8 luglio 13° secolo

San Teobaldo di Marly

ABATE DI VAUX-DE-CERNAY, NELLA DIOCESI DI VERSAILLES

Abate di Vaux-de-Cernay

Festa
8 luglio
Morte
1247 (naturelle)
Categorie
abate , confessore , cistercense
Epoca
13° secolo

Proveniente dalla nobile casata di Montmorency, Teobaldo rinuncia alla carriera delle armi dopo un miracolo della Vergine per diventare monaco cistercense. Abate di Vaux-de-Cernay, si distingue per la sua estrema umiltà, servendo i suoi fratelli nei compiti più umili, e per una devozione mistica a Maria. Consigliere di San Luigi e della regina Margherita, muore nel 1247, lasciando una reputazione di grande santità e di taumaturgo.

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Sezioni di lettura: 8

SAN TEOBALDO DI MARLY,

ABATE DI VAUX-DE-CERNAY, NELLA DIOCESI DI VERSAILLES

Vita 01 / 08

Origini nobili ed educazione cavalleresca

Teobaldo, proveniente dall'alta nobiltà di Montmorency, riceve un'educazione militare e si distingue nei tornei nonostante una nascente pietà.

Mai Santo, dopo san Bernardo, ha amato di più la santa Vergine, e se è vero che colui che invoca Maria è sicuro della sua salvezza, non bisogna dubitare che san Teobaldo sia ammesso nei tabernacoli eterni.

*Anonimo: Elogio di san Teobaldo.*

Teobaldo era figlio di Burcardo, signore di Marly, dell'antica casa Marly Luogo di nascita del santo. di Montmorency, e di Matilde o Mahaud di Châteaufort, persone ugualmente nobili e virtuose. Marly fu il luogo della sua nascita e della sua educazione. Fu il primogenito di tre figli maschi e una femmina, pronipote di Matteo, primo del nome, connestabile di Francia sotto Luigi il Giovane. Gli si fece apprendere assai poco le belle lettere, ma tutti gli esercizi propri alla nobiltà di quell'epoca; vi divenne assai abile: non ve n'era alcuno che sapesse meglio andare a cavallo e maneggiare le armi, né che si distinguesse maggiormente nei giochi pubblici, nelle corse all'anello e nei tornei. Tuttavia non trascurava la pietà, e soprattutto nutriva una singolare devozione verso la santa Vergine, che onorava come sua buona Madre e sua cara Signora: fu anche questa devozione a dare luogo alla sua intera conversione. Poiché, recandosi un giorno a un celebre torneo, dove diversi signori dovevano lottare contro di lui, mentre passava davanti a una chiesa, udì suonare una messa; smontò da cavallo, entrò in chiesa e ascoltò la messa tutta intera con tanta più devozione, in quanto la si celebrava in onore della santa Vergine; dopo la messa, spronò verso i suoi compagni; ma fu ben sorpreso di vederli venirgli incontro, per complimentarsi della vittoria che aveva riportato nei giochi. Ne testimoniò dapprima un certo stupore; ma riconoscendo subito, da ciò che dicevano, che il suo buon angelo aveva preso le sue sembianze e che aveva gareggiato al suo posto, non ne diede ulteriori spiegazioni. Ritiratosi allora nella chiesa da cui proveniva, dopo aver reso grazie alla Madre di Dio per un così insigne favore, fece voto di lasciare il mondo e di rinunciare a tutte le grandezze e alle soddisfazioni che il secolo gli prometteva.

Conversione 02 / 08

La conversione al torneo

Mentre assiste a una messa, il suo angelo custode prende il suo posto in un torneo e ottiene la vittoria, provocando la sua rinuncia al mondo.

L'abbazia di Vaux-de-Cernay L'abbaye des Vaux-de-Cernay Abbazia cistercense di cui Thibaud fu abate. era allora molto fiorente. Il nostro Santo vi si ritirò; appena ebbe preso l'abito, si vide brillare in lui tutte le virtù religiose. I suoi compagni, che non potevano seguirlo, ammiravano la sua modestia, il suo silenzio, la sua umiltà, il suo fervore, la sua assiduità nell'orazione e soprattutto il suo spirito dolce e malleabile, che era come cera molle nelle mani dei suoi superiori. I più anziani benedicevano Dio per aver inviato loro un giovane che univa alla nobiltà del suo sangue e alle perfezioni del suo corpo, un'anima così ben nata e tante rare qualità spirituali. Poiché non aveva quasi studiato, gli fu dato un maestro, che gli insegnò, in poco tempo, ciò che si apprende nelle scuole pubbliche. La sua virtù crescendo sempre con l'età, fu eletto priore del monastero e, qualche tempo dopo, essendo deceduto l'abate Riccardo, sotto il quale aveva esercitato tale carica con singolare prudenza, fu messo al suo posto. Resistette per qualche tempo a questa inclinazione dei suoi confratelli; ma, non potendo far loro cambiare risoluzione, fu costretto a cedere alle loro istanti preghiere. Poiché lo avevano eletto solo dopo una lunga prova della sua giustizia e della sua carità, non ebbero motivo di pentirsi della loro scelta. Ebbero in lui un superiore saggio, vigilante, misericordioso, colmo di compassione per i bisogni dei suoi fratelli e sempre pronto a soccorrerli.

Fondazione 03 / 08

Ingresso nell'abbazia di Vaux-de-Cernay

Teobaldo si unisce all'abbazia cistercense di Vaux-de-Cernay, dove scala i ranghi grazie alla sua umiltà fino a diventarne abate.

Teobaldo non credeva che l'abate dovesse avere altri diritti e privilegi se non quello di essere l'esempio della sua casa, e di superare gli altri religiosi in tutte le virtù monastiche tanto quanto li superava in dignità. La sua umiltà era così prodigiosa che non vi era alcun compito nel monastero, per quanto umile fosse, al quale non si abbassasse con gioia. Si incaricava spesso di accendere le lampade della chiesa, del dormitorio e dell'infermeria; puliva le scarpe e gli abiti dei suoi confratelli; cantava nel coro, a suo turno, i responsori che solitamente si fanno cantare ai chierici più giovani. Non si faceva alcuno scrupolo di servire da aiuto ai muratori e di portare pietre e malta sulle spalle per far avanzare gli edifici del suo convento. Infine, era così poveramente vestito da superare in ciò l'ultimo dei fratelli conversi. Essendo queste pratiche di umiltà note nell'Ordine di Cîteaux, gli abati gliene Ordre de Cîteaux Ordine monastico a cui appartengono Bernardo e l'abbazia di Grandselve. fecero rimprovero al Capitolo generale, dove la sua carica lo obbligava a presenziare; ma egli chiuse loro subito la bocca dicendo che «non lo riprenderebbero e non avrebbero nulla da ridire sulla sua condotta, se fosse arrivato ben montato e se gli vedessero addosso un abito prezioso e sfolgorante».

Vita 04 / 08

Un abate servitore

Nonostante il suo incarico, si dedica ai compiti più umili, servendo i muratori e pulendo le scarpe dei suoi confratelli.

Ciò che lo rendeva soprattutto ammirevole era la sua devozione e la sua tenerezza per la Santa Vergine; pensava continuamente a lei; ed aveva l'abilità di riportare alla sua gloria tutto ciò che diceva e tutto ciò che faceva. Quando si scrivevano libri per il coro, voleva che il suo nome fosse sempre formato in lettere rosse; quando lo sentiva pronunciare, il suo amore gli faceva dire queste belle parole: «Nome soave della beata Vergine, Nome venerabile, Nome benedetto, Nome ineffabile, Nome amabile in tutta l'eternità». Se passava davanti all'altare maggiore, dove si trovava il Santissimo Sacramento, diceva con un cuore pieno di gioia: «Benedetto sia Gesù Cristo, figlio di Dio, che, con la sua nascita temporale, ha riempito di una gloria indicibile Nostra Signora, sua degnissima e gloriosissima Madre». Gli fu detto un giorno che poteva esserci dell'eccesso in questo affetto per la Vergine Maria, perché sembrava che dividesse il suo cuore tra Dio e lei, e che Gesù Cristo non ne avesse l'intera possessione. Ma egli rispose a questa lamentela con una risposta tanto cristiana quanto modesta: «Sappiate», disse, «che non amo la Santa Vergine tanto quanto faccio, se non perché è la Madre del mio Signore Gesù Cristo; che se non lo fosse, non l'amerei più delle altre sante vergini. Così, è Gesù Cristo stesso che amo, che onoro e che riverisco in lei». Aggiungeva che non dubitava affatto che ella fosse elevata al di sopra di tutti gli angeli e di tutti gli eletti, e che meritasse, di conseguenza, di essere amata sopra ogni cosa dopo Dio.

Teologia 05 / 08

Amore per la Vergine Maria

Il santo manifesta una devozione eccezionale verso Maria, giustificando il suo culto come una via diretta verso l'amore di Gesù Cristo.

Questo grande amore gli meritava spesso la vista, il colloquio e le sante carezze di questa augusta Regina. Fu anche un giorno consolato da una visione della santissima Trinità, e apprese, in quell'occasione, che Dio provava un singolare piacere quando si cantava con fervore il cantico dei tre fanciulli nella fornace di Babilonia. L'abate di Chiaravalle rese testimonianza di questo fatto dopo la morte di Tebaldo, alla cerimonia dell'elevazione del suo corpo. Le sue preghiere erano così efficaci che ottenevano da Dio tutto ciò che egli chiedeva. Ne abbiamo due esempi memorabili. Un giorno, un novizio del suo monastero, violentemente tentato, voleva rinunciare alla vita religiosa: il maestro dei novizi non tralasciò nulla per fargli comprendere che si trattava di un artificio del demonio; ma fu inutile. Il santo abate andò a trovarlo egli stesso e, nel fervore del suo zelo, gli disse tutto ciò che un padre pieno di carità può dire al proprio figlio per impedirgli di perdersi; ma non ottenne nulla. Infine, lo pregò di attendere almeno fino al giorno seguente per eseguire una così funesta risoluzione: cosa che ottenne solo con fatica. Dopo la Compieta, si mise in orazione per lui e la continuò per tutta la notte, ma con tale successo che il giorno seguente il novizio fu trovato così cambiato, così confuso per la sua leggerezza, così risoluto a perseverare nella sua vocazione, che protestò che non se ne sare bbe andato per tutt La reine Marguerite Consorte di San Luigi, regina di Francia. i i tesori del mondo. La regina Margherita, moglie di san Luigi, non avendo figli, ne era tutta desolata, e l'intera Francia con lei. Si facevano ovunque preghiere per lei. San Tebaldo, animato dallo spirito di Dio, disse che non si doveva disperare così presto e che Dio, pregato con perseveranza, sarebbe venuto in soccorso del regno di Francia. In effetti, le preghiere del Santo furono di tale efficacia che la regina ebbe diversi figli. Questa principessa ne fu così riconoscente verso san Tebaldo che, dopo la sua morte, si recò al suo sepolcro e, essendosi prostrata con il volto a terra, gli rese i suoi doveri come al suo singolare benefattore.

Miracolo 06 / 08

Visioni e favori reali

Tebaldo beneficia di visioni divine e ottiene con la sua preghiera la fine della sterilità della regina Margherita di Provenza.

Quest'uomo grande usciva dalla sua abbazia solo a malincuore e, quando si trovava fuori, era come un pesce fuor d'acqua: «O anima mia!» diceva, «il tuo Diletto, colui che cerchi e che desideri non è qui; torniamo, ti prego, a Vaux-de-Cernay, è lì che lo troverai, che converserai con lui e che avrai la felicità di vederlo per fede nell'orazione, in attesa di vederlo faccia a faccia e così com'è in se stesso». Aggiungeva ancora, nel timore di disperdersi troppo: «Torna, Sunamita, al tuo monastero, tornaci prontamente, e lì adorerai il tuo Dio con più devozione e sicurezza!». Piacesse a Dio, dice a questo proposito un dotto autore dell'Ordine di San Benedetto, che quei religiosi dissipati, che non trovano piacere se non fuori dal loro chiostro, riflettessero su queste parole; amerebbero la solitudine più di quanto facciano, e non riporrebbero tutto il loro affetto nel fare viaggi inutili e nel conversare con i secolari!

Missione 07 / 08

Irraggiamento e direzione spirituale

Dirige diversi monasteri, tra cui Port-Royal e Breuil-Benoît, mantenendo una disciplina rigorosa e una vita di estrema ascesi.

Il nostro Santo non poteva trovare altra consolazione se non quella che gli veniva da Dio; egli era per la maggior parte del tempo ritirato nella sua cella dove, per tutto nutrimento, gli si portava pane nero e acqua. Se, durante quel tempo, gli giungevano lettere dall'esterno, anche da parte di prelati e grandi signori, le si poneva sulla piccola finestra del suo oratorio, per averne risposta, senza per questo interromperlo né parlargli. Aveva una cura particolare nel riportare a Dio tutto ciò che vedeva o udiva. Trovandosi alla cor te di san L saint Louis Re di Francia di cui Thomas Hélye fu il cappellano. uigi, dove un musicista intratteneva la compagnia, fu elevato a un'alta contemplazione della santità divina e delle gioie del paradiso, tanto che le lacrime gli scorrevano dagli occhi in abbondanza; il che fece dire a quel santo re che Thibaud aveva trovato il segreto di convertire la gioia temporale in una gioia spirituale, e di trarre profitto dalle perdite altrui. Infine, la vita e la conversazione di questo santo Abate erano così edificanti che il suo monastero, ben lungi dall'allentare il rigore dell'osservanza sotto il suo governo, divenne un monastero ancora più regolare e più austero di quanto non fosse in precedenza; tanto che lo si chiamava comunemente la prigione dell'Ordine, e non vi erano che i religiosi più ferventi a desiderare di dimorarvi. Guglielmo di Parigi incaricò anche Thibaud del governo dell e religios Port-Royal Monastero di religiose diretto da Thibaud. e di Port-Royal, a due leghe e mezza da Vaux-de-Cernay. Non fu l'unico monastero di religiose che il nostro Santo fu obbligato a prendere sotto la sua direzione; gli fu affidato quello del Trésor, nel Vexin, tra Gisors e Mante. Governò inoltre un'abbazia di uomini, ch iamata Breuil Breuil-Benoît Abbazia maschile governata da Thibaud. -Benoît, figlia di quella di Vaux-de-Cernay e madre di quella della Trappa, nella diocesi di Séez. Visse così fino all'anno 1247. Dio, per ricompensare le sue fatiche e coronare i suoi meriti, gli inviò una malattia che fu lo strumento della sua liberazione e la via attraverso la quale giunse a una morte beata. Il suo corpo fu dapprima sepolto nella cappella, dove la regina Margherita, e, in seguito, F Philippe le Hardi Re di Francia che ha visitato la tomba del santo. ilippo l'Ardito, suo figlio, lo visitarono. Quattordici anni dopo, fu esumato e trasferito in una cappella, dove è sempre stato onorato da allora. Si trovò la sua cocolla intatta e così ben conservata che l'abate Goffredo, uno dei suoi successori, se ne servì per il resto della sua vita in certi giorni di cerimonia. I miracoli che sono stati compiuti e che si compiono continuamente alla sua tomba sono senza numero.

Culto 08 / 08

Trapasso e posterità

Muore nel 1247; la sua tomba diviene un luogo di pellegrinaggio reale e vi sono attestati numerosi miracoli.

Abbiamo tratto questo racconto dal martirologio monastico, commentato da Hugues Ménard, e dal menologio di Citroux, commentato da Henriques. I signori di Sainte-Marthe, autori coscienziosi, ne parlano anche tra gli abati di Vaux-de-Cernay.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Giovinezza nobile ed esercizi di cavalleria
  2. Conversione in seguito a una messa della Vergine e a un miracolo di sostituzione da parte del suo angelo durante un torneo
  3. Ingresso nell'abbazia di Vaux-de-Cernay
  4. Elezione a priore e successivamente ad abate
  5. Direzione spirituale di diversi monasteri (Port-Royal, Le Trésor, Breuil-Benoît)
  6. Intercessione per la discendenza della regina Margherita
  7. Morto nel 1247
  8. Traslazione del corpo quattordici anni dopo la sua morte

Miracoli

  1. Un angelo prende il suo posto e vince un torneo mentre lui assiste alla messa
  2. Improvvisa conversione di un novizio tentato di lasciare il monastero dopo una notte di orazione del santo
  3. Ottenimento tramite la preghiera della nascita di diversi figli per la regina Margherita
  4. Conservazione miracolosa della sua cocolla quattordici anni dopo la sua morte

Citazioni

  • Sappiate che non amo la Santa Vergine così tanto come faccio, se non perché è la Madre del mio Signore Gesù Cristo. Risposta alle critiche sulla sua devozione
  • Torna, Sunamita, al tuo monastero, tornaci prontamente, e là adorerai il tuo Dio con più devozione e sicurezza! Parole riferite durante le sue uscite

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo