Sant'Ambrogio Autperto
ABATE DI SAN VINCENZO AL VOLTURNO E SCRITTORE ECCLESIASTICO
Abate di San Vincenzo al Volturno e scrittore ecclesiastico
Monaco franco divenuto abate di San Vincenzo al Volturno in Italia nell'VIII secolo, Ambrogio Autperto si distinse per la sua umiltà e le sue vaste conoscenze teologiche. Eletto abate suo malgrado sotto la protezione di Carlo Magno, morì improvvisamente nel 778 mentre si recava a Roma per rispondere a una citazione di papa Adriano I. Lascia un'opera letteraria importante, in particolare un commentario sull'Apocalisse.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 5
SANT'AMBROGIO AUTPERTO,
ABATE DI SAN VINCENZO AL VOLTURNO E SCRITTORE ECCLESIASTICO
Vita monastica e virtù
Ambrogio segue una regola austera nel monastero, distinguendosi per la sua umiltà, il suo gusto per lo studio e la sua predicazione efficace presso i laici.
La Regola che seguiva questa casa era assai severa e vi si osservava con grande esattezza. I religiosi vi digiunavano ogni giorno fino a sera: il loro nutrimento non era che pane, legumi e acqua. Molti di loro restavano spesso due e persino tre giorni senza mangiare. Affaticavano il corpo con il lavoro manuale, passavano le notti in preghiera e, quando la stanchezza li costringeva a prendere un po' di riposo, dormivano sulla terra, rivestiti dei loro cilici.
Ambrogio si esercitò con molto fervore i n tutte Ambroise Monaco di origine francese, abate di San Vincenzo nell'VIII secolo. queste sante pratiche e, poiché quello spirito di obbedienza, di povertà e di mortificazione che lo animava era sostenuto dalle fondamenta di una profonda umiltà, si stimava l'ultimo di tutti i fratelli e voleva sempre essere trattato come tale, sebbene si sapesse ben riconoscere il merito che lo distingueva dagli altri.
L'orazione e lo studio costituivano la sua principale occupazione e, persuaso di non avere in sé altro che un fondo di ignoranza, di tenebre e di peccato, ricorreva senza sosta alla grazia di Gesù Cristo. Chiedeva a Dio il duplice dono della scienza e della virtù, ma soprattutto quello della virtù, di cui faceva molto più caso che delle più sublimi conoscenze.
I frutti dei suoi studi e delle sue meditazioni sulle verità sante non erano solo per lui o per l'uso dei soli fratelli della comunità; si rendeva ancora utile a coloro che erano fuori attraverso la predicazione della parola di Dio, di cui esercitava il ministero con molta reputazione. Questo ufficio lo obbligava a vedere le persone del secolo più di quanto desiderasse, ma si consolava alla vista dei servizi che rendeva al suo prossimo, e aveva grande cura di rientrare prontamente nel ritiro per purificarsi dalle macchie che poteva aver contratto nel commercio con gli uomini e riprendere nuove forze nella preghiera e nello studio dei libri santi.
Conflitto elettorale e intervento reale
Alla morte dell'abate Giovanni, scoppia una divisione tra i monaci francesi e quelli lombardi; Ambrogio viene eletto suo malgrado con il sostegno di Carlo Magno.
Erano diversi anni che Ambrogio serviva Dio nel suo monastero, dove il suo esempio aveva attirato altri francesi, che avevano lasciato la corte e il loro paese per seguirlo, quando l'abate Giovanni morì. Questa morte diede luogo a una spiacevole divisione che sorse nella comunità, riguardo all'elezione di un nuovo superiore. Si formarono due partiti, di cui uno, composto da italiani e francesi, nominò il beato Autper to come abate, e l'alt le bienheureux Autpert Monaco di origine francese, abate di San Vincenzo nell'VIII secolo. ro, composto solo da religiosi lombardi, scelse Potone.
Quest'ultimo si era fatto dei nemici: lo accusarono di una infedeltà criminale verso Carlo Magno, che si era reso padrone della Lombardia dopo aver detronizzato Desiderio, ultimo re di quel paese. Questa accusa, di cui solo più tardi si scoprì la falsità, parve sufficiente, tuttavia, per far respingere Potone e obbligare Autperto a farsi carico della guida del monastero di San Vincenzo.
Poich é era stato ben lontano da monastère de Saint-Vincent Monastero diretto da Ambrogio Autperto. l ricercare tale carica, l'accettò solo con estrema ripugnanza e fu necessario un ordine espresso di Carlo Magno per f argliela superare. Questo p ordre exprès de Charlemagne Imperatore dei Franchi e zio di San Folchino. rincipe concesse, in sua considerazione, diversi favori al monastero di San Vincenzo; e, poiché l'accusa di lesa maestà sussisteva ancora contro Potone, che i lombardi sostenevano con una sorta di scisma nella dignità di abate che gli avevano procurato, rinviò la questione al papa Adriano II, per quello spirito di moderazio ne e di pietà pape Adrien II Papa regnante alla morte del santo. che gli faceva temere di condannare gli ecclesiastici e i religiosi.
Morte improvvisa e successione
Chiamato a Roma dal Papa per risolvere la disputa elettorale, Ambrogio muore improvvisamente lungo il cammino nel 778.
Adriano, per chiarire il processo, citò davanti a sé Potone e l'abate Autperto che morì lungo il cammino, di morte improvvisa, il 19 luglio dell'anno 778, dopo aver governato l'abbazia di San Vincenzo per un anno, due mesi e venticinque giorni. Potone fu riconosciuto innocente e giustificato, ma fu abate solo dopo Hainart, successore del beato Autperto.
Culto e reliquie
Il corpo del santo viene trasferito nel 1644 nella nuova chiesa dell'abbazia e collocato in una tomba comune con altri abati.
Il corpo del nostro Beato fu sepolto nella chiesa di San Pietro; ma non si sa se fu nel luogo in cui morì o nell'abbazia di San Vincenzo. Comunque sia, essendo stata rovinata quella chiesa, fu trasferito, verso l'anno 1644, in quella dell'abbazia che era stata ricostruita, e rinchiuso in una grande tomba insieme a quelle degli abati Giosuè e Ilario e di alcuni antichi religiosi che la loro pietà aveva reso degni di nota.
Opera letteraria e teologica
Autore prolifico, lascia un importante commento sull'Apocalisse e diversi trattati morali e omelie.
Il più considerevole degli scritti del beato Ambrogio Autperto è il suo * Commento sull'Apocalisse* ch Commentaire sur l'Apocalypse Opera maggiore di Ambrogio Autperto, a lungo attribuita ad Ambrogio di Milano. e talvolta, ma a torto, è stato attribuito a sant' Ambrogio, vescovo di Milano. Fu saint Ambroise, évêque de Milan Santo apparso in visione a Brunone. stampato a Colonia nel 1536 e a Lione nel 1677, nel tomo XIII della *Bibliotheca Patrum*. Questo commento è diviso in dieci libri che hanno ciascuno un prologo o prefazione: è al contempo letterale, morale e allegorico e contiene bei capitoli sull'Eucaristia, sulla grazia e sul culto degli angeli. Compose anche uno scritto intitolato *Del Combattimento dei vi zi e delle virtù*, a imitazione d Du Combat des vices et des vertus Trattato morale imitato dalla Psychomachia. ella *Psicomachia* del poeta Prudenzio; le *Vite dei tre primi abati di San Vincenzo*; commenti sul *Levitico* di Mosè, sul *Cantico* di Salomone e sul *Salterio*; omelie sulla *Cupidigia*, la *Purificazione*, la *Trasfigurazione*, l'*Annunciazione*, l'*Assunzione*; un discorso sulla *Dedica* delle Chiese; un trattato sui *Sette peccati mortali* e una raccolta di *Lettere su diversi argomenti*.
Baillet: *Vies des Saints*; Coilliez: *Histoire des auteurs sacrés et ecclésiastiques*; *Acta Sanctorum*.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nel monastero di San Vincenzo al Volturno
- Elezione ad abate da parte della fazione degli italiani e dei francesi
- Conferma della sua elezione per ordine di Carlo Magno
- Citazione davanti a papa Adriano II a Roma
- Morte improvvisa sulla via per Roma