Religiosa nel monastero di Tabenna in Egitto, Isidora simulava la follia e la possessione per compiere i compiti più umili in cucina. Scoperta dall'eremita Pitirione che rivelò la sua grandezza spirituale, fuggì dal convento per finire i suoi giorni nell'oscurità e preservare la sua umiltà.
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SANTA ISIDORA DI TABENNA (epoca incerta).
L'umiltà e la finta follia
Isidora vive in un monastero egiziano fingendo follia e possessione per dedicarsi ai compiti più umili della cucina.
C'era in un monastero femminile, a Tabennes, in Egitto, racconta san Basilio, una sor ella che si fingeva folle e posseduta dal une sœur qui se faisait passer pour folle Religiosa egiziana che finse la follia per umiltà. demonio: le altre sorelle le credettero a tal punto che nessuna di loro voleva nemmeno mangiare al suo fianco. Agiva in questo modo affinché non la allontanassero mai dalla cucina, le cui umili mansioni le erano sembrate così adatte a santificarla.
Mentre le altre religiose coprivano il capo con un cappuccio, lei avvolgeva il suo con una sorta di turbante confezionato con minuscoli pezzi di stoffa: da ciò appare evidente che l'uniformità del costume non era richiesta in quell'epoca nei monasteri.
Nessuna delle quattrocento religiose che componevano la comunità la vide mai mangiare; non prese mai posto a tavola: consumava il suo pasto lavando le stoviglie, e quel pasto era composto dagli avanzi rimasti sui tavoli. Mai la si vide mangiare un pezzo di pane. Maltrattata da tutti, mai un mormorio uscì dalla sua bocca: parlava solo per necessità e il più delle volte affatto.
La visione di san Piterio
Un angelo appare all'eremita Piterio per rivelargli la superiorità spirituale di Isidora nonostante il suo aspetto miserevole.
Or, a una certa distanza da lì, viveva un santo uomo chiam ato Pit Pyotère Eremita che ricevette una visione angelica per rivelare la santità di Isidora. erio. Un angelo del cielo gli apparve e gli disse: «Va' al monastero delle donne di Tabenna: là troverai una delle religiose che porta una specie di corona attorno al capo; imparerai che essa vale più di te. Nonostante le tribolazioni del giorno e della notte che la visitano, il suo cuore non si è mai allontanato da Dio. Essa lotta contro un'intera moltitudine e non è mai turbata, mentre tu, che vivi solo qui, in un angolo del deserto, porti il tuo pensiero attraverso mille distrazioni».
Il riconoscimento della santa
Piotere si reca al monastero e identifica Isidora, costringendo le altre religiose a riconoscere il loro errore e la santità della loro compagna.
Piotere si mise subito in cammino verso quel monastero: essendovi arrivato, pregò i superiori dei Fratelli di introdurlo nell'abitazione delle donne. Era un Santo e per di più un anziano; il permesso gli fu dunque facilmente accordato. Chiese allora di vedere tutte le sorelle: ora, quella sola che egli voleva vedere non si trovava nei ranghi della comunità. «Mie sorelle», disse loro, «non siete tutte qui!» — «Padre mio», gli dissero, «resta una folle in cucina; è così che chiamiamo le possedute dal demonio». — «Permettete che la veda». — Si andò dunque a cercare la presunta folle. Ora, questa si rifiutava a tale esibizione. Ma quando le ebbero fatto il nome di san Piotere, ella cedette.
Il Santo, avendola riconosciuta dal suo turbante, si gettò ai suoi piedi ed esclamò: «Beneditemi». A sua volta ella si prostrò a terra e disse: «Che la vostra mano si stenda su di me».
Si può immaginare lo stupore di tutte le sorelle che si misero tutte insieme a dire: «Padre mio, non vi umiliate a tal punto, avete a che fare con una folle».
«Voi tutte siete folli», riprese san Piotere: «Questa è la vostra Amma (la vo stra madre) e saint Pyotère Eremita che ricevette una visione angelica per rivelare la santità di Isidora. la mia. Prego Dio di es sere Amma Titolo onorifico per una madre spirituale nel monachesimo orientale. trovato degno quanto lei, nel giorno del giudizio».
A queste parole, le religiose caddero ai piedi dell'umile lavapiatti come colpite da una scossa elettrica, e ciascuna le fece la confessione dei propri torti verso di lei.
San Piotere le riconciliò con Dio e con il loro amore, poi si ritirò.
La fuga verso l'oscurità
Rifiutando la gloria umana e le scuse delle sue sorelle, Isidora lascia segretamente il convento per finire la sua vita nell'anonimato.
Qualche giorno dopo, l 'umile aiuto-cuoca, non l'humble aide-cuisinière Religiosa egiziana che finse la follia per umiltà. potendo sopportare di essere stata così glorificata, arrossendo peraltro per le scuse che le avevano fatto le religiose, lasciò segretamente il convento e andò a terminare la sua vita nella più completa oscurità.
Fonti e conclusione morale
Il racconto si conclude con una massima sulla sapienza spirituale e cita le Vite dei Padri di Rosweyde come fonte.
«Se qualcuno tra voi si crede sapiente in questo mondo, diventi folle per essere veramente sapiente!».
Roswey de, *Vi Roswede Agiografo, autore delle Vite dei Padri. te dei Padri*.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nel monastero di Tabennes
- Simula la follia e la possessione per santificarsi attraverso l'umiltà
- Servizio in cucina e lavaggio delle stoviglie
- Riconoscimento della sua santità da parte di san Pitirione
- Confessione pubblica delle altre religiose ai suoi piedi
- Fuga dal monastero per tornare nell'oscurità
Miracoli
- Rivelazione angelica della sua santità a san Pitirio
Citazioni
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Costei è la vostra Amma (vostra madre) e la mia. Prego Dio di essere trovato degno quanto lei, nel giorno del giudizio
San Pitirone