuggire alla propria fama. Nota per le sue austerità estreme e i suoi numerosi miracoli, fondò una comunità religiosa prima di morire in pace. Le sue reliquie, a lungo venerate a Tours, furono distrutte dai protestanti nel 1562.
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SANTA MONÉGONDE,
RECLUSA A CHARTRES, POI A TOURS
Ascetismo e provvidenza divina
Monégonde conduce una vita di estrema austerità, nutrendosi di pasta d'orzo mescolata a cenere, e sopravvive miracolosamente grazie alla neve durante l'abbandono della sua serva.
una ragazzina che si prendeva cura di portarle un po' di farina d'orzo con dell'acqua; lei stessa se ne preparava una sorta di pasta per il suo nutrimento, nella quale metteva della cenere: eppure ne mangiava solo dopo essersi precedentemente indebolita con lunghi digiuni.
M onégonde Monégonde Reclusa e fondatrice originaria di Chartres, stabilitasi a Tours nel VI secolo. viveva così contenta nel suo ritiro, quando Dio, per mettere alla prova la sua pazienza, permise che la sua piccola serva l'abbandonasse: la Santa rimase così cinque giorni senza che nessuno le portasse alcun alimento; ma, invece di preoccuparsene, rimaneva tranquilla e unita a Dio, sperando che, come un tempo aveva inviato la manna dal cielo e fatto scaturire acqua da una roccia per nutrire il suo popolo nel deserto, Egli avrebbe avuto la bontà di provvedere alla sua necessità, affinché non fosse costretta a lasciare la sua solitudine. Era immersa in questi pii pensieri quando si accorse che cadeva della neve attorno alla sua cella. Era tutto ciò di cui aveva bisogno; poiché, stendendo la mano dalla finestra, ne raccolse abbastanza per comporre la sua pasta abituale: riuscì in questo modo a superare altri cinque giorni.
Primi miracoli e fuga dal mondo
Dopo aver ridonato la vista a una donna curiosa grazie alla sua umiltà e alla sua preghiera, la santa fugge dalla sua crescente fama per stabilirsi a Tours.
Vicino alla sua cella vi era un piccolo giardino, nel quale ella passeggiava talvolta per dare un po' di sollievo al suo spirito, che teneva sempre rivolto a Dio. Un giorno, essendovi entrata per prendere un po' d'aria, una donna, che la scorse, fermandosi a osservarla con troppa curiosità, fu colpita all'istante da cecità. Ella riconobbe bene che questa sventura le era accaduta come punizione per la sua colpa: venne a trovare la Santa e, esponendole la sua disgrazia, la scongiurò di ottenerle misericordia. Monégonde, mossa a compassione, si mise all'istante in preghiera, dicendo: «Guai a me, vile creatura e povera peccatrice! è dunque necessario che questa donna abbia perso la vista per causa mia!». Questa breve preghiera, che scaturiva da una profonda umiltà, penetrò subito i cieli: poiché Monégonde non l'ebbe appena terminata che, facendo il segno della croce su quella povera donna, le ridonò la vista.
Questo miracolo, che fu seguito da alcuni altri, attirò presto alla sua cella un grande concorso di persone che venivano a implorare l'assistenza delle sue preghiere: ciò la obbligò a pensare a un altro ritiro. Poiché si era rinchiusa solo per fuggire più sicuramente gli onori del mondo e per condurre una vita nascosta, vedendosi esposta nel suo piccolo eremitaggio alle visite delle creature, lasciò la sua patria, la sua famiglia, suo marito e tutte le sue conoscenze, e si recò presso la tomba del gran de san Martino, a grand saint Martin Modello spirituale di Aquilino. Tour s, do Tours Luogo di ritiro di Clotilde presso la tomba di san Martino. ve si rinchiuse in un'altra cella. Ma l'onore, che non è meno ostinato nel seguire coloro che lo fuggono che nell'allontanarsi da coloro che ne sono avidi, non la lasciò mai, né nel suo viaggio, né nel suo soggiorno: poiché guarì ovunque diversi malati per la virtù della sua orazione, che fondava solo sulla consapevolezza della sua indegnità; questi grandi miracoli non mancarono di far risplendere da ogni parte la sua eminente santità. La reputazione giunse persino a Chartres: il ch e fece s Chartres Città episcopale del santo. ì che suo marito andasse a trovarla a Tours e la riportasse nella sua prima cella. Tuttavia, poco tempo dopo, sia che suo marito fosse deceduto, sia che vi desse il suo consenso, ella lo lasciò una seconda volta per riprendere quella di Tours, dove trascorse pacificamente il resto dei suoi giorni nei digiuni, nelle veglie e nelle preghiere, e senza alcun commercio con le persone del mondo. La sua carità, tuttavia, non potendo rinchiudersi nel suo cuore, accolse in sua compagnia alcune pie fanciulle che erano attratte alla solitudine: con esse compiva tutti i suoi esercizi spirituali, affinché, lavorando di concerto alla pratica della virtù, potessero rendersi più gradite a Gesù Cristo.
Fondazione della comunità di Tours
Nonostante i tentativi del marito di ricondurla a Chartres, ella finì per stabilirsi definitivamente a Tours dove fondò una comunità di pie fanciulle.
Non riferiremo qui in dettaglio il gran numero di miracoli che Dio compì per sua intercessione; basti dire in generale che guarì un grandissimo numero di malati con un po' di saliva; che purificò persone coperte di ulcere e che, con il segno della croce, liberò gli indemoniati, restituì la salute ai moribondi, donò l'uso degli arti ai paralitici e quello della vista ai ciechi. Avendo Dio così ricompensato fin da questa vita la pietà di Monegonda con il dono dei miracoli, la chiamò a sé per coronare ancora più ampiamente in cielo la sua incomparabile virtù. Le sue pie compagne, vedendo che quest'ultima ora era vicina, le dissero, sciogliendosi tutte in lacrime: «Ci abbandonate forse del tutto? Ricordatevi che siete nostra madre e che siete voi che ci avete riunite qui per servire Dio; diteci dunque a chi ci raccomandate dopo la vostra morte, noi che siamo le vostre care figlie». — «Se la pace regna tra voi», disse loro, «e se continuerete a lavorare alla vostra santificazione, Dio stesso sarà il vostro protettore e avrete come pastore delle vostre anime il grande san Martino, vescovo della vostra città. Nemmeno io mi allontanerò da voi; ma non appena mi chiamerete in vostro soccorso, mi troverò in mezzo alla vostra carità». — «I malati», ripresero le sante fanciulle, «non mancheranno di venire, secondo la loro abitudine, a chiedere la vostra benedizione; che faremo quando non vi avremo più? Volete che se ne tornino di qui senza alcun sollievo, dopo avervi ricevuto tante grazie per vostra intercessione? Vi supplichiamo di benedire almeno un po' di sale e d'olio, affinché, applicandoli su di loro, risentano sempre gli effetti della vostra intercessione». Monegonda non poté rifiutare loro ciò che desideravano, e questa fu l'ultima azione della sua vita; poiché, dopo questa benedizione, morì in pace, il secondo giorno di luglio, nel sesto secolo della Chiesa. Le cose che aveva benedetto servirono da allora alla guarigione di un'infinità di malati.
Ultimi istanti e benedizione dei malati
Prima di morire nel VI secolo, Monegonda benedisse sale e olio per assicurare la guarigione continua dei malati dopo la sua partenza.
Il suo corpo fu inumato in quella stessa cella che aveva santificato con le sue lacrime, le sue preghiere e le sue penitenze, e la sua tomba fu onorata da diversi grandi miracoli che san Gregorio di Tours riporta, e di una parte dei quali assicura di essere stato testimone. Ci accontenteremo di uno solo, che mostra la profonda umiltà della nostra Santa anche dopo la sua morte. Un cieco si fece condurre al suo sepolcro, dove, dopo una lunga preghiera per ottenere la guarigione, fu sorpreso dal sonno: allora santa Monegonda gli apparve e gli disse che, senza osare paragonarsi ai Santi, gli otteneva in quel momento l'uso di uno dei suoi occhi; ma che, per l'altro, doveva recarsi al sepolcro del grande san Martino saint Martin Modello spirituale di Aquilino. , e che lì sarebbe stato perfettamente guarito. In effetti, il cieco al suo risveglio si trovò guarito da un occhio, e essendosi recato prontamente alla tomba di san Martino, vi ricevette l'uso dell'altro: vediamo da ciò che Dio gradisce che ricorriamo a qualche Santo particolare, per ottenere, per suo mezzo, il sollievo che chiediamo. La diocesi di Tours non possiede più reliquie di santa Monegonda. Nel 1562, i protestanti, padroni della città, saccheggiarono le chiese e bruciarono i corpi dei Santi. Quello di santa Monegonda, conservato a Saint-Pierre -Puellier, nel quarti Saint-Pierre-Puellier Luogo di conservazione delle reliquie della santa a Tours. ere di Saint-Martin, non fu risparmiato. Il culto di santa Monegonda non è perito in questa diocesi. Nell'antico Breviario, si celebrava la sua festa il 2 luglio, almeno come memoria e con la recitazione di una nona lezione. Da quando è stata adottata la liturgia romana, questa festa, rinviata dal 2 luglio, è fissata nel calendario proprio al 7 dello stesso mese, sotto il rito doppio: tre lezioni sono consacrate alla sua leggenda.
Culto postumo e distruzione delle reliquie
La sua tomba è sede di miracoli riportati da Gregorio di Tours, ma le sue reliquie furono bruciate dai protestanti nel 1562.
Santa Monégonde viene rappresentata: 1° mentre riceve il cibo da una finestra della sua cella; 2° mentre benedice, sul letto di morte, un vaso d'olio e una provvista di sale che divennero in seguito strumento di numerose guarigioni.
Iconografia e fonti agiografiche
La vita della santa è principalmente documentata da Gregorio di Tours, e la sua iconografia ricorda i suoi miracoli di sussistenza e di guarigione.
Abbiamo tratto la vita di questa illustre donna da quanto ne riferis ce san Gregorio di Tour saint Grégoire de Tours Storico e vescovo, fonte principale del racconto. s, nei suoi libri della Vita dei Padri e della Gloria dei Confessori: è a questa fonte che hanno attinto Tritemi Trithème Autore agiografo che ha utilizzato le fonti di Gregorio di Tours. o, Sirio e tutti gli altri.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ritiro solitario in una cella a Chartres
- Sopravvivenza miracolosa di cinque giorni grazie alla neve
- Partenza per Tours per sfuggire alla sua fama
- Insediamento presso la tomba di san Martino
- Ritorno temporaneo a Chartres con il marito prima di tornare definitivamente a Tours
- Fondazione di una comunità di pie donne
- Benedizione di sale e olio sul suo letto di morte
Miracoli
- Moltiplicazione del cibo tramite la neve
- Guarigione di una donna divenuta cieca per curiosità
- Guarigioni multiple tramite saliva
- Liberazione di indemoniati tramite il segno della croce
- Guarigione postuma di un cieco in coordinazione con san Martino
Citazioni
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Guai a me, creatura vile e povera peccatrice! è dunque necessario che questa donna abbia perso la vista per causa mia!
Testo fonte -
Se la pace regna tra voi e se continuate a lavorare per la vostra santificazione, Dio stesso sarà il vostro protettore.
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