Nipote di papa san Caio e parente dell'imperatore Diocleziano, Susanna rifiutò di sposare Massimiano Galerio per restare fedele al suo voto di verginità. Il suo rifiuto e la conversione dei suoi familiari provocarono l'ira dell'imperatore. Fu decapitata segretamente nella sua dimora sul Quirinale nel 295.
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SANTA SUSANNA, MARTIRE A ROMA
Introduzione spirituale
Il testo si apre con una citazione di san Gregorio Magno che invita al disprezzo delle vanità del mondo.
Questo mondo è degno di disprezzo, anche quando lusinga e accarezza il cuore con la prosperità.
San Gregorio Magno.
Origini e voto di verginità
Figlia del sacerdote Gabino e nipote di papa Caio, Susanna, parente dell'imperatore Diocleziano, si consacra a Dio e rifiuta di sposare Massimiano Galerio.
Santa Susanna Sainte Suzanne Vergine e martire romana, parente di Diocleziano. era figlia di sa n Gabino e nip saint Gabinius Sacerdote romano e padre di santa Susanna. ote di san Ca io, papa, suo fra saint Caïus, pape Papa e zio di santa Susanna. tello, i quali erano di stirpe assai illustre e stretti parenti dell'imp eratore Diocleziano. l'empereur Dioclétien Imperatore romano sotto il quale sarebbe avvenuto il martirio. Suo padre, che fin dalla sua nascita si era fatto sacerdote, la allevò con molta cura nel timore di Dio e nell'amore di Gesù Cristo, e, divenuta grande, ella si consacrò interamente al suo servizio, risolvendo di non avere mai altro sposo che il Re delle Vergini e delle anime sante. Accadde tuttavia che Valeria, figlia di Diocleziano, che Massimiano Galerio aveva sposa to, morì; e que Maximien-Galère Imperatore romano persecutore dei cristiani. sto imperatore, volendole dare un'altra moglie della sua parentela, pose gli occhi su Susanna, il cui spirito, la saggezza e la bellezza erano straordinari e rapivano tutti. Egli sapeva che Caio, suo zio, era il sommo Pontefice dei cristiani, e che Gabino, suo padre, era sacerdote; ma, a quel tempo, non si era ancora sollevato contro il proprio sangue, e non era così nemico dei fedeli da non preferire lo stabilimento e l'ingrandimento della sua casa e dei suoi parenti alla rovina del Cristianesimo. Con questo pensiero, chiamò un signore romano, chiamato Claudio, che era anche suo cugino, e che era ancora più vicino a i due Claude Sacerdote ordinato da san Remigio, giudicato indegno da Leone. fratelli, il padre e lo zio di Susanna, e lo pregò di andare da Gabino e di fargli onestamente la proposta del matrimonio di sua figlia con Massimiano. Claudio si ritenne molto onorato di questa missione, e se ne fece carico con gioia. Venne dunque a trovare Gabino, e gli propose l'affare che credeva gli dovesse essere molto gradito. Il santo sacerdote non lo respinse, ma gli chiese solo alcuni giorni di tempo per parlarne al Papa e a sua figlia. Ne conferirono dunque insieme, e dapprima questi beati fratelli non erano lontani dal consentire all'alleanza che l'imperatore desiderava, nella prospettiva che essa potesse rendere questo principe, e Massimiano, suo genero, che gli doveva succedere, più favorevoli ai cristiani. Ma Nostro Signore, che non voleva stabilire la sua religione con questi mezzi umani e politici, diede un altro pensiero a Susanna. Ella dichiarò loro dunque «che, secondo le buone istruzioni che aveva ricevuto dalla loro carità, si era consacrata al Re dei re e che non avrebbe mai avuto altro sposo che lui: anche se non avesse risolto di mantenere inviolabilmente la sua castità, non avrebbe voluto sposare un uomo contaminato dalle abominazioni dell'idolatria e dal massacro di un numero infinito di cristiani, come era Massimiano, che aveva spesso preso parte alla persecuzione che Diocleziano aveva fatto loro: così, li supplicava di rompere interamente tutte queste trattative di matrimonio». Caio e Gabino lodarono infinitamente la sua risoluzione e l'esortarono a perseverarvi costantemente, senza che né le promesse, né le minacce, la facessero mai cambiare proposito.
Conversioni all'interno della famiglia imperiale
Gli inviati dell'imperatore, Claudio e Massimo, si convertono al cristianesimo dopo aver incontrato Susanna e subiscono il martirio a Ostia.
Claudio, ritornato dopo tre giorni, ripeté alla presenza del Papa la proposta che aveva avanzato. I santi fratelli gli dissero che bisognava conoscere su questo la volontà della giovane e la fecero chiamare immediatamente. Quando ella entrò nella stanza, Claudio volle baciarla per onore come sua parente; ma ella lo respinse dicendogli che la sua bocca non era mai stata contaminata da alcun bacio d'uomo e che non si sarebbe mai lasciata baciare da una persona che il culto dei falsi dei e l'uccisione dei cristiani rendevano impura e abominevole davanti a Dio. Claudio, sorpreso da queste parole, si scusò per il suo gesto, dicendo che gli era sembrato, essendo suo stretto parente, di poter usare tale familiarità con lei. E, riguardo alle impurità che ella gli imputava, la pregò di dirgli con quali mezzi avrebbe potuto esserne liberato. «Sarà», rispose Susanna, «facendo penitenza e ricevendo il santo battesimo». Caio e Gabinio sostennero questo discorso e parlarono così efficacemente a quel signore dei vantaggi della nostra religione che, non preoccupandosi più della sua missione, egli abbracciò il Cristianesimo e si fece battezzare, insieme a Prepedigna, sua moglie, e ai due figli che aveva, chiamati Alessandro e Cutia. Nel frattempo, l'imperatore, non ricevendo alcuna risposta alla proposta che aveva inviato a Gabinio, si informò sul motivo del ritardo. Gli fu detto che era caduto malato e che ciò gli aveva impedito di recarsi da Sua Maestà; l'imperatore, che gli voleva bene ed era impaziente di conoscere l'esito del suo messaggio, gli inviò Massimo, conte dei suoi affari domestici, per fargli visita e apprendere da lui il successo di quella negoziazione. Massimo, che era suo fratello, fu molto sorpreso di trovarlo in uno stato di penitenza, con le lacrime agli occhi, il cilicio sul dorso e prostrato davanti a un oratorio; gli chiese da dove venisse quel cambiamento. Claudio gli disse apertamente che Dio gli aveva fatto la grazia di aprirgli gli occhi per conoscere le verità della religione cristiana e che, riconoscendo quanto fosse colpevole per aver adorato gli idoli e per aver versato il sangue innocente dei cristiani, ne stava facendo penitenza. Massimo, toccato dalle sue parole e dal suo esempio, chiese di essere illuminato sui misteri della nostra fede. Lo condusse da san Caio che lo battezzò e gli conferì allo stesso tempo i sacramenti della Confermazione e dell'Eucaristia. Claudio e Massimo, essendo così entrati nel seno della Chiesa, vendettero tutti i loro beni per avere di che soccorrere i poveri fedeli che le lunghe persecuzioni avevano ridotto a un'estrema povertà. L'imperatore ne fu avvertito e apprese allo stesso tempo che, invece di convincere Gabinio a dare sua figlia in sposa a Massimiano, essi avevano abbracciato la sua religione ed erano stati i primi a persuadere quella santa fanciulla a rimanere vergine. Queste notizie lo irritarono. Dimenticò che erano suoi stretti parenti; li fece arrestare con Prepedigna, Alessandro e Cutia e li relegò al porto di Ostia, dove furono messi a morte. Fece anche imprigionare Gabinio con Susanna e, dopo cinquantacinque giorni di prigione, pregò l'impe ratrice Prisca, sua l'impératrice Prisca Moglie di Diocleziano, cristiana segreta che protesse Susanna. moglie, di fare in modo che quell'illustre fanciulla acconsentisse alle sue volontà. Prisca la fece venire nel suo appartamento; ma, poiché ella stessa era cristiana, ben lungi dal consigliarle qualcosa contro la sua risoluzione e il suo voto, la fortificò al contrario nel suo generoso proposito.
Il martirio di santa Susanna
Dopo aver resistito alle violenze e rifiutato di adorare gli idoli grazie a una protezione angelica, Susanna viene decapitata nella sua stessa casa.
Diocleziano, venuto a sapere che era irremovibile, la fece ricondurre nella sua casa e permise a Massimiano di andarvi per usare violenza. Questo principe vi andò; ma, quando entrò nella sua stanza, scorse un angelo di uno splendore meraviglioso che era accanto a lei e che la custodiva. Lo spavento lo colse e si ritirò confuso senza aver osato intraprendere nulla. Diocleziano attribuì questo effetto alla magia e inviò uno dei suoi ufficiali, chiamato Macedonio, per costringere la Santa ad adorare gli idoli. Questo ufficiale le presentò un'immagine di Giove, ordinandole, da parte dell'imperatore, di offrirgli dell'incenso. Susanna elevò allora i suoi occhi e il suo cuore verso il cielo e, nello stesso istante, la statua scomparve e la si ritrovò nella strada gettata a terra. Macedonio, non potendo ottenere nulla con la dolcezza, ricorse alle minacce e ai supplizi; la maltrattò nella sua stessa casa, la batté crudelmente e le lacerò il corpo a colpi di frusta. Infine, l'imperatore, venuto a sapere ancora che era inflessibile, ordinò che fosse decapitata, cosa che fu eseguita segretamente, a casa sua, il 4 agosto 295.
Culto e reliquie
L'imperatrice Prisca ne raccoglie i resti; la sua casa viene trasformata in chiesa da papa Caio sul colle Quirinale.
L'imperatrice Prisca fu presto avvertita di quanto era accaduto; provò un'estrema gioia nel sapere che Susanna si era mantenuta salda nella sua fede e nella sua innocenza, nonostante tutti gli sforzi delle potenze terrene. Si recò ella stessa di notte nel luogo del suo supplizio e, avendola trovata bagnata nel suo sangue, tolse il velo dal suo capo, che intinse in quel prezioso liquido. In seguito, fece incastonare questo velo in una scatola d'argento e lo pose nel suo oratorio, dove pregava assiduamente all'insaputa di Diocleziano, suo marito. Quanto al corpo della nostra Santa, lo imbalsamò, lo compose con le proprie mani e lo fece inumare nella grotta stessa di sant'Alessandro, accanto a un'infinità di altri martiri. La casa che era stata il luogo della sua nascita, della sua conversione sulla terra e della sua preziosissima morte, fu trasformata da san Caio in una chiesa dove celebrò la messa in suo onore. Si trovava sul Quirinale, n ella via Quirinal Colle di Roma dove si trovava la casa della santa. di Mammure, davanti al mercato di Sallustio. Questa chiesa esiste ancora ed è occupata da monache cistercen si; è anche un titolo car religieuses Cisterciennes Ordine religioso che occupa la chiesa di Santa Susanna. dinalizio e alcune delle Eminenze che l'hanno posseduta si sono premurate di farla abbellire.
Iconografia e fonti
La santa è rappresentata con una corona ai suoi piedi, a simboleggiare il suo rifiuto del matrimonio imperiale per amore della verginità.
Si vede santa Susanna nelle sue immagini con una corona ai piedi. Non volle sposare il figlio di Diocleziano, per amore della verginità; è un'allusione a questo fatto.
Cl. Acta Sanctorum, e Histoire de l'Église, dell'abate DATTES.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.