13 febbraio 11° secolo

San Gilberto di Meaux

Vescovo di Meaux

Festa
13 febbraio
Morte
13 février 1009 ou 1010
Epoca
11° secolo

Nobile del Vermandois divenuto canonico e poi arcidiacono, Gilberto fu eletto vescovo di Meaux nel 995. Riconosciuto per la sua umiltà e carità, riformò l'amministrazione dei beni della sua diocesi prima di spegnersi verso il 1009. Il suo culto, segnato da numerosi miracoli, è rimasto vivo nel nord della Francia.

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Sezioni di lettura: 5

SAN GILBERTO, VESCOVO DI MEAUX

Vita 01 / 05

Origini ed educazione

Gilberto nasce ad Ham in seno alla nobiltà del Vermandois e riceve un'educazione curata presso i canonici di San Quintino.

Una antichissima tradizione fa nascere s an Gilberto a saint Gilbert Vescovo di Meaux nell'XI secolo, proveniente dalla nobiltà del Vermandois. d H am. Ham Luogo di nascita tradizionale del santo.

Suo padre, Fulcardo, e sua madre, Geila o Gisella, appartenevano alla nobiltà del Vermandois e vivevano nell'intimità del conte Alberto I. Affidarono l'educazione del loro figlio ai canonici di San Quintino di Vermand, che Saint-Quentin de Vermand Luogo di istruzione e primo canonicato di Gilberto. erano rinomati per la loro scienza e la loro santità. Gilberto fece rapidi progressi nelle lettere e ancora più grandi nella virtù. Le sue eminenti qualità, ancor più della sua nascita, lo fecero distinguere dal conte Alberto, che lo provvide di un canonicato presso la collegiata di San Quintino. La sua regolarità e il suo zelo gli attirarono presto la stima e l'ammirazione di tutti coloro che lo conobbero. Il secondo figlio di Alberto I, Ottone, che, vivente suo padre, portava il titolo di conte di Vermandois, lo attirava spesso a corte e gli testimoniava un vivo affetto. Il pio canonico si recava volentieri a questi inviti, e la sua pietà non subiva alcun danno al contatto con il mondo.

Vita 02 / 05

Arcidiaconato ed elezione episcopale

Notato per il suo zelo, divenne arcidiacono di Meaux sotto il vescovo Archanrad prima di succedergli nel 995.

Archanrad, vescovo di Meau Meaux Sede episcopale di san Ildeberto. x, determinato dalla fama di Gilberto, lo scelse come suo arcidiacono. Si poté allora apprezzare lo zelo, la prudenza e la carità che metteva nel reprimere la violazione delle regole e nel garantire l'onore sacerdotale. Egli fece onore a quella collegiata di San Quintino, vivaio fecondo che fornì soggetti a quasi tutte le chiese di Francia, e che vide uscire dal suo seno quasi quaranta vescovi, sette cancellieri di Francia, sei cardinali e un papa. Alla morte di Archanrad (995), tutti i suffragi si rivolsero a Gilberto, che mise tanta ripugnanza nell'accettare questa dignità quanta premura si metteva nell'offrirgliela. Stefano I, conte di Meaux e di Troyes, espresse tutta la sua gioia ai due chierici che vennero a Épernay a sottoporre alla sua approvazione la scelta del popolo e del clero.

Vita 03 / 05

Un episcopato di virtù e amministrazione

Per vent'anni, Gilberto governa la sua diocesi con umiltà, moltiplicando gli atti a favore dei monasteri e riformando le rendite capitolari.

Nonostante la sua elevazione, Gilberto non cambiò nulla nel suo modo di vivere, rimanendo sempre fedele ai suoi esercizi di pietà, alle sue orazioni, ai suoi digiuni e alle sue mortificazioni. Vedendo nelle sue nuove funzioni un obbligo ben più che un onore, attingeva dal profondo sentimento dei suoi doveri la risoluzione di essere sempre misericordioso verso i poveri, severo verso i malvagi, indulgente verso i buoni; era dunque con un regime del tutto paterno che governava il suo gregge. Durante i suoi vent'anni di episcopato, diede l'esempio di tutte le virtù e soprattutto di una perfetta umiltà.

Conosciamo solo un numero molto esiguo degli atti episcopali di san Gilberto. Nel 998, lo vediamo sottoscrivere una carta del re Roberto a favore d roi Robert Re di Francia contemporaneo di Gilberto. el monastero di Saint-Denis; nel 1003, appone il suo sigillo a una carta dello stesso re, concessa all'abbazia di Saint-Père di Melun; nel 1005, dona al suo Capitolo le rendite della piccola abbazia di Saint-Rigomer, situata in un sobborgo di Meaux; nel 1008, assiste al concilio di Chelles, nel palazzo del re Roberto; infine, lo vediamo elargire aiuti pecuniari all'abbazia di Saint-Père-en-Vallée-lès-Chartres, affinché possa aumentare il numero dei suoi religiosi.

Gilberto fu uno dei primi prelati di Francia che, sull'esempio di Lisiardo, vescovo di Parigi, divise le rendite della sua chiesa in due mense, una episcopale e l'altra capitolare. Questo desiderio gli era stato espresso dal suo Capitolo, che desiderava poter usufruire delle rendite della propria parte, senza il concorso del vescovo. Prima di questa spartizione, che risale al 12 marzo 1004 e fu approv ata dal papa saint Léon IX Papa che visitò il sepolcro del santo nel 1049. san Leone IX, il vescovo, unico amministratore dei beni della sua chiesa, ne faceva la ripartizione tra i chierici e i canonici, destinando la parte che riteneva opportuna al servizio del culto, ai bisogni dei poveri e alle sue spese personali.

Vita 04 / 05

Ultimi istanti e sepoltura

Assistito dai vescovi di Sens e di Chartres, Gilberto muore verso il 1009 e viene inumato nella cattedrale di Meaux.

Gilberto, essendo caduto gravemente malato e sentendo la sua fine avvicinarsi, richiese gli ultimi soccorsi spirituali a Leoterico, arcivescovo d i Sens, Fulbert Vescovo di Chartres, amico di Gilberto presente al suo letto di morte. e a Fulberto, vescovo di Chartres, che si recarono al suo appello. «Grazie immortali vi siano rese», disse loro, «o voi, luci della Chiesa delle Gallie, che venite a ricevere i sospiri di un vecchio amico; voi che, somministrandomi il Viatico dei moribondi, venite ad aiutarmi a lottare contro le insidie della morte e le astuzie del nemico della salvezza; voi che, con mano pia, affiderete i miei resti mortali a una tomba cristiana».

Dopo vent'anni di saggia amministrazione, il santo vescovo morì, il 13 febbraio dell'anno 1009 o 1010. Fu sepolto nella chiesa dedicata a Nostra Signora e a santo Stefano, davanti all'altare, sotto i gradini dell'abside. Numerosi miracoli si compirono presto sulla sua tomba.

Culto 05 / 05

Culto e destino delle reliquie

Le sue reliquie subirono i danni degli Ugonotti nel 1562 e della Rivoluzione, ma il suo culto persiste per la guarigione di alcune malattie.

## RELIQUIE E CULTO DI SAN GILBERTO.

Jean l’Heillier, vescovo di Meaux, trasferì il corpo di san Gilberto nel 1401.

Il convento di Saint-André di Clermont donò, nel 1645, una reliquia di san Gilberto all’abbazia di Saint-André-au-Bois.

Il 25 giugno 1562, gl i Ugonott Huguenots Evento durante il quale la cattedrale di Meaux fu devastata. i devastarono la cattedrale di Meaux; solo alcune ossa di san Gilberto sfuggirono al disastro. All’epoca della Rivoluzione, esse furono confuse con le reliquie di alcuni altri Santi, a causa dell’incuria del vescovo costituzionale. Si trovano probabilmente insieme ad altre reliquie innominate, nella cassa principale della cattedrale, designata sotto il titolo di San Pietro. Nella stessa chiesa, si conservava un tempo, con grande rispetto, una pianeta del santo vescovo.

San Gilberto era invocato specialmente per l’idropisia e il mal degli ardenti.

La collegiata di Saint-Quentin, così come le chiese di Meaux e di Noyon, celebravano la festa di san Gilberto il 13 febbraio. Nella diocesi di Meaux, si festeggiava, inoltre, la sua traslazione il 30 ottobre. Oggi si celebra soltanto la sua festa patronale.

Il suo nome è iscritto nel Martirologio di Amiens del 1737, così come in quelli di Molanus, Ferrari, Canisius, Du Saussay, Chastelain, ecc.; è segnato al 4 febbraio in alcuni antichi calendari.

San Gilberto, rivestito dei suoi paramenti episcopali, occupa il terzo posto tra i sei personaggi che hanno illustrato la città di Saint-Quentin, nell’incisione iniziale dell’*Augusta Viromanduorum* di Hémeré.

San Gilberto figurava sul portale principale della cattedrale di Meaux, insieme ad altri prelati di questa chiesa. Tutte queste statue furono mutilate dagli Ugonotti, il 25 giugno 1562, e da allora sono state rimosse dal posto che occupavano.

Abbiamo tratto questa vita dall’*Hagiographie d’Amiens*, dell’abate Corblet.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.