San Claro, considerato uno dei primi apostoli dell'Aquitania e primo vescovo di Albi, sarebbe stato inviato da Roma in epoca apostolica. Dopo aver evangelizzato diverse diocesi del sud-ovest della Francia, subì il martirio a Lectoure vicino a un tempio di Diana. Le sue reliquie furono in seguito trasferite a Bordeaux da Carlo Magno.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 7
GLI APOSTOLI DELL'AQUITANIA
Il contesto dell'evangelizzazione dell'Aquitania
L'evangelizzazione dell'Aquitania inizia con san Marziale, discepolo del Signore inviato da san Pietro nel I secolo.
Molte tenebre si sono accumulate sulle origini delle Chiese delle Gallie, sia attraverso i secoli che per opera della critica. In attesa della pubblicazione di un'opera destinata a dissiparle, almeno in parte, opera che sarebbe accolta con favore dal pubblico, forniremo sugli apostoli dell'Aquitania i pochi dati in nostro possesso.
Il vero e primo Apostolo di tutte le Aquitanie è san Marziale. Il suo impero spirit uale si esten saint Martial Primo apostolo dell'Aquitania e discepolo del Signore. de, come è noto, dal Rodano all'Oceano, e dalla Loira ai Pirenei. Sebbene tradizioni venerabili supportate da monumenti non permettano di dubitare che egli abbia varcato tali limiti, rimane stabilito dalle testimonianze autentiche di diciassette secoli e dalla critica dei nostri giorni che egli meriti soprattutto il titolo di Apostolo dell'Aquitania. San Marziale è davvero il discepolo del Signore e l'inviato immediato di san Pietro. È lui che ha dissodato, per primo, il suolo benedetto che ancora oggi è calpestato dai passi dei nostri vescovi e che le loro mani laboriose rendono fecondo. È attraverso di lui che il nostro paese è stato ridotto a provincia cristiana tra gli anni 46 e 74 della nostra era.
Tutto ciò che riguarda questo ricordo originario, tutto ciò che richiama, stabilisce o conferma questo primo beneficio della Sede apostolica, è per le nostre Chiese di capitale interesse. I limiti assegnati più sopra ci permettono dunque di chiamare san Marziale l'Apostolo dell'Aquitania. La sua storia è apparsa a suo tempo.
Gli apostoli della seconda missione
San Saturnino di Tolosa e altri missionari proseguono l'opera apostolica in Novempopulania dopo san Marziale.
È importante dedicare alcune righe agli Apostoli della seconda missione che vennero dopo di lui e che hanno lasciato un'impronta indelebile sul vecchio suolo della Novempopulania.
Contemporaneo di san Marziale e sopravvissuto al suo illustre maestro, troviamo san Saturnino o Sernin saint Saturnin ou Sernin Martire a cui era dedicata una basilica a Viocourt. che proietta la sua gloria immortale sulla culla apostolica della Chiesa di Tolosa. La sua storia dettagliata e i monumenti liturgici del suo apostolato verranno trattati a tempo debito. (29 novembre.)
«La sua memoria è celebre e venerata in tutte le Aquitanie», dicono i Bollandisti. «La maggior parte degli autori lo colloca alla fondazione delle chiese delle Gallie e ne fa un martire dei primi tempi».
Origini e itinerario di san Claro
Proveniente dall'Oriente o da Roma sotto papa Anacleto, san Claro predica ad Albi e nel Gers prima del suo episcopato.
Si è spesso attribuita l'Africa come patria a san Clar saint Clair Primo vescovo di Albi e martire a Lectoure. o e ai suoi compagni. Ma la lezione è errata. Il manoscritto di Saint-Sever, dove la scienza benedettina riassume tutto ciò che ha potuto raccogliere e salvare delle antiche tradizioni sull'evangelizzazione della Novempopulania, afferma che la parola *Ampligonia*, che si legge con grande fatica sui vecchi manoscritti, è stata impropriamente resa per la parola *Africana*. L'autore preferisce seguire un'antica tradizione che farebbe giungere san Claro e i suoi compagni *dalle regioni dell'oriente e dal paese di san Saturnino*. Queste stesse tradizioni fanno arrivare questi apostoli fin dai tempi evangelici e verso la fine del IV secolo, il che sarebbe confermato ancora da una leggenda di santa Quiteria che si legge nel Proprio di Agen pubblicato nel XVII secolo, sotto monsignor Barthélemy d'Elbène, e che fa morire la Santa nella città dei Tarusati, nell'anno 130 dell'era cristiana.
Du Saussay, nel suo martirologio, fa giungere san Claro a Roma nel tempo in cui i primi bagliori della fede illumi pape Anaclet Papa sotto il cui pontificato san Claro si sarebbe recato a Roma. navano il mondo. Sarebbe al tempo di papa Anacleto. Lo stesso autore fa predicare san Claro a Colonia. Si tratta, secondo alcuni agiografi, della città di Albi, che designano sotto il nome di *Colonia Albia*. Secondo altri, si tratterebbe di Cologne nel Gers, «dove la devozione a san Claro», ci scrive da Tolosa il reverendissimo Padre Carles, «è da molto tempo molto fiorente. È come un pellegrinaggio, e molti bambini portano in suo onore il nome di Cléry. Lo si invoca per il male agli occhi. Il suo nome gli è valso questa reputazione, come accade così spesso nella storia dei Santi. Vi è ancora a Cologne una piccola pietra bianca, che si conserva come una delle sue reliquie, e che si crede gli sia servita per l'anello del suo dito. La si fa toccare agli occhi dei malati, e il parroco mi ha assicurato di essere stato testimone di guarigioni veramente meravigliose».
Ministero e martirio a Lectoure
Primo vescovo di Albi, san Claro è martirizzato a Lectoure dopo aver abbattuto gli idoli e rifiutato di sacrificare a Diana.
I monumenti liturgici delle Chiese di Périgueux, Tulle e Sarlat fanno predicare successivamente san Claro in queste diocesi. Non si può affermare con prove che le reliquie onorate in vari luoghi sotto il nome di san Claro appartengano realmente a questo illustre Martire dei tempi apostolici. Tutti gli agiografi concordano nel fare di san Claro il primo vescovo di Alb i; il secondo è sant' premier évêque d'Albi Primo vescovo di Albi e martire a Lectoure. Antimo, discepolo di san Claro.
Il nostro santo vescovo region ale, inviato dal Pontefi saint évêque régionnaire Primo vescovo di Albi e martire a Lectoure. ce romano per vigilare in Aquitania sulla fede già fondata da san Marziale e san Saturnino, arriva nella città di Lectoure che d oveva essere il t ville de Lectoure Luogo del martirio di san Claro. eatro della sua gloriosa passione. Egli predica in questa antica città. Alla sua voce gli idoli cadono in polvere, i miracoli evangelici sono rinnovati. I satelliti di Satana si scagliano sull'uomo di Dio. Lo caricano di catene, gli intimano di sacrificare ai falsi dei; al suo rifiuto il Santo viene trascinato attraverso rovi e cespugli. Viene gettato tutto ansimante davanti a un altare di Diana. L'intera città si reca ogni anno in processione al luogo del martirio, sul sito dell'antico tempio di Diana dove scorre oggi una fontana abbondante e sacra, sul fianco della collina che corona l'antica Lacora.
Le reliquie e i compagni martiri
Carlo Magno trasferisce i resti di san Claro e dei suoi sei compagni a Bordeaux per proteggerli dai Saraceni.
Si può ragionevolmente supporre che la città di Lectoure abbia conservato religiosamente e circondato degli onori consueti per sette secoli le reliquie del suo apostolo martire. Il grande imperatore missio nario Carlo Charlemagne Imperatore dei Franchi e zio di San Folchino. Magno, sempre sollecito per la gloria di Dio e dei suoi Santi, le avrebbe trasportate insieme a molte altre raccolte in vari luoghi e depositate a Bordeau Bordeaux Città e diocesi di cui Amando fu vescovo. x nell a chiesa di Sant'Eula église Sainte-Eulalie Chiesa che custodisce i corpi di sette santi martiri. lia per sottrarle alla profanazione dei Saraceni. Si leggeva infatti un tempo, sulle pareti della chiesa di Sant'Eulalia di questa città, la seguente iscrizione: «Carlo il Grande ha fondato questa cappella e ha fatto collocare dietro l'altare i corpi di sette Santi che hanno sofferto per Cristo: Claro, Giustino, Geronzio, Severo, Policarpo, Giovanni o Giona e Babila».
È costante, infatti, che i sei martiri menzionati dopo san Claro, e che sono considerati come suoi compagni, abbiano sofferto il martirio come lui, ma in luoghi diversi. *Passi sunt cum eo, sed alii aliis in locis*, dice il Proprio Agenese di Monsignor Barthélemy d'Elbène, già citato.
Distinzione tra i santi omonimi
L'autore confuta la confusione tra san Claro di Albi e san Claro di Nantes, basandosi sulle tradizioni locali.
Quanto alla pretesa di Pa dre Papebrock Père Papebrock Agiografo bollandista criticato per aver confuso due santi di nome Claro. di confondere san Claro di Albi e di Lectoure con san Claro di Nantes, essa non può reggere di fronte ai monumenti tradizionali e liturgici della Chiesa di Nantes. Mentre Lectoure mostra ancora il luogo tradizionale del martirio del suo Apostolo, Nantes indica il luogo in cui morì san Claro, suo primo vescovo confessore, a Réguiny, parrocchia dell'attuale diocesi di Vannes. La storia particolare delle reliquie dei due Santi finisce di distruggere l'affermazione di Padre Papebrock.
Il caso di san Severo
Analisi delle origini di san Severo, compagno di san Claro, la cui datazione è oggetto di dibattiti critici.
4. San SEVERO. Saint SEVER Compagno di san Claro e martire. — Il manoscritto di Saint-Sever assegna ai compagni di san Claro la stessa patria di san Claro stesso, quella famosa e illeggibile *Ampligonia* da cui si è tratto, a torto, *Africana*. Esso propende per la tradizione che li vuole provenienti dall'Oriente e dal paese di san Saturnino.
Per uno spirito attento e abituato a districare il caos delle origini cristiane, le tradizioni registrate dal monaco di Saint-Sever racchiudono ancora tutte le indicazioni necessarie per far risalire questo Santo ai tempi apostolici. Egli è contemporaneo di san Claro e, come lui, del paese di san Saturnino. È di conseguenza difficile spostarlo fino al tempo dei Vandali sotto il regno di Onorio. Essendo *Ampligonia* diventata *Africana*, bisognava pur cercare nella storia dei compatrioti venuti dalle stesse regioni. I soli fatti costanti nei resti dell'
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Proveniente dalle regioni d'Oriente e dalla terra di san Saturnino
- Viaggio a Roma sotto il pontificato di Anacleto
- Predicazione a Colonia (Albi o Cologne du Gers)
- Evangelizzazione delle diocesi di Périgueux, Tulle e Sarlat
- Primo vescovo di Albi
- Martirio a Lectoure dopo aver rifiutato di sacrificare a Diana
Miracoli
- Miracolose guarigioni degli occhi tramite il contatto con una pietra bianca
- Distruzione degli idoli tramite la sua parola
Citazioni
-
La sua memoria è celebre e venerata in tutte le Aquitanie
Bollandisti -
Passi sunt cum eo, sed alii aliis in locis
Proprio di Agen di Mons. Barthélemy d'Elbène