17 luglio 4° secolo

Santa Marcellina

SORELLA DI SANT'AMBROGIO, VESCOVO DI MILANO

Vergine, sorella di Sant'Ambrogio

Festa
17 luglio
Morte
Fin du IVe siècle (après 397) (naturelle)
Categorie
vergine
Epoca
4° secolo
Luoghi associati
Gallia (FR) , Roma (IT)

Sorella maggiore di sant'Ambrogio di Milano, Marcellina consacrò la sua vita alla verginità e all'educazione cristiana dei suoi fratelli. Dopo aver ricevuto il velo a Roma nel 332, condusse una vita di ascesi rigorosa pur rimanendo una consigliera ascoltata del grande vescovo di Milano. Terminò i suoi giorni a Milano, lasciando l'immagine di un modello di pietà e di studio.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 8

SANTA MARCELLINA, VERGINE,

SORELLA DI SANT'AMBROGIO, VESCOVO DI MILANO

Teologia 01 / 08

Elogio della verginità

Il testo si apre con una lode lirica della verginità, descritta come un tesoro spirituale e il tempio dello Spirito Santo.

Magna encomia virginis sunt. O virginitas, opulentia indeficiens! O virginitas, corona immarcessibilis! O virginitas, templum Dei, et domicilium sancti Spiritus!

Quali lodi non merita una vergine? O verginità, tu sei una fortuna inesauribile, una corona che non può appassire! O verginità, tu sei il tempio di Dio, la dimora dello Spirito Santo!

Vita 02 / 08

Origini ed educazione dei fratelli

Figlia del prefetto delle Gallie, Marcellina assicura l'educazione cristiana dei suoi fratelli Satiro e Ambrogio, futuro vescovo di Milano.

Sant'Atanasio il Grande. Noi diamo tanto più volentieri il racconto della vita di questa illustre vergine, in quanto abbiamo come testimone di ciò che diciamo uno dei più celebri dottori della Chiesa, sant'Ambrogio, suo fratello. Il loro padre si chiamava anch'egli Ambrogio. Era prefetto del pretorio delle Gallie e considerato nell'impero per i suoi incarichi e soprattutto per l'elevatezza e l'ampiezza del suo sp Marcelline Sorella maggiore di sant'Ambrogio, consacrata alla verginità. irito. Marcellina, sua figlia, venne al mondo sotto il regno del grande Costantino; era la primogenita di sant'Ambrogio e di un altro fra Urane Satyre Fratello di Marcellina e di Ambrogio. tello, chiamato Urano Satiro, di cui si fa menzione negli Annali sacri, al 17 settembre. La storia non ci dice il nome di sua madre; sappiamo solo che la nostra Santa ne ricevette un'ottima educazione, e che viveva con questa pia dama in una casa di campagna lontana da tutti i rumori e da tutte le relazioni del mondo. Lo Spirito Santo ispirò di buon'ora a questa giovane vergine la risoluzione di non avere altro sposo che Gesù Cristo; ella rifiutò i numerosi e nobili partiti che le si offrirono per il matrimonio; conduceva la vita più santa con una pia compagna che aveva lo stesso disegno e approfittava dei suoi esempi. Dopo la morte di suo padre, seguì sua madre che lasciò le Gallie e si ritirò a Roma dove era la lor o fa Rome Città natale di Massimiano. miglia. Si fece persino un piacere e un dovere, essendo la primogenita, di incaricarsi, in qualche modo, dell'educazione dei suoi due fratelli, Satiro e Ambrogio, il grande vescovo di Milano, di cui abbiamo già parlato. Si prese grande cura di istruirli in tutti i principi della religione cristiana e di ispirare loro le massime della pietà più solida, simile in questo all'illustre Macrina, che fece la stessa cosa nei confronti di suo fratello, san Basilio, e in seguito dell'altro suo fratello, san Pietro di Sebaste. Non è una piccola gloria per la nostra Santa l'essere stata, per alcuni anni, la direttrice di Ambrogio, suo fratello, e l'aver avuto cura della sua educazione nella sua giovinezza. Questo discepolo le diede tutta la soddisfazione possibile; approfittò così bene delle lezioni e dell'esempio di questa santa sorella, che concepì e conservò per tutta la vita, al suo esempio, una stima molto particolare per la verginità, non stancandosi mai di pubblicare, in ogni occasione, i vantaggi, le ricompense e la gloria delle vergini. Non occorre che aprire i suoi scritti per vedere i grandi elogi che rivolge loro, e specialmente ciò che ha composto nei tre libri intitolati: De Virginibus, c De Virginibus Opera di sant'Ambrogio dedicata a sua sorella. he indirizza alla santa vergine di cui parliamo.

Vita 03 / 08

Consacrazione da parte del Papa

Marcellina riceve ufficialmente il velo dalle mani di Papa Liberio a Roma durante la festa di Natale del 332.

Marcellina avrebbe potuto, come molti altri facevano a quell'epoca, vivere nella pietà e nella verginità, con gli abiti del secolo; tuttavia, più generosa, più sapiente nelle vie della perfezione, lasciò il mondo e ricevette pubblicamente il velo, il giorno di Natale dell'anno 332, dalle mani di Papa Liberio.

La cerimonia avvenne nella basilica di San Pietro, alla presenza di una grande moltitudine di popolo. Il Papa la esortò ad attaccarsi fortemente a Gesù Cristo che sceglieva come sposo, a vivere nella pratica perpetua dell'astinenza, della mortificazione, del silenzio, della preghiera, e a testimoniare sempre nella chiesa i vivi sentimenti di rispetto di cui doveva essere compenetrata. Le citò l'esempio di quel paggio di Alessandro Magno, il quale, per non turbare la solennità di un sacrificio pagano, preferì lasciarsi bruciare la mano fino all'osso piuttosto che scuotere la cera fusa che vi era caduta sopra.

Vita 04 / 08

Vita ascetica e mortificazioni

La santa pratica un digiuno rigoroso e una preghiera costante, al punto che suo fratello Ambrogio deve esortarla alla moderazione.

Sant'Ambrogio, che ci ha conservato questo discorso, aggiunge che esso era inferiore a ciò che praticava Marcellina. Ella non si accontentava di digiunare ogni giorno fino a sera, ma passava anche diversi giorni senza mangiare, e quando si voleva persuaderla a lasciare le sante letture che faceva per venire a prendere del cibo, rispondeva ciò che il Salvatore aveva risposto al tentatore: «Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Questo santo Dottore ci insegna ancora che, quando era obbligata a prendere qualche alimento, sceglieva le cose più comuni e meno delicate, affinché, non trovando nulla che potesse lusingare il suo gusto, il digiuno le divenisse più gradevole. Aggiunge che non beveva mai altro che acqua, che prendeva riposo solo quando si sentiva sopraffatta dal sonno, che impiegava le sue veglie a leggere e a fare orazione, e che le sue preghiere erano ordinariamente accompagnate dalle sue lacrime.

Sant'Ambrogio, temendo che queste austerità straordinarie facessero scomparire troppo presto dalla terra questo bel modello delle vergini cristiane, questo caro oggetto del suo pio affetto, la pregò di moderare il suo zelo; le diceva che, essendosi consacrata pubblicamente al suo Dio, doveva servire da modello agli altri; che, per questo, bisognava presentare loro esempi imitabili.

Vita 05 / 08

Sostegno spirituale di Ambrogio

Sebbene vivesse a Roma, intrattenne una corrispondenza costante con Ambrogio a Milano, consigliandolo nelle sue lotte contro l'arianesimo.

La nostra Santa non viveva, come fanno oggi le vergini che hanno preso il velo, in una comunità, ma in una casa privata con la compagna di cui abbiamo parlato. Quando suo fratello sant'Ambrogio fu nominato arcivescovo di Milano, ebbe senza d ubbio Milan Città italiana dove il santo possiede un altare e una festa annuale. il pensiero di andare ad abitare con lui, per beneficiare dei suoi insegnamenti e dei suoi esempi. Ma ragioni superiori la fecero resistere a questo desiderio. Si risarcì con un frequente scambio di lettere; basta aprire gli scritti di sant'Ambrogio e si giudicherà, dalle lettere che scrive a sua sorella Marcellina, quale fosse la stima che nutriva per lei. Non ha alcuna difficoltà a chiamarla Santa in più punti e, sapendo quale fosse la sua penetrazione e l'interesse che portava alla causa della Chiesa, il nostro santo prelato si fa un piacere, scrivendole, di renderle conto delle battaglie che gli venivano mosse da parte degli eretici e delle vittorie che riportava sugli Ariani; da parte sua, questa pia sorella solle citava Ariens Gruppo eretico combattuto da sant'Ambrogio. con ardore questo grande vescovo a informarla dei felici successi che accadevano alla sua Chiesa, per renderne gloria a Dio; o delle avversità e delle disgrazie per pregare il cielo di allontanarle o di moderarle. Sant'Ambrogio aveva tanta fiducia nel giudizio di sua sorella, che le inviava persino la copia dei sermoni che aveva pronunciato in pubblico, affinché servissero a lei stessa e affinché gli dicesse cosa ne pensasse.

Vita 06 / 08

Il lutto per il fratello Satiro

Alla morte del fratello Satiro, Ambrogio loda pubblicamente la pietà e la forza d'animo di Marcellina nella sua orazione funebre.

Quando morì il loro fratello Satiro, che essi amavano teneramente per le sue eccellenti qualità naturali e per l'insigne pietà che tutti ammiravano in lui, sant'Ambrogio tenne la sua orazione funebre. In questo discorso, dopo aver esposto al popolo ciò che perdeva con la morte di quell'illustre fratello, disse ai suoi uditori «che gli restava ancora una santa sorella, degna di ogni venerazione per l'integrità della sua condotta, che si sosteneva sempre equamente con la probità dei suoi costumi, e le cui azioni esteriori rispondevano alla santità della sua vita nascosta»: Superest soror sancta, integritate venerabilis, æqualis moribus, non impar officiis. Queste sole parole sono un bell'elogio della vergine Marcellina. Alla fine del discorso funebre, il santo dottore, dopo aver apostrofato il suo caro fratello Satiro, che piangeva, e avergli testimoniato il dolore che provava per la sua morte, aggiunge: «Che ne sarà ora della nostra santa sorella? È vero che il timore di offendere la divina Provvidenza, che ha disposto di Satiro, la obbliga a moderare il dolore che prova per la perdita di un fratello così caro; tuttavia, il suo amore per la pietà le fa rimpiangere un fratello i cui consigli le erano così utili per amare Dio». Licet fietum sermone suspendat, in oratione renovet. «La si vede», dice, «prostrata a terra, abbracciare con tutto il cuore la tomba del defunto, sopraffatta dalla stanchezza, in preda a una santa tristezza, passando i giorni e le notti in preghiera». E, come se questo grande prelato volesse rispondere al pensiero di coloro che avrebbero potuto immaginare che una vergine così pia e così sottomessa agli ordini di Dio non dovesse versare tante lacrime per la morte di un fratello, pronuncia questa bella sentenza alla fine del suo discorso: Flere in oratione virtutis est: «è permesso a una persona virtuosa piangere davanti a Dio».

Vita 07 / 08

Ultimi viaggi e opere di carità

Si reca a Milano per assistere i suoi fratelli e interviene a Verona per difendere l'onore di una vergine di nome Indicia.

Santa Marcellina interrompeva talvolta la sua vita solitaria per andare a trovare suo fratello Ambrogio a Milano, sia per conferire con lui circa i mezzi per giungere alla più alta perfezione, sia per rendergli i servizi che egli poteva attendersi da una tale sorella. Avendo appreso, nell'anno 378, che egli era tormentato da una crudele e lunghissima malattia, poco tempo dopo che egli le ebbe inviato l'opera intitolata: De Virginibus, Marcellina fece un viaggio da Roma a Milano per assisterlo. Si sa anche che andò ad assistere suo fratello Satiro durante la sua ultima malattia. Intraprese ancora un altro viaggio per un motivo di carità, riguardo a una vergine cristiana di Verona, di no me Indi Indicie Vergine di Verona difesa da Marcellina. cia, che aveva dimorato a Roma con la stessa santa Marcellina, e che era stata accusata e fatta condannare davanti al vescovo del luogo, con una sentenza ingiusta, dalla quale si trovava obbligata ad appellarsi al tribunale di sant'Ambrogio in qualità di metropolita. Si sa poco del resto della vita della nostra Santa; non si può dire quanto visse dopo l'ultimo viaggio che fece da Roma a Milano per rendere servizio alla vergine di cui abbiamo appena parlato. Ciò che è certo è che sopravvisse ai suoi due fratelli, Satiro e sant'Ambrogio. Il giorno della sua festa è segnato al 17 luglio nel martirologio romano.

Culto 08 / 08

Morte, culto e rappresentazioni

Marcellina muore a Milano dove viene sepolta nella basilica ambrosiana; è tradizionalmente rappresentata mentre riceve il velo.

Sembra che si fosse stabilita a Milano e che vi abbia terminato i suoi giorni. Baronio assicura che li terminò a Roma; ma è contraddetto su questo punto dagli scrittori milanesi e da molti altri. Ciò che è certo è che si vede la sua tomba nella basilica ambrosiana , con la sua statua i basilique ambrosienne Luogo di sepoltura di santa Marcellina a Milano. n marmo bianco, e che le sue reliquie sono conservate in questa chiesa. Il martirologio indica anch'esso Milano come luogo della morte di questa Santa.

La si rappresenta: 1° con una piccola croce nella mano, secondo l'uso greco che caratterizza così le persone consacrate a Dio, e una vita occupata dalla meditazione e dalla penitenza; 2° mentre riceve il velo dalle mani di papa Liberio.

Acta Sanctorum; Godescard; Baillet.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nascita sotto il regno di Costantino
  2. Educazione dei fratelli Satiro e Ambrogio
  3. Partenza dalle Gallie per Roma dopo la morte del padre
  4. Ricezione del velo dalle mani di papa Liberio il giorno di Natale del 332
  5. Sostegno spirituale e intellettuale a suo fratello Ambrogio, vescovo di Milano
  6. Viaggio a Milano per curare il fratello malato nel 378
  7. Difesa della vergine Indicia di Verona

Citazioni

  • Superest soror sancta, integritate venerabilis, æqualis moribus, non impar officiis. Sant'Ambrogio, Orazione funebre per Satiro
  • Flere in oratione virtutis est Sant'Ambrogio

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo