Filosofo di nobile nascita, Alessandro scelse per umiltà di diventare carbonaio a Comana per nascondere la sua scienza e la sua bellezza. Contro ogni aspettativa, fu designato per rivelazione divina a san Gregorio il Taumaturgo per diventare vescovo della città. Morì bruciato vivo durante la persecuzione di Decio nel 250.
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SANT'ALESSANDRO IL CARBONAIO,
Contesto storico e spirituale
Il testo situa la vita del santo sotto il regno dell'imperatore Decio e il pontificato di san Fabiano, introducendo il racconto con una massima sull'umiltà.
250. — Papa: S an Fabiano. Saint Fabien Papa che fece traslare le spoglie di Ponziano a Roma. — Imperatore romano: D ecio Dèce Imperatore romano responsabile della persecuzione dei cristiani nel 250. .
Qui vere humilis est, magis optat vile et abjectus haberi, quam sanctus.
Colui che è veramente umile preferisce passare per vile e abietto piuttosto che per santo.
Ludovico Blosio.
Origini e scelta dell'abiezione
Proveniente da una nobile famiglia del Ponto e dotato di una grande cultura filosofica, Alessandro scelse di nascondere la sua bellezza e il suo sapere diventando carbonaio a Comana per umiltà.
San Alessandro Saint Alexandre Filosofo divenuto carbonaio per umiltà, poi vescovo di Comana e martire. era originari o della provinci province de Pont Provincia d'origine di sant'Alessandro. a del Ponto, di nascita onorevole, che gli diede mezzi sufficienti per applicarsi allo studio. Poiché aveva molto spirito, divenne un eccellente filosofo e acquisì tutte le belle conoscenze che potevano farlo stimare e onorare nel mondo. Aveva inoltre una grazia e una bellezza senza pari, che attiravano su di lui gli occhi di tutti coloro che lo incontravano. La sua virtù e la sua pietà superavano ancora tutte queste qualità naturali e, essendo stato educato alle massime della morale cristiana, non temeva nulla quanto offendere Dio e non aveva nulla più a cuore che osservare esattamente tutti i suoi comandamenti. La sua delicatezza di coscienza fu così grande che, temendo da un lato che la sua scienza lo portasse alla vanità e, dall'altro, che la sua bellezza fosse occasione di scandalo per qualcuno e gli rapisse il fiore inestimabile della castità, risolse di nascondere l'una e l'altra, affinché non potessero più essergli dannose. Con questo intento, vendette i suoi beni, ne distribuì il ricavato ai poveri, venne a dimorare nella città di Comana e abbracciò la pro fessione di car ville de Comana Città dove Alessandro esercitò il mestiere di carbonaio e divenne vescovo. bonaio, che consisteva nel trasportare e vendere carbone di legna. Amava talmente l'abiezione che, non contento di avere le mani e il volto anneriti, era solitamente stracciato e seminudo, al fine di attirarsi il disprezzo del mondo. Non tralasciava tuttavia di essere assiduo in chiesa, di pregare con molto fervore nella sua povera stanza e di leggere attentamente la parola di Dio nell'Antico e nel Nuovo Testamento, che era il suo nutrimento più delizioso.
L'intervento di san Gregorio il Taumaturgo
Chiamato a presiedere l'elezione di un nuovo vescovo a Comana, san Gregorio di Neocesarea respinge i candidati mondani per cercare un uomo di virtù nascosta.
Mentre viveva così nell'oscurità, il vescovo di Comana morì e i principali membri del clero della città, non riuscendo ad accordarsi sul successore da eleggere, inviarono a pregare san Gregorio, vescovo d i Neocesarea, di recarsi da loro per saint Grégoire, évêque de Néocésarée Vescovo di Neocesarea che identificò e consacrò Alessandro. presiedere l'elezione e aiutarli a riconoscere colui che Dio stesso aveva scelto. Quando vi giunse, trovò i pareri molto divisi, ma uniti nel fatto che si fermavano al falso splendore del mondo, proponendo uomini raccomandabili per la loro nobiltà, per i loro grandi beni, per i loro impieghi, per la loro eloquenza e bella presenza, o per altre qualità esteriori. San Gregorio ascoltò pacificamente tutte queste proposte, ma decise di attendere che Dio gli facesse conoscere più distintamente colui che doveva consacrare. In questo intervallo, riunì i sacerdoti e i chierici, insieme ai principali del popolo, e dopo aver spiegato loro gli obblighi di un vescovo e quanto fosse importante fare una buona scelta, per timore di affidare la guida del gregge di Gesù Cristo a un mercenario o a un lupo, disse loro che non dovevano soffermarsi troppo sulle persone considerate per i loro beni, la loro nascita o i loro servizi, e che sarebbe stato imprudente escludere gli altri meno noti, poiché spesso si trovano, in condizioni mediocri, grandi anime la cui virtù le rende degne dell'episcopato.
Questa proposta fu accolta piuttosto male da coloro che avevano la parte principale nell'elezione. Uno, tra gli altri, se ne fece beffe e disse al Santo schernendolo: «Se i soggetti più onorevoli della nostra città non vi piacciono, allora dobbiamo prendere per governarci qualcuno della feccia del popolo, e invece di dare i nostri voti a questi uomini di merito, dobbiamo darli ad Alessandro il Carbonaio, che sarà molto adatto, con i suoi stracci e la sua nerezza, a sedere sul trono di questa chiesa». A queste parole, san Gregorio fu toccato da un movimento divino che gli fece comprendere che non era senza motivo che si era nominato questo Carbonaio piuttosto che chiunque altro. Chiese chi fosse e se ci fosse modo di vederlo. Lo fecero venire subito ed egli apparve in quella bella assemblea tutto nero e vestito di brandelli che non gli coprivano nemmeno tutto il corpo. Ognuno si mise a ridere; ma Gregorio scorse, sotto la nerezza e gli stracci di quell'uomo, qualcosa di straordinario e di divino. Non poteva abbastanza ammirare la sua modestia, la sua gravità e le testimonianze di gioia che dava in mezzo a quegli scherni, poiché la sua profonda umiltà faceva sì che fosse felice di essere oggetto di riso per tutti, e non ne era più turbato di quanto lo sarebbe un orgoglioso a cui fossero stati fatti grandi elogi. Così il beato vescovo, non dubitando affatto che fosse quello che la divina Provvidenza aveva scelto per governare la chiesa di Comana in mezzo alle tempeste della persecuzione, lo prese in disparte e lo obbligò, da parte di Dio, a dirgli chi fosse e quali fossero stati i suoi esercizi.
Dalla polvere al trono episcopale
Dopo essere stato deriso dall'assemblea, Alessandro viene interrogato da Gregorio, che scopre la sua santità e lo consacra vescovo di Comana.
durante la sua giovinezza, perché avesse scelto un impiego così vile e, infine, quali grazie avesse ricevuto dal cielo. Alessandro fu costretto a dirgli che non era stata né la condizione della sua nascita, né la necessità di guadagnarsi da vivere a ridurlo a fare il carbonaio, ma il solo timore di Dio e il desiderio di mettere in salvo la propria salvezza e quella degli altri; aveva studiato la filosofia e le Sacre Scritture, e la sua occupazione non gli impediva di esercitarvi il suo spirito per tendere più perfettamente alla conoscenza e all'amore del suo Dio. Dopo questa confessione, Gregorio gli dichiarò che la volontà divina era che si lasciasse consacrare vescovo, e che non doveva affatto resistere a questa disposizione, poiché l'umiltà, per quanto profonda possa essere, non deve rifiutare gli incarichi quando Dio ordina di sottomettervisi. Detto ciò, ordinò ai suoi chierici di lavare quel carbonaio, di dargli altri vestiti e, in seguito, di rivestirlo con i suoi abiti ecclesiastici. Mentre eseguivano questo comando, egli rientrò nell'assemblea e si mise a intrattenere i presenti sulle qualità soprannaturali che dovevano adornare l'anima di un buon vescovo. Il suo discorso durò fino a quando i chierici fecero entrare, con molta riverenza e solennità, Alessandro, vestito da vescovo. Coloro che si erano fatti beffe di lui non potevano allora ammirare abbastanza la bellezza del suo volto, la maestà del suo portamento, l'onestà del suo sguardo e la singolare modestia che appariva in tutta la sua persona. Gregorio, rivolgendosi dunque a loro, disse: «Quest'uomo che vi presento è lo stesso carbonaio di cui vi siete fatti beffe. I sensi vi avevano ingannato e vi avevano nascosto i grandi beni di cui la divina bontà lo ha colmato. Giudicavate dall'esterno e, su questo esterno, riprovavate colui che era degno di tutta questa città; ma Dio, che veglia sul suo gregge e che vuole dargli un pastore secondo il suo cuore, si è servito delle vostre stesse derisioni per trarlo dalla polvere e metterlo sul candelabro della sua Chiesa. Il demonio, che aveva previsto che questo eccellente personaggio avrebbe distrutto il suo impero, ha fatto anche il possibile per impedire che avesse autorità tra voi; ma Nostro Signore ha distrutto tutti i suoi artifici e, malgrado i suoi sforzi, ve lo vuole dare oggi come capo, come vescovo e come padre». Non vi fu nessuno in tutta l'assemblea che osasse contraddire queste parole, che il Santo pronunciava nello Spirito di Dio; così l'elezione avvenne all'unanimità, ed egli procedette alla sua consacrazione, conferendogli prima tutti gli Ordini fino al sacerdozio, secondo la consuetudine della Chiesa.
Predicazione e segno divino
Il nuovo vescovo dimostra una profonda saggezza nei suoi sermoni; un miracolo che coinvolge delle colombe conferma la santità della sua parola di fronte alle critiche.
Non appena la consacrazione fu compiuta, si pregò il nuovo vescovo di rivolgere una parola di istruzione al popolo; egli salì dunque sul pulpito e, senza alcuna preparazione, tenne un eccellente sermone, non arricchito da bei periodi e dai vani fiori della retorica mondana, ma pieno dello Spirito di Dio e sostenuto da potenti ragioni e da passi della Sacra Scrittura applicati in modo assai appropriato. Si vide bene da ciò che la scelta di Gregorio era stata assai giudiziosa, e non si dubitò più che gli fosse stata ispirata dal cielo. Vi fu solo un giovane sconsiderato, che, esse ndo giunto da po écoles d'Athènes Luogo di origine di uno studente che criticò l'eloquenza di Alessandro. co dalle scuole di Atene, si fece beffe di quel discorso poiché privo degli ornamenti dell'eloquenza ateniese; ma cambiò ben presto sentimento e linguaggio quando scorse attorno ad Alessandro una moltitudine di giovani colombe, emblema delle parole celesti del santo vescovo.
La testimonianza attraverso il fuoco
Alessandro conclude il suo ministero con il martirio, morendo bruciato vivo durante la persecuzione dell'imperatore Decio nel 250.
Ecco in che modo san Ale ssandro il Filosofo divenne c saint Alexandre le Philosophe Filosofo divenuto carbonaio per umiltà, poi vescovo di Comana e martire. arbonaio, e da carbonaio fu eletto e consacrato vescovo. Non si deve dubitare che egli abbia adempiuto molto degnamente a tale incarico e che abbia convertito molti infedeli alla fede, secondo la profezia di san Gregorio, che avrebbe distrutto l'impero del demonio; ma la Storia ecclesiastica non ci ha tramandato nulla di lui dopo la sua ordinazione, se non che da vescovo divenne un illustrissimo e gloriosissimo martire, essendo stato catturato e bruciato nella crudele persecuzione che fu scatenata contro i cristiani, nell'anno 250, dall 'imperatore Dec l'empereur Dèce Imperatore romano responsabile della persecuzione dei cristiani nel 250. io.
Fonti del racconto
La biografia si basa principalmente sugli scritti di san Gregorio il Taumaturgo e di altri storici ecclesiastici come Tillemont o Baillet.
Abbiamo tratto questa vita da quanto ne ha scr itto san Gregorio il Taumatur saint Grégoire le Thaumaturge Vescovo di Neocesarea che identificò e consacrò Alessandro. go. — Cf r. Tillem Tillemont Storico ecclesiastico citato come fonte. ont; Baillet; Godescar d; san Gregorio di Niss saint Grégoire de Nysse Padre della Chiesa citato come fonte. a.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Studi di filosofia nella provincia del Ponto
- Vendita dei suoi beni e distribuzione ai poveri
- Si stabilì a Comana come carbonaio per nascondere la sua bellezza e la sua sapienza
- Elezione miracolosa all'episcopato sotto la presidenza di san Gregorio il Taumaturgo
- Martirio sul rogo sotto l'imperatore Decio
Miracoli
- Apparizione di una moltitudine di giovani colombe attorno a lui durante il suo primo sermone
Citazioni
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Qui vere humilis est, magis optat vile et abjectus haberi, quam sanctus.
Ludovico Blosio (in epigrafe)