Profeta dell'Antica Legge, Abacuc annunciò l'invasione della Giudea da parte dei Caldei e la caduta di Nabucodonosor. La tradizione riporta che fu trasportato miracolosamente da un angelo fino a Babilonia per nutrire Daniele nella fossa dei leoni. La sua tomba fu rivelata nel IV secolo sotto il regno di Teodosio.
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SANTI ABACUC E MICHEA IL GIOVANE
Contesto e profezia contro Gerusalemme
Abacuc avverte il regno di Giuda dell'imminente invasione dei Caldei a causa della corruzione morale e religiosa del popolo.
PROFETI DELL'ANTICA LEGGE. (606 a.C.)
Non era più il tempo in cui un intero popolo scuoteva, alla voce di Mosè, l'oppressione dell'Egitto. Il regno avvilito di Giuda dormiva nelle catene del Faraone Neco, e stimava il suo sonno a tal prezzo da votare alla morte gli importuni la cui voce cercava di interromperlo. Quando un popolo arriva a questo eccesso di preferire all'onore, al dovere, alla religione, alla sua stessa nazionalità, i godimenti degradanti del sensualismo; quando soprattutto risponde solo con il disprezzo agli slanci generosi delle anime che il contagio non ha ancora raggiunto, tocca da ogni parte la rovina. È questo ciò che il profeta Abacuc, degno au prophète Habacuc Profeta dell'Antico Testamento, autore di un libro profetico e di un cantico. siliario di Geremia e di Gioele, intraprese non meno inutilmente di far comprendere all'ingrata Gerusalemm e. «Alzat Jérusalem Città santa dove la Croce fu perduta e poi riportata. e gli occhi, razza di disprezzatori», diceva, «guardate, e che questo spettacolo vi geli di spavento; poiché l'evento che sta per compiersi nei vostri giorni supererà la fede delle età future. Io, Geova, susciterò contro di voi, dalla Caldea, una nazione dal cuore crudele e dai piedi rapidi, che percorrerà la terra per impossessarsi di domini che non sono i suoi. L'orrore la precede e lo spavento la segue; non prende consigli se non nella sua violenza, e le rovine che semina al suo passaggio non hanno vendicatori. Più agili del leopardo, più pronti del lupo che piomba la sera sugli ovili, saranno i suoi cavalli e i suoi cavalieri; varcheranno le distanze, si spargeranno ovunque contemporaneamente; avranno il volo dell'aquila che si precipita verso la preda. Tutti accorreranno al saccheggio: si direbbe un uragano nella sua furia. Allo stesso modo in cui il vento solleva la polvere in vortici, così cacceranno davanti a loro le nazioni come greggi di schiavi. Il loro capo trionferà sui re, i principi saranno i suoi buffoni; i più fieri baluardi susciteranno il sorriso della sua pietà; eleverà al di sopra del loro livello montagne di fascine, ed entrerà vincitore nelle fortezze. Dopo tante vittorie, il suo spirito sarà turbato; cadrà; ed ecco a cosa si ridurrà per lui la potenza del suo Dio.»
Nabucodonosor e la caduta di Giuda
Le profezie di Abacuc si realizzano con l'invasione di Nabucodonosor II, annunciando al contempo la futura caduta dell'oppressore assiro.
Le recenti scoperte definitive confermano la veridicità della storia ebraica e giustificano fin nei minimi dettagli le espressioni dei Profeti. Nabucodonosor I I, che avrebbe pr Nabuchodonosor II Re di Babilonia che assediò Gerusalemme. esto realizzato le predizioni di Abacuc con il successo della sua invasione in Giudea e la terribile cattività che avrebbe imposto agli Ebrei, era un servitore del dio Assur. Non mancavano a Gerusalemme spiriti vili e servili, pronti ad adorare il successo, nonostante il loro sentimento nazionale oltraggiato, e disposti a preferire il dio degli Assiri che donava la vittoria, al Dio di Giuda che annunciava sconfitte. Ecco perché Abacuc insiste sulla caduta che seguirà le ambizioni soddisfatte di Nabucodonosor e sull'impotenza del dio che l'Assiria presentava come il vincitore di Geova.
Il Cantico di Abacuc
L'opera poetica di Abacuc, integrata nel canone delle Scritture, è celebrata dalla Chiesa cattolica per la sua dimensione messianica.
Come Gioele, Abacuc ha celebrato il futuro regno del Messia: il cantico conservato nel canone delle Scritture sotto il titolo di: *Oratio Habacue prophetæ pro ignora Oratio Habacue prophetæ pro ignorantiis Cantico biblico di Abacuc utilizzato nella liturgia. ntiis*, è ritmato alla maniera dei Salmi, e ne possiede l'ispirazione e la divina sublimità. La Chiesa cattolica lo ripete ogni settimana nel suo ufficio liturgico, e ogni anno, nel giorno stesso in cui Gesù Cristo, di cui annunciava i trionfi, volle morire per mano dei Giudei per la salvezza del mondo.
Il soccorso recato a Daniele
Secondo la tradizione riportata da san Girolamo, Abacuc fu trasportato miracolosamente a Babilonia per nutrire Daniele nella fossa dei leoni.
Si è persuasi che questo Profeta sia sopravvissuto di molto all'ultima partenza dei prigionieri dopo la rovina del tempio e della città di Gerusalemme. Pertanto san Girolamo, seguito da molti altri, non fa alcuna difficoltà a dire che fu lo stesso Abacuc a ricevere ordine da Dio, trent'anni dopo, di recarsi dalla Giudea a Babilonia per portar Daniel Profeta gettato nella fossa dei leoni a Babilonia. e da mangiare a Daniele che era stato gettato nella fossa dei leoni.
Michea e l'annuncio del Messia
Il profeta Michea completa la visione di Abacuc designando Betlemme come il luogo di nascita del futuro dominatore d'Israele.
Mentre Isaia annunciava il regno spirituale del Figlio di Dio, nato da una Vergine Madre , Michea di Morese Michée de Morasthi Profeta che ha annunciato la nascita del Messia a Betlemme. t designava il luogo della sua futura nascita. «Sion sarà arata come un campo», diceva Michea, «Gerusalemme diventerà un mucchio di rovine, il monte del tempio un'altura boscosa». Sion, esclamava ancora, «figlia di briganti, sarai devastata; i nemici assedieranno le tue mura, colpiranno sulla guancia il giudice d'Israele. E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere tra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere dom Bethléem-Ephrata Luogo di nascita e di unzione di Davide. inatore in Israele, le cui origini sono dall'antichità, dai giorni eterni. Dio conserverà il suo popolo fino al tempo in cui colei che deve partorire partorirà. Il figlio che nascerà da lei dimorerà nella stabilità; egli pascerà il suo gregge con la forza del Signore e nella sublimità del suo nome augusto. E i popoli si convertiranno, perché la sua gloria sarà esaltata fino alle estremità della terra, e costui sarà la pace».
Che la Sinagoga ci dica chi è il Figlio di Dio, nato da una Vergine Madre a Betlemme di Efrata, il cui nome è ora adorato in tutte le contrade dell'universo? Ne conosce un altro oltre a Gesù Cristo, nostro Dio e re immortale della pace?
Invenzione delle reliquie sotto Teodosio
Le sepolture di Abacuc e Michea vengono rivelate al vescovo Zabenne nel IV secolo, portando alla costruzione di luoghi di culto.
Non si sa quale sia stata la fine del profeta Michea. I Greci hanno preteso che fosse stato precipitato dall'alto di una roccia da alcuni Giudei, scioccati dal sentirsi rimproverare i loro crimini: ma questa asserzione non poggia su alcuna base solida.
Fu sepolto vicino al luogo della sua nascita.
Secondo il resoconto dello storico Sozomeno, le tombe di Abacuc e di Michea il Giovane furono rivelate a Zabenne, vescovo di Eleuteropoli, città situata a circa 7 leghe da Gerusalemme, verso occidente: ciò avve Théodose Imperatore romano sotto il cui regno inizia il racconto. nne sotto il regno di Teodosio, 346-395.
Quella di Abacuc si trovava in un luogo chiamato Kella, così noto per la storia di Davide, e quella di Michea, a mezza lega da Eleuteropoli, in un luogo che il popolo designava con il nome di Monumento fedele, senza sapere perché. Ai tempi di san Girolamo, esisteva sulla tomba di Michea di Morasti una chiesa che fu visitata da santa Paola. Non si sa se la tomba di Abacuc sia stata onorata allo stesso modo: resta il fatto che nel corso del tempo fu eretta, vicino a Betlemme, una chiesa sul luogo in cui la tradizione riferiva che l'angelo lo avesse rapito per trasportarlo a Babilonia. Nel XIII secolo, esisteva nella diocesi di Gerusalemme una chi esa abbaziale dell Ordre de Prémontré Ordine religioso a cui apparteneva Padre Aubertin, biografo del santo. 'Ordine Premostratense, sotto il nome di sant'Abacuc. Essa dip endeva d Floreffe Abbazia belga da cui dipendeva la chiesa di San Abacuc in Terra Santa. all'abbazia di Floreffe, in Belgio, ed era stata costruita da un crociato dell'Hainaut.
Culto e rappresentazioni
Le date delle festività differiscono tra le Chiese greca e latina, mentre l'iconografia di Abacuc si concentra sull'episodio dell'angelo e del pasto.
I greci celebrano la festa di Abacuc il 2 dicembre, ma non vi associano Michea. Tutti i martirologi latini li riuniscono il 15 gennaio: è quanto fa anche nel Levante la chiesa latina di Gerusalemme, dove il loro ufficio è di rito semidoppio.
Abacuc è riconoscibile per l'angelo che lo trasporta in aria per i capelli; per il pane di cui si munisce per il profeta Daniele; per il vaso di zuppa che aveva preparato per i suoi mietitori e che stava portando loro nel momento in cui fu rapito. Nel Medioevo, ogni profeta veniva inoltre caratterizzato da un testo della sua profezia posto su un cartiglio. Il testo scelto per Abacuc è il seguente: Apparebit Dominus et non mentietur. Deus ab austro veniet et Sanctus de monte Pharaon. Il Signore si mostrerà e non mentirà. Dio verrà dal mezzogiorno, e il Santo dal monte di Faran.
Per Michea era questo: Erit mons domus Domini præparatus in vertice montium. La casa del Signore sarà preparata sulla cima dei monti.
Cfr. Balliet, Darras, Histoire de l'Église; P. Cahier.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.