San Filastrio di Brescia
VESCOVO DI BRESCIA IN ITALIA E SCRITTORE ECCLESIASTICO
Vescovo di Brescia e scrittore ecclesiastico
Vescovo di Brescia nel IV secolo, Filastrio fu un ardente difensore dell'ortodossia contro l'arianesimo, viaggiando per l'Impero per predicare. Autore di un celebre Trattato sulle eresie, era ammirato da sant'Ambrogio e sant'Agostino per la sua profonda umiltà e il suo distacco dai beni terreni. Morì prima del 397, lasciando dietro di sé una Chiesa di Brescia trasformata dal suo zelo apostolico.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 7
SAN FILASTRIO,
VESCOVO DI BRESCIA IN ITALIA E SCRITTORE ECCLESIASTICO
Giovinezza e vita ascetica
Sebbene le sue origini siano sconosciute, Filastro lascia la sua famiglia per seguire Cristo, dedicandosi allo studio delle Scritture e a una vita di continenza.
Non conosciamo né il paese né la famiglia di san Filastro; ma s saint Philastre Settimo vescovo di Brescia e autore ecclesiastico del IV secolo. appiamo che, sull'esempio di Abramo, lasciò la sua patria, la sua parentela e la casa di suo padre, e si spogliò di tutti gli impacci del secolo per seguire Gesù Cristo, che scelse come sua eredità. Visse in una continenza molto rigorosa, passando le notti a studiare le divine Scritture, e si riempì così di tutti i tesori della scienza celeste che sono nascosti in Gesù Cristo.
Predicazione e lotta contro l'arianesimo
Ordinato sacerdote, percorre l'Impero per combattere le eresie, in particolare l'arianesimo, subendo persecuzioni fisiche per la sua fede.
Ordinato sacerdote e stabilito dispensatore della parola divina, percorse quasi tutte le province dell'impero, recandosi persino nei villaggi e nelle case di campagna per predicarvi la verità e combattervi non solo gli Ebrei e i pagani, ma anche tutte le eresie, soprattutto quella degli Ariani, la cui furia si rendeva allora temibile in tutta la Chiesa. Manifestò in questa funzione una fede così fervente, che sopportò persino la fustigazione e portò impresse sul suo corpo le stimmate di Gesù Cristo.
Fu a Milano un fedele custode del gregge di Gesù Cristo prima che sant'Ambrogio ne foss e vescovo, e s saint Ambroise Padre della Chiesa citato per una massima sulla forza. i oppose con vigore ad Aussenzio, ariano, che si era introdotto nella chiesa di Milano e vi assumeva il titolo di vescovo tra quelli della setta. San Filastro rimase anche un tempo considerevole a Roma, dove convertì u n gr Rome Città natale di Massimiano. an numero di persone alla fede attraverso i discorsi che teneva sia in pubblico che in privato.
Vescovo di Brescia
Divenuto il settimo vescovo di Brescia, trasforma una città spiritualmente selvaggia in una terra fertile attraverso il suo insegnamento e la sua umiltà.
Dopo aver percorso tanti luoghi per salvare le anime, si fermò a Brescia, di cui Brescia Città natale del beato Sebastiano Maggi. fu il settimo vescovo. Questa città, quando ne prese la cura, era come del tutto selvaggia e nell'ignoranza della scienza spirituale; ma desiderava essere coltivata e istruita nelle vie della salvezza. Il santo vescovo cominciò dunque a lavorarvi; ne sradicò diversi errori e coltivò questa terra con tanto sforzo e assiduità, che divenne fertile in buone opere.
Egli seppe, dice san Gaudenzio, unire una dolc ezza ammirevol saint Gaudence Successore di Filastrio alla sede vescovile di Brescia. e all'ardente fervore di cui la sua anima era infiammata per la gloria di Dio. La sua profonda umiltà dava splendore alla sublimità del suo sapere. Perfettamente istruito nelle cose del cielo, ignorava quasi interamente quelle della terra. Insensibile alla gloria che viene dagli uomini, si applicava unicamente a far rendere a Dio l'onore che gli è dovuto. Distaccato dai propri interessi, non cercava che quelli di Gesù Cristo, non preoccupandosi né delle buone grazie né del favore del mondo. Sempre dedito al servizio di Dio e a guadagnargli gli uomini, pieno di disprezzo per tutto ciò che il mondo stima come raro e prezioso, si compiaceva per una caritatevole ambizione di arricchire i poveri mercanti che trafficano le cose più comuni pagandole loro con prodigalità, contando per poco il fare l'elemosina solo a coloro che fanno professione di mendicare. Soffocava ogni moto di collera sul nascere: era sempre pronto a perdonare le ingiurie. Eccelleva in pazienza e conquistava i cuori con la sua dolcezza. Imbarazzato quando doveva punire, non deliberava affatto quando si trattava di perdonare. Comunicandosi con una bontà sorprendente a ogni sorta di persona di ogni età, di ogni sesso, di ogni condizione, non distingueva con un'amicizia particolare se non le persone più vili, le più spregevoli in apparenza. I suoi abiti erano molto comuni, ma puliti. Piaceva, ma senza artificio. Era trasandato, ma senza affettazione; infine, in un aspetto esteriore per nulla studiato, rivelava tutta la purezza interiore della sua anima.
Concilio di Aquileia e fine della vita
Partecipa al concilio di Aquileia nel 381 e incontra sant'Agostino a Milano nel 384 prima di spegnersi prima dell'anno 397.
Nell'anno 381, san Filastro si trovò al concilio di Aquileia con diversi vescovi del vicariato d'Italia, e concorse con loro alla condanna di Palladio e di Secondiano, entrambi vescovi ariani, e di Attalo, sacerdote della stessa parte, che si era anch'egli trovato a quel mede simo concilio. Saint Augustin Padre della Chiesa e maestro spirituale di Possidio.
Sant'Agostino, trovandosi a Milano nel 384, vi vide san Filastro. È l'ultima volta che si parla di lui nella storia, e forse non visse a lungo da allora: perlomeno è certo che morì prima dell'anno 397, poiché sant'Ambrogio, che morì in quell'anno, aveva stabilito san Gaudenzio vescovo di Brescia al posto di san Filastro. Tra i discepoli di questo santo vescovo, ne conosciamo due che si resero notevoli nella Chiesa per la loro virtù, san Gaudenzio, che fu suo successore, e Benevolo, ufficiale di Valenti niano, c Bénevole Ufficiale di Valentiniano e discepolo di Filastro. he, ancor prima di essere battezzato, preferì perdere la sua carica piuttosto che dettare contro la Chiesa cattolica un rescritto dato per ordine dell'imperatrice Giustina. San Ga Justine Imperatrice ariana e principale oppositrice di Ambrogio. udenzio, che riporta questo tratto di storia, dice che Benevolo fece vedere, con questa costanza nel difendere la fede, di essere stato istruito dalla dottrina ammirevole di Filastro, quest'uomo che si rendeva in ogni cosa imitatore degli Apostoli. Questo Santo solennizzava ogni anno con il suo popolo il giorno in cui san Filastro, suo maestro, aveva lasciato la terra per andare a godere di Dio, e non mancava in quel giorno di fare l'elogio delle sue virtù. Di tutti i suoi discorsi non ce ne resta che uno, che pronunciò nel quattordicesimo anno del suo episcopato. È lì che chiama la voce di san Filastro una voce sapientissima che, facendosi sentire da ogni parte nella chiesa di Brescia, l'aveva fondata per la grazia dello Spirito Santo nella fede dell'adorabile Trinità, l'aveva stabilita in una vera speranza, l'aveva affermata in una perfetta carità, l'aveva elevata alle virtù del Cristianesimo e l'aveva lasciata nella pace di Gesù Cristo.
Eredità e discepoli
Il suo successore san Gaudenzio e l'alto funzionario Benevolo ne perpetuano la dottrina e ne celebrano la memoria.
## SCRITTI DI SAN FILASTRO.
Il Trattato delle Eresie
Filastrio lascia un'opera maggiore che censisce le eresie giudaiche e cristiane, classificate per epoche.
Di san Filastrio possediamo un Tr attato delle Eresie Traité des Hérésies Opera principale di Filastrio che censisce 156 eresie. , nel quale ne conta ventotto apparse nel giudaismo prima di Gesù Cristo, e centoventotto dalla sua nascita. Le principali eresie apparse prima della venuta di Gesù Cristo, secondo san Filastrio, sono: quella degli Ofiti, che adoravano il serpente, poiché ci avrebbe dato per primo la conoscenza del bene e del male; quella dei Cainiti, vale a dire coloro che lodavano Caino per aver ucciso suo fratello Abele; dei Setiani o adoratori di Set, figlio di Adamo; di Dositeo, che insegnava che bisognava vivere secondo la carne nella legge del Signore, e che questa carne non risorgerà mai; quella dei Sadducei, che condividevano gli stessi principi di Dositeo riguardo alla carne e che vivevano più conformemente alle massime di Epicuro che a quelle della legge di Dio; quella dei Farisei, che consideravano Gesù Cristo solo come un uomo giusto; dei Samaritani, che ricevevano della legge di Mosè solo quattro libri e non credevano né al giudizio futuro, né alla risurrezione; dei Nazareni, che facevano consistere la giustizia nell'osservanza carnale e nel lasciar crescere i propri capelli; degli Esseni, che vivevano nel ritiro e nella mortificazione, ma che non credevano che il Figlio di Dio fosse annunciato nei Profeti, e non lo riconoscevano come Dio; quella degli Eliognosti, che adoravano il sole come colui che sa tutto ciò che è in Dio, e autore della luce e di tutti gli alimenti di cui gli uomini hanno bisogno; degli Adoratori delle rane, dei topi e delle mosche; dei Trogloditi, specie di idolatri tra gli Ebrei, che dimoravano nelle caverne; dei Fortunaziani o di coloro che adoravano la fortuna del cielo, che chiamavano regina, e a cui offrivano sacrifici; vi era ancora l'eresia dei Giudei; dei Bahaiti, che sacrificavano all'idolo di Bahai, re dei Tirii; quella degli Astariti, che immolavano a idoli di uomini e di donne; dei Molochiti, che offrivano sacrifici a Moloch e avevano in venerazione Rembram; dei Tafiti, così chiamati perché sacrificavano i loro figli e le loro figlie ai demoni, nella valle di Taphel; dei Puteaniti, che avevano i pozzi in venerazione e riponevano nell'acqua che ne traevano la speranza della loro salvezza, ecc.
Posterità bibliografica
Il testo dettaglia le numerose edizioni a stampa del trattato di Filastro dal XVI al XIX secolo in tutta Europa.
Il Trattato delle Eresie è stato stampato più volte separatamente, a Basilea, nel 1528, in-8°, e nel 1539, in-5°; a Helmstedt, nel 1611 e 1621, in-4°. In queste ultime tre edizioni è stato aggiunto un supplemento al Trattato delle Eresie di san Filastro, da un autore ignoto. Vi sono, oltre a ciò, in quella di Basilea del 1539, centoquattordici sentenze dei Padri, riguardanti i doveri dei veri pastori della Chiesa, e una parte della lettera di Niceforo Cartofilace al monaco Teodosio, riguardante il potere delle chiavi. Il Trattato di san Filastro si trova anche in tutte le Biblioteche dei Padri, stampate a Parigi, a Colonia e a Lione. E in seguito, è stato ristampato ad Amburgo, nel 1721, a cura del dotto Fabricius, che ne ha corretto il testo e lo ha arricchito di note.
Paul Galéard diede nel 1738, a Brescia, una nuova edizione rivista sui manoscritti. Galland la inserì nella sua Biblioteca e la completò. Cailleu l'ha riprodotta nel tomo XLVII della sua Collezione, con alcune varianti, ma senza le note. La stessa edizione completa si trova nella Patrologia latina, tomo XII, con un ordine migliore.
Tratto da Dom Crililier, Histoire des auteurs sacrés et ecclésiastiques. — Cfr. Godascard, Baillet.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Rinuncia ai beni del mondo per seguire Gesù Cristo
- Predicazione itinerante contro Ebrei, pagani ed eretici (Ariani)
- Subì il supplizio della fustigazione per la sua fede
- Opposizione al vescovo ariano Aussenzio a Milano
- Soggiorno a Roma e numerose conversioni
- Elezione a settimo vescovo di Brescia
- Partecipazione al concilio di Aquileia nel 381
- Incontro con Sant'Agostino a Milano nel 384
- Redazione del Trattato sulle eresie
Citazioni
-
Quisquis cupit divinitatis tenere fastigium, humilitatis una sectetur.
S. Amb., serm. X (citato in epigrafe)