Domenicano italiano del XIII secolo, Jacopo da Varazze divenne arcivescovo di Genova dove si distinse per la sua carità e il suo ruolo di pacificatore tra Guelfi e Ghibellini. Celebre autore della Legenda Aurea, consacrò la sua vita allo studio, alla predicazione e alla cura dei poveri prima di morire nel 1298.
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IL BEATO JACOPO DA VARAZZE,
ARCIVESCOVO DI GENOVA
Prologo teologico
Citazione di san Bonaventura sulla scienza perfetta e l'umiltà dei meriti personali.
Perfecta scientia est, et emesta sollicite agere, et scire de suis meritis se nihil esse.
La scienza perfetta consiste nel fare tutto con cura e nel comprendere bene che non si è nulla per i propri meriti.
S. Bonaventura S. Bonaventure Teologo francescano e biografo di san Francesco. , Sup. Job.
Giovinezza e formazione domenicana
Nascita a Varazze verso il 1230 e precoce ingresso tra i Domenicani nel 1244, dove divenne un teologo e predicatore riconosciuto.
Giacomo da Varagine Jacques de Voragine Arcivescovo di Genova, domenicano e autore della Legenda Aurea. nacque verso il 1230 a Varazze, borgo situato sul golfo di Genova, non lontano da Savona. Si ignorano il nome e la posizione sociale dei suoi genitori. Non aveva ancora superato l'adolescenza quando prese, nel 1244, l'abito domenic ano, e ben dominicain Ordine religioso a cui apparteneva Magdeleine. presto si distinse per il suo zelo nello studio, non meno che per la sua condotta edificante; professò con successo la teologia in diverse case del suo Ordine, e il suo talento per la predicazione attirò su di lui l'attenzione generale. Nel 1267 fu eletto provinciale di Lomb ardia, in Lombardie Provincia domenicana di cui Giacomo fu il provinciale. carico che ricoprì per diciotto anni; fu elevato in seguito alla dignità di definitore.
Missione diplomatica ed elezione episcopale
Papa Onorio IV gli affida la riconciliazione dei genovesi con la Santa Sede, il che porta alla sua elezione unanime ad arcivescovo di Genova nel 1292.
Nel 1288, avendo papa Onorio IV sentito parlare della sua prudenza e della sua santità, gli affidò l'onorevole missione di assolvere i genovesi dalle censure che si erano attirate con la loro disobbedienza alla Santa Sede, prendendo le parti dei siciliani ribellatisi contro il re di Napoli. Giacomo assolse a questo delicato incarico con la prudenza che lo distingueva; si guadagnò talmente la stima del clero e degli abitanti di Ge nova, Gênes Luogo di morte e di sepoltura del santo. per le sue virtù, la sua carità e la sua misericordia, che essendo morto nel frattempo Carlo Bernard, di Parma, arcivescovo di Genova, il capitolo metropolitano lo designò come suo successore: al suo rifiuto, il Papa incaricò dell'amministrazione di questa importante dioc esi Obozzon de Fie Obozzon de Fiesque Patriarca di Antiochia e amministratore di Genova. sque, patriarca di Antiochia, che i saraceni avevano espulso dalla sua sede. Morto costui nel 1292, il capitolo elesse Giacomo all'unanimità: il Papa e il senato applaudirono a questa scelta, il popolo ne manifestò un'estrema gioia e il domenicano fu costretto a cedere.
Il pacificatore di Genova
Giacomo si sforza di riconciliare le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, intervenendo fisicamente a rischio della propria vita per fermare i combattimenti urbani.
Accettando con riluttanza funzioni che basta aver ambìto per esserne quasi indegni, Giacomo da Varazze comprese tutta l'estensione degli obblighi e della responsabilità che avrebbero pesato su di lui. Dedito interamente ai pii doveri, si impose come legge di non lasciare più la sua diocesi. Il suo ministero fu coronato da brillanti successi in diverse circostanze importanti, e la sua eloquenza persuasiva ottenne bei trionfi. Egli fece cessare, a forza di zelo, le divisioni da cui, come tutte le repubbliche italiane del Medioevo, Genova era allora lacerata; riconciliò i Guelfi e i Ghibellini. Questa pace, che gli era costata tre anni di sforzi, fu conclusa nel 1295; sfortunatamente durò poco; i dissensi ricominciarono presto più forti di prima; per due mesi interi, le strade della capitale della Liguria furono veri campi di battaglia, e per placare tali semi di discordia fu necessaria tutta la dedizione del prelato, che si precipitò, a rischio della propria vita, tra i combattenti.
Virtù pastorali e carità
Descrizione della sua vita mortificata e della sua totale dedizione verso i poveri e i malati, in particolare durante un periodo di carestia.
L'arcivescovo di Genova conduceva in mezzo alle grandezze una vita mortificata e penitente; la sua carità era inesauribile, essendo il lusso delle elemosine l'unico che non si fosse proibito. Esempio notevole di distacco e di sincera religione praticato in un'epoca in cui alcuni principi della Chiesa, dimentichi del loro carattere, preferivano spesso alle cure dell'episcopato gli intrighi politici, talvolta persino trovandosi coinvolti in strani scandali.
Il beato Giacomo era guardato e venerato come un padre, e mostrò di esserlo in effetti durante una carestia che desolò il paese; si spogliò di tutto ciò che possedeva per nutrire i poveri che erano in estremo bisogno e per provvedere alle necessità dell'ospedale; con i suoi discorsi incoraggiò i ricchi a seguire il suo esempio, e la loro sollecitudine nel rispondere ai suoi pressanti inviti fu per lui motivo di consolazione in quella calamità pubblica. Amava i poveri come se fossero stati i suoi figli e, quando erano malati, li curava con le proprie mani.
L'opera letteraria e la Leggenda aurea
Autore prolifico, scrisse numerose opere tra cui la celebre Leggenda aurea, cronache di Genova e trattati di teologia.
L'attività di questo santo arcivescovo era tale che, sebbene dedicasse ogni cura al suo gregge, trovava ancora il tempo di comporre libri che riteneva adatti a mantenere la pietà dei fedeli o a conservare il ricordo degli eventi che interessavano la sua chiesa. Gli si attribuisce una versione italiana della Sacra Scrittura; la Leggenda dei santi, detta Leggenda aur ea, di cui pa Légende dorée Opera di Jacopo da Varagine contenente la vita leggendaria del santo. rleremo nel nostro Storico dell'agiografia, al diciassettesimo tomo; dei Sermoni per la Quaresima, le domeniche e le principali festività dell'anno; una Tavola delle storie contenute nella Bibbia; un libro Sulle opere di sant'Agostino; un compendio della Somma delle virtù e dei vizi, di Guglielmo Perault, domenicano; un Trattato delle lodi della santa Vergine; un trattato di morale, o La Decisione dei casi di coscienza; una Cronaca della città di Genova, che si estende fino all'anno 1277; la Storia degli arcivescovi di Genova, suoi predecessori; e gli Atti del sinodo che tenne nel 1293, per la riforma del clero.
Reliquie, morte e riconoscimento del culto
Dopo aver arricchito Genova di reliquie da Costantinopoli, muore nel 1298. Il suo culto è ufficialmente approvato da Pio VII nel 1816.
Il pio arcivescovo arricchì le chiese di Genova di numerose reliquie portate da Costantinopoli, durante la presa di questa città da parte dei crociati, nel 1203.
Dopo aver occupato, per sette anni, il trono arcivescovile, il santo Pontefice morì il 18 luglio 1298, all'età di sessantotto o sessantanove anni; fu inumato, come aveva richiesto, nella chiesa di San Domenico, a Genova, sul lato sinistro dell'altare maggiore, dove rimase fino al 1798, epoca in cui fu trasferito nella chiesa dei Frati Predicatori, dove è oggetto della venerazione dei fedeli. Nel 1816, il papa Pio VII approvò il s uo cult Pie VII Papa che ha autorizzato il culto del beato Ranieri. o e permise all'Ordine di San Domenico, così come al clero delle diocesi di Genova e di Savona, di celebrarne la festa.
Tratto dalla sua vita da M. G. B. — Cfr. Godescard.
VIES DES SAINTS. — TOME VIII. 19
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Varazze verso il 1230
- Vestizione dell'abito presso i Domenicani nel 1244
- Elezione a provinciale della Lombardia nel 1267
- Missione diplomatica per papa Onorio IV nel 1288
- Elezione ad arcivescovo di Genova nel 1292
- Riconciliazione tra Guelfi e Ghibellini nel 1295
- Redazione della Legenda Aurea
- Morto all'età di 68 o 69 anni
Citazioni
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La scienza perfetta consiste nel fare tutto con cura e nel comprendere bene che non si è nulla per i propri meriti.
S. Bonaventura (citato in epigrafe)