2 gennaio 2° secolo

Sant'Eluano

Discepolo di san Giuseppe d'Arimatea

Festa
2 gennaio
Morte
IIe siècle
Epoca
2° secolo

Discepoli di san Giuseppe d'Arimatea nel II secolo, Eluano e Meduino furono inviati a Roma dal re bretone Lucio per sollecitare missionari presso papa Eleuterio. Ritornarono accompagnati da san Fugazio e san Damiano per evangelizzare la Britannia. I loro atti furono in seguito ritrovati da san Patrizio nelle rovine di un antico santuario.

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Sezioni di lettura: 5

SANT'ELUANO E SAN MEDUINO (II secolo).

Missione 01 / 05

La missione in Bretagna

Il re Lucins, sovrano indipendente in Bretagna, invia Éluan e Méduin a Roma per sollecitare missionari cristiani.

Tertulliano ci insegna che in Bretagna il cristianesimo aveva portato le sue conquiste in luoghi dove le armi dei Romani non erano potute penetrare. Vi erano dunque dei re indipendenti, tra gli altri Lucins, che si pensa abbia governato questa parte del paese dove si trova oggi Glasgow, e che la bontà dei suoi costumi preparava a ricevere la luce del Vangelo. San Éluan e san Saint Éluard Discepolo di Giuseppe d'Arimatea inviato in missione a Roma. Médu in erano dis saint Méduin Discepolo di Giuseppe d'Arimatea e autore di una relazione apostolica. cepoli di san Giuseppe d'Arimatea; inviati a Roma dal re bretone per chiedere un rinforzo di missionari, il papa sant'Eleuter io, che occupava la cat le pape saint Éleuthère Papa che consacrò sant'Ireneo. tedra di san Pietro, aggiunse loro san Fugazio e san Dami ano. Quando, saint Fugace Missionario inviato da Eleuterio in Gran Bretagna. più tardi, san saint Damien Medico martire, fratello di san Cosma. Patrizio percorrendo l a stessa cont saint Patrice Evangelizzatore dell'Irlanda e maestro spirituale di Guigner. rada, risollevava gli antichi santuari caduti in rovina, trovò tra le macerie di uno di essi gli Atti degli Apostoli e la relazione dei lavori apostolici di san Fugazio e di san Damiano, scritta dal dottore Méduin. (Grands Bollandistes, t. Ier de janvier, p. 16.)

Vita 02 / 05

L'invio di Fugazio e Damiano

Papa Eleuterio affianca Fugazio e Damiano ai discepoli di Giuseppe d'Arimatea per evangelizzare la regione di Glasgow.

Estratto dal leggendario di Antun, a cura di M. F. E. Foquegnot, che ha tratto questa nota da Rodolfo il Glabro e da Ugo di Flavigny.

Eredità 03 / 05

La traccia storica ritrovata

San Patrizio scopre più tardi i resoconti delle opere di Fugazio e Damiano, redatti da Meduino, tra le rovine di un santuario.

Estratto di una lettera di M. Bollengreville, curato-decano della Santissima Trinità, a Fécamp, 6 agosto 1561.

Fonte 04 / 05

Fonti e riferimenti

Il racconto si basa sugli scritti di Tertulliano, Rodolfo il Glabro, Ugo di Flavigny e i Grandi Bollandisti.

II GIORNO DI GENNAIO

Culto 05 / 05

Commemorazioni del 2 gennaio

Enumerazione dei martiri e dei santi festeggiati in questo giorno, incluse figure di Roma, d'Oriente e di Gallia.

L'Ottava di santo Stefano, primo martire. — A Roma, la memoria di molti santi Martiri che, disprezzando l'editto di Diocleziano, con il quale questo principe ordinava ai cristiani di consegnare le sacre Scritture, preferirono abbandonare i loro corpi ai carnefici piuttosto che le cose sante ai cani. 304. — Ad Antiochia, il martirio del beato Isidoro, vescovo, 420. — A Tomi, nel Ponto, i tre santi fratelli Argeo, Narciso e Marcellino. Quest'ultimo, ancora giovane, essendo stato incluso nell'arruolamento dei nuovi soldati sotto l'imperatore Licinio, e non volendo servire, fu bruciato crudelmente, poi rinchiuso in un carcere e infine gettato in mare dove consumò il suo martirio. I suoi fratelli perirono di spada. 329. — A Milano, san Martiniano, vescovo. Dopo il 431. — A Nitria, in Egitto, il beato Isidoro, vescovo e confessore, XVII sec. — Questo stesso giorno, san Siridione, vescovo. — Nella Tebaide, san MACARIO d'Alessandria, abate. Verso il 393.

A Périgueux, i santi martiri Frontasio, Severino, Severiano e Silano o Silaino, discepoli di san Frontone, primo vescovo di quella sede, XII sec. — A Vienne, nel Delfinato, san Paracodo, vescovo e confessore, che governò quella Chiesa con forza invincibile durante la persecuzione di Alessandro Severo. Verso il 235. — Nel territorio di Vienne, sul Rodano, san Defendente e molti altri soldati, martiri, che furono uccisi per ordine dell'imperatore Massimiano. 290. — Nel Delfinato, san MASSIMO o MEMMIO, abate di un monastero situato in un sobborgo di Vienne. 625. — A Marsiglia, san Teodoro, vescovo e confessore, che soffrì con ammirevole pazienza e dolcezza persecuzioni e pene inaudite da parte del suo clero e del suo popolo; ma essendo stata manifestata miracolosamente la sua innocenza, morì infine in pace in mezzo a coloro che lo avevano maggiormente tormentato. VI sec. — A Rodez, in Francia, san Vincenzo, confessore, nella cui chiesa riposò anche il corpo di santa Tarsicia, vergine. — Nella diocesi di Tulle, san VIANZO o VINCENZIANO, confessore e palafreniere che diede il suo nome all'antico borgo di Avelia-Curta. Verso il 667 o 674. — A Corbie, in Piccardia, sant'ADELARDO, abate di quel luogo, nipote di Carlo Martello, la cui vita è stata scritta da san Pascasio Radberto e da san Gerardo di Sauve-Majeure. 826. — Nel monastero di Lerino, san Dernhero, fratello dello stesso sant'Adelardo e religioso della sua abbazia, che fu relegato in quest'isola a causa della calunnia dei malvagi, e che vi visse e morì in un'ammirevole santità. — A Biffom, in Alvernia, san Massimiano, confessore. — Questo stesso giorno, sant'Aubrino (Alberico), patrono di Montbrison, nel Forez, dove si conservano sue reliquie. — A Saint-Nectaire, in Alvernia, san Baudhne, confessore. — A Bourges, sant'Asclipe, vescovo di Limoges, che le religiose di San Lorenzo di questa città considerano il fondatore del loro monastero. Le sue reliquie erano conservate con quelle di san Fiorenzo, san Davide e san Talasso. VIII sec. Sant'Asclipe impegnò C arlo Magno Charlemagne Imperatore dei Franchi e zio di San Folchino. a restaurare il monastero di San Lorenzo di Bourges; cosa che quel grande principe eseguì con una magnificenza degna di lui. Si tenne persino per certo che una figlia dell'imperatore, chiamata Eufrasia o Affroy, fosse stabilita badessa di quel convento di Benedettine. — A Melun, sulla Senna, la festa di sant'ASFACE, vescovo di Eusse, in Guascogna, che, costretto a lasciare quel paese per l'irruzione dei Goti ariani, venne a portare la luce del Vangelo in molte città di Francia, tra le quali Melun, che ebbe la fortuna di essere purificata per le sue cure dai resti dell'idolatria. Prima del 573. — Nel monastero di Chouy, sant'Odilone, abate, la cui morte è segnata al 14 gennaio. 1049.

Martirologio dell'Ordine di San Basilio. — A Troina, in Sicilia, san Silvestro, monaco dell'Ordine di San Basilio, illustre per i suoi miracoli, che liberò più volte questa città da gravi flagelli. 1185.

A Praga, la festa di tutte le sante reliquie donate a questa città dall'imperatore Carlo IV. Questa festa fu concessa da Innocenzo IV e arricchita di indulgenze. — A Sirmio (Schiavonia), i santi Massimiano, Acuzio, Timoteo, Erisse, Artaze, Vito, Acuto, Tobia, Eugenda, martiri, menzionati nel Martirologio di san Girolamo. — Presso i Greci, san Macario il Sordo e san Teofisto, che fu lapidato. — A Piacenza, molti martiri, i cui corpi furono gettati, sotto Diocleziano, in un pozzo ricoperto più tardi dalla chiesa di Santa Maria di Campagna, e da cui fuoriuscì per un certo tempo un olio meraviglioso, che cessò di scorrere quando l'avarizia degli uomini volle farne traffico. — A Fossano, in Piemonte, i santi Alverino e Sebastiano, della legione Tebea, i cui corpi, ritrovati nel 1427, sono conservati in questa città; martirizzati sotto Diocleziano. — Santa Teodota, madre dei santi Cosma e Damiano. III sec. — Ad Antiochia (probabilmente) i santi Stratonione, Macario, Abbas, Saturus, Possessore, martiri, menzionati nel Martirologio di san Girolamo. — A Soli, a Cipro, san Pietro, vescovo di quella sede. La tradizione degli Abissini cattolici riporta che fu lui a battezzare Costantino il Grande. IV sec. — In Inghilterra, molti martiri sgozzati a Lichfield: questa città, il cui nome significa campo dei martiri, ha nel suo stemma dei martiri sottoposti a tortura. Verso l'anno 304. — In Etiopia e a Gerusalemme, le sante Basile, Claudia, Aureca, e i santi Vitale e Stefano (quest'ultimo è diverso dal primo martire dello stesso nome), martiri, menzionati nel Martirologio di san Girolamo. — A Cesarea, in Cappadocia, san Basilio di Ancira, soldato martirizzato sotto Giuliano l'Apostata; fu gettato alle bestie a Cesarea, dopo essere stato torturato ad Ancira e a Costantinopoli. — In Egitto, san MACARIO l'Antico, menzionato nel Martirologio romano il 15 gennaio, ma di cui diamo la vita oggi. — In Italia, san Macario, solitario, nato a Roma. Vicario del prefetto della città, abbandonò tutto per abbracciare la vita eremitica e giunse a una grande vecchiaia. Le sue reliquie sono conservate nella chiesa di San Sisto a Piacenza. Gli abitanti di Chierne, vicino a Bologna, lo invocavano contro la tempesta; verso l'anno 450. — Ancora in Italia, san Bladolfo, monaco a Rabbie; costui rimproverò la sua eresia al re dei Longobardi Ariovaldo; colpito per suo ordine da un colpo mortale, guarì miracolosamente. VII sec. — In Svevia, il beato Odinone o Otlenen, primo abate di Monchroden, monastero dell'Ordine dei Premostratensi; fece un'ampia messe di anime per il cielo. Anno 1182. — Nell'anno del mondo 1642, la morte di SET, figlio di Adamo, che fu il padre dei Figli di Dio.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.