Umberto di Romans fu il quinto maestro generale dell'Ordine dei Predicatori nel XIII secolo. Riconosciuto per la sua scienza in teologia e in diritto, fu un vicino consigliere di san Luigi e svolse un ruolo maggiore nell'organizzazione del suo ordine e delle missioni. Rifiutò le dignità ecclesiastiche supreme per finire la sua vita nella preghiera e nello studio a Valence.
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IL BEATO UMBERTO DI ROMANS,
GENERALE DEI DOMENICANI
Giovinezza e formazione intellettuale
Nato a Romans in una famiglia nobile, Umberto riceve un'educazione cristiana rigorosa prima di distinguersi negli studi di teologia e diritto canonico a Parigi.
Umberto, lodato da tutti i nostri storici come uno dei più santi religiosi dell'Ordine di San Domenico, nacque a Ro mans, sull'Isère, v Romans, sur l’Isère Luogo di nascita del beato Umberto. icino a Valence, all'inizio del XIII secolo, da una famiglia nobile, ricca e pia. Nulla prova meglio i sentimenti religiosi dei suoi genitori dell'educazione eminentemente cristiana che gli diedero essi stessi, e che gli fecero dare in seguito dai maestri più capaci di illuminare il suo spirito e di formare il suo cuore alla virtù.
Il giovane Umberto fu presto inviato nelle scuole di Parigi , frequentate d écoles de Paris Luogo di nascita, di ministero e di morte del santo. a un gran numero di studenti giunti da ogni parte d'Europa e abbandonati a tutte le tentazioni delle passioni. I loro esempi pericolosi non ebbero alcun effetto sul suo cuore; seppe trionfare su di essi con la fermezza della sua fede, tanto quanto con la sua assiduità nel lavoro e nella preghiera. Così fece progressi sorprendenti nelle belle lettere e nelle alte scienze, soprattutto nella teologia e nel diritto canonico.
Vocazione ed entrata nell'Ordine
Inizialmente attratto dai Certosini, si unì infine ai Frati Predicatori nel convento di San Giacomo nel 1224.
Aveva fatto voto dapprima di entrare nell'Ordine dei Certosini; ma, per una segreta ispirazione della Provvidenza, si decise per quello dei Fra ti Predicatori, Frères Prêcheurs Ordine religioso mendicante fondato da san Domenico. e ricevette l'abito nel convento di San Giacomo, il giorno di sant'Andrea, nel 1224.
Responsabilità provinciali e diplomazia
Dopo un viaggio in Palestina, dirige le province romana e poi francese, mancando di poco l'elezione a papa dopo Gregorio IX.
Poco dopo la sua professione religiosa, si fece notare a Lione e a Parigi per le sue alte virtù, per la sua profonda conoscenza delle divine Scritture e per la sua eloquenza come predicatore. Verso lo stesso periodo, compì un viaggio in Palestina, visitò i Luoghi Santi e, al suo ritorno, gli fu affidato il governo della provincia romana, dove mostrò tanta prudenza e sapienza che, secondo il resoconto di diversi storici, dopo la morte di Gregorio IX, alcuni cardinali posarono gli occhi su di lui per elevarlo al papato. Il nuovo papa, Innoc enzo IV, av Innocent IV Papa del XIII secolo che testimoniò i miracoli del santo. endo conferito la porpora romana a Ugo di Saint-Cher, Umberto gli succedette nel governo della provincia di Francia, che conservò per dieci anni, fino a quando fu nominato generale del suo Ordine, nell'anno 1254. «I suffragi», dice uno storico, «non furono affatto divisi: il Padre Umberto li ebbe tutti, e lui solo ne fu sorpreso».
Generalato ed espansione dell'Ordine
Eletto maestro generale nel 1254, percorre l'Europa a piedi, visita l'Ungheria e presiede numerosi capitoli generali incentrati sulle missioni.
L'Ungheria fu la prima provincia che visitò e, per quanto estesa fosse, la percorse a piedi, annunciando ovunque ai popoli la parola di Dio. Il re Béla IV non si accontentò di onorarlo con il suo affetto, ma gli diede anche una grande prova della sua fiducia e della sua stima, pregandolo di rimanere per qualche tempo nei suoi Stati, per ricevere i voti della giovane principessa Margherita d'Ungheria, sua figlia.
Dall'Ungheria, Umberto passa in Italia, dove riceve lettere da Alessandro IV, che provano l'alta stima che questo Papa nutriva per la sua scienza e la sua virtù. Presiede un capitolo generale a Milano, dove ci si occupa principalmente dell'opera delle missioni; ritorna a Parigi, dove san Luigi, saint Louis Re di Francia che visitò le reliquie di san Ildeberto. volendo dargli una grande prova del suo affetto, lo sceglie per tenere al fonte battesimale uno dei suoi figli, il principe Roberto, conte di Clermont e primo della casa di Borbone.
Lotta dottrinale e consiglio reale
Collabora con Tommaso d'Aquino contro gli scritti sovversivi e funge da consulente giuridico e politico presso il re san Luigi.
San Tommaso d'Aquino, chiamato in Italia verso la stessa epoca, lavora felicemente per ordine di Padre Umberto alla confutazione di un libro pericoloso intitolato: *De periculis novissimorum temporum*, mentre il nostro infaticabile generale presiede il capitolo di Firenze e quello di Tolosa, da dove indirizza a tutti i religiosi del suo Ordine una lettera in latino assai notevole.
L'anno 1258, san Luigi, sapendo che Padre Umberto non era meno abile giureconsulto che dotto teologo, lo ammette nel suo consiglio, per renderlo giudice di alcune controversie sorte tra il conte di Clermont e i conti d'Angiò e di Poitiers.
Crisi geopolitiche ed ecclesiali
Si oppose alle incursioni dei Tartari e tentò invano di dissuadere Alberto Magno dall'accettare l'episcopato di Ratisbona.
L'anno seguente, si recò a tenere un capitolo a Valenciennes, nell'Hainaut. Lì, coadiuvato dallo zelo di Alberto Mag Albert le Grand Religioso domenicano e vescovo di Ratisbona. no, di san Tommaso d'Aquino e di Pietro di Tarantasia, si occupò dei mezzi per preservare i cristiani di quelle contrade dalle furie dei Tartari che ricominciavano le loro incursioni e i loro saccheggi. Distolse il re d'Ungheria da qualsiasi trattato di alleanza con quei popoli nemici del nome di Gesù Cristo, salvando così la fede minacciata da una rovina imminente. Nel frattempo, Umberto apprese che il Sommo Pontefice aveva appena scelto Alberto Magno per la sede di Ratisbona. Ne fu sensibilmente afflitto e, nel suo dolore, scrisse al beato Alberto una lettera che è un vero capolavoro, al fine di distoglierlo dall'accettare l'episcopato. Lo pregò di considerare innanzitutto quali siano gli impacci che si incontrano nel governo delle chiese di Germania, e quanto sia difficile, in tali alte dignità, non offendere Dio e gli uomini. Gli chiese come, dopo aver tanto amato i Libri santi e la purezza di coscienza, potesse vedersi impegnato nel tumulto degli affari temporali, sempre esposto a continui pericoli di peccato. Infine, gli fece notare che il bene che si può fare nell'episcopato è del tutto incerto, mentre, con il suo cambio di stato, avrebbe perso i grandi frutti che stava già producendo, non solo in Germania, ma in tutta la Chiesa, con la sua reputazione, i suoi esempi e i suoi scritti. Concluse questa viva e patetica esortazione protestando che avrebbe preferito vedere portare uno dei suoi religiosi nella bara piuttosto che su una cattedra episcopale. Tuttavia, i desideri del santo generale, le sue preghiere, i suoi avvertimenti, tutte le sue rimostranze furono allora senza effetto. Alberto Magno, è vero, non la pensava diversamente da Padre U mberto, e temev Albert le Grand Religioso domenicano e vescovo di Ratisbona. a quanto lui il pericolo che vedeva più da vicino. Ma non gli fu lasciata la libertà di rifiutare il fardello; il vicario di Gesù Cristo volle essere obbedito, e Alberto accettò, tremando, una dignità che si sarebbe rimproverato di aver desiderato. Gli esiti fecero conoscere i suoi veri sentimenti.
Dimissioni e fine della vita a Valence
Si dimise dal suo incarico nel 1263, rifiutò il patriarcato di Gerusalemme e si ritirò nel convento di Valence per dedicarsi alla scrittura.
Tre anni dopo, essendo riuscito a far accettare le sue dimiss ioni da papa U pape Urbain IV Papa che ha canonizzato Felice nel 1262. rbano IV, il santo dottore rientrò nel suo convento di Colonia insieme a padre Umberto, tramite la cessione volontaria del suo incarico, e riprese il suo primo stato di semplice religioso. Umberto aveva tenuto il suo ottavo capitolo generale a Barcellona e il nono a Bologna. Fu solo in quello di Londra, nell'anno 1263, che ottenne dai definitori il permesso di dimettersi da un impiego che solo l'obbedienza aveva potuto fargli accettare, e di cui aveva santamente adempiuto i doveri per nove anni. Vano fu il tentativo di papa Urbano IV di s trapparlo alle pape Urbain IV Papa che ha canonizzato Felice nel 1262. dolcezze della solitudine per elevarlo alla dignità di patriarca di Gerusalemme. Nulla fu capace di farlo acconsentire alla sua elevazione. Sempre fermo nel rifiutare tale dignità, si ritirò nel convento di Valence, dove visse ancora quatt couvent de Valence Luogo dei primi studi di Ismidone. ordici anni, unicamente occupato della sua salvezza e delle numerose opere che ha composto. È in queste lodevoli occupazioni e nell'esercizio del ministero della parola che padre Umberto vide arrivare dolcemente la sua ultima ora; morì a Valence, il 14 luglio 1277. Il suo Valence Luogo dei primi studi di Ismidone. corpo ha riposato a lungo nella chiesa dei Frati Predicatori di Valence, con il suo epitaffio, il suo elogio e la data della sua morte.
Opere e posterità
Autore prolifico, ha lasciato numerosi trattati sulla vita religiosa, sulla regola di sant'Agostino e sulla storia del suo Ordine.
## SCRITTI DEL BEATO UMBERTO DI ROMANS.
Gli scrittori ecclesiastici hanno parlato con elogio delle opere di Padre Umberto, e ne hanno fornito il seguente catalogo:
1° Un trattato riguardante i tre voti di religione; 2° Un commento sulla regola di sant'Agostino, e un altro sul prologo della costituzione dei Frati Predicatori; 3° Un trattato sui sette gradi della contemplazione; 4° Una storia abbreviata della vita di san Domenico; 5° Una piccola cronaca del suo Ordine dal 1203 al 1254; 6° Un eccellente manoscritto, conservato nella biblioteca del Vaticano, dove l'autore, tra le altre cose, tratta dei mezzi per riprendere i Luoghi Santi e conservarli contro gli sforzi degli infedeli; 7° Lo Specchio religioso; 8° Un trattato sulle vere e false virtù, ecc.
Tratto dalla Storia agiologica della diocesi di Valence, dell'abate Nadal.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Romans all'inizio del XIII secolo
- Studi di teologia e diritto canonico a Parigi
- Ingresso nell'Ordine dei Frati Predicatori nel 1224
- Governo della provincia romana
- Governo della provincia di Francia per dieci anni
- Elezione a Generale dell'Ordine nel 1254
- Visita in Ungheria e incontro con il re Béla IV
- Partecipazione al consiglio di san Luigi nel 1258
- Dimissioni dalla carica di Generale al capitolo di Londra nel 1263
- Ritiro nel convento di Valence per quattordici anni
Citazioni
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Preferirebbe vedere uno dei suoi religiosi portato nella bara piuttosto che su una cattedra episcopale.
Lettera ad Alberto Magno