Monaco irlandese e discepolo di san Colombano, Deicolo fondò l'abbazia di Lure nella Franca Contea nel VII secolo. Noto per la sua inalterabile allegria e i suoi miracoli, ottenne la protezione del re Clotario II e del Papa per la sua comunità. Terminò i suoi giorni da eremita dopo aver assicurato la prosperità del suo monastero.
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SAN DEICOLO O DESLE,
FONDATORE E ABATE DI LURE
Origini e formazione
Originario dell'Irlanda, Desle divenne discepolo di san Colombano, distinguendosi per un'inalterabile gioia interiore.
San Desle o Deicolo, v Saint Desle ou Déicole Monaco irlandese, discepolo di san Colombano e fondatore dell'abbazia di Lure. ale a dire servitore di Dio, nato in Irlanda, fu fin da giovane discepolo di san Co lombano; egli saint Colomban Fondatore dell'abbazia di Luxeuil e amico di san Niceto. stesso ci insegnerà quanto trasse profitto sotto questo grande maestro.
«Da dove viene», gli disse un giorno san Colombano, «che il vostro volto è sempre raggiante di gioia, e che nulla turba la vostra anima?»
— «È», rispose Desle, «che nulla può rapirmi il mio Dio».
La fondazione di Lure
Dopo aver lasciato Colombano vicino a Luxeuil, Desle si stabilisce in un luogo selvaggio che diventerà il monastero di Lure grazie a un incontro provvidenziale con un pastore.
Nel 585, il nostro Santo seguì Colombano in Francia; essendo quest'ultimo stato cacciato da Luxeuil (610), fu permesso solo ai religiosi irlandesi di seguirlo. Di questo numero faceva parte Desle, già avanti negli anni. Arrivato con san Colombano in un luogo pieno di sterpaglie, a poche miglia da Luxeuil, sulla strada per Besançon, sentì le gambe indebolirsi e riconobbe che non avrebbe potuto andare oltre; si gettò ai piedi del suo abate, chiese e ottenne con la sua benedizione la facoltà di terminare il suo pellegrinaggio in quel deserto. Rimasto solo dopo una separazione piena di lacrime, si mise a cercare attraverso le foreste un rifugio che potesse servirgli da ritiro. Rovistando tra quei cespugli, incontrò un gregge di maiali, il cui pastore rimase colto di sorpresa alla vista di quello straniero di alta statura e rivestito di un costume a lui estraneo.
«Chi siete», gli chiese, «da dove venite? Cosa cercate? Cosa venite a fare in questi luoghi selvaggi senza guida e senza compagno?»
— «Non abbiate paura, fratello mio», disse il vecchio irlandese, «sono un viaggiatore e un monaco! E vorrei che, per carità, poteste mostrarmi qui intorno un posto qualsiasi dove un uomo potrebbe abitare».
Il pastore gli disse che non conosceva nelle vicinanze che un luogo abbastanza paludoso, ma abitabile grazie all'abbondanza delle acque, e che apparteneva a un potente vassallo chiamato Werfaire. Rifiutò tuttavia di condurvelo, per paura che il suo gregge si smarrisse durante la sua assenza; ma Desle insistette e gli disse con quell'intrepida allegria che si ritrova negli irlandesi di oggi: «Se vuoi farmi questo piccolo piacere, ti rispondo che non perderai nemmeno uno dei tuoi porci; ecco il mio bastone che ti sostituirà e che servirà loro da pastore durante la tua assenza».
E detto ciò, piantò nel suolo il suo bastone da viaggiatore, attorno al quale tutti i maiali vennero ad accovacciarsi. Dopodiché, eccoli entrambi in cammino attraverso i boschi, il monaco irlandese e il porcaro borgognone, e così fu scoperto e occupato l'emplacement dell'att uale Lure Luogo dell'abbazia diretta dal santo. città di Lure, e del celebre monastero di quel nome, il cui abate, undici secoli dopo questa avventura, contava ancora tra i principi del sacro romano impero.
Opposizione e riconoscimento signorile
Accusato di magia da un prete geloso, Desle sfugge all'ira del signore Werfaire e compie il miracolo del mantello sospeso, ottenendo la protezione della nobile Berthilde.
Questo ritiro fu tanto più gradito a Desle in quanto vi era, poco lontano, una cappella dedicata a san Martino, che serviva ai pastori e ai contadini dei dintorni. Egli vi si recava ogni notte, nell'ora in cui le porte erano chiuse; al suo avvicinarsi esse si aprivano per il ministero degli Angeli.
Ma ciò fu visto di malocchio da un prete secolare che officiava nella cappella: «Quel monaco», diceva, «mi farà del male»; e indispose contro Desle tutto il vicinato, dicendo che era un mago, che si nascondeva nei boschi per dedicarsi ai suoi incantesimi. «A mezzanotte», aggiunse, «egli viene, col pretesto di pregare nella mia cappella, di cui invano chiudo le porte; una sola sua parola basta ad aprirle». Lo denunciò poi al signore Werfaire. «Signore», gli disse concludendo, «è vostra intenzione che questo straniero conservi in pace la chiesa che avete costruito, e di cui si è impadronito audacemente?»
Werfaire ordinò che si catturasse lo straniero, se possibile, e che gli si facesse subire una crudele mutilazione. Ma egli stesso fu colto da un male vergognoso che lo fece morire prima che il suo ordine empio potesse compiersi. Quando stava per spirare, Berthilde, sua sposa, vedendo che il dito di Dio era Berthilde Moglie di Werfaire, benefattrice del santo. lì, mandò a cercare Desle il quale, dimenticando l'ingiuria, portava in tutta fretta il bene per il male. Quando fu giunto nell'appartamento dove giaceva il defunto, sentì il bisogno di riposarsi un poco, e cominciò col togliersi il mantello; uno dei servitori si presentò per riceverlo, ma in quello stesso istante quel mantello si trovò sospeso in aria a un raggio di sole. Non era troppo questo miracolo per l'onore del santo uomo, oltraggiato sotto gli occhi di quelle popolazioni barbare. Tutti i presenti sono nell'ammirazione: Berthilde si getta ai piedi di Desle, chiede perdono per il suo sposo, e offre in cambio la terra di Lutra con la chiesa di San Martino. Ottenne questa consolante risposta: «che Werfaire, dopo essere passato attraverso le fiamme del Purgatorio, sarebbe stato messo in possesso della gloria eterna, perché, secondo le parole dell'Apostolo, un marito infedele è santificato da una sposa virtuosa e saggia».
Il patrocinio di Clotario II
Il re Clotario II, colpito dalla protezione accordata a un cinghiale dal santo, dota riccamente il monastero di Lure.
Qualche anno più tardi, si vedeva a Lure un monastero dove numerosi discepoli conducevano, sotto la guida del nostro Santo, una vita di pace e di preghiere. Accanto alla dimora dei religiosi, sorgevano due chiese, una sotto il titolo di San Pietro, l'altra sotto il titolo di San Paolo; il deserto è scomparso per far posto a un paradiso terrestre; «in questo ritiro dove abitavano i serpenti, si dispiega ora il verde...»
Un giorno, questa pia solitudine, dove non si udiva altro rumore che quello della preghiera, della lettura delle sacre scritture e dei pii colloqui, fu turbata dal re Clotario II. Era venuto a c roi Clotaire II Re di Neustria e in seguito unico re dei Franchi, protettore di Colombano dopo il suo esilio. acciare in uno dei suoi domini vicino a Lure; un cinghiale che inseguiva andò a rifugiarsi fino nella cella di Desle. Il Santo gli pose la mano sulla testa dicendo: «Poiché sei venuto a implorare la mia pietà, avrai salva la vita».
Il re, avvertito dai battitori che avevano seguito le tracce della bestia, volle vedere con i propri occhi questo prodigio. Quando seppe che il vecchio recluso era discepolo di quel Colombano che aveva sempre onorato e protetto, si informò affettuosamente dei mezzi di sussistenza che l'abate e i suoi compagni potevano trovare in quella solitudine. «È scritto», rispose l'irlandese, «che non manca nulla a coloro che temono Dio; conduciamo una vita povera, ma ci basta con il timore di Dio».
Clotario fece dono alla nuova comunità di tutte le foreste, i pascoli e le peschiere che possedeva il fisco nelle vicinanze di Lure, che divenne, a partire da quel momento, e rimase sempre uno dei monasteri più riccamente dotati della cristianità.
Riconoscimento pontificio e fine della vita
Desle si reca a Roma per porre la sua abbazia sotto l'autorità diretta del Papa prima di ritirarsi nella solitudine per morire nel 625.
Il santo abate, desiderando porre il suo monastero sotto una protezione più augusta e potente di quella del re, intraprese, in un'età molto avanzata, il viaggio a Roma: espose così la sua richiesta al Pap Pape Autorità a Roma presso la quale Daguin viene inviato per l'assoluzione. a, che lo ricevette a braccia aperte: «Santo Padre, ho lasciato la mia patria, che è l'Irlanda, e, per una concatenazione di circostanze di cui la Provvidenza ha il segreto, abito oggi una provincia della Gallia chiamata Borgogna. Coadiuvato dalle donazioni del signore Clotario e di uno dei suoi vassalli, ho potuto costruirvi un monastero e due oratori che ho dedicato agli apostoli Pietro e Paolo. Ma gli abitanti di questo paese sono assai rapaci; ed ecco perché, santissimo Padre, non credo di poter mantenere quest'opera se non venendo a porla sotto l'alta protezione della Sede apostolica. Vi prego dunque umilmente di accogliere con favore l'atto con cui costituisco il monastero di Lure immediatamente dipendente dai successori di san Pietro, e obbligo me stesso e i miei successori a pagare ogni anno un tributo in denaro».
Questa preghiera fu esaudita.
Desle ritornò con una bolla che manteneva all'abate di Lure la disposizione a perpetuità e senza contraddizione dei beni del monastero; lanciava l'anatema contro chiunque, suddito, signore o re, osasse ingerirsi nell'amministrazione dei suoi beni o esercitare vessazioni contro i religiosi. Dopo questo passo e altre misure per assicurare la prosperità del suo monastero, risolse di consacrare il resto della sua vita alla propria salvezza. Affidò dunque il governo della comunità a san Colom bino, suo disc saint Colombin Discepolo e successore di san Desiderio alla guida dell'abbazia. epolo e figlioccio, e non pensò più che a prepararsi alla morte, dimorando in un piccolo oratorio, facendo solo preghiera, accettando per tutto nutrimento pane e acqua. Meritò così di addormentarsi nel Signore il 18 gennaio dell'anno 625. Fu sepolto nel luogo stesso che abitava, nell'oratorio della Santissima Trinità.
Eredità e devozione
Il culto di san Desle si propaga nell'est della Francia, segnato da miracoli postumi e dalla conservazione delle sue reliquie a Lure.
Desle si prese cura della sua abbazia in cielo come aveva fatto sulla terra. Quando i Saraceni, nell'VIII secolo, devastando la Borgogna, tentarono di dare fuoco all'abbazia di Lure, la fiamma si rifiutò di obbedire loro.
Essendo stata demolita la chiesa di San Desle nel XVII secolo, le sue reliquie furono trasportate nella chiesa abbaziale il 24 maggio 1676. Esse sfuggirono al vandalismo del '93 e sono ancora esposte alla venerazione dei fedeli nella chiesa di Lure. La sua festa si celebra il 24 gennaio, secondo il rito semidoppio.
La memoria di san Desle e di san Colombano, suo discepolo, è stata fin dai tempi antichi in grande venerazione. Il loro culto si diffuse nella Franca Contea, in Borgogna, in Alsazia e in Lorena. San Desle è ancora celebre nella Franca Contea per la guarigione dei folli e degli indemoniati.
Diverse località nei dintorni di Lure portano il nome di Saint-Desles, tra le altre una sorgente che forma il piccolo fiume di Magny-Vernois, e una fontana, situata in una valle solitaria tra Lure e Saint-Germain. Gli infermi affetti da malattie agli occhi si recavano presso quest'ultima per attingere acqua alla quale si attribuiva una virtù meravigliosa.
Ancora oggi, pellegrini giunti da lontano e particolarmente dai Vosgi si recano a Lure per chiedere a Dio qualche grazia speciale per intercessione di san Desle.
Si può rappresentare san Desle mentre pianta in terra un bastone attorno al quale dei porcellini vengono a disporsi; mentre prende un cinghiale sotto la sua protezione; mentre guarisce degli indemoniati.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Discepolo di san Colombano in Irlanda
- Arrivo in Francia nel 585
- Separazione da san Colombano vicino a Luxeuil nel 610
- Fondazione del monastero di Lure
- Conflitto con il signore Werfaire e miracolo del mantello sospeso
- Protezione di un cinghiale inseguito dal re Clotario II
- Viaggio a Roma per porre Lure sotto la protezione papale
- Ritiro in un oratorio e morte nel 625
Miracoli
- Bastone che custodisce un gregge di maiali
- Apertura miracolosa delle porte di una cappella da parte degli angeli
- Mantello sospeso a un raggio di sole
- Protezione di un cinghiale
- Incombustibilità dell'abbazia di fronte ai Saraceni
Citazioni
-
È che nulla può rapirmi il mio Dio
Risposta a san Colombano sulla sua gioia costante -
Non manca nulla a coloro che temono Dio; conduciamo una vita povera, ma ci basta con il timore di Dio
Risposta al re Clotario II