5 dicembre 15° secolo

Beata Elisabetta di Waldsech

DEL TERZ'ORDINE DI SAN FRANCESCO (1420).

del Terz'Ordine di San Francesco

Nata in Svevia nel 1386, Elisabetta di Waldsech entrò a quattordici anni nel Terz'Ordine francescano. La sua vita fu segnata da intense mortificazioni, estasi mistiche e prove fisiche come la lebbra e la calunnia. Morì nel 1420 dopo aver predetto la fine del Grande Scisma d'Occidente.

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Sezioni di lettura: 5

LA BEATA ELISABETTA DI WALDSECH,

DEL TERZ'ORDINE DI SAN FRANCESCO (1420).

Vita 01 / 05

Giovinezza e vocazione precoce

Nata nel 1386 in Svevia, Elisabetta entra all'età di quattordici anni tra le Francescane del Terz'Ordine dopo un'educazione pia.

La nostra Beata, che la santità della sua vita aveva fatto soprannominare la buona Elisabetta, venne al mondo nel l'anno 1 Waldsech Luogo di nascita e di vita monastica della beata. 386 a Wald sech, Souabe Regione storica della Germania. terra di Svev ia, dioce Constance Diocesi di appartenenza di Waldsee. si di Costanza. Prevenuta, fin dalla culla, dalle benedizioni celesti, ed educata nel timore del Signore dalla sua pia madre, cresceva di giorno in giorno in sapienza. Fu messa presto in pensione presso le Religiose del Terz'Or Tiers Ordre Ordine religioso a cui appartiene Elisabetta. dine, e la giovane fanciulla fece in poco tempo ammirevoli progressi nella scienza dei Santi. Non aveva ancora che quattordici anni quando, a forza di insistenze, ottenne il permesso di rivestire le livree francescane, che anche sua madre prese più tardi, dopo la morte del marito.

Vita 02 / 05

Vita monastica e prove fisiche

Conduce una vita di povertà e di rigoroso lavoro manuale, affrontando con pazienza accuse calunniose e una lebbra purulenta.

Da quel momento, il suo fervore stupì le sorelle più anziane del monastero. La si vedeva sempre per prima in tutti gli esercizi della comunità; né la debolezza dell'età, né la delicatezza del temperamento poterono mai servirle da pretesto per dispensarsi dalle austerità della Regola. Mai si vide Religiosa più umile e più mortificata; non aveva ambizione se non per i più vili impieghi della casa. Si trattava d'altronde di un convento molto povero; ogni sorella viveva del lavoro delle proprie mani, e la superiora si occupava solo della direzione dei lavori. Le Religiose avevano in comune solo gli esercizi spirituali e l'abitazione. Elisabetta lavorava, pregava, digiunava e doveva sostenere duri assalti da parte del demonio. Ingiustamente accusata di furto, fu in preda al disprezzo delle sue compagne, e quando la sua innocenza riconosciuta le restituì la stima di cui godeva, la colpì una lebbra infetta che copriva tutto il suo corpo e la rendeva insopportabile a tutti. La sua pazienza tuttavia non venne mai meno in tutte queste prove.

Teologia 03 / 05

Grazie mistiche e profezie

Dotata del dono della profezia, annuncia la fine del Grande Scisma e l'elezione di Martino V, vivendo al contempo estasi mistiche.

L'Altissimo, volendo attestare la virtù della sua fedele serva, la favorì di grazie particolari. Dotata del dono della profezia, Elisabetta predisse la fine dello scisma che allora desolava la Chiesa e la prossima elezione d i papa M Martin V Papa che ha confermato la tradizione con una bolla nel 1437. artino V. Le sue frequenti comunicazioni con lo Sposo celeste le facevano gustare quaggiù le più pure delizie. La sua orazione era come un'estasi, ne usciva tutta infiammata dal divino amore. Le sue parole, tutte di fuoco, erano accompagnate da una dolce soavità che conquistava i cuori. La chiamavano soltanto l'angelo tutelare della casa.

Teologia 04 / 05

Devozioni alla Passione e alla Vergine

La sua spiritualità è incentrata sulla Passione di Cristo, l'Eucaristia e una devozione particolare per l'Immacolata Concezione.

Elisabetta si occupava incessantemente della Passione di Nostro Signore; la meditazione di questo grande mistero le faceva versare, come al suo beato pat bienheureux patriarche Fondatore dell'Ordine dei Frati Minori. riarca, torrenti di lacrime. Ogni venerdì, onorava le stazioni della via dolorosa con mortificazioni e sofferenze volontarie. L'amore che provava per il divino Salvatore nella santa Eucaristia era senza confini. Questo pane degli angeli era talvolta il suo unico nutrimento della giornata; la comunione, che riceveva ogni giorno, la rallegrava e la fortificava a tal punto che, nonostante le sue penitenze, appariva la più in salute tra le sorelle.

La sua tenera devozione per la santa Vergine rispondeva all'ardente amore che nutriva per il suo divino Figlio. Questa degna figlia di san Francesco celebrava con saint François Fondatore dell'Ordine dei Frati Minori. vivo ardore le feste consacrate alla divina Madre. Tutti gli oggetti che le appartenevano portavano il nome di Maria, poiché li aveva tutti dedicati a lei. Su sua insistenza, le religiose e le pensionanti della casa si univano alla buona Elisabetta per cantare inni e cantici in onore della Vergine senza macchia. Il rosario, che non lasciava mai, era la sua preghiera preferita. Ma tra tutti i misteri della santissima Vergine, quello della sua Immacolata Concezione era l'oggetto particolare de l suo culto. Non si Immaculée Conception Privilegio mariano e dogma centrale che struttura l'identità della congregazione. stancava mai di parlare di questo argomento, e quando si voleva sentirla parlare con più fervore, bastava portarla su questa via. Lo storico della sua vita assicura che questa Regina degli angeli le appariva frequentemente, soprattutto nel mezzo dei duri combattimenti che dovette sostenere a lungo contro lo spirito del male.

Culto 05 / 05

Morte e riconoscimento della Chiesa

Elisabetta muore nel 1420 all'età di 34 anni; il suo culto immemorabile è ufficialmente approvato più tardi da papa Clemente XIII.

Quando Dio volle finalmente ricompensare le virtù di quest'anima serafica, le fece conoscere che l'ora della sua morte si avvicinava. Essendosi sparsa la voce nel monastero che si era alla vigilia di perdere la buona Elisabett la bonne Élisabeth Religiosa francescana mistica del XV secolo. a, non si saprebbe dire quale desolazione causò tra le anime questa triste notizia; ognuna si affrettava a prevenire questa perdita con un accrescimento di venerazione e di rispetto. Una leggera febbre provò presto che i loro timori erano fin troppo fondati. La nostra Beata, sentendosi sempre più spinta ad andare a Dio, passò il poco tempo che le restava nell'esercizio continuato del più puro amore. Infine, avendo ricevuto gli ultimi sacramenti con una nuova fervore, non cessando di pronunciare i due nomi di Gesù e di Maria, si fece leggere il Vangelo della Passione, e a queste parole: «Gesù rese lo spirito», spirò, e terminò così la sua santa vita con una preziosa morte, il 25 novembre 1420, all'età di trentaquattro anni. Il suo corpo fu sepolto solennemente nel suo monastero. Papa Clemente XIII appr ovò il culto Clément XIII Papa che concesse indulgenze per il culto di san Gregorio. immemorabile che le si rendeva; la sua festa è fissata al 5 dicembre.

Estratto dagli Annali del Terz'Ordine di San Francesco d'Assisi.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nascita a Waldsech nel 1386
  2. Ingresso in pensione presso le Religiose del Terz'Ordine
  3. Vestizione dell'abito francescano a quattordici anni
  4. Accusa ingiusta di furto
  5. Colpita da una lebbra infetta
  6. Profezia sull'elezione di papa Martino V
  7. Morta all'età di trentaquattro anni

Miracoli

  1. Dono di profezia (elezione di Martino V)
  2. Estasi e comunicazioni celesti
  3. Apparizioni frequenti della Vergine Maria
  4. Vigore fisico nonostante digiuni estremi

Citazioni

  • Gesù rese lo spirito Vangelo della Passione (letto durante la sua agonia)

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo