Figlia del re degli Angli orientali, Eteldreda preservò la sua verginità nonostante due matrimoni reali. Scelse infine la vita monastica e divenne badessa di Ely, dove condusse una vita di austerità e preghiera. Morì di peste nel 679 e il suo corpo fu ritrovato incorrotto sedici anni dopo.
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SANTA ETELDREDA O EDILTRUDE,
Origini e pietà precoce
Figlia del re degli Angli orientali, Eteldreda è cresciuta in una famiglia di santi e manifesta molto presto un desiderio di verginità consacrata.
Abbiamo visto, in santa Margherita di Scozia, il modello di una grande regina e un esempio perfetto del modo in cui le regine e le grandi principesse devono comportarsi verso Dio e la sua Chiesa, e verso i loro mariti, i loro figli, i loro ufficiali e i loro sudditi. Ecco oggi un'altra regina, molto più antica della precedente, che ci farà vedere che la santità non è incompatibile con la grandezza, né l'innocenza e la verginità con un matrimonio illustre e pieno di gloria. È la beata Eteldreda, che Dio ha elevato alla dignità Edeltrude Regina d'Inghilterra, vergine e badessa di Ely. di regina d'Inghilterra solo per rendere le sue virtù più splendenti e per proporla a tutto questo regno come un modello compiuto di distacco dal mondo e da tutto ciò che esso ha di beni, di onori e di piaceri.
Era figlia di un re degli Angli orientali, chiamato Anna, di cui il venerabile Beda descri ve s Anna Re dei Sassoni orientali e padre di Eteldreda. pesso le belle azioni e le eccellenti virtù; ebbe per madre santa Eresvida, principessa del sangue dei re di Northumbria.
Era sorella di santa Sexburga, di santa Withburga e di santa Etelbu rga, che morì r sainte Sexburge Sorella di Eteldreda e sua successore come badessa di Ely. eligiosa in Francia. Nacque a Exning, nella contea del Suffolk, e fu allevata nel timore di Dio. La regina, sua madre, incantata dalle sue pie inclinazioni e dalle sue belle qualità, non dimenticò nulla per coltivarle e fare di sua figlia una principessa compiuta. Un amore ardente per Gesù e una tenera devozione per Maria si impadronirono di questo cuore semplice e retto, e di buon'ora la giovane vergine concepì il desiderio di passare la sua vita in una continenza perfetta. Si videro presto apparire in lei i semi di quella virtù eminente a cui la si vide pervenire in seguito, e diede in ogni occasione segni del disprezzo che nutriva per i piaceri della vita, per le grandezze e per le ricchezze della terra, testimoniando che ne attendeva di più solidi nel cielo.
La prova dei matrimoni reali
Sposata successivamente al principe Tonbercht e poi al re Egfrido, riesce a preservare la sua verginità con il loro consenso e si ritira dal mondo.
Quando fu in età da marito, suo padre, che nutriva per lei tutta la tenerezza che si può avere per una figlia di nobili natali, la diede in sposa a Tonbercht, principe dei Girvii meridionali. Questi due sposi vissero nella continenza e si separarono per meglio dedicarsi al servizio di Dio. Ella si ritirò nell'isola di Ely, che le era stata donata come dote; lì condusse, per lo spazio di cinque anni, una vita veramente angelica. Piena di disprezzo per tutto ciò che incanta i mondani, faceva consistere la sua gloria nella pratica della povertà volontaria e delle umiliazioni. Il suo più grande piacere era cantare notte e giorno le lodi del Signore.
Invano Edeltrude cercò di vivere nascosta nella solitudine; lo splendore delle sue virtù squarciò il velo di cui la sua umiltà tentava di coprirle.
Quando il suo primo marito morì, Egfr ido, r Egfrid Re di Northumbria e persecutore di Wilfrid. e di Northumberland, la perseguitò con le più vive insistenze finché ella acconsentì a sposarlo. Ella seppe, nel secondo matrimonio come nel primo, conservare intatto il fiore della sua verginità.
Fondazione e vita a Ely
Dopo aver ricevuto il velo a Coldingham, fonda due monasteri sull'isola di Ely dove conduce una vita di ascesi e di preghiera continua.
Abbiamo come garanti di questo prodigio due grandi Santi che ce ne danno assicur azione: san W saint Wilfrid Vescovo presente alla corte di Dagoberto II. ilfrid, arcivescovo di York , e il venerab vénérable Bède Agiografo il cui martirologio attesta l'antichità del culto. ile Beda, insigne dottore della Chiesa; e Dio stesso ha voluto darne una grande prova, conservando il suo corpo incorrotto diversi anni dopo la sua morte. Trascorsi dodici anni, Eteldreda, che, al pari di Ester, aveva una sovrana avversione per tutto lo splendore della maestà reale, supplicò istantemente il re suo marito di permetterle di lasciare la corte e di ritirarsi in una casa religiosa. Il re l'amava teneramente, come era perfettamente amato da lei, il che rende la loro continenza ancora più ammirevole; tuttavia, si lasciò infine piegare dalle sue preghiere e acconsentì che ella seguisse l'attrazione di Dio che la chiamava a una vita più perfetta di quella di corte. Entrò dunque nel m onastero di Coldingham monastère de Coldhingam Monastero dove Eteldreda prese il velo. e ricevette il velo di religiosa dalle mani del santo arcivescovo di cui abbiamo appena parlato, sotto la guida di Ebbe Superiora del monastero di Coldingham e zia del re Egfrido. Ebbe, zia del re, che ne era superiora. La sua vita, in quel luogo di penitenza, fu un modello di tutte le virtù, e sebbene fosse ancora novizia, vi apparve così consumata nell'osservanza delle Regole della Congregazione che, dopo un anno, fu fatta lei stessa badessa, nell'isola di Ely, dove era ritornata nel 672 e dove fondò due monasteri, per l'uno e l'altro sesso. Così, questa grande principessa si vide ben più felicemente madre che se avesse dato molti figli a suo marito; e come aveva alleato, nel mondo, la verginità con il matrimonio, alleò nel suo ritiro la fecondità spirituale con la verginità. Unì anche una grande mortificazione del suo corpo e di tutti i suoi sensi alle cure continue che il suo incarico di superiora le dava. Lasciò da allora la biancheria e non si servì più che di tuniche di lana. Accadeva raramente che mangiasse più di una volta al giorno, e occorreva per questo, o che fosse notevolmente indisposta, o che una grande solennità, come quella di Pasqua, di Pentecoste, di Natale o dell'Epifania la obbligasse a moderare il suo digiuno. La sua orazione era continua, e la faceva, soprattutto al mattino, con tale fervore che, sebbene avesse assistito agli uffici di metà notte, il sorgere del sole la trovava sempre in preghiera.
Il sacrificio finale
Muore di peste nel 679, accettando un tumore al collo come penitenza per le vanità della sua giovinezza.
Trascorse così il resto della sua vita, che fu ancora di sette anni, in un'innocenza e una pietà del tutto esemplari; e, essendo ancora abbastanza giovane, ma piena di buone opere e di meriti, morì di peste nel suo monastero, il 23 giugno 679. La sua morte non le era stata imprevista. Dio le aveva fatto conoscere, in precedenza, che la sua casa sarebbe stata attaccata da un male contagioso; che un certo numero delle sue figlie ne sarebbe morto, e che lei stessa le avrebbe accompagnate in questo passaggio all'eternità. Quando sentì sul collo un tumore ardente che la consumava, ne testimoniò una gioia estrema e sopportò con pazienza eroica il dolore delle incisioni che il chirurgo vi praticò. «Non ho alcun male», diceva, «che io non abbia giustamente meritato; mi ricordo che, essendo molto giovane, portavo su questo collo grosse collane di perle che ne facevano l'ornamento superfluo. Dio mi usa molta misericordia nel voler punire in questa vita le vanità e le leggerezze di quell'età, per non punirle nell'altra vita». Si è soliti rappresentarla con una corona ai suoi piedi, per mostrare che ha saputo disprezzare le grandezze del mondo.
Miracoli e posterità
Sedici anni dopo la sua morte, il suo corpo viene ritrovato perfettamente intatto, confermando la sua santità e dando inizio a un culto duraturo in Inghilterra.
## CULTO E RELIQUIE.
Il suo corpo, come ella aveva ordinato, fu deposto in una bara e sepolto nel cimitero delle religiose, per non essere separata, dopo la morte, da coloro che aveva così teneramente amato durante tutto il corso del suo priorato.
Sexburga, s ua sorel Sexborge Sorella di Eteldreda e sua successore come badessa di Ely. la, moglie di Ercunberto, re dei Cantuari, e che, al suo esempio, aveva lasciato tutto per abbracciare la vita religiosa, fu eletta badessa al suo posto e continuò a governare il suo monastero con grande santità. Dopo sedici anni, ebbe il pensiero di esumare questo prezioso tesoro per collocarlo in un luogo più onorevole, e incaricò, per questo, alcuni religiosi di cercarle una pietra per farne un sepolcro. Il loro compito non fu difficile da eseguire; poiché, recatisi in un luogo abbastanza vicino, trovarono subito, nei campi stessi, un sepolcro di marmo bianco, lavorato con grande ingegno, con una grande lastra dello stesso materiale per coprirlo. Videro bene che era stata la divina Provvidenza a preparare quel sarcofago per onorare la purezza e l'umiltà della sua sposa; così, lo portarono con gioia alla santa badessa. Ella non credeva più di trovare altro che le ossa della regina, sua sorella, tanto più che il luogo in cui era stata sepolta era estremamente umido e che il suo corpo, come abbiamo detto, oltre a non essere stato imbalsamato, era stato racchiuso solo nel legno. Tuttavia, la trovò nello stesso stato in cui era il giorno del suo decesso, senza che né la sua carne, né i suoi abiti, né i sudari che l'avvolgevano avessero contratto alcuna corruzione; e ciò che appariva ancora più ammirevole era che la grande ferita che le era stata fatta al collo per guarirla dal tumore contagioso di cui era morta si era perfettamente richiusa, e che non vi si vedeva più che una leggera cicatrice.
Il suo corpo fu posto nel sepolcro di marmo, dove rimase fino a quando Riccardo, abate di Ely, ne fece una solenne traslazione nella chiesa, nell'anno 1106. Molti miracoli sono avvenuti attraverso il contatto con i suoi abiti, rimasti così a lungo incorruttibili nel suo sepolcro, e i demoni non potevano sopportarne l'avvicinarsi.
Il suo culto divenne pubblico nella Chiesa d'Inghilterra poco tempo dopo la sua morte. Il martirologio romano, quello di Beda, di Adone e di Usuardo segnano la sua festa al 23 giugno.
Beda: Storia ecclesiastica, lib. IV, cap. 19 e 20. — Cfr. God Bède Agiografo il cui martirologio attesta l'antichità del culto. escard, ecc.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Matrimonio con Tonbercht, principe dei Girvii
- Ritiro di cinque anni nell'isola di Ely
- Secondo matrimonio con Egfrido, re di Northumbria
- Ingresso nel monastero di Coldingham
- Fondazione di due monasteri a Ely nel 672
- Morta di peste nel 679
- Traslazione del corpo incorrotto nel 695 (16 anni dopo la sua morte)
- Traslazione solenne nel 1106 ad opera dell'abate Riccardo
Miracoli
- Incorruttibilità del corpo constatata 16 anni dopo la morte
- Cicatrizzazione post-mortem di un'incisione chirurgica al collo
- Provvidenziale scoperta di un'antica tomba di marmo bianco
- Guarigioni ed esorcismi tramite il contatto con le sue vesti
Citazioni
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Non ho alcun male che non abbia giustamente meritato; ricordo che da giovanissima portavo su questo collo grosse collane di perle che ne facevano un ornamento superfluo.
Parole riferite durante la sua malattia