Nobile missionario del III secolo, Euberto evangelizzò i Nervi e dissodò la regione di Lilla. Compagno di san Piatto e san Crisolo, morì a Séclin prima che le sue reliquie fossero trasferite a Lilla nel 1067. Il suo culto, un tempo dimenticato, fu restaurato nel XIX secolo dopo l'epidemia di colera.
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SANT'EUBERTO DI SÉCLIN, PATRONO DI LILLA (III secolo).
Origini e apostolato di Euberto
Euberto, nobile compagno di san Crisolo e san Piatone, evangelizza i Nervi e la regione di Lilla sotto Diocleziano prima di morire a Séclin.
Euberto o Eugeni Eubert ou Eugène Apostolo della regione di Lilla e dei Nervi nel III secolo. o era di stirpe nobile. Si unì come compagno a san Crisolo, a san Piatone e ad altri, che vennero, sotto gli imperatori Massimiano e Diocleziano, a predicare la fede evangelica in Gallia. Annunciò Cristo ai Nervi del territorio di Tournai e ad altre popolazioni ancora. La tradizione vuole che sia stato insignito del carattere episcopale. Intraprese in primo luogo il dissodamento del cantone che fu chiamato più tardi la Castel lania di Lilla: è pe Châtellenie de Lille Città d'origine della famiglia di Didier. r questa parte del campo del Signore che profuse i suoi sudori più abbondanti. Quando san Crisolo e san Piatone ebbero subito il martirio, si curò di confermare i loro neofiti nella vera religione. Infine, dopo aver combattuto la buona battaglia e aver terminato la sua corsa, morì verso la fine del III secolo, a Séclin, dove fu se Séclin Luogo di morte e primo luogo di sepoltura di sant'Eubert. polto.
Traslazione delle reliquie a Lilla
Le reliquie di Euberto furono trasferite da Seclin alla collegiata di San Pietro a Lilla nel 1067, per poi circolare tra diverse abbazie prima di essere autenticate nel 1229.
Per questo motivo le sante reliquie di Euberto furono inizialmente onorate a Seclin. Ma essendo state port ate a Lille Città d'origine della famiglia di Didier. Lilla nel 1067, per la solenne dedicazione della chiesa collegiata di San Pietro, che dipendeva immediatame nte dalla S Saint-Siège Autorità papale che ha approvato il culto di Emiliano. anta Sede, vi furono conservate con grande onore. Poco dopo furono trasferite per un tempo al monastero di Hannon, in occasione della dedicazione di quell'abbazia. I canonici cedettero un suo osso all'abbazia di Liessies. Nell'anno 1229, Walter o Gantier, vescovo di Tournai, riconobbe piamente queste preziose reliquie nella città di Lilla.
Venerazione e rinnovamento nel XIX secolo
Dopo un declino seguito alla distruzione della sua chiesa, il culto di Eubert viene restaurato nel 1848 dal cardinale Giraud in seguito all'epidemia di colera.
Esse erano esposte alla venerazione dei fedeli il giorno della festa del Santo, onorato il 1° febbraio come patrono di Lilla, e venivano portate devotamente per le strade della città, nella celebre processione che aveva luogo ogni anno per la festa di Santa Maria delle Grate. Il santo confessore figurava nella serie dei beati vescovi, nelle litanie che si cantavano abitualmente per le vie della città. Ma dopo la sfortunata e criminale distruzione della chiesa del principe degli Apostoli, la memoria di sant'Euber t scompariva saint Hubert Apostolo della regione di Lilla e dei Nervi nel III secolo. insensibilmente. Essa è rivissuta in occasione del terribile flagello del colera-morbus. Infine, sant'Eubert ha recuperato il suo culto antico, quando nel 1848, su richiesta di Sua Eminenza il cardinale Pierre Gi cardinal Pierre Giraud Arcivescovo di Cambrai che ha restaurato il culto di Euberto. raud, arcivescovo di Cambrai, la Santa Sede ha permesso con benevolenza che in tutta la diocesi si celebrasse la festa del beato Eubert.
Proprio di Cambrai.
Santi Torquato e Josserand
Evocazione di san Torquato, vescovo di Saint-Paul-Trois-Châteaux, e di san Josserand, le cui reliquie furono bruciate dai calvinisti a Cruas.
--SAN TORQUATO, VESCOVO DI SAINT-PAUL-TROIS-CHÂTEAUX, E SAN JOSSERAND, MONACO DI CRUAS (321).
Sa n Torquato, v Saint Torquat Primo vescovo di Cadice e capo del gruppo dei sette apostoli della Spagna. escovo di Saint-Paul-Trois-Châteaux, morì nel 321. La sua festa si trova nell'antico Breviario della chiesa Tricastina, nel proprio dei Santi di questa diocesi, stampato nel 1758, e nei libri liturgici della chiesa di Viviers. La sua vita ci è ignota. Il suo corpo era conservato un tempo nel monastero di Cruas, nel Vivarais, dove fu bruciato dai calvinisti. Esiste ancora un'altra cappella che porta il suo nome, vicino a Suze-la-Rousse, sulle rive del Leg, nell'antica diocesi di Saint-Paul.
Gli Bollandisti riportano che l'erba cessò di crescere nel luogo in cui i calvinisti bruciarono il corpo di san Torquato e di san Josserand. Avendo chiesto al parroco di Cruas se questo miracolo fosse mai esistito, ecco cosa ci è stato risposto il 18 gennaio 1872:
«Mi rammarico molto di non aver trovato nella mia parrocchia alcuna tradizione sulla persona di san Josserand, né s ul suo genere d saint Josserand Monaco di Cruas le cui reliquie furono bruciate. i morte, né sul miracolo che avrebbe avuto luogo sulla sua tomba. Durante i giorni del Terrore, furono bruciati sulla piazza, che si trova davanti alla mia chiesa, i libri e i manoscritti dell'abbazia, archivi dove si sarebbero potute trovare alcune informazioni sul Santo di cui parlate. Tutto ciò che ho a questo proposito è una nota lasciata da un antico presidente della fabbriceria, in cui si dice che la chiesa di Cruas era dedicata alla santa Vergine e a san Josserand».
L'elezione di san Severo di Ravenna
Severo, semplice tessitore, viene designato vescovo di Ravenna da una colomba divina, nonostante le derisioni iniziali della folla e di sua moglie.
Severo Sévère Tessitore divenuto vescovo di Ravenna per designazione divina. , cittadino della città d i Raven Ravenne Città natale del santo e luogo della sua ultima missione. na, in Italia, faceva il tessitore di lana; mestiere che esercitava con Vincenza, sua moglie, e sua figlia Innocenza. Essendo morto il vescovo, undicesimo successore di Apollinare, che fu discepolo degli Apostoli, tutto il popolo, dopo un digiuno di tre giorni, si riunì in chiesa per l'elezione di un nuovo prelato: allora una colomba tutta bianca venne a posarsi sulla testa di Severo, sotto gli occhi di tutti. Alcuni conclusero subito, da questo segno, che quest'uomo era degno del sacerdozio; ma altri, scandalizzati dai suoi stracci, lo cacciarono dalla chiesa. Ripetutosi lo stesso prodigio il giorno seguente e quello dopo ancora, tutto il popolo, conformandosi al giudizio di Dio, lo elesse vescovo, ed egli fu consacrato secondo il rito ecclesiastico. Sua moglie e sua figlia presero il velo e si fecero serve di Dio. Severo, in cui la dottrina era infusa divinamente, piuttosto che umanamente acquisita, possedeva una potenza di sapienza e di virtù rara. Quando ebbe governato santissimamente il gregge affidato alle sue cure, sentendo avvicinarsi la fine della sua vita, poco dopo aver terminato l'ufficio della santa messa, si mise in cammino verso la tomba di sua moglie e di sua figlia, morte prima di lui; giunto lì, si fece aprire la tomba e ordinò che gli facessero posto; alla sua voce il sarcofago si mosse da solo e si spostò miracolosamente. Il santo vescovo, disceso vivo in quella tomba, vi si addormentò nel Signore mentre pregava.
Posterità e reliquie di san Severo
I resti di Severo vengono trasportati da Pavia a Magonza e poi a Erfurt dall'arcivescovo Otger nel IX secolo.
Dopo un certo lasso di tempo, accadde che Otger, arcivescovo di Ma gonza, Mayence Luogo dell'assassinio dell'imperatore Alessandro Severo. partì per l'Italia per ristabilire la pace tra l'imperatore Ludovico e suo figlio Lotario. Avendo appreso che le reliquie di san Severo erano custodite a Pavia, le fece rimuovere dal luogo in cui erano state deposte inizialmente, le portò con sé a Magonza e le pose nella chiesa di Sant'Albano. In seguito furono estratte per essere trasportate, tra un immenso concorso di popolo, al monastero di Erfurt, allora dedicato a san Paolo; lì ebbero l'onore di una splendida basilica in nome di san Severo, nella quale si operarono grandi miracoli.
Simbolismo e patronati delle arti
La colomba simboleggia l'assistenza dello Spirito Santo per questo vescovo operaio, divenuto patrono dei tessitori e dei drappieri.
La colomba che si posò sul capo di san Severo al momento della sua elezione è il suo attributo e l'attributo di un gran numero di altri vescovi di Ravenna, poiché gli abitanti di questa città sostengono che per lungo tempo, presso di loro, il cielo volle incaricarsi di designare in questo modo il loro primo pastore. Qualunque sia la pretesa dei ravennati, è lecito vedere, nella colomba che gli artisti pongono sul capo di san Severo, un significato morale, ovvero che, sebbene ignorante e a lungo abituato al lavoro manuale, egli mostrò nei suoi discorsi un'assistenza abituale dello Spirito Santo. La diocesi di Ravenna ha ottenuto il permesso di festeggiare in un unico ufficio i suoi dodici vescovi qualificati come Colombini.
La leggenda ha dato una piega molto prosaica all'elezione di san Severo: «Tessitore di mestiere e vivente in continenza con la moglie, gli venne il desiderio di andare ad assistere all'elezione di un nuovo vescovo. Sua moglie gli fece osservare che avrebbero eletto un vescovo anche senza di lui, e che avrebbe fatto molto meglio ad occuparsi delle faccende domestiche. Ma poiché insisteva per recarvisi, la moglie gli disse schernendolo: Non vedi che ti faranno vescovo, se ti mostri lì? Accadde che lei aveva detto più il vero di quanto lei stessa pensasse, poiché fu acclamato dal popolo intero. In memoria di questa elezione inaspettata, lo si trova dipinto in costume da operaio, con una navetta che esce dalla tasca o con un rotolo di stoffa sotto il braccio, come se stesse andando a servire i suoi clienti. In questo caso, una scritta accanto a lui indica l'avventura che rispose allo scherzo di sua moglie. È a causa della sua antica professione che in alcuni paesi i tessitori, i drappieri, i mercanti di lana, i tessitori di seta, ecc., lo hanno preso come patrono.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Arrivo in Gallia sotto Massimiano e Diocleziano
- Predicazione ai Nervi nella regione di Tournai
- Bonifica della Castellania di Lilla
- Cresima dei neofiti dopo il martirio dei suoi compagni
- Morte e sepoltura a Seclin