Antico gran coppiere del re Clotario III, Ermelando lasciò la corte per diventare monaco a Fontenelle. Inviato nella diocesi di Nantes, fondò il monastero dell'isola di Indre sulla Loira. Riconosciuto per i suoi miracoli di moltiplicazione del vino e le sue visioni profetiche, finì i suoi giorni da eremita dopo aver diretto la sua comunità con saggezza.
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SANT'ERMELANDO O ERBLAND, ABATE
Giovinezza e vita a corte
Nato a Noyon, Ermelando si distingue per la sua precoce pietà prima di essere inviato alla corte di Clotario III, dove diviene gran coppiere.
Il santo Abat Saint Abbé Abate di Indre nel VII secolo (menzionato qui come contemporaneo). e di cui ci accingiamo a narrare la vita apparteneva a un'illustre famiglia. Nacque nella diocesi di Noyon. Fin dall'infanzia diede prova di ciò che sarebbe stato un giorno; infatti, superando fin d'allora, con l'ardore della sua devozione, tutte le delicatezze della carne, si rese così ammirevole tra i suoi compagni di scuola, che ognuno lo considerava un modello di virtù e di santità.
I disegni del suo cuore, in quella giovane età, erano di seguire Gesù Cristo nella sua abiezione, nella sua povertà e nel disprezzo di tutte le vane grandezze della terra; ma i suoi genitori, opponendosi alle sue pie risoluzioni e volendo farlo avanzare nel mondo, lo inviarono a corte, dove non passò molto tempo prima che facesse risplendere le sue belle qualità; egli si guadagnò così bene le buone grazie di Clotario III che il re lo fece suo gran coppiere, per averlo pi ù vicin Erbland Abate di Indre nel VII secolo (menzionato qui come contemporaneo). o alla sua persona.
Ermelando accettò questo incarico controvoglia, perché temeva che lo avrebbe impegnato così profondamente nel mondo da non essergli facile ritirarsene quando avesse voluto, come era suo proposito. In effetti, i suoi genitori e i suoi amici, vedendolo in grande credito presso il re, lo persuasero ad accettare la mano della figlia di uno dei primi signori della corte, che si sarebbe tenuto molto onorato della sua alleanza. Lo pressarono persino così tanto che, vinto dalle loro importunità, acconsentì al fidanzamento; ma, mentre si attendeva con impazienza il giorno fissato per le nozze, concepì più che mai la risoluzione di rinunciare assolutamente a tutte le cose della terra, per seguire, povero e nudo, Gesù Cristo al Calvario.
Ingresso nella vita religiosa a Fontenelle
Dopo aver rifiutato un matrimonio, ottiene dal re il permesso di ritirarsi nell'abbazia di Fontenelle sotto la guida di san Lamberto.
Egli rivelò in segreto il suo disegno al re, supplicandolo molto umilmente di non impedirglielo e di permettergli di ritirarsi dagli affanni del mondo in un monastero, per servirvi Dio e pregarlo per il resto dei suoi giorni per la prosperità dei suoi Stati. Il re, che avrebbe ben voluto conservare presso la sua persona un servitore così fedele, mostrò dapprima una grande ripugnanza all'esecuzione di questo disegno; ma vedendo la sua perseveranza, e temendo di offendere Dio se avesse impedito il sacrificio che Erbland voleva compiere, gli permise di ritirarsi.
Vedendo dunque l'adempimento dei suoi desideri, prese congedo dal re e dalla corte con molto più piacere di quanto ne avesse provato entrando; e, senza indugio, si recò all'abbazia di Fontenelle, in Normandi a, dove il venera vénérable Lambert Abate di Fontenelle che inviò Condède a Belcinac. bile Lamberto teneva allora il posto di superiore. Gli chiese il santo abito religioso: lo ricevette, fece il suo noviziato e, al termine dell'anno, pronunciò i suoi voti, secondo la consuetudine dell'Ordine, con grande soddisfazione di tutti i religiosi, ma principalmente del santo abate, che rendeva infinite azioni di grazie a Dio per avergli inviato come discepolo un uomo che poteva già rispettare come suo maestro. Per comprendere in poche parole tutte le sue perfezioni, la sua storia riporta che la sua carità era fervente,
la sua fede e la sua obbedienza ammirevoli, la sua speranza ferma, la sua orazione continua, la sua pazienza invincibile; era discreto nelle sue astinenze, costante nelle sue veglie, esatto in tutte le osservanze regolari: in una parola, era così perfettamente ornato di tutte le virtù, che appariva come un astro tra tutti i suoi confratelli. L'abate Lamberto lo fece ordinare sacerdote dall'arcivescovo sant'Ouen. Erbland si adempì così degnamente di questo santo ministero che, offrendo ogni giorno all'altare il divino Sacrificio, rendeva se stesso un'ostia vivente attraverso le sue continue macerazioni.
Missione a Nantes e fondazione di Aindre
Su richiesta del vescovo Pascaire, Ermelando fonda un monastero sull'isola di Aindre, beneficiando dell'esenzione episcopale e della protezione reale.
In quello stesso t empo, san Pasc saint Pascaire Vescovo di Nantes che sollecitò la fondazione del monastero di Aindre. aire, vescovo di Nantes, in Bretagna, desiderando popolare la sua diocesi di santi religiosi, al fine di confermare, con la loro santità e con i buoni esempi della loro vita, le verità che egli stesso predicava a voce ai cristiani, inviò a supplicare il venerabile Lamberto di dargli dodici dei suoi religiosi, promettendo di far loro costruire un monastero nel luogo che fosse giudicato il più adatto in tutta la sua diocesi. Il santo Abate non vi acconsentì se non dopo aver ottenuto che tale luogo fosse esente dalla giurisdizione episcopale, e che si ottenessero per questo lettere patenti e il privilegio del re, affinché questi religiosi non ricevessero alcun disturbo una volta stabilitisi. Stabilito questo punto, Lamberto pose gli occhi su sant'Ermelando, per farlo capo di questa nuova casa; gli chiese tuttavia il suo consenso prima di impegnarvelo. Ma il santo religioso, ben fondato nella virtù dell'obbedienza, diede una risposta che bisognerebbe scrivere in caratteri d'oro: «Padre mio, non cercate qui, vi supplico, la mia volontà, che ho assolutamente abbandonato al vostro buon piacere; andrò ovunque mi invierete, con tanto buon cuore come se Dio stesso mi comandasse dalla sua propria bocca di andarvi».
Ermelando partì dunque da Fontenelle con la benedizione del suo abate, in compagnia di dodici religiosi; e, proseguendo il suo viaggio, si recò in pochi giorni a Nantes, nella chiesa cattedrale dei beati apostoli san Pietro e san Paolo, dove il santo vescovo Pascaire lo ricevette, lui e i suoi, con lo stesso affetto con cui avrebbe ricevuto degli angeli del paradiso, stimandosi molto felice di possedere personaggi così santi nella sua diocesi. Ermelando gli reiterò la stessa proposta che aveva fatto il suo abate, riguardante l'esenzione del monastero dalla giurisdizione dell'Ordinario. Il vescovo glielo accordò e gli diede anche la scelta del luogo che giudicasse più comodo per costruirvelo. Il nostro San to sce Antrum Luogo sulla Loira dove Pasquaire stabilì i monaci. lse un'isola (che chiamò Antrum, ritiro, che fu poi chiamata isola di Aindre), di una lega e mezza di estensione o circa, che era alla foce della Loira, nell'Oceano, e abitata solo da pastori e da altre persone che custodivano greggi: giudicava questo luogo tanto più adatto alla vita religiosa, in quanto i secolari non potevano avvicinarvisi facilmente se non con l'aiuto di barche, quando il mare era alto. Vicino a quest'isola ne vide un'altra, della stessa forma, ma più piccola, che chiamò Antricinum, o piccolo altro: oggi la si chiama Aindrette. Vi si trovava una piccolissima chiesa, con un oratorio dedicato a san Martino.
Ermelando fece dunque costruire nell'isola di Aindre il suo monastero con due belle chiese, che il vescovo san Pascaire consacrò in seguito, una sotto il nome del Principe degli Apostoli, e l'altra sotto quello di san Paolo, suo cooperatore nella predicazione del Vangelo. Mantenne anche la sua parol a per l'esenzione; roi Childebert III Re di Neustria che visitò Évroult e dotò la sua abbazia. e il re Childeberto III la ratificò, prendendo l'abbazia e tutte le sue dipendenze sotto la sua protezione reale: ne inviò lettere patenti al beato Ermelando. Uscì presto da questa nuova casa un così buon odore di santità, che molte persone, toccate dal desiderio di una vita più perfetta, disprezzarono le delizie e le grandezze del secolo per abbracciare la bassezza e il disprezzo della Croce sotto l'abito monastico. I genitori vi offrivano i loro figli, affinché vi apprendessero gli elementi della virtù, e anche le belle lettere: ognuno benediceva il Padre celeste per aver suscitato questi santi religiosi per bandire dalla provincia l'ignoranza delle massime del Vangelo.
Vita spirituale e prodigi
L'abate compie numerosi miracoli, tra cui la moltiplicazione del vino e del pesce, e manifesta doni di profezia.
Non si saprebbe esprimere quale fu la cura e la vigilanza del santo Abate nell'adempiere al suo incarico: vi si comportava con tale zelo e prudenza da non trascurare né il temporale né lo spirituale dei suoi fratelli, dando loro tutto il tempo della giornata per condurli alla perfezione e riservando per sé solo la notte, che trascorreva interamente, dopo un breve riposo, nelle lodi di Dio e nella contemplazione delle cose celesti; e, per sottrarsi all'affluenza dei secolari che, con il pretesto di portare elemosine al convento, gli facevano visite troppo frequenti, si ritirava spesso, particolarmente durante la Quaresima, nell'isola di Aindrette con alcuni dei suoi fratelli, impiegandosi lì più dell'ordinario nel raccoglimento dello spirito e nella mortificazione del corpo, per mezzo di astinenze e altre austerità; si preparava a offrirsi egli stesso come ostia vivente al Padre eterno, nel santo giorno di Pasqua.
Durante questi ritiri, accadde un giorno che, mentre passeggiava con i suoi religiosi sulla riva della Loira, uno di loro prese a parlare di un pesce chiamato lampreda, che aveva visto presso il vescovo di Nantes. Il santo uomo gli disse: «Pensate che Dio non ve ne possa dare qui uno simile?». Mentre diceva ciò, una lampreda balzò dal fiume e venne a gettarsi sulla sabbia; l'uomo di Dio la fece prendere e dividere in tre, e, riservandosene uno dei pezzi, inviò gli altri due al suo monastero; sebbene fosse ben poca cosa, per un'ammirabile moltiplicazione, ce ne fu per tutta la comunità dei fratelli, che era molto numerosa. Questa non è l'unica azione miracolosa che Dio fece per suo mezzo: riaccese un giorno, con il segno della croce, la lampada di uno dei suoi religiosi, che un vento impetuoso aveva spento, e, da allora, il vento non ebbe più il potere di soffiarla, finché quel religioso non fu giunto al luogo dove essa lo doveva condurre. Un'altra volta, il conte di Nantes e di Rennes, chiamato Agathée, che dubitava della sua santità e voleva me tterlo alla prova, essendolo venuto a trova comte de Nantes et de Rennes, nommé Agathée Conte di Nantes e di Rennes, testimone di un miracolo della moltiplicazione del vino. re, il Santo moltiplicò, con la sua benedizione, un po' di vino che gli aveva fatto presentare in un bicchiere, e lo obbligò, con questo miracolo, a gettarsi ai suoi piedi, a chiedergli perdono per il suo sospetto e a rendersi docile alle istruzioni molto salutari che gli diede per la sua salvezza. In un viaggio che fece a Coutances, in Normandia, un ricco abitante di quella città, chiamato Launé, che lo aveva ricevuto nella sua casa, sebbene avesse solo circa una pinta di vino, non mancò di farne servire a gran numero di persone che erano accorse per vederlo, e persino a quantità di poveri e passanti che circondavano il suo alloggio per lo stesso motivo: tuttavia il vino non mancò mai e, dopo il pasto, nel recipiente ce ne fu più di quanto ce ne fosse prima: il che fece dire nel paese che non si poteva dare nulla a questo grande servitore di Dio senza riceverne, fin da questa vita, un'amplissima ricompensa.
E se non si perdeva nulla nel donargli, non si guadagnava nulla neppure nel sottrargli ciò che apparteneva al suo monastero: testimone quel villano che, avendogli rubato delle uova, fu costretto a restituirle quando, dopo aver camminato tutta la notte, si ritrovò al mattino, con i suoi animali, alla porta dell'abbazia. Testimone anche quell'altro che, avendo tagliato una parte della gualdrappa del cavallo di Erbland, fu colto da un fuoco così grande in tutto il corpo che, sentendosi bruciare vivo, fu costretto a implorare il suo soccorso con grida che facevano abbastanza apparire l'eccesso del suo dolore.
Dio gli diede anche lo spirito di profezia per conoscere le cose assenti e i pensieri più segreti. Mentre faceva un giorno le sue preghiere nella chiesa di San Pietro, vide l'anima di san Mauronce, primo abate di Saint -Florent-le-Vi saint Mauronce Abate di Saint-Florent-le-Vieux, la cui anima fu vista salire al cielo da sant'Ermelando. eux, distante dieci leghe: essa era condotta al cielo dagli angeli; ne diede avviso ai suoi religiosi, che riconobbero in seguito la verità della rivelazione, dal rapporto della sua data con il decesso di quel santo personaggio. Vide anche prendere la stessa strada all'anima di uno dei suoi discepoli, che aveva inviato in Aquitania per governarvi un altro monastero, di cui aveva parimenti la direzione, e che era lontano dal suo almeno quaranta leghe; e poiché alcuni giovani fratelli pensavano tra loro che il loro Abate, già vecchio, si potesse ben ingannare in ciò, lui, per la stessa luce che gli aveva fatto vedere quell'anima andare al cielo, scoprì i loro segreti pensieri e li riprese severamente per la loro poca fede.
Ultimi anni e successione
Ermelando si ritira in un eremo, vede il suo indegno successore Adalfrido punito da Dio, poi muore serenamente dopo aver nominato Donato.
Tutti questi favori del cielo erano altrettanti potenti motivi per il santo Abate di raddoppiare il suo fervore e di camminare a passi più grandi sulla via della perfezione. Mentre vi lavorava con tutto l'ardore possibile, ebbe la rivelazione che la sua ora era vicina. Per disporsi ad essa, si dimise egli stesso dalla carica di superiore, dando potere ai religiosi di eleggerne un altro al suo posto; e, prendendo quattro dei suoi figli con sé, si ritirò in un piccolo eremo di san Legero, martire, che aveva fatto costruire fuori dalle porte del suo monastero, dal lato dell'Oriente, per passarvi il resto dei suoi giorni in una più perfetta unione con Dio.
I religiosi, vedendosi privati del loro Padre, elessero Adalfrido per succedergli; ma costui, inorgogliendosi di questo nuovo onore, cominciò ad appropriarsi dei beni del monastero e a maltrattare i suoi fratelli. San Erblando, essendone avvertito, gli mandò a dire di correggersi, se non voleva provare presto gli effetti dell'ira di un Dio vendicatore; ma Adalfrido, facendo poco caso di questi avvertimenti, il Santo disse ai suoi religiosi desolati, che gliene facevano le lamentele: «Miei fratelli, non dite nulla; un po' di pazienza, e lo vedrete presto punito per i suoi crimini». Tre giorni dopo, l'indegno abate si vide colpito nella notte come da un colpo di bastone, dal servitore di Dio, e subito, sentendosi divorato da un crudele fuoco nelle viscere, perse insieme la vita e l'abbazia, fin dal primo anno in cui la possedeva.
Dopo la morte di Adalfrido, tutti i religiosi supplicarono il loro santo Padre di nominare egli stesso un superiore che fosse secondo il cuore di Dio e il suo; egli lo fece dando loro un religioso chiamato Donato, che egli stesso aveva allevato, fin dalla sua giovinezza, nella virtù e nei buoni costumi. Poco tempo dopo, vedendo avvicinarsi l'ora in cui doveva ricevere la ricompensa delle sue fatiche, ne diede avviso ai suoi fratelli, e li esortò tutti, con molto fervore, a perseverare costantemente nella loro vocazione, poi diede loro la sua ultima benedizione; e, essendo munito dei divini sacramenti della Chiesa, esalò la sua anima beata tra le mani del suo divino Creatore, senza alcuna apparenza di dolore, come se il suo corpo, che era sempre stato così libero da tutti i movimenti contrari alla castità, fosse stato esente dal soffrire l'agonia della morte.
Rappresentazioni e devozioni locali
Il santo è raffigurato con una lampreda o mentre scaccia i bruchi; è invocato in Bretagna per la protezione del bestiame.
Si rappresenta sant'Erbland mentre stende la mano verso gli alberi per scacciare i bruchi che coprivano il luogo delle sue preghiere e cadevano sul suo libro. Scomparvero tutti in una notte.
Lo si dipinge anche mentre benedice un barile di cui moltiplica il vino. Il vaso che servì per il miracolo che compì davanti al conte di Bretagna fu mostrato per lungo tempo ai pellegrini che si recavano per devozione al monastero di Aindre.
Si pongono ancora ai suoi piedi la lampreda che venne ad arenarsi davanti a lui nel momento in cui uno dei suoi monaci desiderava uno di quei pesci.
Lo si invoca come protettore delle mucche in alcune parti della Bretagna, forse a causa della parola *herbe* (erba), che forma l'inizio del suo nome.
Sant'Erbland è onorato con un culto particolare a Indre, a Indret e a Saint-Herblain, nella Loira Inferiore, e a Bagneux, vicino a Parigi.
Traslazioni e reliquie
In fuga dai Normanni, le sue reliquie viaggiarono da Aindre verso Loches e altre città, divenendo oggetto di spartizioni tra Nantes e la Turenna.
## RELIQUIE DI SANTO HERMELAND.
Fu inumato nella chiesa di San Paolo, presso l'oratorio di san Vandrille, primo abate di Fontenelle. Dio compì diversi miracoli sulla sua tomba, per i suoi meriti e la sua intercessione. Alcuni anni dopo apparve a un buon religioso, chiamato Sadrevert, ordinandogli di dire all'abate di far trasportare il suo corpo nella chiesa di San Pietro; cosa che non avvenne senza prodigi.
La maggior parte delle sue reliquie furono trasportate, nell'869, per evitare la profanazione dei Normanni, al monastero di Beaulieu, in Turenna, e in seguito al castello di Loch es. La chiesa par château de Loches Luogo della fondazione maggiore e della sepoltura del santo. rocchiale di Sant'Hermeland a Rouen, la chiesa collegiata di San Mainbœuf ad Angers, la parrocchia di Bagneux, nella diocesi di Parigi, veneravano un tempo una parte del corpo di questo santo Abate. La chiesa di Nantes celebra la festa di questo Santo il 26 novembre, giorno di una qualche traslazione. A Parigi, se ne fa memoria il 15 ottobre. Il monastero di Aindre fu distrutto dai Normanni. Vi è ora nell'isola di Aindrette una celebre fonderia di cannoni.
Ecco, sulle reliquie di sant'Hermeland, ciò che trovo in una nota redatta sulla mia chiesa, sei mesi fa, da un vicario di Loches, l'abate Bardet:
Queste reliquie furono donate, verso l'anno 905, dal conte d'Angiò, Goff redo Grisegonelle, alla chiesa di No comte d'Anjou, Geoffroy Griseganelle Conte d'Angiò che donò le reliquie alla chiesa di Loches. tre-Dame di Loches, che aveva appena fatto costruire a sue spese. Vi rimasero oggetto della venerazione pubblica e, nonostante le rivoluzioni, vi erano ancora nel 1548, epoca in cui il signor Nogret, parroco di Saint-Ours e oggi vescovo di Saint-Claude, ne cedette, con l'autorizzazione dell'arcivescovo di Tours, la maggior parte alla città di Nantes. Non abbiamo più in parrocchia che un *fiefin*.
La chiesa di Loches possiede inoltre una cintura della Santa Vergine . La sua autenticità è soste ceinture de la Sainte Vierge Reliquia insigne conservata a Loches accanto a quelle di sant'Ermelando. nuta da una donazione fatta da Goffredo Grisegonelle; questi l'aveva ricevuta dal re Lotario. (*Gesta consulum Andegavorum*, p. 85-87. *Historia comitum Andegavensium*, p. 325.)
Da quell'epoca, essa è stata in grande venerazione a Loches. Veniva esposta alla venerazione del popolo due volte ogni anno, il 3 maggio e il 15 agosto. Il re, la regina, i principi e le principesse del sangue, così come il barone di Renilly, avevano soli il diritto di farla uscire in altre circostanze. Le vecchie *Cronache* dell'antico capitolo di Notre-Dame di Loches fanno conoscere il nome di un gran numero di re, di principi del sangue, che, venendo al loro castello, usarono questo privilegio.
I *Bollandisti*, a tutt'oggi; Mabillon, t. 1°; Balteau, lib. 1°, cap. 37; Alberto il Grande; Dom Lubineau; Godescard; Baillet; — Estratto di una lettera del parroco di Loches, del 7 dicembre 1532.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Gran coppiere del re Clotario III
- Ingresso nell'abbazia di Fontenelle sotto san Lamberto
- Ordinazione sacerdotale da parte di sant'Ouen
- Fondazione del monastero di Aindre su richiesta del vescovo Pascaire
- Ritiro finale nell'eremo di san Legerio
Miracoli
- Salto miracoloso di una lampreda fuori dalla Loira
- Moltiplicazione di una lampreda per tutta la comunità
- Riaccensione di una lampada spenta dal vento tramite un segno di croce
- Moltiplicazione del vino davanti al conte Agatone e a Coutances
- Scomparsa notturna dei bruchi dai suoi libri e alberi
- Punizione divina dell'abate Adalfrède dopo una visione
Citazioni
-
Padre mio, non cercate qui, vi supplico, la mia volontà, che ho assolutamente abbandonato al vostro buon piacere; andrò ovunque mi manderete, con lo stesso buon cuore come se Dio stesso mi comandasse dalla sua stessa bocca di andarvi
Risposta all'abate Lambert