2 luglio 11° secolo

Nostra Signora della Treille

NELLA DIOCESI DI CAMBRAI

Regina seduta su un trono

Venerata a Lilla almeno dal 1066, Nostra Signora della Treille è la protettrice storica della città. Il suo culto, segnato da numerosi miracoli nel 1234 e nel 1254, ha attirato re e santi, ed è sopravvissuto alla distruzione della sua collegiata durante la Rivoluzione. Una nuova basilica le è stata dedicata nel 1854 per perpetuare questa devozione secolare.

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NOSTRA SIGNORA DELLA TREILLE, A LILLA

NELLA DIOCESI DI CAMBRAI

Fondazione 01 / 08

Origini e descrizione della statua

La statua di Nostra Signora della Treille, regina seduta in pietra bianca, fu installata nel 1066 da Baldovino V nella collegiata di San Pietro a Lilla.

Nostra Signora della Treille, il più celebre santuario della santa Vergine a Lil Lille Città d'origine della famiglia di Didier. la, era situato un tempo nella chiesa di San Pietro. La statua che si onora sotto questo titolo è circondata da una pergola di ferro dove i pellegrini attaccavano i loro doni; è di pietra bianca, artisticamente scolpita; la sua posa è quella di una regina seduta su un trono; tiene al braccio sinistro il Bambino Gesù e nella mano destra uno scettro.

Il culto reso a questa immagine è antico quanto la città di Lilla; è come radicato nelle fondamenta della città, che si definisce con orgoglio la città di Mar ia, *Insula civitas Vir Insula civitas Virginis Città d'origine della famiglia di Didier. ginis*. Risale dunque almeno all'anno 1066. Baldovino V, conte di Fiandr Baudouin V, comte de Flandre Conte di Fiandra e fondatore della città di Lilla. a e fondatore della città di Lilla, che prima di lui non era che un insieme di case attorno al castello, senza mura di difesa, costruì la chiesa di San Pietro, vi collocò l'immagine di Nostra Signora della Treille e ne fece celebrare la dedicazione, alla presenza di tutto ciò che il clero aveva di più venerabile, la cavalleria di più brillante, la Fiandra di più illustre.

Vita 02 / 08

Prove e ricostruzioni medievali

Nonostante gli incendi del 1214 e del 1344, il capitolo di San Pietro mantiene il culto e ricostruisce l'edificio con perseveranza.

I canonici onorarono Nostra Signora della Treille con una pietà esemplare, tanto quanto con uno zelo incomparabile per la magnificenza del suo altare e lo splendore delle sue feste. Alcuni la costituivano per testamento loro erede universale; altri vi facevano fondazioni atte a risollevare la gloria del suo culto; e quando, nel 1214, Filippo Augusto, vincitore a Bouvines, ebbe ridotto Lilla in cenere, il capitolo, nonostante le calamità di cui era una delle prime vittime, intraprese la ricostruzione di San Pietro. Quando, nel 1344, un altro incendio venne a distruggere le costruzioni iniziate, il capitolo, senza lasciarsi scoraggiare, si rimise all'opera; la proseguì con costanza durante il secolo che richiese il completamento dell'edificio.

Miracolo 03 / 08

Visitatori illustri e primi miracoli

Il santuario attira san Bernardo e san Tommaso di Canterbury; nel 1234, un'ondata di guarigioni miracolose viene ufficialmente riconosciuta dal vescovo di Tournai.

Questa devozione del capitolo a Nostra Signora della Treille vi attirò illustri visitatori. San Tommaso di Canterbury venne a pregarla nei giorni del suo esilio; s saint Bernard Abate di Chiaravalle e maestro spirituale di Raoul. an Bernardo, che accompagnava Innocenzo III, rifugiato in Francia, venne a salutarla con quella pietà filiale che è uno dei suoi tratti più belli, e non vi è dubbio che la sua parola così potente, così simpatica, abbia acceso allora nel cuore dei lillesi quel tenero amore per la santa Vergine, che è sempre stato una delle loro più belle glorie religiose.

Così, nel 1234, epoca famosa nella storia di Nostra Signora della Treille, Maria fece risplendere la sua potenza e la sua bontà verso un popolo che le mostrava tanta devozione. Il 2 giugno, ottava della Trinità, un'affluenza estrema di pellegrini circondava la santa immagine, chiedendo la guarigione di mali ritenuti incurabili, quando tutto a un tratto ciechi, zoppi, sordi, paralitici, tutti vengono guariti in un istante. Subito grida di allegrezza scoppiano da ogni parte, le lodi di Maria si ripetono in tutti i punti della città, e le si celebra con una festa detta della festività nuova. Questo non fu tuttavia che l'inizio; i prodigi continuarono quasi tutti i giorni; e una potenza misteriosa sembrò, a partire da quell'epoca, legata alla santa immagine. Questa potenza che si è conservata attraverso il corso dei secoli, ha per garanzia le prove più irrefutabili. Il vescovo di Tourna i, dopo un'inchiest L’évêque de Tournai Città associata alla diocesi di Noyon. a fatta secondo le regole della Chiesa, così severa e così giudiziosa in materia, constatò cinquantatré prodigi.

Culto 04 / 08

La Confraternita e l'influenza europea

Fondata nel 1237 e approvata da papa Alessandro IV, la confraternita della Carità di Nostra Signora attrae l'élite europea, da san Luigi a Carlo V.

Per perpetuare il ricordo dei miracoli che iniziarono, nel 1254, a illustrare Nostra Signora della Treille, fu istituita una processione annuale all'interno della chiesa collegiata; ma nel mese di febbraio 1269, la contessa Margherita istituì, con lettere patenti, la processione attorno alla città.

Ogni anno successivo vide aumentare lo splendore di questa processione; e il lusso, crescente con il passare delle epoche, aggiunse nuovi ornamenti alla solennità precedente. La processione del 1749 fu notevole tra tutte le altre: vi si ammirò soprattutto una schiera di angeli che apriva il corteo, portando, su dei vessilli, queste parole: Chi è come Dio? Quis ut Deus?; soldati e sacerdoti in costume ebraico, portando gli uni lo scettro, la spada, la corona di Salomone, figura di Gesù Cristo, gli altri le spoglie di Golia e il libro della legge; il profeta Natan, con un carro rappresentante l'incoronazione di Salomone, circondato dalle Virtù e dai Doni dello Spirito Santo.

Così si giungeva a queste feste da tutte le parti delle Fiandre; e l'immensa basilica di San Pietro bastava a stento a contenere il flusso incessante del popolo che veniva a venerare l'immagine miracolosa. Si pregava fino a un'ora molto tarda della notte; e, fin dall'aurora, nuovi pellegrini assediavano le porte di San Pietro. Effondevano per lunghe ore la loro anima davanti a Nostra Signora, e quando la processione si metteva in cammino, la seguivano, portando per lo più piccole bandiere ornate con l'immagine o il monogramma di Maria.

L'amore per Nostra Signora della Treille ispirò ai cittadini di Lilla, fin dall'anno 1237, il pensiero di erigere una confraternita in suo onore, sotto il nome della Carità di Nostra Signora. Si distribuivano agli associati salteri, libri d'ore e altri libri di preghiera, così preziosi in un'epoca in cui, non essendo ancora stata inventata la stampa, si potevano avere queste cose solo in manoscritto. Ci si amava più cristianamente come figli della stessa madre; e ogni casa sembrava un tempio dedicato a Maria, di cui il padre di famiglia era il pontefice: era già un bell'inizio per la confraternita; ma le mancava la sanzione della Santa Sede, senza la quale i figli della Chiesa non possono costituire nulla di duraturo né di regolare. Questa sanzione non tardò ad arrivare. Nel 1254, anno così famoso negli annali di Nostra Signora del la Treille, arriv pape Alexandre IV Papa che chiamò Alberto a Roma. arono le lettere di papa Alessandro IV, che erigeva canonicamente la confraternita. Allora si aprì un registro; e la contessa Margherita e suo figlio Guido di Dampierre vi si fecero iscrivere per primi. Dopo di loro, si iscrissero i canonici di San Pietro, tutte le grandi famiglie della contrada, tutto il popolo, che vedeva in questo registro come un altro libro della vita. I genitori vi facevano iscrivere i neonati, i fidanzati vi rinnovavano il loro arruolamento per consacrare a Maria la nuova famiglia, e, al momento della morte, tutti ricorrevano a lei come a una patrona e a una madre.

Dalle Fiandre, la fama della confraternita si diffuse presto in tutta l'Europa. Dalle estremità della Francia, dell'Italia e della Germania, si chiedeva di essere iscritti nel registro degli associati. I Montmorency, i Croy, i de Lannoy, gli d'Humières, i principi della famiglia imperiale d'Austria, le università più celebri, focolai di scienza e di luce, le città intere, rappresentate dai loro magistrati, i Vescovi e i Papi, Carlo V e Filippo II, chiesero che i loro nomi figurassero in questi santi annali, confusi con i nomi più oscuri, con tutte le professioni e tutte le età.

Contesto 05 / 08

L'influenza di Filippo il Buono e il Toson d'Oro

Filippo il Buono abbellì il santuario e pose l'illustre ordine del Toson d'oro sotto il patrocinio di Nostra Signora della Treille nel 1430.

Tra questi nomi, ve ne sono due che brillano di uno splendore del tutto particolare: il primo è san Luigi, re di Francia, che nel 1235 fece a Nostra Signora della Treille un pellegrinaggio di cui gli annali dell'epoca hanno conservato fedelmente il ricordo; il secondo è Fili Philippe le Bon Duca di Borgogna e di Brabante, protettore di Giovanni. ppo il Buono, duca di Borgogna e conte di Fiandra. Questo principe, tanto saggio nel consiglio quanto valoroso in battaglia, di una pietà tanto dolce quanto ferma, nutriva un affetto speciale per Nostra Signora della Treille. Contribuì, con una generosità principesca, al completamento della collegiata di San Pietro, e soprattutto della cappella che doveva accogliere l'immagine miracolosa. Dietro l'altare maggiore, fece collocare la cassa contenente le reliquie della santa Vergine in un luogo elevato, da dove tutti gli sguardi potevano scorgerla. Nella cappella che occupava il transetto sinistro, eresse due altari; uno, circondato da obelischi di pietra bianca, era un altare di Nostra Signora, sopra il quale si vedeva la santa immagine stagliarsi graziosamente su uno sfondo d'azzurro seminato di stelle d'oro; l'altro era un altare di sant'Anna, che aveva posto lì per associare la madre agli omaggi che riceveva la sua benedetta figlia.

Filippo non si fermò qui: fece coprire di boiserie scolpite le pareti della cappella; e sulla tavola d'altare di legno dorato, fece rappresentare i misteri della santa V ordre de la Toison d'or Ordine cavalleresco posto sotto il patrocinio di Nostra Signora della Treille. ergine. Quando creò l'ordine del Toson d'oro, questo celebre ordine che contava solo trentuno cavalieri, ma tutti senza macchia e tra i più illustri, tutti impegnati con giuramento a non lasciare mai il campo di battaglia se non vincitori, o morti, o prigionieri, lo pose sotto il patrocinio di Nostra Signora della Treille; volle persino tenere il primo capitolo nella sua cappella; dopo il servizio divino, celebrato pomposamente, il sovrano e i cavalieri si recarono agli stalli dei canonici; e lì ascoltarono dalla bocca del cancelliere la lettura degli statuti dell'Ordine, di quegli statuti, il più bel codice d'onore e di virtù cavalleresche, che prescrivevano a tutti la fedeltà verso la santa Chiesa, l'integrità della fede cattolica, la lealtà verso il sovrano, l'amicizia tra i cavalieri e l'onore nelle armi. Il principe fece leggere in seguito, dal suo araldo d'armi, uno scritto in cui diceva che si votava a Dio e alla santissima Vergine, e che impegnava tutti i cavalieri a fare lo stesso. Questi risposero di gran cuore a tale invito: uno di loro, il signore di Pons, fece persino il voto singolare di non soggiornare in alcuna città finché non avesse trovato un Saraceno che potesse combattere corpo a corpo con l'aiuto di Nostra Signora, per amore della quale non avrebbe mai dormito, il sabato, in un letto, prima dell'intero adempimento del suo voto; e, prima di separarsi, tutti sospesero attorno all'altare gli scudi delle loro armi, come un omaggio perpetuo dei loro sentimenti verso la santa Vergine. Così terminò il primo capitolo del Toson d'oro, di questo ordine illustre che, nel corso di due secoli, avrebbe dovuto contare tra i suoi ranghi centoquattro teste coronate.

Per perpetuare il ricordo della sua consacrazione, il principe fondò due messe al giorno all'altare di Nostra Signora della Treille, e inoltre, ogni sabato, una messa cantata da un canonico di San Pietro. Ottenne poi da Eugenio IV nuove indulgenze per tutti coloro che fossero venuti a pregare davanti alla santa immagine; e, nel 1450, fece collocare accanto all'altare la statua di Nostra Signora dei Dolori; i canonici di San Pietro furono autorizzati a celebrarne l'ufficio, il quale in seguito si estese a tutta la Chiesa. Più tardi vi furono erette le sette stazioni dolorose della santa Vergine, con il consenso del vescovo di Tournai, che vi legò delle indulgenze.

other 06 / 08

Protezioni militari e giuramenti reali

La Vergine viene invocata durante gli assedi della città; Luigi XIV vi presta giuramento nel 1667 per rispettare le franchigie di Lilla.

Circondata da tutte queste testimonianze d'onore, Nostra Signora della Treille faceva risplendere sempre più la sua potenza; e i miracoli si moltiplicavano, specialmente dal 1519 al 1527 e dal 1634 al 1638. Alla vista di questi prodigi sempre rinascenti, la pietà dei cittadini di Lilla sembrò prendere un nuovo slancio; tutta la città non respirava che devozione a Maria; ovunque brillava la sua immagine: la si vedeva all'angolo delle strade, dove la donna povera, risparmiando sul suo salario, deponeva ai suoi piedi un cero o un mazzo di fiori; la si vedeva sopra le porte della città, dove sembrava vegliare alla guardia dei cittadini; la si vedeva al municipio, dove vi era una cappella in suo onore. Gli uni portavano medaglie con la sua effigie, gli altri anelli dove era rappresentata. In mezzo a questo zelo universale per l'onore di Maria, una pia dama concepì il disegno di decorare più splendidamente l'altare della Vergine venerata. A tal fine, ottenne dal capitolo di San Pietro che si spostasse per un tempo la santa immagine; ma, terminato il lavoro, il capitolo credette, prima di ricollocarla sul suo trono, di doverle conferire un trionfo magnifico, mediante una processione generale e la consacrazione solenne di tutta la città alla sua amata patrona. Quest'idea rapì tutti i cuori e, il 28 ottobre 1634, ebbe luogo questa toccante cerimonia. Fu un bel giorno quello. Fin dal mattino, il cannone tuonava sui bastioni, le campane suonavano a distesa, la città aveva indossato i suoi abiti di festa; ovunque eleganti drappeggi, ovunque fiori, ovunque la gioia più pura. Alle nove, gli scabini uscirono dal municipio, in toga rossa, preceduti dall'araldo che teneva un labaro, di cui un lato portava queste parole: *Il magistrato e il popolo consacrano Lilla a Nostra Signora della Treille*, e l'altro offriva la dolce immagine di Maria, che fissava i suoi sguardi benevoli sulla città di Lilla raffigurata in basso al labaro con queste parole sotto l'effigie della città: *Dicet habitator insulæ hujus : Hæc est spes nostra*; «L'abitante di quest'isola dirà: Ecco la nostra speranza». Ci si reca così alla chiesa di San Pietro, magnificamente decorata con drappeggi intrecciati a fresche ghirlande di verde; in fondo, l'altare appariva circondato da un'aureola di ceri; e flutti d'incenso avvolgevano la statua in nuvole mobili.

In mezzo a questi splendori, che facevano pensare a quelli del cielo, si inizia la messa solenne. All'offertorio, i canti tacciono, si fa un silenzio sublime. Allora avanza il capo degli scabini, tenendo con una mano il labaro, con l'altra le chiavi della città; le rimette all'officiante, che le pone sull'altare; poi, davanti a tutto questo popolo prostrato, pronuncia la formula di consacrazione della città a Nostra Signora della Treille. La sera, un'illuminazione generale riprodusse la scena del mattino; da ogni parte, si vedevano sui trasparenti queste parole care a tutti i cuori: *Insula, civitas Virginis*; «Lilla, città di Maria».

L'anno seguente, il vescovo di Tournai venne a Lilla per consacrare se stesso con tutta la sua diocesi a Nostra Signora della Treille; Ferdinando II, imperatore d'Austria, le consacrò il suo diadema e si fece iscrivere nella confraternita. Nel 1659, l'intera città di Tournai venne in processione a consacrarsi a una patrona così buona, e rinnovò questo atto ogni anno fino al 1792. Più volte, vi si sono trovati quasi cinquemila pellegrini.

Nel 1667, quando la città, assediata da Luigi Louis XIV Re di Francia durante il ministero di Olier. XIV, fu ridotta a capitolare, esigette che il re giurasse, davanti a Nostra Signora della Treille, di mantenere tra le sue mura la fede cattolica, di non inviarvi né governatore, né ufficiali, né soldati protestanti, di rispettare le sue franchigie e di lasciarle la sua amministrazione. Luigi XIV lo giurò con la mano sul Vangelo. E quando, quarant'anni più tardi, nel 1708, la città fu assediata dal principe Eugenio, alla testa di un esercito quasi tutto protestante, promise, se fosse stata preservata dal saccheggio, di fare una processione speciale per ringraziarne Nostra Signora della Treille. Dopo questa promessa, si espose la statua miracolosa in mezzo alla chiesa di San Pietro, che le palle di cannone crivellavano; e, cosa meravigliosa, dopo tre mesi di assedio, obbligata a capitolare ancora, ottenne almeno le condizioni più onorevoli con una libertà completa per il culto cattolico. Tale fu persino l'incredibile benevolenza dei nemici, per la maggior parte protestanti ardenti, che la sera stessa del loro ingresso trionfale, il popolo spinse la fiducia fino a cantare pubblicamente le litanie della Vergine davanti alle sue immagini che ornavano le case; le altre sere, si radunò nelle strade per lo stesso motivo; e, il 2 giugno, si fece la processione generale, come se non vi fosse alcun esercito nemico in città. Alcuni protestanti tentarono bene di pervertire la fede degli abitanti, ma lungi dal riuscirvi, molti furono guadagnati alla vera credenza e si fecero cattolici.

Martirio 07 / 08

Distruzione rivoluzionaria e salvataggio

Dopo la demolizione della collegiata di San Pietro nel 1793, la statua viene salvata da Alain Gambier e trasferita in seguito nella chiesa di Santa Caterina.

Una protezione così visibile di Maria le legò sempre più tutti i cuori; e, quando giunse, nel 1754, il cinquecentesimo anniversario dei primi miracoli del 1254, vi si dispiegò una magnificenza più grande che mai. Il programma della festa portava il titolo di Trionfo della santa Vergine, e giustificò pienamente il suo titolo. La Fama apriva il corteo, portando, sulla banderuola della sua tromba, queste parole: Audite, omnes, et attendite, populi de longe; degli angeli la circondavano, con il nome di Maria sul loro orifiamma. Seguivano quattro carri: il primo portava le sei sibille che avevano annunciato, in termini profetici, le principali glorie della Madre del Verbo Incarnato; nel secondo c'era Mosè, rappresentato sul monte Oreb; nel terzo, le effigi dei monarchi che erano venuti, in diverse epoche, a rendere omaggio a Nostra Signora; nel quarto, i Papi, i cardinali e i vescovi, protettori della confraternita. Seguivano gruppi di angeli, che portavano il libro della confraternita di Nostra Signora, con le armi e i nomi delle città o delle province consacrate alla Vergine di Lilla. I pellegrini di Tournai erano rappresentati su un carro elegante; un altro carro tutto coperto di gigli offriva il doppio emblema della monarchia francese e della Vergine senza macchia; venivano poi le figure storiche di Margherita di Fiandra, di Guido di Dampierre, di Filippo il Buono e dei principali cavalieri del Toson d'oro, tutti rivestiti di costumi tanto ricchi quanto esatti, tutti circondati da angeli, e seguiti dai magistrati della città, dalle bandiere della città e del capitolo, e dal labaro offerto nel 1654. Si vedevano poi degli angeli che portavano mazzi di rose e di gigli davanti al carro, dove si trovava la santa immagine, circondata da un pergolato.

Questa processione, che si rinnovò per nove giorni, in mezzo a una folla immensa, fu l'ultimo splendore gettato da questo culto celebre. Sopraggiunsero i giorni nefasti della rivoluzio ne; e l'antica collegiata collégiale de Saint-Pierre Antico santuario principale che custodiva la statua prima della Rivoluzione. di San Pietro fu, nel 91, dapprima chiusa come edificio inutile, poi consegnata al pubblico come magazzino; nel 92, ceduta ai commissari di guerra come ovile; nel 93, venduta ad avidi speculatori, e presto demolita. Tra le macerie che coprivano il suolo, fu gettata la statua miracolosa; ma fortunatamente un generoso cristiano, A lain Gambier, Alain Gambier Cristiano di Lilla che salvò la statua dalla distruzione rivoluzionaria. avendola riconosciuta, la acquistò a caro prezzo dal custode delle rovine, e la portò a casa sua come un tesoro. Al ristabilimento del culto cattolico, egli la donò alla chiesa di Santa Caterina, che la rivoluzione aveva lasciato in piedi come un edificio senza importanza.

Eredità 08 / 08

Rinascita del XIX secolo e nuova basilica

Il culto rinasce sotto l'impulso del clero locale e di papa Gregorio XVI, portando alla posa della prima pietra di una nuova basilica nel 1854.

In questo nuovo santuario, Nostra Signora rimase a lungo senza onore, ora in fondo alla chiesa nella cappella dei defunti, ora dietro l'altare maggiore: tanto la nuova generazione aveva spezzato il filo delle antiche tradizioni e dei pii sentimenti! Ma, nel 1842, il parroco di Santa Caterina, avendo consacrato tutto il mese di Maria a Nostra Signora della Treille, la pietà assopita sembrò risvegliarsi. Poco dopo, essendo stati posti gli esercizi di un giubileo Grégoire XVI Papa che ha fissato la festa liturgica del beato. concesso da Gregorio XVI sotto gli auspici di Nostra Signora della Treille, il successo fu completo: il nome di Nostra Signora della Treille, così a lungo dimenticato, tornò su tutte le labbra; e il suo culto, così a lungo trascurato, riprese il suo posto in tutti i cuori. La statua miracolosa fu trasportata all'altare della santa Vergine; furono coniate medaglie di Nostra Signora della Treille; e tutti vollero averne. Ad imitazione di quanto si pratica a Nostra Signora delle Vittorie di Parigi, si stabilì un saluto particolare sotto il nome di saluto di Nostra Signora della Treille; l'antica confraternita fu ripristinata da un rescritto di Gregorio XVI; vicino al santuario di Maria si formò una congregazione di religiose detta di Nostra Signora, con lo scopo di favorire lo sviluppo del suo culto, di fornire voci per cantare le sue lodi e di dedicarsi alla cura dei poveri malati, all'istruzione dei bambini poveri, alle diverse opere di carità: poiché il culto di Maria ben compreso inclina a ogni dedizione. Infine, la festa e la processione di Nostra Signora della Treille ricominciarono il 9 giugno 1834, all'interno della Chiesa. Conversioni insperate, guarigioni inattese, consolazioni improvvise portate a mali che sembravano senza rimedio, ricordando a tutti il potere di Nostra Signora della Treille, accrebbero di anno in anno l'antica devozione per la santa immagine. Infine, nel 1853, la devozione giunse a tal punto che non si poté più tollerare che un'immagine così venerata avesse solo un santuario preso in prestito. Tutti, a una sola voce, dichiararono di voler sostituire l'antica chiesa abbattuta in giorni di vertigine ed erigere alla patrona di Lilla una chiesa monumentale. Tutti, passando subito dall'entusiasmo all'azione, si impegnarono, tramite sottoscrizioni volontarie, a contribuirvi secondo le proprie possibilità.

Tale era la disposizione generale degli animi quando arrivò il 1854, anniversario sei volte secolare dell'inizio dei prodigi di Nostra Signora della Treille. — Per esaltare il più possibile lo splendore di questa festa tradizionale, l'arcivescovo di Cambrai, dopo aver ottenuto dalla Santa Sede la grazia di un giubileo legato alla chiesa di Santa Caterina, riunì, per predicarne gli esercizi, i primi predicatori dell'epoca e convocò, per le grandi cerimonie che dovevano aver luogo, il maggior numero possibile di cardinali, arcivescovi e vescovi. Tutta la città, dal canto suo, si mise al lavoro per decorare i templi, le strade e le piazze. Ghirlande di ogni genere, drappi d'oro e d'argento, seta, dipinti, sculture, bandiere, lampadari, ricchi costumi, tutto fu messo in opera, senza contare ciò che vi aggiunsero di commovente i canti, le prediche, le preghiere e le comunioni.

Nei primi giorni, le parrocchie vicine si recarono processionalmente alla chiesa giubilare, attraversando la città in atteggiamento di raccoglimento ed edificando con i loro canti e le loro preghiere la popolazione che si accalcava al loro passaggio. Poi vennero le diverse parrocchie della città, tutte preparate e ravvivate nello spirito cristiano da eloquenti prediche.

Nel mezzo di questo meraviglioso concorso ebbe luogo una cerimonia che riempì tutti i cuori di gioia: la posa della prima pietra della grande basilica che ci si proponeva di erigere sotto il doppio titolo di Nostra Signora della Treille e di San Pietro, e, per condurre l'opera a buon fine, l'istituzione di due commissioni, una di uomini e una di dame, incaricate di raccogliere i fondi per questa grandiosa impresa. Infine, domenica 2 luglio, si celebrò la grande festa: le decorazioni più splendide brillavano su tutte le facciate, a tutte le finestre; i muri scomparivano sotto i drappeggi e i fiori, e le cupole si ergevano in mezzo alle strade. Fino ad allora il cielo era stato oscuro, la pioggia minacciosa; ma, nel momento preciso in cui l'immagine di Nostra Signora si mette in cammino per la processione, un sole radioso squarcia le nuvole e il corteo esce dal tempio; in testa marciano le sei parrocchie della città; vengono poi gli ospizi, le corporazioni, le associazioni di carità, i corpi religiosi. Dopo questa lunga fila, appaiono le reliquie dei principali patroni del paese; le deputazioni storiche di Tournai, Douai, Cambrai, Aire, ognuna portando il suo ex-voto tradizionale: Tournai, un grosso cero; Douai, le armi della città, cesellate in argento, con l'iscrizione: Douai a Nostra Signora della Treille; Cambrai, l'immagine di Nostra Signora delle Grazie, cesellata in argento, con l'iscrizione: Cambrai, città della Vergine, a Nostra Signora della Treille; infine, Nostra Signora della Treille, circondata da una guardia d'onore, che avanza in una cassa ottagonale d'oro, alta sette metri e in stile gotico fiorito, portata su una barella da dodici ecclesiastici in dalmatiche d'oro, accompagnata dai sacerdoti in abiti sacerdotali, dai canonici in abiti corali, seguita dagli arcivescovi e vescovi, vestiti di piviali d'oro, con mitra e pastorale, e dal cardinale di Reims, officiante. Dire tutto ciò che vi era di grazioso e magnifico in questo immenso corteo di diverse migliaia di persone, il cui sfilamento, eseguito nel più perfetto ordine, durò più di un'ora e mezza; dire il colpo d'occhio che offriva, sulla grande piazza, una popolazione fitta che si stima superiore a ottantamila persone; dire tutte le emozioni che produssero tante scene toccanti, ripetute nel corso di questa bella processione, sarebbe cosa impossibile. L'ambasciatore di Spagna a Bruxelles, delegato dalla sua sovrana per rappresentarla in questa cerimonia, diceva: «Ho abitato a Roma vent'anni, non vi ho visto nulla che eguagli ciò di cui sono appena stato testimone». — «Sono stato all'incoronazione di Carlo X», diceva un colonnello degli ussari, «preferisco ciò che ho visto oggi».

Dopo questa bella festa, la città di Lilla si affrettò a erigere a Maria una superba basilica.

Estratto da Notre-Dame de France, a cura del parroco di Saint-Sulpice. — Cfr. Basier de Marie.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. 1066: Fondazione della chiesa di San Pietro da parte di Baldovino V
  2. 1214: Ricostruzione dopo l'incendio a opera di Filippo Augusto
  3. 1234: Miracoli di guarigioni collettive il 2 giugno
  4. 1254: Erezione canonica della confraternita da parte di papa Alessandro IV
  5. 1450: Installazione della statua di Nostra Signora dei Dolori da parte di Filippo il Buono
  6. 1634: Consacrazione solenne della città di Lilla
  7. 1792: Distruzione della collegiata di San Pietro durante la Rivoluzione
  8. 1854: Posa della prima pietra della nuova basilica

Miracoli

  1. Guarigioni istantanee di ciechi e paralitici il 2 giugno 1234
  2. Cinquantatré prodigi constatati dal vescovo di Tournai
  3. Protezione della città durante l'assedio del 1708 da parte del principe Eugenio

Citazioni

  • Dicet habitator insulæ hujus : Hæc est spes nostra Iscrizione sul labaro del 1634

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo