6 agosto 3° secolo

San Sisto II

Xisto

Papa e martire

Festa
6 agosto
Morte
6 août 259
Epoca
3° secolo

Filosofo ateniese convertito, Sisto II divenne papa nel 257 durante la persecuzione di Valeriano. Riconosciuto per la sua dolcezza, placò le tensioni sul battesimo degli eretici prima di essere sorpreso dai soldati mentre celebrava i misteri nel cimitero di Callisto. Fu decapitato con diversi diaconi, predicendo al suo discepolo Lorenzo il proprio martirio tre giorni più tardi.

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Sezioni di lettura: 7

SAN XISTO O SISTO II, PAPA E MARTIRE

Vita 01 / 07

Origini e formazione

Presentazione di Sisto II, filosofo ateniese convertito al cristianesimo, che si stabilì a Roma per dedicarsi alla disciplina ecclesiastica.

Nihil Deo tam gratum, tam amabile est, quam mitis anima atque manrueta.

Dio non trova nulla di più gradito, di più amabile, di un'anima dolce e clemente.

S. G. Cris., hom. m de Panit.

La Chiesa nascente vide apparire due santi Pontefici sotto il nome di Sisto, che entrambi l'hanno onorata con il loro martirio. Il primo era romano e figlio di un pastore; tenne la sede apostolica sotto l'imperatore Adriano, e soffrì generosamente la morte sotto Antonino, per andare a godere di Gesù Cristo, il 6 aprile, l'anno 127. Il secondo, di cui la Chiesa celebra oggi la memoria, era atenies Le second, dont l'Église célèbre aujourd'hui la mémoire, était Athénien Papa del III secolo, talvolta confuso con il consacratore di san Sisto di Reims. e. Si applicò molto, nella sua giovinezza, allo studio della filosofia, di cui si faceva gran conto nel suo paese; ma avendo riconosciuto quanto la dottrina di Gesù Cristo fosse preferibile a tutta la sapienza dei Greci, lasciò questa occupazione per non studiare più che Gesù Cristo crocifisso. Essendo v enut Rome Città natale di Massimiano. o a Roma, vi divenne celeberrimo per la sua prudenza, la sua santità e la sua profonda conoscenza di tutto ciò che appartiene alla disciplina ecclesiastica.

Teologia 02 / 07

Elezione e gestione della Chiesa

Eletto dopo il martirio di Stefano I, Sisto II gestisce la questione del battesimo degli eretici seguendo la tradizione, pur organizzando il clero romano.

La cattedra apostolica era rimasta vacante per un mese dopo il martirio d i papa san Stefano I ( pape saint Étienne Ier Papa in carica al momento dei fatti. 253-257). La Chiesa di Roma, vedova del suo pastore, apprendeva ogni giorno il massacro di uno dei suoi figli. Fu così che l'accolito Tarsicio fu arrestato dai pagani nel momento in cui portava con sé la santa Eucaristia. I soldati che si impadronirono della sua persona vollero sapere cosa portasse. L'eroico ministro di Gesù Cristo rifiutò di scoprire le sante specie e si lasciò colpire a morte a colpi di pietre e bastoni dalla popolazione. In una riunione solenne nelle catacombe, il clero e i fedeli di Roma, sfidando i furori della persecuzione, ebbero il coraggio di dare un successore al Pontefice martire. San Stefano I aveva affidato a Sisto, suo arcidiacono, il governo della Chiesa, mentre lui stesso, imprigionato per la fede, subiva i primi attacchi dell'ottava persecuzione. I suffragi dell'assemblea si rivolsero al coraggioso arcidiacono (257). Non appena san Dionigi, patriarca di Alessand ria, ebbe appreso la sua elezione, g saint Denis, patriarche d'Alexandrie Vescovo di Alessandria e Padre della Chiesa del III secolo. li scrisse per chiedergli se fosse necessario ribattezzare le persone che avevano ricevuto il battesimo per mano degli eretici e che chiedevano di essere accolte nel seno della Chiesa cattolica. Non abbiamo la sua risposta; ma se ebbe il tempo di darne una, fu senza dubbio interamente conforme a quella che aveva dato san Stefano, suo predecessore, alla stessa domanda proposta dai vescovi d'Africa: ovvero, che non bisognava innovare nulla, ma attenersi alla tradizione. Dionigi ebbe la consolazione di vedere rientrare nell'unità tutti coloro che un errore passeggero ne aveva allontanati. Sisto conferì gli ordini nel mese di dicembre, secondo la consuetudine dei Papi, e vi impose le mani a quattro sacerdoti, sette diaconi e due vescovi. Alcuni annoverano tra questi san Sisto, primo arcivescovo di Reims; ma Flodoardo, che ha scritto la Storia della Chiesa di Reims, dice che fu inviato nelle Gallie molto tempo prima dall'apostolo san Pietro.

Martirio 03 / 07

Arresto ed esecuzione

Sotto la persecuzione di Valeriano, Sisto viene arrestato nelle catacombe e decapitato per essersi rifiutato di sacrificare al dio Marte.

Il nostro Santo soffrì pene incredibili per la difesa e la propagazione della religione cristiana. Avendo l'imperatore Valeriano dichiarato al senato di voler far ricercare soprattutto i vescovi, i sacerdoti e i ministri della Chiesa, e di voler far loro subire ogni sorta di supplizio fino alla morte, egli fu arrestato come capo dei cristiani, presentato ai giudici e accusato di aver tenuto assemblee segrete, contrariamente al divieto del principe. Sisto conf Sixte Papa del III secolo, talvolta confuso con il consacratore di san Sisto di Reims. essò di non risparmiare nulla per stabilire il culto del vero Dio e per distruggere la superstizione dell'idolatria, e protestò che sarebbe morto volentieri per una causa così giusta e santa. Fu condotto al tempio di Marte, per spingerlo a sacrificare a quella falsa divinità; ma egli rifiutò assolutamente di commettere tale empietà. Così, dopo una breve prigionia, e mentre il Pontefice celebrava i santi misteri nel cimi tero di Callisto, dei cimetière de Calliste Luogo di sepoltura di San Ponziano a Roma. soldati si impadronirono della sua persona e lo condussero fuori dalla città, dove i carnefici gli tagliarono la testa (6 agosto 259).

Vita 04 / 07

Sisto e il suo diacono Lorenzo

Sulla via del supplizio, Sisto predice al suo diacono Lorenzo che lo seguirà nel martirio tre giorni dopo.

San Sisto aveva seduto per circa due anni dal consolato di Massimo e Glabrione (257), fino a quello di Emiliano e Basso (259). Egli precedeva nel cielo quella pleiade di gloriosi martiri che gli editti di Valeriano moltiplicavano in ogni parte del mondo, e di cui la storia della terra non ha potuto conservare tutti i nomi. Mentre camminava verso il suppli zio, Lorenzo, arcidiacono della Chiesa r Laurent, archidiacre de l'Église romaine Arcidiacono di Sisto II, celebre martire romano. omana, lo seguiva piangendo e gli diceva: «Dove vai, padre mio, senza il tuo figlio? Dove vai, santo Pontefice, senza il tuo diacono?». Sisto gli rispose: «Non sono io ad abbandonarti, o figlio mio, ma una lotta più grande è riservata a te: mi seguirai tra tre giorni!». Così avvenne. Ma se san Sisto non fu fin da allora accompagnato da san Lorenzo, non gli mancarono tuttavia altri compagni nelle sue sofferenze. Infatti san Felicissimo e sant'Agapito, diaconi, san Gennaro, san Magno e santo Stefano, suddiaconi, e san Quarto, furono decapitati con lui, come assicura il martirologio romano, sebbene il poeta san Prudenzio dica in particolare di san Sisto che fu legato in croce.

Eredità 05 / 07

Un pontefice pacifico

Riconosciuto per la sua dolcezza, pose fine alle dispute dottrinali prima di essere sepolto nel cimitero di Callisto.

Tra le lodi che l'antichità ha tributato a Sisto II, si nota soprattutto quella di pontefice dolce e pacifico. È a questa mansuetudine che fu riservata la consolante missione di porre fine alla disputa dei ribattezzanti querelle des Rebaptisants Conflitto teologico sulla validità del battesimo amministrato dagli eretici. , di cui abbiamo parlato, e che aveva riempito di amarezza il pontificato del suo predecessore. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Callisto, sulla via Appia, dove era stato giustiziato, e quelli dei suoi compagni nel cimitero di Pretestato, secondo l'osservazione del libro dei Sommi Pontefici, attribuito a san Damaso. Tutti i martirologi, dopo san Cipriano, sant'Agostino, san Massimo, san Pietro Crisologo e molti altri, parlano con rispetto di questo beato Pontefice.

other 06 / 07

Rappresentazioni artistiche

Il santo è tradizionalmente raffigurato con una spada, una croce o al fianco di san Lorenzo mentre distribuisce l'elemosina.

San Sisto viene rappresentato: 1° con una spada al suo fianco, per ricordare che fu decapitato; 2° legato a una croce, poiché alcuni autori sostengono che subì questo genere di supplizio; 3° mentre conferisce il diaconato a san Lorenzo; 4° condotto in prigione e mentre consegna a san Lorenzo il denaro delle elemosine, affinché lo distribuisca alle vedove e agli orfani; 5° mentre cammina verso il supplizio, accompagnato dallo stesso san Lorenzo a cui predice che subirà il martirio dopo tre giorni.

Culto 07 / 07

La chiesa di San Sisto e l'Ordine Domenicano

La chiesa di San Sisto Vecchio a Roma divenne un centro di devozione maggiore e la prima culla dell'Ordine dei Predicatori sotto san Domenico.

## CULTO E RELIQUIE. Tra i santuari domenicani di Roma, si nota la chiesa di San Sisto Vecchio. Fu edificata verso la fine del III secolo, sul luogo e con i resti di un tempio delle Muse, da una matrona romana chiamata Trigide, in onore del nostro santo Pontefice. I suoi preziosi resti, tratti dal cimitero di Callisto, sulla via Appia, vi furono deposti. Dal IV al XIII secolo, questa chiesa ebbe molto a soffrire, e, nell'anno 1200, Innocenzo fu obbligato a ricostruirla interamente quando risolse di riunire a San Sisto tutte le religiose sparse in Roma. Nel 1488, con il pontificato di Sisto IV, il cardinale Pietro Ferricci la restaurò a sue spese, e un altro cardinale, Filippo Buoncompagni, all'incirca nella stessa epoca, incaricò Baccio Pintelli, il celebre architetto della cappella Sistina e del ponte Sisto, di farle la piccola facciata che vediamo ancora oggi. Sotto il pontificato di Paolo V (1605-1621), il reverendissimo Padre Serafino Sicco, maestro generale dell'Ordine di San Domenico, vi fece eseguire alcuni dipinti. Infine Benedetto XIII (1724-1730) pose l'ultima mano al suo abbellimento, e se, oggi, questa cara chiesa è ancora fresca e ben conservata, malgrado il suo abbandono e l'umidità del suo vicinato, lo deve allo zelo e alle cure intelligenti del reverendo Padre Nutooly, ex priore di San Clemente. Aggiungiamo, per memoria, che questa chiesa di San Sisto, la prima dimora di san Domenico e di conseguenza la vera culla del suo Ordine, udì molte volte ris saint Dominique Fondatore dell'Ordine dei Frati Predicatori e compagno di missione di Pietro. uonare la voce potente del fondatore dei Domenicani. È là che, molto spesso, egli annunciò la divina parola a quella folla che ovunque si accalcava sui suoi passi, e gli strappava qualche lembo delle sue vesti per farne delle reliquie. Abbiamo completato il racconto del P. Giry con l'Histoire générale de l'Église, dell'abate Darras, t. VIII; e l'Année dominicaine, t. V.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.